ANNA KARENINA di Joe Wright (2012)

locandina-anna-kareninaAnna Karenina era senza dubbio uno dei film più attesi del trentesimo Torino Film Festival, dove è stato presentato, grazie alla presenza, tra gli attori, di nomi di richiamo (Keira Knightley, Jude Law, Aaron Johnson) e per un regista, Joe Wright, i cui precedenti lungometraggi avevano ottenuto un riscontro positivo di pubblico e critica (Orgoglio e pregiudizio: candidato a quattro Oscar e a due Golden Globe; Espiazione: sette nomination e una statuetta vinta per la miglior colonna sonora originale). Non si può dire che le promesse siano state mantenute.

 

 

 

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ANNA KARENINA di Joe Wright (2012)

Presentato all’interno della sezione Festa Mobile, Anna Karenina era senza dubbio uno dei film più attesi del trentesimo Torino Film Festival grazie alla presenza, tra gli attori, di nomi di richiamo (Keira Knightley, Jude Law, Aaron Johnson) e per un regista, Joe Wright, i cui precedenti lungometraggi avevano ottenuto un riscontro positivo di pubblico e critica (Orgoglio e pregiudizio: candidato a quattro Oscar e a due Golden Globe; Espiazione: sette nomination e una statuetta vinta per la miglior colonna sonora originale). Non si può dire che le promesse siano state mantenute. 

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THE SESSIONS di Ben Lewin (2012)

Una delle più piacevoli sorprese del Torino Film Festival 2012 è certamente The Sessions, film semi-indipendente presentato all’interno della sezione Festa Mobile e diretto da Ben Lewin, con protagonisti Helen Hunt e John Hawkes. 

L’attore interpreta Mark O’Brien, poeta e giornalista colpito dalla poliomielite all’età di quattro anni e da allora costretto a vivere collegato a un polmone d’acciaio. Compiuti i trentotto anni decide di perdere la verginità affidandosi a una professionista del settore. Seppur non manchino possibili inserti finzionali, il film è tratto dalla vera storia del suo protagonista, che ha deciso di raccontare il suo approccio alla sessualità attraverso l’unica arma della quale non ha mai fatto a meno: la parola scritta.

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GOOD VIBRATIONS di Glen Leyburn e Lisa Barros D’Sa (2012)

 

Può la musica salvare il mondo? Forse no, ma in un paese dove bombe e sparatorie sono all’ordine del giorno, certamente può renderti la vita un po’ più sopportabile. È quello che ha pensato Terry Hooley, tizio geniale e un po’ pazzo che negli anni 70 aprì un negozio di dischi nel quartiere più pericoloso della Belfast squassata dai Troubles (ovvero il trentennale conflitto in Irlanda del Nord), per poi dar vita a un’etichetta indipendente che praticamente creò la scena punk dell’Ulster. La coppia di registi Lisa Barros D’Sa e Glen Leyburn rende omaggio a questa misconosciuto e prodigioso personaggio con un piccolo grande film, Good Vibrations (dal nome del negozio in questione), che trova un meritato posto nella sezione Festa mobile del Torino Film Festival numero 30.

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DI NUOVO IN GIOCO di Robert Lorenz (2012)

 Alla veneranda età di 82 anni, Clint Eastwood si rimette Di nuovo in gioco, ma questa volta lo fa solo da interprete. Lascia per la prima volta la sedia da regista al suo fidato produttore Robert Lorenz, che dirige una pellicola sceneggiata da Randy Brown e musicata dall’italo-americano Marco Beltrami. Il cast è poi composto da Amy Adams, Justin Timberlake e John Goodman.

Gus (Eastwood) è uno scout degli Atlanta Braves, squadra di baseball della Major League americana. L’anzianità (e soprattutto i problemi connessi a essa) lo costringe a farsi aiutare sul lavoro dalla figlia Mickey (Adams), con la quale non ha mai avuto buoni rapporti. La giovane (stacanovista convinta) conoscerà il bell’osservatore Johnny (Timberlake), rendendo ancor più dolce la sua permanenza a fianco del padre.

 

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IMOGENE di Robert Pulcini e Shari Springer Berman (2012)

Robert Pulcini e Shari Springer Berman ritornano al Torino Film Festival con il loro ultimo film Imogene, dopo aver presentato nel 2003 American Splendor.

Kristen Carol Wiig, dopo il successo di Bridesmaids e Friends With Kids, questa volta vestirà i panni di una sensibile commediografa, Imogene, che decide di inscenare un suicidio per attirare l’attenzione dell’ex fidanzato. Ma il tentativo fallisce e viene messa sotto custodia dalla madre esuberante e un po’ adolescenziale, Zelda, interpretata da Annette Benning. Lasciata la grande mela e gli “amici” tornerà alla vita provinciale nella casa di famiglia nel Jersey Shore.

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THE LORDS OF SALEM di Rob Zombie

“On the rare occasion, a special child appears”.

 

Presentato in anteprima al TFF nella sezione Rapporto Confidenziale, The Lords Of Salem di Rob Zombie è stato uno dei film più attesi dell’anno.

Il film è un progetto che il regista desiderava realizzare da tempo: fortunatamente questa volta ha avuto piena libertà d’ azione rispetto ai vincoli dei suoi precedenti film, Halloween – The Beginning e Halloween II. Le aspettative erano altissime e sono state ampiamente soddisfatte. Leggi tutto

L’ÉTOILE DU JOUR di Sophie Blondy (2012)

Il circo è un mondo che da sempre desta moltissimo fascino e moltissima attenzione, vuoi per i numeri di magia, vuoi per i clown, vuoi per l’ipocrisia di fondo che regna al suo interno: sfarzoso fuori, indegno dietro le quinte. Senza scomodare Fellini, basta solo pensare ad uno degli ultimi film usciti ad argomento circense, Come l’acqua per gli elefanti, che proprio nella tirannia del capo circense e in una storia d’amore aveva i suoi punti cardine. L’étoile du jour, secondo lungometraggio di Sophie Blondy, è invece un insieme di tutte queste tematiche, che parte bene, ma poi purtroppo non mantiene le aspettative. Il tutto è ambientato in una piccola città del Nord della Francia, dove approda un circo sgangherato che viene frequentato da pochissimi spettatori, e nel quale sono gli intrighi e le relazioni interpersonali a movimentare il clima. Elliot (Denis Lavant), il clown, è tormentato dalla sua coscienza (Iggy Pop), mentre la bella Angèle (Natacha Régnier), sua moglia, viene corteggiata dal perfido direttore Heroy (Tchéky Karyo).

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BLANKETS FOR INDIANS di Ken Jacobs (2012)

Era il Giugno del 2011 quando Ken Jacobs, videoartista, stava lavorando, attraverso una riflessione sul 3D che portava avanti da diversi anni, alla fontana della City Hall a New York. Improvvisamente venne interrotto dalla marcia della folla che era scesa in piazza verso Zuccotti Park per protestare e occupare Wall Street. Jacobs ne approfitta e con le riprese di quella giornata decide di costruirne un documentario. O meglio, un manifesto propagandista.

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DRACULA 3D di Dario Argento (2012)

“Nessuno è più ridicolo di un vecchio ridicolo”, ripetevano a Paperino per i suoi primi sessant’anni in un vecchio numero di “Topolino”, e il detto pare adattarsi bene anche a Dario Argento.

Che l’ex maestro dell’horror all’italiana negli ultimi decenni non sia stato propriamente in forma smagliante, infatti, è cosa nota. Mentre i fasti di titoli come L’uccello dalle piume di cristallo, Profondo rosso e Suspiria si allontanavano sempre di più nel tempo, la sua filmografia andava colmandosi di opere involontariamente comiche, beffeggiate e trasformate in capisaldi trash. Da Il fantasma dell’opera all’inqualificabile Giallo, l’elenco è assai nutrito. Non ci si poteva aspettare perciò che Dracula 3D deludesse un pubblico ormai dimentico dell’Argento grande autore del brivido e alla spietata ricerca dell’Argento zimbello del villaggio.

E, puntualmente, il regista romano mantiene le promesse.

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THE LAND OF HOPE di Sion Sono (2012)

 Il cinema di Sion Sono è da sempre viscerale, anticonvenzionale, autentico, pronto a spiazzare, basti pensare alla forte dose di carnalità che possiedono film come Cold Fish e Love Exposure. Ma c’è un evento in particolare che ha scosso il regista giapponese, indirizzandolo verso una nuova genesi della sua poetica: l’11 marzo 2011, al largo della costa della regione di Tohoku in Giappone, un violento terremoto di magnitudo 9.0 causa uno tsunami che semina distruzione e morte: 15.704 i cadaveri contati, miliardi di dollari l’ammontare dei danni alle infrastrutture come la centrale di Fukushima e il pericolo di una apocalisse nucleare che diventa realtà.

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LA ZINGARA ROSSA di Joseph Losey (1958)

TraL’alibi dell’ultima ora e L’inchiesta dell’ispettore Morgan Joseph Losey, quando già aveva deciso di rifugiarsi in Inghilterra per fuggire dal maccartismo, gira nel 1958 il fiammeggiante melodramma La zingara rossa. Mai particolarmente amato dallo stesso Losey, il film, a posteriori risulta in realtà un tassello fondamentale nella filmografia del regista, anticipando le tematiche de Il servo.

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SCARFACE di Brian De Palma (1983)

scarfaceLunedì 3/12/12, ore 21.05, IRIS

 

Gangster-movie eccessivo e ridondante, al limite del kitsch, Scarface si è guadagnato con gli anni la fama di vero e proprio titolo di culto. Remake dell’omonimo capolavoro degli anni’30 diretto da Howard Hawks, il film cambia giustamente ambientazione, passando dal contrabbando di alcol a Chicago durante il proibizionismo ai traffici di droga nella lisergica Miami degli anni ’80.
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MILLION DOLLAR BABY di Clint Eastwood (2004)

million dollar babySabato 23/2/13, ore 21.00, RAI MOVIE

 

Potente dramma sul mondo della boxe, scritto da Paul Haggis e girato da un Clint Eastwood in stato di grazia, che presto abbandona il ring per concentrarsi sulle tragiche vicende della giovane e determinata Maggie, interpretata dalla bravissima Hilary Swank, che vede nel pugilato l’unica occasione di riscatto sociale.


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LAWLESS di John Hillcoat (2012)

 Diciamolo subito, Lawless è un film sbagliato, o meglio, non riuscito. Faccio ancora fatica a cercare di comprendere gli intenti cinematografici di John Hillcoat, che dopo il sopravvalutato The Road prova a cimentarsi con una pellicola dai caratteri western senza fornire nulla di più, senza osare o rischiare. Hillcoat semplicemente gira. E, se vogliamo, lo fa anche decentemente. Non si riescono a trovare grossi difetti o scelte sbagliate a cui imputare la mancata riuscita del risultato finale. Dall’altro lato però, facciamo la stessa fatica per scovare pregi e qualità.

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LE 5 LEGGENDE di Peter Ramsey (2012)

le5leggende-posterCome sarebbe il mondo senza la gioia e la fantasia dei bambini, che durante le festività – e non solo – riescono a credere in qualcosa che renda le loro vite un’immensa luce? Immaginiamo di poter vedere il mondo dall’alto, e che ogni bambino capace di sognare sia un puntino luminoso: cosa accadrebbe se pian piano sparissero tutti?

L’uomo nero vorrebbe tanto fosse così, e progetta un piano malefico per far sì che nel mondo regnino solo oscurità e terrore, in cui lui può essere sovrano incontrastato. Per proteggere la terra da questo pericolo, ci sono i custodi della felicità dei più piccoli, i Guardiani: Babbo Natale (coi tatuaggi), il Coniglio di Pasqua (australiano e armato di boomerang), la Fatina dei denti, Sandman (traducibile come “Sogni d’oro”) e un ultimo arrivato, una sorta di D’Artagnan che si unisce tardivamente ai Tre Moschettieri: Jack Frost, colui che porta la neve e il freddo. Sono loro le 5 leggende, anche se Frost inizialmente è un po’ restio, e non vuol far parte del gruppo: lui è l’unico a non essere visto dai bambini, nonostante vorrebbe, ed è pieno di dubbi su di sé e sul suo passato, che lo tormenta con domande sulle sue origini e sul perché della sua condizione. Se riuscirà a trovare il suo “centro”, come lo chiama Babbo Natale, allora potrà davvero essere un Guardiano.

 

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ROBOT & FRANK di Jake Schreier (2012)

RobotAndFrankPosterIl dibattito sull’intelligenza artificiale da anni occupa posti privilegiati nelle discussioni etiche. E cosa accadrebbe in un futuro prossimo in cui degli automi esteticamente poco evoluti (somiglianti ad un assemblamento dei primi pc) potessero fungere da bibliotecari e badanti? Il tutto si inserisce perfettamente nella storia di Frank (Frank Langella), un anziano ex scassinatore con gravi problemi di memoria, che viene affidato dal figlio Hunter (James Marsden) ad un robot. Frank non ci sta, vede lesa la sua autonomia e il suo orgoglio, ma dopo un periodo di convivenza forzata riesce anche ad affezionarsi al suo accompagnatore elettronico, che diventa suo complice nei bizzarri tentativi di conquistare la bibliotecaria di città (Susan Sarandon).

 

 

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SHOPPING TOUR di Mikhail Brashinsky (2012)

Presentato al trentesimo Torino Film Festival nella sezione Rapporto Confidenziale (in cui prolifica, in questo 2012, ogni sorta di orrore), Shopping Tour, prodotto, sceneggiato e diretto dal regista russo Mikhail Brashinsky, racconta la vicenda di un gruppo di turisti che partono per una gita in Finlandia; meta finale, un centro commerciale in cui scatenarsi nello shopping più sfrenato. Tra i partecipanti, una madre e suo figlio adolescente (che riprende tutto con il suo nuovo cellulare), in perenne conflitto tra loro. L’arrivo a destinazione riserva più di una sorpresa: il gruppo di turisti comincia ad essere decimato dal personale, che pasteggia poi dei cadaveri. Madre e figlio riescono a sfuggire a questo inspiegabile attacco di follia, per poi scoprire che è uso e costume finlandese mangiare uno straniero nel giorno del solstizio d’estate. (!) Leggi tutto

LEVIATHAN di Lucien Castaing-Taylor e Verena Paravel (2012)

 Leviathan, di base, è un documentario. Ma etichettarlo come tale sarebbe riduttivo. Leviathan non documenta, trasporta. 90 minuti su un peschereccio al largo. Noi non osserviamo le pratiche dei pescatori e dei marinai, noi siamo là con loro. Non guardiamo distanti i pesci venire tagliati dalle accette, ma siamo lì, così vicini che quasi temiamo che l’accetta tagli noi. Una scelta sicuramente interessante dei registi Castaing-Taylor e Paravel.

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BLANCANIEVES di Pablo Berger (2012)

Blancanieves: il trailer, la trama e il cast

 Alla sua seconda opera, Pablo Berger si propone di rivisitare in chiave più moderna una tra le più classiche delle fiabe. La cosa non susciterebbe molto interesse, se non fosse per come il regista decide di mettere in scena la sua Biancaneve. Ricordate The Artist? Bè, il procedimento è lo stesso. Girare tutta la pellicola in bianco e nero, senza dialoghi e con didascalie. Cinema muto. La modernizzazione di una fiaba e la regressione di uno stile. Il binomio si prospetta curioso.

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ANCHE I NANI HANNO COMINCIATO DA PICCOLI di Werner Herzog (1970)

locandina-anche-i-nani-hanno-cominciato-da-piccoliVenerdì 30/11/12, ore 05.25, RAI TRE

 

Terzo lungometraggio di Werner Herzog, diretto dal regista quando era appena ventisettenne, Anche i nani hanno cominciato da piccoli è un anomalo e disturbante apologo sulla violenza umana. Un gruppo di nani ospiti di una colonia penale si ribella e fa esplodere il caos, scatenandosi con violenza belluina contro uomini ed animali (una scrofa viene macellata, una scimmia crocifissa).



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TOWER BLOCK di Ronnie Thompson, James Nunn (2012)

Diretto dagli esordienti Ronnie Thompson (ex guardia carceraria ed affermato romanziere) e James Nunn (autore del cortometraggio Jump con il quale ha vinto il Royal Television Society’s Best Drama Short Award nel 2008), Tower Block è uno stringato e claustrofobico thriller con risvolti horror che non disdegna qualche azzeccatissima parentesi ironica. Il tutto in mirabile equilibrio grazie ad una regia agile e scattante in grado di cogliere alla perfezione ogni cambiamento di registro. La carta vincente della pellicola è la capacità di inchiodare lo spettatore alla poltrona rispettando rigorosamente le unità di luogo, tempo ed azione.

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INTRIGO INTERNAZIONALE di Alfred Hitchcock (1959)

locandina-intrigo-internazionaleSabato 3/8/13, ore 21.00, TOP CRIME

 

Risulta quasi superfluo scrivere del capolavoro assoluto della cinematografia hitchcockiana: bisognerebbe solo consigliarlo, anzi, imporlo ai pochi (si spera) che ancora lo ignorano. Ma tant’è, alcune parole di presentazione sono d’obbligo, e ci si adegua. L’agente pubblicitario Roger Thornhill (un superbo Cary Grant) viene scambiato per una inesistente spia americana, un tale Kaplan: inizia per lui una rocambolesca fuga, durante la quale trova il supporto dell’ambigua Eve Kendall (Eva Marie Saint).

 

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HELLRAISER di Clive Barker (1987)

locandina-hellraiserGiovedì 29/11/12, ore 01.00, RAI MOVIE

 

Basato sul racconto The Hellbound Heart di Clive Barker, da lui adattato per lo schermo nonché prodotto e diretto, Hellraiser è un’agghiacciante discesa all’Inferno affrontata da Frank Cotton: avendo voluto sperimentare il Piacere Supremo, l’uomo è stato trasportato in una dimensione parallela dominata dai Cenobiti, sorta di Déi supplizianti che lo hanno dilaniato.


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VIDEODROME di David Cronenberg (1983)

locandina-videodromeMartedì 23/7/13, ore 23.30, RAI 4

 

“Morte a Videodrome. Gloria e vita alla nuova carne!” Questa la frase di lancio di uno dei capolavori diretti da David Cronenberg, maestro capace di creare incubi e ossessioni analizzando con occhio clinico la realtà del nuovo millennio.

 

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CALL GIRL di Mikale Marciman (2012)

locandina-call-girlIn Svezia il problema con le ragazze minorenni dev’essere davvero una situazione delicata, e non solo definibile come qualche caso isolato. Infatti non è da sottovalutare che, dopo la trilogia firmata Stieg Larsson, Millennium, divenuta ormai di culto – tanto che David Fincher, nonostante esistessero trasposizioni svedesi per tutti e tre i libri, ha deciso di girare Uomini che odiano le donne– anche Mikale Marciman si sia concentrato su un argomento tanto scottante. A differenza della trilogia di Larsson, dove l’accento era posto sugli abusi e sui maltrattamenti, Call Girl, opera prima di Marciman, racconta le vicende di Iris (Sofia Karemyr), che con alcune amiche si trova in un giro di prostituzione che interessa i ranghi più alti della politica svedese degli anni’70. I veri problemi iniziano quando intercettazioni e indagini minacciano di portare a galla questi segreti, e le ragazze devono decidere se testimoniare o meno…

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