1855: LA PRIMA GRANDE RAPINA AL TRENO di Michael Crichton (1979)

1855

Lunedì 01/04/13, ore 21.15, RAI MOVIE


Spettacolare ricostruzione di un’impresa “storica” già documentata nel romanzo The Great Train Robbery (1975) dello stesso Crichton, 1855 rientra nel sottogenere “colpo grosso”, in cui però alla descrizione dei minuziosi preparativi della rapina si aggiunge un umorismo tutto british che rende il film un piccolo gioiello.


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THE HOST di Andrew Niccol (2013)

“Nessun ospite mi aveva mai fatto sentire così in colpa per ciò che ero. Ma d’altronde, nessun altro ospite si era trattenuto per lamentarsi della situazione.”

Era inevitabile.

Dopo l’enorme, planetario successo della Twilight Saga (Twilight, New Moon, Eclipse, Breaking Dawn), un’altra opera della scrittrice statunitense Stephenie Meyer è stata adattata per lo schermo: trattasi di The Host, fedelissima trasposizione dall’omonimo romanzo datato 2008. E francamente non se ne sentiva il bisogno.

 

In un futuro prossimo venturo la Terra è stata colonizzata da una razza aliena, le “Anime”, il cui scopo primario è eliminare ogni tipo di violenza per far regnare pace e serenità sul pianeta rendendolo un posto migliore. Nobile intento, se non fosse per l’annientamento di migliaia di umani i cui corpi sono stati occupati dagli invasori: tra questi c’è Melanie Stryder (Saoirse Ronan), ribelle facente parte della resistenza insieme al fratello Jamie (Chandler Canterbury) e al fidanzato Jared (Max Irons). L’anima a lei assegnata, Viandante, ha il compito di sondare i ricordi dell’ospite per ottenere informazioni utili a catturare i sopravvissuti ma, ben presto, viene influenzata e plasmata da emozioni e pulsioni umane, schierandosi sul fronte opposto.

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GRAN TORINO di Clint Eastwood (2008)

locandina-gran-torinoLunedì 01/04/13, ore 21.10, RETE 4

 

Walt Kowalski (Clint Eastwood), anziano e vedovo reduce della guerra di Corea, nutre un profondo disprezzo per la razza asiatica, in particolare per i suoi vicini di casa; finché, un giorno, salva Thao (Bee Vang) da una gang di teppisti che vuole coinvolgerlo in attività illegali. Imparerà a scoprire ed apprezzare i valori di una comunità sconosciuta e si affezionerà al giovane Thao come a un figlio, con estreme conseguenze.

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LA MORTE TI FA BELLA di Robert Zemeckis (1992)

locandina-la-morte-ti-fa-bellaVenerdì 19/07/13, ore 23.15, RETE 4

 

“Ma chi ti credi di essere? Tu non sei nessuno, non sei nessuno! Sei soltanto un flaccido pagliaccio alcolizzato. Ecco cosa sei, un flaccido. Flaccido. FLAAAAAAAAAAAAAAAAAAACCIDO!”

Madeline Ashton (Meryl Streep), attrice mediocre e mangiatrice di uomini, mette gli occhi sul chirurgo Ernest Menville (Bruce Willis), fidanzato dell’amica Helen Sharp (Goldie Hawn), riuscendo a rubarlo a quest’ultima e a sposarlo. Anni dopo i due coniugi, ormai separati in casa e presi dai propri problemi (lei terrorizzata dall’idea di invecchiare, lui alcolizzato all’ultimo stadio) si imbattono in una Helen in forma strepitosa: il segreto della donna scatenerà una serie di imprevedibili eventi.

 

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BALLA COI LUPI di Kevin Costner (1990)

locandina-balla-coi-lupiDomenica 31/03/13, ore 21.10, LA7

 

Durante la Guerra di secessione americana il tenente nordista John Dunbar (Kevin Costner) chiede di essere inviato in un presidio di frontiera per isolarsi e riflettere su se stesso: il contatto diretto con la tribù dei Sioux farà crescere nell’uomo un sentimento di rispetto nei confronti del popolo indiano e maturare la decisione di schierarsi contro la violenza e la sopraffazione dei bianchi.

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MONSIEUR VERDOUX di Charlie Chaplin (1947)

locandina-monsieur-verdouxGiovedì 02/05/13, ore 00.50, RAI MOVIE

 

“Guerre, conflitti, tutti affari. Un omicidio è delinquenza, un milione è eroismo. Il numero legalizza.”

Henri Verdoux (Charlie Chaplin), cassiere di banca, viene licenziato dopo anni di servizio a causa della Grande Depressione. Disperato, non sapendo come mantenere moglie e figlio, arriva a crearsi un’identità parallela, seducendo e sposando ricche vedove per poi assassinarle ed ereditarne i patrimoni. Braccato dalla polizia, colpito dalla crisi economica che fa volatilizzare il denaro accumulato, devastato dalla morte dei familiari, Verdoux si consegna alle autorità e viene condannato a morte.

 

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BIANCA COME IL LATTE, ROSSA COME IL SANGUE di Giacomo Campiotti (2013)

Quando nel 2010 Alessandro D’Avenia ha messo l’ultimo punto fermo prima di dare alle stampe il suo romanzo, Bianca come il latte, rossa come il sangue, probabilmente neppure lui stesso si sarebbe aspettato tanto successo, grazie all’eco violento del passaparola. Un libro toccante, ma anche ruffiano, capace di commuovere ma anche di lasciare qualche perplessità per una storia retorica e scritta su misura, a tavolino, senz’anima. Il film non si discosta molto dal romanzo, conservandone gli indubbi pregi, ma anche i molti difetti.

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IL MIO VICINO TOTORO di Hayao Miyazaki (1988)

La passione per il volo.

Il rapporto, spesso conflittuale, fra uomo e natura.

L’infanzia.

Sono solo alcuni degli elementi ricorrenti nel cinema di Hayao Miyazaki che sono diventati anche segni distintivi delle sue opere, tanto di quelle più complesse e adulte (Princess Mononoke o Il Castello Errante di Howl), che di quelle più “semplici”, contribuendo a creare oggetti cinematografici di rara bellezza e profondità. 

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AGUIRRE, FURORE DI DIO di Werner Herzog (1972)

locandina-aguirreSabato 30/03/13, ore 1.20, RAITRE

 

“Sono il furore di Dio. La terra che io calpesto mi vede e trema.”

1560. Una spedizione di conquistadores parte alla ricerca della mitica El Dorado. La missione si rivela ben presto suicida e la maggior parte degli uomini rinuncia: solo Lope de Aguirre (Klaus Kinski), autoproclamatosi comandante alla guida di uno sparuto gruppo, proseguirà il suo cammino e, in preda alla follia, andrà incontro alla morte.


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I (pre) giudizi di aprile 2013

Dopo il calendario del mese, oggi è il turno dei nostri pregiudizi: ogni membro della redazione segnala due titoli in uscita nel mese, uno su cui si sente di mettere la mano sul fuoco per un esito positivo (segnalato come “Per me è sì”) e l’altro su cui invece ripone pochissime o nessuna speranza (“Per me è no”). Naturalmente sono (quasi sempre) film che non abbiamo ancora visto, si tratta solo di sensazioni in attesa di conferme.

Come sempre, vi invitiamo a giocare con noi (valutando tutte le uscite mensili di aprile) facendoci sapere cosa ne pensate e quali sono le vostre scelte. D’altronde… si tratta soltanto di pregiudizi.

 

 

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GREMLINS di Joe Dante (1984)

locandina-gremlinsSabato 30/03/13, ore 23.55, ITALIA 1

 

Billy (Zack Galligan), giovane timido ed impacciato, riceve in regalo dal padre (Hoyt Axton), stravagante inventore, un animaletto scovato in Cina: il Mogwai. Le regole da rispettare per accudirlo sono tre: mai esporlo alla luce, mai bagnarlo, mai dargli da mangiare dopo la mezzanotte. Billy le infrangerà tutte, andando incontro ad imprevedibili conseguenze.


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IL CALENDARIO DI APRILE 2013

dans-la-maison locandinaSi preannuncia adrenalinico e roboante, questo aprile cinematografico. Grazie ai muscoli pompati di Sylvester Stallone in Jimmy Bobo – Bullet to the Head (ritorno alla regia del mitico Walter Hill!), al machismo raffinato di Ryan Gosling in Come un tuono e all’inossidabile Tom Cruise armato di fucile e tutina bianca nel fantascientifico Oblivion. Ma, soprattutto, grazie al più simpatico e beffardo dei supereroi Marvel: il blockbuster dei ponti di primavera sarà Iron Man 3, terzo episodio di una saga cinefumettistica che ama mixare esplosioni ed effetti speciali con abbondanti dosi di autoironia e la verve irresistibile di Robert Downey Jr.

Eppure, udite udite, il film più atteso dalla nostra redazione è il ben meno spettacolare Dans la maison, quintessenza del cinema d’autore filmato dal maestro d’Oltralpe François Ozon, che si cimenta con la storia di un complesso rapporto studente-insegnante mescolando i toni della commedia al vetriolo alle sfumature del thriller.

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Dalla fiaba al grande schermo: Il castello errante di Howl

HowlDopo che nel 2001 Hayao Miyazaki è tornato alla ribalta con La Città Incantata – vincendo un meritatissimo Orso d’Oro a Berlino e il premio Oscar per il Miglior Film d’Animazione nel 2003 – quando nel 2004 a Venezia, in occasione del Leone d’Oro alla Carriera, ha presentato Il Castello errante di Howl, è stata solo l’ulteriore (ri)conferma dello sconfinato genio dell’animatore giapponese. Il film, infatti, è ormai conosciuto in tutto il mondo e apprezzato moltissimo sia dal pubblico che dalla critica, che ha ormai elevato da parecchi anni Miyazaki allo status di maestro assoluto nel suo genere. Quello che però molti non sanno è che dietro a questo capolavoro c’è un romanzo fantasy omonimo, una fiaba scritta nel 1986 da Dianne Wynne Jones, parte di una trilogia che comprende anche i sequel: Il Castello in aria e La Casa per ogni dove.  

 

“Lui capisce i miei libri come nessuno li ha mai capiti” (Diane Wynne Jones, parlando di Hayao Miyazaki)

 

 

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LANTANA di Ray Lawrence (2001)

lantanaVenerdì 29/3/13, ore 0.45, Rete 4

 

Tratto dalla pièce teatrale Speaking in Tongues (1996) di Andrew Boswell, il film è stato un clamoroso successo in patria, dove si è aggiudicato 7 AFI (i premi oscar australiani), ma ha ottenuto critiche molto positive anche a livello internazionale.
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IL CACCIATORE DI GIGANTI di Bryan Singer (2013)

il-cacciatore-di-giganti-locandinaEvidentemente è un vizio ormai, più che una nuova tendenza. Trasformare le favole popolari in film d’azione sembra essere divenuto un obbligo, una sorta di necessità. Il problema è che spesso poi queste favole vengano storpiate, rovinate e impoverite da uno strumento che dovrebbe e potrebbe invece arricchirle, come il cinema. L’ultimo della lista dei soliti noti? Il Cacciatore di giganti, la rivisitazione in chiave action della celeberrima favola britannica.

In Inghilterra esiste una leggenda: sopra al nostro mondo vivono dei giganti, reclusi per sempre da un re a vivere tra le nubi, senza poter discendere. Scambiando un cavallo per dei fagioli, involontariamente il giovane Jack (Nicholas Hoult) fa crescere una pianta enorme, che porta fino al regno dei giganti. La principessa Isabelle (Eleanor Tomlinson) è intrappolata lassù, e i giganti sono ormai una minaccia, non più una leggenda…

 

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G.I. JOE – LA VENDETTA di Jon Chu (2013)

gi joe la vendetta locandina italianaCinematograficamente parlando non è che il Presidente degli Stati Uniti se la passi bene. È vero che con la Corea peggiorano i rapporti giorno dopo giorno, ma in breve tempo usciranno due (se non 3) film in cui la vita del Presidente è messa a rischio. Dopo Olympus has fallen (Attacco al potere) è il turno di G.I. Joe – La Vendetta, che vede infatti la squadra speciale impegnata in un nuovo fronte, dopo il primo deludentissimo film.

La squadra dei G.I. Joe viene condotta in trappola dagli ordini di Zartan (Arnold Vosloo), un camaleontico assassino che ora veste i panni del Presidente degli Stati Uniti. Il bombardamento decima la squadra, ormai ridotta ai soli Roadblock (Dwayne “The Rock” Johnson), Lady Jaye (Adrianne Palicki) e Flint (D. J. Cotrona). Dietro a tutto questo c’è il Comandante Cobra (Luke Bracey) assieme al fido Firefly (Ray Stevenson). Ai G.I.Joe resta solo una persona cui rivolgersi: Joe (Bruce Willis)…

 

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LETTERE DA IWO JIMA di Clint Eastwood (2006)

lettere da iwo jimaMercoledì 27/3/13, ore 21.05, IRIS

 

Tratto dal romanzo Picture Letters from Commander in Chief di Tadamichi Kuribayashi, la pellicola affronta il tema della battaglia di Iwo Jima, combattuta durante la Seconda Guerra Mondiale, dal punto di vista dell’esercito giapponese.
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Su RAI 5 WELCOME di Philippe Lioret (2009)

welcome locandinaMartedì 26/3/13, ore 21.15, RAI 5

 

Tra i titoli più interessanti presentati al Torino Film Festival nel 2009, Welcome è un grande film che scuote le coscienze su un tema estremamente attuale come quello dell’immigrazione clandestina. Racconto toccante e sensibile su due solitudini che s’incontrano, la pellicola restituisce con assoluto realismo, privo di qualsiasi retorica, uno specifico spaccato sociale francese dei nostri giorni.


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UN GIORNO DEVI ANDARE di Giorgio Diritti (2013)

E così compii quest’impresa. Feci il navigatore solitario. Giorno e notte, fra cielo e mare, mare e cielo. In questa natura, padrone del mondo. Lei non sa cosa vuol dire il navigatore solitario. Solo, nell’immensità del mare, in assoluta meditazione, a contatto della natura più pura, è allora che capisci…. quanto sei stronzo, a compiere queste imprese, che non servono a un cazzo.

(Giovan Maria Catalan Belmonte, Preposto Camerier del Soglio Pontificio)

Chi semina vento rischia di raccogliere tempesta, oppure, ed è anche peggio, di non raccogliere proprio niente.
Sembra essere accaduto questo a Giorgio Diritti, giunto al terzo lungometraggio di fiction dopo gli applauditissimi Il vento fa il suo giro e L’uomo che verrà.
Perché questo suo Un giorno devi andare, a partire dal titolo, sembra inscriversi pienamente in una tradizione tutta italiana di progetti altisonanti, tronfi di retorica, che, alla resa dei conti, evaporano in una nuvola di inconsistenza.

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SU RE di Giovanni Columbu (2012)

locandina-film-su-reNel corso della storia le rappresentazioni sacre dei Vangeli e della Passione di Cristo sono state molteplici, sia in ambito pittorico che in quello cinematografico. Negli occhi c’è ancora Passion, di Mel Gibson, in cui sono raccontati gli ultimi giorni della vita terrena di Gesù Cristo, fino alla sua resurrezione. Giovanni Columbu decide di stringere ulteriormente il campo, ma allo stesso tempo di allargarlo. Come? Raccontando solo gli episodi che vanno dall’ultima cena alla morte in croce di Gesù (interpretato da Fiorenzo Mattu), in maniera non cronologica, ma circolare – partendo e terminando con la croce – e secondo i diversi punti di vista di chi quell’episodio l’ha vissuto.

 

 

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SU RE di Giovanni Columbu (2012)

locandina-film-su-reNel corso della storia le rappresentazioni sacre dei Vangeli e della Passione di Cristo sono state molteplici, sia in ambito pittorico che in quello cinematografico. Negli occhi c’è ancora Passion, di Mel Gibson, in cui sono raccontati gli ultimi giorni della vita terrena di Gesù Cristo, fino alla sua resurrezione. Giovanni Columbu decide di stringere ulteriormente il campo, ma allo stesso tempo di allargarlo. Come? Raccontando solo gli episodi che vanno dall’ultima cena alla morte in croce di Gesù (interpretato da Fiorenzo Mattu), in maniera non cronologica, ma circolare – partendo e terminando con la croce – e secondo i diversi punti di vista di chi quell’episodio l’ha vissuto.

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CROWS ZERO di Takashi Miike (2007)

Il liceo Suzuran non è una scuola come tutte le altre anzi, è l’ esatto opposto dell’ immagine idealizzata che si può avere di un istituto scolastico giapponese. Il corpo docente ha capitolato lasciando il posto alla legge del più forte: infatti gli “studenti”, teppisti e piccoli criminali, passano le giornate a suonarsele di santa ragione per conquistare la vetta dell’ istituto, obiettivo effimero al momento raggiunto da Tamao Serizawa. Ma la sua leadership è messa a rischio dall’ arrivo di Genji, giovane figlio di un boss della Yakuza deciso a conquistare la scuola per dimostrare al padre di avere la stoffa di succedergli alla guida del clan.

 

 

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SPIELBERG E CRICHTON: JURASSIC PARK

locandina-jurassic-park“Le dico io qual è il problema insito al potere scientifico che state usando qui: ehm… Non c’è voluta nessuna disciplina per ottenerlo. Voi… Voi avete letto quello che altri hanno fatto e di lì siete partiti, non sono conoscenze dirette, quindi non vi assumente nessuna responsabilità… per quello. Siete saliti sulle spalle di altri per ottenere un risultato il più rapidamente possibile e una volta ottenuto questo risultato voi… voi lo avete brevettato, impacchettato, ficcato in una scatoletta di plastica e ora lo vendete, volete venderlo” (Ian Malcolm a John Hammond, Jurassic Park, Steven Spielberg, 1993)

 

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Intervista a Margherita Buy

Margherita Buy. Due amori importanti, una figlia, decine di film -  Corriere.it

In occasione della proiezione speciale de La scoperta dell’alba di Susanna Nicchiarelli, avvenuta Martedì 12 Marzo al cinema Mignon di Mantova, abbiamo avuto il piacere di fare una chiacchierata con la protagonista Margherita Buy, una delle attrice italiane più conosciute ed apprezzate per l’innegabile talento artistico.

Classe 1962, ha vinto 5 David di Donatello ed è l’interprete italiana che ha collezionato il maggior numero di Ciak d’Oro (10) e di Nastri d’argento (6 a pari merito con Virna Lisi).

Tra i suoi ruoli più importanti segnaliamo la collaborazione con l’ex marito Sergio Rubini in La stazione (dove conquistò sia un David di Donatello che un Nastro d’argento), Prestazione straordinaria, Tutto l’amore che c’è, L’amore ritorna. Poi ancora quella con Giuseppe Piccioni che la dirige in Chiedi la luna, Condannato a nozze, Cuori al verde e nel complesso e delicato personaggio della suora costretta a confrontarsi con la maternità nel sottovalutato Fuori dal mondo con la quale ottiene il secondo David di Donatello per la migliore attrice protagonista.

Degno di nota anche il sodalizio con Carlo Verdone in film campioni d’incasso come Maledetto il giorno che t’ho incontrato e Ma che colpa abbiamo noi.

Ma la consacrazione definitiva del suo talento avviene con Nanni Moretti che la vuole per Il Caimano e Habemus Papam, due tra le opere più significative del cinema contemporaneo.

Il suo ultimo ruolo da protagonista è ne La scoperta dell’alba, opera seconda di Susanna Nicchiarelli, tratta dall’omonimo romanzo di Walter Veltroni.

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L’ENIGMA DI KASPAR HAUSER di Werner Herzog (1974)

lenigma di kaspar hauserDomenica 24/3/13, ore 2.00, RAITRE

 

Ispirato alle vicende del giovane tedesco cresciuto in totale isolamento Kaspar Hauser (1812-1833), la cui vita fu oggetto di innumerevoli studi (circa 3.000 libri a riguardo), il film venne presentato con successo al Festival di Cannes, dove si aggiudicò il Grand Prix Speciale della Giuria, il premio FIPRESCI e il premio della giuria ecumenica.
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LA GRANDE ABBUFFATA di Marco Ferreri (1973)

la grande abbuffataMartedì 8/10/13, ore 2.25, Rete4

 

Capolavoro del cinema italiano (e non solo), La grande abbuffata rappresenta un vertice assoluto nella filmografia di un regista tra i più anticonvenzionali e controversi che il nostro cinema abbia mai potuto vantare. Il respiro internazionale della poetica di Ferreri, frutto di profonde analisi sociologiche sulla condizione esistenziale dell’uomo moderno che soccombe al sistema consumistico, raggiunge in questo film la sua più alta espressione.

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