Questa settimana tre recensioni al prezzo di una

L’estate, si sa, non è proprio la stagione migliore dal punto di vista della distribuzione. A parte qualche chicca sporadica, ci vengono proposti “filmetti” che non meritano che qualche riga di recensione.

Un esempio sono tre titoli in uscita questa settimana, di cui parliamo in un unico post:

 

Uomini di parola (2012) di Fisher Stevens

 

Locandina Uomini di parolaUn film forzatamente nostalgico, poco spontaneo e ancor meno sincero, è Uomini di parola di Fisher Stevens con protagonista Al Pacino.

L’attore interpreta Val, un ex criminale che, dopo aver passato gli ultimi ventotto anni della sua vita in prigione, è finalmente un uomo libero: all’uscita dal carcere trova Doc (Christopher Walken), suo vecchio amico e socio in affari, che è stato ingaggiato da un boss per ucciderlo entro dodici ore.

L’attore Fisher Stevens aveva già provato a passare dietro la macchina da presa nel 2002 (con Just a Kiss) ma ancora non ha imparato: la sua messa in scena è da principiante e Uomini di parola non riesce né a divertire né a intrattenere, vittima di un pessimo ritmo e di scelte narrative banali e mal scritte.

Christopher Walken è sprecato e, spiace dirlo, ma il nome di Al Pacino è, ormai da più di qualche anno, una garanzia di bassa qualità.

 

Voto: 1,5/4

 

Parental Guidance (2012) di Andy Fickman

 

Locandina Parental GuideStessi difetti di Uomini di parola si ritrovano in Parental Guidance, commedia di Andy Fickman con Billy Cristal e Bette Midler.

I due, nei panni di una coppia di nonni all’antica, si ritroveranno per alcuni giorni a fare da babysitter ai tre nipotini: i loro metodi educativi, antiquati rispetto a quelli “moderni” seguiti dalla loro figlia Alice, creeranno non pochi problemi nel rapporto con i ragazzi.

Un soggetto narrativo elementare è l’emblema di una pellicola priva di alcuna pretesa.

Le svariate gag giocano su stereotipi triti e ritriti, tanto che soltanto raramente riescono a strappare un abbozzo di sorriso.

Nel complesso un film poco adeguato persino per una pigra domenica pomeriggio.

 

Voto: 1,5/4

 

 

 

 

Now You See Me (2013) di Louis Leterrier

 

Locandina Now You See MeA differenza dei due precedenti, un film che punta in alto… e che cade senza paracadute.

Dopo l’epico Scontro tra titani, Leterrier (il regista francese specializzato in film d’azione hollywoodiani, poco apprezzati dalla critica) racconta un’altra battaglia: i contendenti sono una squadra dell’FBI e un team formato dai quattro più grandi illusionisti del mondo, che mettono a segno una serie di rapine in banca durante le proprie performance.

Perennemente noioso e, a tratti, insopportabile nei suoi quasi 120 minuti di durata, Now You See Me è un film che, furbescamente, vorrebbe parlare a tutti i costi dell’attuale crisi economica cercando così di essere considerato un prodotto impegnato.

In realtà, le riflessioni che vuole portare avanti sono approssimative e superficiali: ciò che rimane non è altro che un prodotto futile e irritante.

L’impressione è che se l’avesse diretto Christopher Nolan ne avrebbe tratto, quantomeno, un buon film.

Nel ricco cast bene Woody Harrelson, maluccio Isla Fisher e Jesse Eisenberg, non pervenuto Mark Ruffalo e imbarazzante Mélanie Laurent.

 

Voto: 1,5/4