Rumore bianco di Noah Baumbach, la recensione

Com'è 'White Noise' di Noah Baumbach, il film d'apertura di Venezia 79 |  Rolling Stone Italia

Con Rumore bianco si ripete la stessa modalità del precedente film di Noah Baumbach, Storia di un matrimonio: passaggio alla Mostra di Venezia 2022, in questo caso come film d’apertura, e poi sbarco su Netflix. Per il suo lavoro più ambizioso, adattamento del celebre romanzo di Don DeLillo, il regista newyorchese ha richiamato l’ormai sodale Adam Driver, affiancato dalla musa e compagna di Baumbach Greta Gerwig e da un bel cast di contorno in cui spiccano Don Cheadle, Jodie Turner-Smith e il Lars Eidinger visto anche in Irma Vep.

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Venezia 79: White Noise, la recensione del film di Noah Baumbach con Adam Driver e Greta Gerwig

Biennale Cinema 2022 | White Noise di Noah Baumbach è il film d'apertura  della 79. Mostra

A inaugurare la Mostra di Venezia 2022, dopo la cerimonia di apertura con il Leone alla carriera alla divina Catherine Deneuve e l’immancabile discorso di Zelensky, dopo la prima pioggia di questa 79esima edizione e il tormentone sulle difficoltà a prenotare i posti in sala, è uno dei film più ambiziosi di Noah Baumbach, che a tre anni dal suo splendido Storia di un matrimonio torna al Lido con White Noise, adattamento del celebre romanzo Rumore bianco di Don DeLillo. Dal suo film precedente, il regista newyorchese ha richiamato l’ormai sodale Adam Driver, affiancato dalla musa e compagna di Baumbach Greta Gerwig e da un bel cast di contorno in cui spiccano Don Cheadle, Jodie Turner-Smith e il Lars Eidinger visto di recente anche in Irma Vep.

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MISTRESS AMERICA di Noah Baumbach (2015)

 

Mistress America, diretto da Noah Baumbach, si può considerare come il terzo capitolo del regista sul tema della crescita giovanile, insieme ai precedenti Frances Ha e While We Were Young. Il film è incentrato sull’incontro a N.Y. tra Tracy (Lola Kirke) e Brooke (Greta Gerwig, anche coautrice della sceneggiatura insieme al compagno di vita Baumbach), future sorellastre. L’incipit ce lo dà la giovane Tracy, appena arrivata in città per frequentare il college, quando dice: ”Non è ogni storia una storia di tradimento?”.

Una storia, dunque, che ci narra di come stare attenti a non tradire innanzitutto se stessi e le persone vicine, ma anche una storia di tradimenti necessari, forse, per crescere. La giovane Tracy fatica ad ambientarsi in università e a farsi accettare dalla prestigiosa società letteraria Moebius; Brooke, trentenne perfettamente integrata nella “movida” newyorkese, la aiuterà ad uscire dall’isolamento portandosela dietro nella ricerca di potenziali investitori per il suo futuro ristorante. Da questa alleanza, Tracy trarrà lo spunto per scrivere, sfruttando cinicamente la vita della neo-sorellastra, una breve storia (Mistress America per l’appunto).

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Venezia 72: DE PALMA di Noah Baumbach e Jake Paltrow (2015)

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In un momento storico in cui il cinema documentario viaggia a marce forzate verso un rinnovamento evidente e significativo, Noah Baumbach e Jake Paltrow decidono di riportare il genere ai suoi albori costruendo un film che più semplice e lineare non si può. Ascoltando per circa 30 ore (poi ridotte a due col montaggio finale) il loro maestro Brian De Palma, gli autori hanno modo di realizzare un’intervista genuina e godibile capace di soddisfare tutto il pubblico che vi prenderà parte.

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GIOVANI SI DIVENTA di Noah Baumbach (2014)

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A guardare il trailer italiano di Giovani si diventa (sulla pessima traduzione dell’originale While We’re Young si potrebbe discutere a lungo), pare di trovarsi di fronte a un film leggerino su una coppia di quarantenni, Josh e Cornelia (Ben Stiller e Naomi Watts) che tenta di eludere la crisi di mezza età frequentando un’altra coppia formata da due venticinquenni gioiosi e in fiore, Jamie e Darby (Adam Driver e Amanda Seyfried).

Naturalmente, trattandosi di un film di Noah Baumbach, nel calderone di questa commedia agrodolce c’è molto di più. Avevamo lasciato il regista di Il calamaro e la balena alle geometrie in bianco e nero di Frances Ha, racconto di formazione su una ragazza sognante e spaesata. Lo ritroviamo in quella stessa New York, resa più brulicante e variopinta, a ribadirci come sia lui a tutti gli effetti l’erede di Woody Allen in quanto nuovo portavoce della borghesia colta della Grande Mela.

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FRANCES HA di Noah Baumbach (2012)

Frances-Ha-locandinaArriva nelle sale con grande ritardo, dopo il passaggio alla Berlinale e al Torino Film Festival nel 2013, il ritorno di uno dei più noti esponenti di quel cinema low budget, molto Sundance style, che ha un pubblico di nicchia ma porta quasi sempre il marchio di “cult” stampato sulla propria carta d’identità. Parliamo di Noah Baumbach, sodale di Wes Anderson (co-sceneggiatore di molti suoi film) e regista di Il calamaro e la balena, Il matrimonio di mia sorella e Lo stravagante mondo di Greenberg. L’universo dell’autore newyorchese, dallo stile meno ricercato rispetto a quello di Anderson – cui viene costantemente associato – è popolato di nuclei familiari disfunzionali (soprattutto nei primi due titoli citati) e antieroi immaturi che non riescono a fare i conti con le responsabilità della vita.
Frances Ha mette al centro un ritratto femminile a tutto tondo: la deliziosa protagonista interpretata da Greta Gerwig è il contraltare leggero, ottimista e sempre sorridente nonostante la precarietà esistenziale, del nevrotico e instabile Roger Greenberg della precedente pellicola (che vedeva nel cast anche la stessa Gerwig).

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FRANCES HA di Noah Baumbach (2012)

Dopo il passaggio all’ultima Berlinale, il 31 Torino Film Festival ospita il ritorno di uno dei più noti esponenti di quel cinema low budget, molto Sundance style, che ha un pubblico di nicchia ma porta quasi sempre il marchio di “cult” stampato sulla propria carta d’identità. Parliamo di Noah Baumbach, sodale di Wes Anderson (co-sceneggiatore di molti suoi film) e regista di Il calamaro e la balena, Il matrimonio di mia sorella e Lo stravagante mondo di Greenberg. L’universo dell’autore newyorchese, dallo stile meno ricercato rispetto a quello di Anderson – cui viene costantemente associato – è popolato di nuclei familiari disfunzionali (soprattutto nei primi due titoli citati) e antieroi immaturi che non riescono a fare i conti con le responsabilità della vita.
Frances Ha (nella sezione Festa mobile) mette al centro un ritratto femminile a tutto tondo: la deliziosa protagonista interpretata da Greta Gerwig è il contraltare leggero, ottimista e sempre sorridente nonostante la precarietà esistenziale, del nevrotico e instabile Roger Greenberg della precedente pellicola (che vedeva nel cast anche la stessa Gerwig).

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