1981. INDAGINE A NEW YORK di J. C. Chandor (2014)

 

Pare che il 1981 sia stato uno degli anni più violenti nella storia della città di New York. Il regista J. C. Chandor (Margin Call, All Is Lost – Tutto è perduto) ci trascina nel freddo inverno di quell’annata statisticamente infausta in una Grande Mela più simile a un Far West metropolitano, infestata dal marciume della corruzione e dominata dalla dura legge homo homini lupus.

Sgombriamo però subito il campo dagli equivoci: il titolo italiano 1981. Indagine a New York, che farebbe pensare al genere poliziesco, è totalmente fuorviante. Sbirri e procuratori restano personaggi di contorno, perché il centro del film è l’ambizioso ma onesto commerciante di carburante Abel Morales (Oscar Isaac), un brav’uomo che si ritrova ad affrontare una guerra contro criminali senza nome che derubano i suoi carichi, un’indagine penale e una disperata ricerca di denaro per concludere l’affare della vita.

Proveniente dal ceto proletario e da una minoranza etnica (è di origine ispanica), incarnazione positiva e ottimista dell’American Dream, Abel arriva a conoscerne il lato più oscuro ponendosi sulla sottile linea che separa Bene e Male, di fronte a un mondo divorato dalla disonestà, a concorrenti più simili a dei malavitosi che a degli imprenditori, a una moglie (Jessica Chastain) più cinica e calcolatrice di lui.

Guardando alla tradizione americana del cinema nero anni Settanta, Chandor – anche sceneggiatore – tenta la strada dell’analisi storico-sociologica che gli era riuscita in modo calzante nell’ottimo Margin Call, ricostruzione dei meccanismi finanziari alla base della crisi economica del 2008. Stavolta, però, la ciambella gli esce senza il buco.

A Most Violent Year (meglio usare il titolo originale per le ragioni di cui sopra) è senz’altro un’opera dall’impianto visivo impeccabile, con una ricostruzione d’epoca suggestiva impreziosita dai colori saturi della bella fotografia di Bradford Young. A parte questo, però, le ambizioni di tragedia sociale si annacquano in un melodramma sottotono, a tratti fiacco (in cui, paradossalmente, di violenza se ne vede ben poca), che non riesce mai veramente a decollare e resta molto lontano da modelli come Coppola e Scorsese.

Si segnalano comunque le intense interpretazioni degli attori: supportato da una Chastain forse mai così sensuale e sgradevole allo stesso tempo e da un misurato Albert Brooks, Isaac è accademicamente perfetto nonché tra gli attori più versatili e richiesti del momento, capace di passare dal più puro cinema d’autore (A proposito di Davis dei Coen) al blockbuster (è il Poe Dameron di Star Wars – Il risveglio della Forza, sarà nel prossimo X-Men: Apocalypse) e particolarmente a suo agio nelle atmosfere anni Ottanta, come dimostrato anche nella recente miniserie Show Me a Hero.

Voto: 2/4