• Un'immagine di Civil War di Alex Garland
FESCAAAL 2024: il programma del festival dedicato a cinema africano, d’Asia e America Latina

Per chi ama cinematografie lontane dai consueti orizzonti, il FESCAAAL è un po’ il festival del cuore. La 33esima edizione del Festival del cinema africano, d’Asia e America Latina è prevista dal 3 al 12 maggio a Milano, in location sparse per la città. Si parte venerdì 3 al Cinema Godard di Fondazione Prada con la proiezione di Fremont di Babak Jalali (sceneggiato dal regista con Carolina Cavalli), atteso film con la rifugiata afghana Anaita Wali Zada e il lanciatissimo attore americano Jeremy Allen White, in sala a fine giugno 2024.

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Far East Film Festival 2024, il calendario giorno per giorno

L’attesa è finita: la 26esima edizione del Far East Film Festival prende il via mercoledì 24 aprile e fino al 2 maggio terrà compagnia a cittadini e ospiti di Udine con un’immersione nel mondo dell’Estremo Oriente. Dalla Cina al Giappone, dalla Corea a Hong Kong, un’ottantina di titoli più eventi e masterclass animano il ricco programma del festival diretto da Sabrina Baracetti e Thomas Bertacche. Ecco il calendario giorno per giorno.

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Challengers, la recensione del film di Luca Guadagnino

A cura di Francesco Pozzo

I grandi registi si autoritraggono. Difatti, se dovessimo stilare un puntuale ed efficace catalogo del Guadagninopensiero, della sua estetica, del suo sguardo sul mondo, della struttura del suo DNA artistico, nessuno fra gli otto lungometraggi girati sarebbe probabilmente più icastico di questo. Luca Guadagnino infonde visibilmente sé stesso in ogni fibra del suo lavoro: la sua filmografia è radicale e goduriosa, tattile, colta, viscerale, febbrile: è come se tutti i suoi amori e il suo sé più intimo venissero costantemente impressionati su pellicola, e mediante questi riuscissimo a delineare un’accurata schermografia dell’uomo. Un vero (e grande) autore. Il suo (nostro) maestro Bernardo Bertolucci, com’è noto, sosteneva che la macchina da presa dovesse necessariamente essere una camera ad infrarossi volta a cogliere l’anima degli attori. Ecco: Guadagnino ne segue l’esempio e si spinge persino oltre, perché è come se puntasse la camera su sé stesso. Il suo è un cinema feticistico, as usual: di dettagli e feticci, appunto, immortalati sensualmente, quando non sessualmente, e che sono assolutamente fondamentali. Un cinema fatto di piedi, churros, banane, mani e corpi sudati, baci, infiniti baci (ma cosa sono, i baci di Guadagnino? Chi filma i baci così meravigliosamente, nel panorama cinematografico attuale? Chi?). Il tennis, dal canto suo, evoca immediatamente scenari hitchcockiani, e già così si parte bene: ma il vero thriller è quello dell’ambigua contraddittorietà delle umane relazioni, che è ciò che al cineasta interessa über alles, sempre (pare di vederlo, il Guadagnino, che intuisce immediatamente il profondo dinamismo cinematografico del soggetto…). Una storia di gente fucked up, persa, non semplice. Disunita, direbbe qualcuno: in balia di sentimenti complessi. L’esatto opposto di tutto ciò che è tedioso e che si è soliti definire molto stoltamente e orrendamente: “vincente”. Perfettamente nelle sue corde. Noi prendiamo. E godiamo.

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Best Movie Comics and Games 2024, Leo Gassmann e Maccio Capatonda tra gli ospiti

Tanti gli ospiti che animeranno la terza edizione del Best Movie Comics and Games 2024, la manifestazione dedicata a fumetti, cinema e cultura pop organizzata dal magazine di cinema ed entertainment. L’appuntamento è a Milano sabato 8 e domenica 9 giugno presso gli spazi di Superstudio Più (via Tortona 27), con una pre-apertura serale prevista per venerdì 7 giugno al The Space Vimercate. Tra i nomi, Maccio Capatonda, Leo Gassmann, Shade.

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Un'immagine di Civil War di Alex Garland
Civil War di Alex Garland, la recensione

di Valeria Morini

È davvero così lontano e inverosimile lo scenario di Civil War? La domanda è lecita di fronte al film del britannico Alex Garland che, dopo aver sondato le frontiere della fantascienza con Ex Machina e Annientamento, ci porta in una distopia poco futuristica, specie se ripensiamo all’assalto al Campidoglio del 2021. Siamo negli Stati Uniti travolti dalla guerra civile, dove milizie separatiste stanno per dare l’ultimo assalto a Washington al fine di deporre il presidente in carica. Garland sceglie però di inquadrare il conflitto dal punto di vista di quattro membri della stampa diretti alla capitale per immortalare la caduta della Casa Bianca: alla premiata fotoreporter di guerra Lee (Kirsten Dunst) e al giornalista Joel (Wagner Moura) si uniscono il veterano del New York Times Sammy (Stephen McKinley Henderson) e la giovanissima aspirante fotografa Jessie (Cailee Spaeny).

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