MIELE di Valeria Golino (2013)

Un film sicuramente coraggioso quello di Valeria Golino, e che si lascia ancora di più apprezzare per questa qualità dato che si tratta di un esordio. Coraggioso perché nasce profondamente dalle nostre radici nazionali, dove sappiamo tutti quanto sia arduo e complicato trattare tematiche come l’eutanasia. Coraggioso anche perché di recente, due nomi importanti della cinematografia, quali Bellocchio e Haneke, si sono cimentati in merito alla medesima questione. Infine coraggioso perché il film mette molta carne al fuoco senza mai però perdere il controllo.

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MONSIEUR VERDOUX di Charlie Chaplin (1947)

locandina-monsieur-verdouxGiovedì 02/05/13, ore 00.50, RAI MOVIE

 

“Guerre, conflitti, tutti affari. Un omicidio è delinquenza, un milione è eroismo. Il numero legalizza.”

Henri Verdoux (Charlie Chaplin), cassiere di banca, viene licenziato dopo anni di servizio a causa della Grande Depressione. Disperato, non sapendo come mantenere moglie e figlio, arriva a crearsi un’identità parallela, seducendo e sposando ricche vedove per poi assassinarle ed ereditarne i patrimoni. Braccato dalla polizia, colpito dalla crisi economica che fa volatilizzare il denaro accumulato, devastato dalla morte dei familiari, Verdoux si consegna alle autorità e viene condannato a morte.

 

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GOSFORD PARK di Robert Altman (2001)

locandina-gosford-parkLunedì 18/11/13, ore 23.25, IRIS

 

1932, campagna inglese. Sir William McCordle (Michael Gambon), sposato con l’infedele Sylvia (Kristin Scott Thomas), organizza una battuta di caccia presso la propria residenza invitando numerosi ospiti con al seguito consorti e servitù: un omicidio sconvolgerà gli equilibri, facendo emergere le tensioni tra opposte classi sociali e smascherando l’ipocrisia del rigido decoro tipicamente britannico.

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IL CALENDARIO DI MAGGIO 2013

la-grande-bellezza-locandinaNon poteva che essere La grande bellezza, ritorno alla regia di Paolo Sorrentino a due anni da This Must Be The Place, il film più atteso della redazione di I-FILMSonline per il mese di maggio. Poco si sa dell’ultima fatica del regista napoletano, se non la presenza di un cast intrigante come pochi (comprendente Toni Servillo, Sabrina Ferilli e Carlo Verdone) e l’ambientazione romana, nella volontà di realizzare una sorta di versione contemporanea de La Dolce Vita. Il film sarà l’unica pellicola italiana in concorso al prossimo Festival di Cannes.

Calcheranno i tappeti rossi della Croisette anche Nicolas Winding Refn con il suo Only God Forgives e Baz Luhrmann con il più volte rimandato Il grande Gatsby: per la gioia del pubblico, entrambi i film usciranno a pochi giorni dalla presentazione alla kermesse. Del resto, è un maggio prolificante di cinema d’autore: da Steven Soderbergh (Effetti collaterali, da noi già visto a Berlino) a Pablo Larraín (No), dall’esordio alla regia di Valeria Golino (Miele, anch’esso a Cannes nella sezione Un Certain Regard) all’attesissimo Confessions di Tetsuya Nakashima.

Ma niente paura: gli appassionati dei blockbuster possono divertirsi con la rivisitazione action Hansel & Gretel – Cacciatori di streghe, le arti marziali di L’uomo con i pugni di ferro, i motori rombanti di Fast & Furious 6 e la comicità smodata di Una notte da leoni 3.

 

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LA MIA AFRICA di Sydney Pollack (1985)

locandina-la-mia-africaMercoledì 01/05/13, ore 15.35, RETE 4

 

Biografia romanzata della scrittrice danese Karen Blixen (Meryl Streep): la partenza per il Kenya, il matrimonio con il barone Bror Blixen (Klaus Maria Brandauer), l’attività di piantatrice di caffè, la sifilide che la impossibiliterà ad avere figli, l’amore per l’avventuriero inglese Denys Finch-Hatton (Robert Redford).

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MICHAEL CLAYTON di Tony Gilroy (2007)

locandina-michael-claytonLunedì 10/6/13, ore 23.20, IRIS

 

“Non faccio miracoli. Faccio le pulizie.”

Michael Clayton (George Clooney), ex avvocato divenuto “faccendiere” presso un importante studio legale (il suo compito è falsificare prove per coprire i clienti più facoltosi), si trova a dover gestire l’improvvisa follia di un suo collega, Arthur Edens (Tom Wilkinson), coinvolto nel caso di una società di prodotti chimici per l’agricoltura accusata di vendere diserbante cancerogeno. La presa di coscienza è dietro l’angolo.

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HANSEL & GRETEL-CACCIATORI DI STREGHE di Tommy Wirkola (2013)

Da qualche anno nel mondo di Hollywood si è sviluppata la curiosa tendenza di riproporre in chiave “action”, o semplicemente contemporanea, alcune fiabe che più classiche non si può.

Tra gli altri, è toccato ai fratelli Grimm (I fratelli Grimm e l’incantevole strega di Terry Gilliam), a Cappuccetto Rosso (Cappuccetto rosso sangue di Catherine Hardwicke) e perfino a Biancaneve (ben due titoli usciti nel 2012: la più ironica e zuccherosa Biancaneve di Tarsem Singh e quella più dark di Rupert Sanders, Biancaneve e il cacciatore).

In tutti i casi i risultati ai botteghini sono stati discreti (mai eccelsi, bisogna dirlo) ma la qualità artistica ha sempre lasciato molto a desiderare.

Se già una storia complessa, ricca di sfumature e potenzialità narrative di vario genere, come quella di Biancaneve non ha portato, rivisitandola, a chissà quali esiti, cosa sarebbe potuto succedere se una simile operazione fosse stata dedicata ad Hansel & Gretel? Una fiaba meno articolata delle precedenti, che si esaurisce in un piccolo spazio e con pochi personaggi, a cui manca oltretutto un riferimento cinematografico degno di tale nome.

L’inquietante risposta è Hansel & Gretel-Cacciatori di streghe, opera quarta del norvegese Tommy Wirkola, noto soprattutto per il suo horror grottesco Dead Snow del 2009, di cui è previsto un sequel.

La favola dei Grimm si esaurisce, e non potrebbe essere altrimenti, in un incipit in cui i due piccoli fratellini, abbandonati nel bosco dal padre, trovano la casa di Marzapane e la strega cattiva che uccideranno in modi piuttosto anticonvenzionali.

La storia però prosegue: Hansel e Gretel sono cresciuti e sono diventati degli stimati cacciatori di streghe, grazie a un misterioso potere che li rende immuni da incantesimi e maledizioni.

Un giorno il sindaco della città di Augusta li convocherà per liberare le vicinanze da una congrega di fattucchiere, comandate dalla malvagia Muriel, decisa a sacrificare i bambini dei dintorni a un importante raduno di streghe.

Ridondante, se non estenuante, nel suo andamento narrativo, Hansel & Gretel-Cacciatori di streghe è un film che non diverte e non intrattiene, provoca soltanto infiniti sbadigli e continui dubbi sulle motivazioni che hanno portato a realizzare un’operazione di questo tipo.

Se gli effetti speciali sono di pessima fattura (eppure 50 milioni di dollari di budget non sono così pochi), ancora più pacchiani sono i trucchi delle tante streghe in scena, che vanno ben oltre la soglia del pecoreccio.

Nel cast: Jeremy Renner (Hansel) è al suo peggio, Gemma Arterton (Gretel) appare piuttosto spaesata e si salva soltanto Famke Janssen nei panni di Muriel.

Nonostante non abbia certamente fatto faville ai botteghini americani (55 milioni d’incasso), si inizia a parlare di un possibile sequel… e le domande, insieme a risposte che rischiano di essere sempre più inquietanti, continuano.

 

Voto: 1/4

EFFETTI COLLATERALI di Steven Soderbergh (2013)

Gli ultimi saranno i primi: si può sintetizzare così la (più recente) filmografia di Steven Soderbergh, regista che, da quando ha annunciato l’imminente ritiro dalle scene, sembra essere riuscito a riscattare una carriera a dir poco altalenante.

Presentato in concorso all’ultimo Festival di Berlino, Effetti collaterali, dovrebbe essere il suo ultimo lavoro per il grande schermo, anche se l’autore di Bubble tornerà al Festival di Cannes con Behind the Candelabra, un progetto pensato per la televisione e prodotto da HBO.

Thriller psicologico di stampo hitchcockiano, Effetti collaterali ruota intorno ai problemi di una giovane coppia newyorkese, Martin (Channing Tatum), da poco uscito dal carcere, ed Emily (Rooney Mara), afflitta da gravi problemi psichiatrici. Incapaci di trovare la giusta cura per la grave depressione della donna, i due si affidano alla sperimentazione, provando un nuovo farmaco suggerito dallo psichiatra Jonathan (Jude Law) che sembra dare grandi benefici a Emily. Ma quando la donna comincia a soffrire di sonnambulismo, la coppia viene travolta dal dramma e anche la vita di Jonathan verrà sconvolta. 

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FEFF 2013 – GIORNO 9

Mariposa in the Cage of the Night

MARIPOSA IN THE CAGE OF THE NIGHT di Richard V. Somes
Scritto da Matteo Soi

L’anima pulp del cinema filippino si agita e scalpita con tutta l’urgenza che ha una piccola cinematografia di essere ascoltata e capita. Il regista Richard V. Somes ci catapulta in una Manila notturna dove la protagonista Maya si trova a vagare nel disperato tentativo di scoprire che cosa è successo a sua sorella. Ma la grande città, foriera di promesse e miraggi ingannevoli, si dimostra un buco nero popolato da poliziotti corrotti e boss ossessionati da un’immagine femminile ideale, disposti a deturpare giovani donne con la chirurgi estetica pur di ottenerla. Questa lenta ma inesorabile discesa nell’incubo è resa acusticamente da una colonna sonora disturbante e visivamente da un lavoro sulle scenografie specificatamente curato per far sembrare ogni location sporca ed inospitale. Somes non si risparmia in brutalità e dettagli macabri anche di dubbio gusto, ma tutto è funzionale e nulla fine a se stesso. Peccato per qualche evidente problema di regia e montaggio nelle scene più concitate ma, per il resto, ci troviamo di fronte ad una delle sorprese nascoste del festival.

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PLATOON di Oliver Stone (1986)

platoonLunedì 29/04/13, ore 23.30, RAI MOVIE

Presentato in concorso al Festival di Berlino, il film è ispirato alle reali esperienze vissute dal regista, impegnato come volontario sul fronte vietnamita nel biennio ’67-’68. Grande successo di critica e pubblico, Platoon è ricordato come una delle più significative testimonianze cinematografiche sull’orrore di una guerra disumana, in cui vincitori e vinti si confondono nel sangue.

 

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IL FIUME ROSSO di Howard Hawks (1949)

locandina-fiume.rossoLunedì 29/04/13, ore 21.10, RAI MOVIE

 

Considerato uno dei più grandi esempi di cinema western, Il fiume rosso descrive la vita quotidiana dei mandriani, con tono epico e al tempo stesso fortemente introspettivo. John Wayne, straordinario nei panni di un cowboy duro e testardo ma consapevole delle proprie responsabilità, è molto legato ad un trovatello, un eccellente Montgomery Clift all’epoca ventottenne, che alleva come fosse un figlio.

 

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FEFF 2013 – GIORNO 8

PAINTED SKIN: THE RESURRECTION di Wuershan
Scritto da Matteo Soi

Uno spirito-volpe fugge dalla prigione di ghiaccio nella quale era rinchiuso da cinquecento anni e, assunte le sembianze di una bellissima donna, ruba e mangia il cuore a giovani uomini per mantenere il suo aspetto. Nel suo peregrinare conosce una giovane principessa sfigurata il cui calore è in grado di difenderla dal ghiaccio che la perseguita. Imponente film in costume ma anche fantasy melodrammatico, Painted Skin è un progetto nel quale l’ utilizzo di effetti speciali è assolutamente complementare al resto, tanto al ruolo degli attori che a quello delle coreografie nei combattimenti. Lo stile visivo (il design è affidato a Yoshitaka Amano) è davvero bello ma l’ attenzione che richiedono gli occhi non distrae dal resto ed è quindi impossibile non accorgersi di una sceneggiatura che va un po’ a singhiozzo ma che riesce comunque a raccontare un grande amore sofferto con tutte le enfasi del caso.

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BRIVIDO CALDO di Lawrence Kasdan (1981)

locandina-brivido-caldoDomenica 28/04/13, ore 23.15, 7 GOLD

 

Florida. Ned Racine (William Hurt), giovane avvocato di Miranda Beach, si innamora della sensuale Matty (Kathleen Turner), moglie del ricco Edmund Walker (Richard Crenna), affarista coinvolto in traffici illeciti. Divorati da crescente passione, i due amanti decidono di eliminare l’ormai scomodo coniuge ma, ben presto, Ned si renderà conto di conto di essere stato coinvolto in un gioco più grande di lui.

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PRENDI I SOLDI E SCAPPA di Woody Allen (1969)

locandina-prendi-i-soldi-e-scappaDomenica 28/04/13, ore 17.55, RAI MOVIE

 

Prendi i soldi e scappa era uno pseudo-documentario. L’idea di fare un documentario […] l’avevo fin dal primo giorno in cui ho cominciato a fare film. Pensavo che fosse un mezzo ideale per la comicità, perché il formato del documentario era molto serio. […] Lo scopo del film era una risata dopo l’altra.”

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CAMERA CON VISTA di James Ivory (1985)

locandina-camera-con-vistaSabato 27/04/13, ore 17.00, RAITRE

 

1907. Lucy Honeychurch (Helena Bonham Carter), giovane e irrequieta ragazza inglese in viaggio per l’Italia con la cugina Charlotte Bartlett (Maggie Smith), conosce a Firenze l’anticonformista George Emerson (Julian Sands) e se ne innamora perdutamente. Promessa ad un altro uomo, Cecil Wyse (Daniel Day-Lewis), fa ritorno in Inghilterra cercando di dimenticare ma il destino la porrà di fronte ad una scelta.

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FEFF 2013 – GIORNO 7

apolitical-romance-la-locandina-del-film-271892 mediumAPOLITICAL ROMANCE di Hsieh Chun-yi

Scritto da Matteo Soi

Una ragazza di reca a Taiwan per trovare il primo amore di sua nonna. Si fa aiutare nella ricerca da un ragazzo del luogo e, nonostante gli attriti iniziali dovuti alle differenze culturali, tra loro nasce lentamente qualcosa. Messa così la commedia romantica made in Taiwan non sembra particolarmente promettente, anzi, difficilmente si può pensare a qualcosa di più ordinario e scontato. Eppure il giovane regista (esordiente) e sceneggiatore Hsieh Chun-yi, riesce nell’ intento di dare alla storia dei suoi personaggi un’ impronta politica sulla quale si basano i divertenti battibecchi tra lui e lei ma, in senso più generale, un’ idea generale su ciò che divide Cina e Taiwan. Naturalmente però sempre di commedia romantica si tratta, con tutti i pro ed i contro del caso, ma per fortuna si evita qualsiasi forzato sentimentalismo e smancerie tipiche del genere, senza che questa mancanza renda meno esplicito il legame che si instaura tra i due. E chi l’ ha detto che i baci sono necessari?

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FIGHT CLUB: dal libro di Palahniuk al film di Fincher

“La prima regola del fight club è che non si parla del fight club” (Fight Club, 1996, di Chuck Palahniuk)

Ci sono opere letterarie che arrivano silenziose, quasi senza farsi notare, ma che una volta esplose risultano di una violenza devastante. Sono opere di cui spesso il cinema si ciba, le divora per poterne trarre denaro, il più delle volte, o per arricchirle ulteriormente con delle immagini che possano marchiare in modo indelebile nelle menti degli spettatori le parole scritte, laddove non dovessero essere sufficienti. Accade raramente che i risultati siano soddisfacenti, se si pensa al numero enorme di libri trasformati in sceneggiatura, ma quando nelle mani di un regista come David Fincher – già acclamato per Alien³ e per Se7en – finisce un libro del calibro di Fight Club, scritto da Chuck Palahniuk nel 1996, il risultato non può essere che lo stravolgente film di culto che ne è derivato, un’opera enorme con cui il regista si è definitivamente consacrato e in cui Brad Pitt ha offerto una delle prove più maestose della sua carriera.

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FEFF 2013 – GIORNO 6

THE BULLET VANISHES di Lo Chi-leungScritto da Matteo Soi

Nella Cina degli anni ’30, la guardia carceraria con il pallino per le investigazioni Donglu, viene promosso ed inviato a collaborare con un poliziotto su dei misteriosi casi di omicidio con arma da fuoco dove i proiettili non vengono mai ritrovati. Che fin dai primi minuti il film faccia pensare a Sherlock Holmes (nella sua ultima incarnazione firmata Guy Ritchie) non è certo un segreto ma sarebbe alquanto riduttivo etichettare il film di Lo Chi-leung come una riproposizione in chiave orientale del celebre investigatore inglese. The Bullet Vanishes è un film dalla forte impronta personale che non scimmiotta il cinema occidentale, trattandosi a conti fatti di un classico poliziesco con un’ ambientazione storica ben precisa costruito intorno ad un mistero che riserva alcuni efficaci colpi di scena ed altri forse un po’ telefonati per un pubblico smaliziato. Niente di nuovo sotto il sole, per carità, ma ad avercene di pellicole d’ intrattenimento così.

Voto: 2,5/4

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ALIENS – Scontro finale di James Cameron (1986)

aliensVenerdì 26/4/13, ore 21.10, CIELO

 

«Questa volta è guerra». Secondo capitolo di una delle saghe fanta-horror più celebri nella storia del cinema, Aliens ha il merito di discostarsi dallo spirito del primo episodio per evitare confronti diretti, puntando su uno stile spettacolare e visionario, tanto da far passare in secondo piano il fatto che si tratti di un seguito.

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UOMINI CONTRO di Francesco Rosi (1970)

uomini controMercoledì 24/4/13, ore 23.15, IRIS

 

«Quando vedi la guerra in faccia non ne hai voglia di parlarne!». Regista di grande impegno civile, Francesco Rosi, dopo aver analizzato nelle sue opere, con puntiglio documentaristico, le ambigue interconnessioni tra potere politico, economico e criminalità organizzata, ha scritto una pagina importante anche nel cinema antimilitarista.

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IRON MAN 3 di Shane Black (2013)

-Tutto qui? Un trucchetto sfigato e una battutaccia..?

-Tesoro, potrebbe essere il titolo della mia autobiografia.

 

Tony Stark è tornato, per la gioia di migliaia di fan accaniti logorati dall’attesa.

Il più ricco, egocentrico, presuntuoso, scorretto e dannatamente irresistibile tra i supereroi Marvel, creato da Stan Lee e Larry Lieber nel 1963, plana nuovamente sul grande schermo nel terzo capitolo della saga ufficiale (quarto, considerando il crossover The Avengers). Cambio al vertice: Jon Favreau, regista dei primi due episodi, lascia il timone a Shane Black (fortemente voluto da Robert Downey Jr., che era stato da lui diretto in Kiss Kiss Bang Bang), limitandosi ad interpretare l’ormai consolidato ruolo di Happy Hogan, guardia del corpo dell’eccentrico industriale. Il quale ha più che mai bisogno di protezione, dai nemici e da se stesso.

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KIKI-CONSEGNE A DOMICILIO di Hayao Miyazaki (1989)

Ad un anno dall’uscita del film che sarebbe poi diventato il simbolo dello Studio Ghibli, Il Mio Vicino Totoro, Miyazaki torna nelle sale giapponesi (si parla del 1989) con un nuovo lungometraggio animato che, come il precedente, miscela tematiche ed elementi fantasy con altri decisamente radicati nel reale. Ma mentre Totoro si prefiggeva di fare un ritratto universale e toccante dell’ infanzia, con Kiki Consegne a Domicilio ci si sofferma sull’ adolescenza come fase fondamentale di passaggio verso l’ età adulta.

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FEFF 2013 – GIORNO 5

 

Ip-Man-The-Final-Fight-poster-thumb-300xauto-36962IP MAN – THE FINAL FIGHT di Herman Yau

Scritto da Matteo Soi

 

 

 

La stagione cinematografica di Ip Man sembra ben lontana dal concludersi. Dopo i due film diretti da Wilson Ip (un terzo è già in cantiere) e The Grandmaster di Wong Kar Wai, la vita del Maestro Ip (interpretato questa volta dal grande Anthony Wong) arriva nelle mani esperte di Herman Yau, già regista di Ip Man – The Legend is Born. Ambientato nel periodo che va dal suo trasferimento ad Hong Kong fino alla sua morte nei primi anni ’70, Ip Man – the Final Fight vede il Gran Maestro, testimone delle difficoltà sociali dell’ epoca, accogliere i suoi primi allievi, confrontarsi con altre scuole rivali e con le triadi della “città murata” di Kowloon. Rispetto ai film di Wilson Ip, maggiormente votati all’ azione, alle arti marziali ma limitati nella rappresentazione macchiettistica delle controparti giapponesi e inglesi, il film di Herman Yau si concentra sull’ aspetto biografico utilizzando la voce fuori campo del figlio per introdurre i vari episodi della sua vita. Questo non significa però che si rinuncia a mostrare il Wing Chun in tutta la sua splendida e precisa eleganza: se tanto è stato fatto per la ricostruzione storica dell’ epoca, altrettanto impegno è stato messo nelle sequenze di combattimento, coreografie che si possono contare sulle dita di una mano ma valgono sempre l’ attesa, come il lungo duello finale. Insomma, anche Herman Yau è riuscito a celebrare con successo una delle figure più importanti del kung fu e della storia cinese recente.

 

 Voto: 3/4

 

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L’UOMO CHE VERRA’ di Giorgio Diritti (2009)

luomo che verràMartedì 23/4/13, ore 21.15, RAI 5

 

Opera seconda del bolognese Giorgio Diritti, il film è stato presentato al Festival Internazionale del Film di Roma, dove ha ottenuto un grande successo di critica e di pubblico. Ambientato nel 1944, racconta gli eventi antecedenti l’eccidio di Monte Sole, compiuto dalle truppe naziste in Italia tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944, visti attraverso gli occhi di una bambina di otto anni.

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Joe Hisaishi: il compositore dei sogni


Pensare al cinema senza la musica appare pressoché impossibile, con le note che fungono da complemento delle immagini, ampliandone l’effetto e aiutandole, nei casi migliori, a raggiungere la perfezione e la totalità. Senza nulla togliere al lavoro svolto dai registi, che restano comunque i protagonisti della scena, gli esempi di sodalizi duraturi sono parecchi e viene quasi da chiedersi come sarebbero alcuni capolavori senza le loro colonne sonore: Steven Spielberg e John Williams, Sergio Leone ed Ennio Morricone, Tim Burton e Danny Elfman, Christopher Nolan e Hans Zimmer, Alfred Hitchcock e Bernard Herrman, Robert Zemeckis e Alan Silvestri.

 

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FEFF 2013 – GIORNO 4

050-e1362316832325NEW WORLD di Park Hoon-jung (2013)

Scritto da Valeria Morini

Il gangster movie coreano conferma il suo ottimo stato di salute: alla quarta giornata del Far East Film Festival sbarca New World, firmato dal giovane regista Park Hoon-jung, che ci trascina nel mondo della criminalità organizzata di Seul. Nel Terzo millennio la mafia è gestita come una multinazionale e i suoi affiliati sembrano uomini d’affari, in eleganti doppio petto a bordo di lucide berline nere. Salvo, poi, regolare i conti in ancestrali duelli collettivi a colpi di coltello. È decisamente interessante il parallelo tra capitalismo finanziario e mondo criminale (l’organizzazione si chiama Goldmoon, vi ricorda niente?), che nel film viene squassato da una lotta intestina per la successione alla presidenza dopo la morte del grande boss. Nel mezzo, Ja-sung, poliziotto infiltrato alle prese con forti tormenti interiori, il rischio di essere scoperto, una moglie incinta e le pressioni del suo superiore (interpretato dal mitico attore di Old Boy Choi Min-sik). Park Hoon-jung ci conduce in un complesso meccanismo in cui la tensione è costante, la violenza è dosata in modo efficace e il crudelissimo finale è una delle cose migliori viste nei crime movie degli ultimi anni. Un Infernal Affairs ancora più cinico, di cui la Sony ha già acquistato i diritti per farne un remake americano.

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LE STREGHE DI SALEM di Rob Zombie (2012)

“On the rare occasion, a special child appears”.

 

Presentato in anteprima al Torino Film Festival nella sezione Rapporto Confidenziale, Le streghe di Salem di Rob Zombie, uno dei titoli più attesi dell’anno, arriva finalmente nelle nostre sale.

Il film è un progetto che il regista desiderava realizzare da tempo: fortunatamente questa volta ha avuto piena libertà d’ azione rispetto ai vincoli dei suoi precedenti film, Halloween – The Beginning e Halloween II. Le aspettative erano altissime e sono state ampiamente soddisfatte.

 

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MYSTIC RIVER di Clint Eastwood (2003)

mystic riverLunedì 13/01/14, ore 21.00, IRIS

 

Scandalosamente ignorato al Festival di Cannes, dove venne presentato in concorso, Mystic River, girato in soli 39 giorni, è probabilmente il capolavoro assoluto di Clint Eastwood, regista di un fertile classicismo ormai raro nelle produzioni hollywoodiane.

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PONYO SULLA SCOGLIERA di Hayao Miyazaki (2008)

Ponyo-sulla-scogliera-27Hayao Miyazaki. Basta pronunciare il nome per capire in quale mondo stiamo per catapultarci, con il solo dubbio dell’effettiva dimensione in cui l’animatore e regista giapponese ha deciso di ambientare la sua prossima avventura. Con La città incantata (premio Oscar) e Il castello errante di Howl ha ottenuto i riconoscimenti che da tempo gli spettavano, prima di misurarsi con una storia più leggera, Ponyo.

Brunilde è una piccola bambina pesce che fugge dalla bolla enorme dove suo padre sembra tenerla prigioniera assieme alle sue sorelle. Sasuke, un bambino di 5 anni, la trova alla riva della scogliera su cui sorge la sua casa, e tra i due nasce subito una spontanea attrazione: il bimbo decide di tenerla e di chiamarla Ponyo. Ma il padre della piccola non è affatto d’accordo con quanto sta accadendo.

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FEFF 2013 – GIORNO 2

Cold War (film 2012) - Wikipedia

COLD WAR di Longman Leung, Sunny Luk (2012)
Scritto da Matteo Soi

Non è FEFF senza il poliziesco di Hong Kong ed il poliziesco di Hong Kong sbarca al FEFF con una coppia di registi esordienti ed il loro film Cold War. Il titolo non si riferisce al “conflitto” Russo – Americano ma ad un’operazione, messa in piedi dalla polizia di Hong Kong per recuperare cinque agenti presi in ostaggio durante il loro turno di pattuglia, le cui indagini metteranno in ginocchio i vertici stessi delle forze dell’ ordine. Come gran parte del cinema di genere richiede, Cold War vanta un grande cast ed una sceneggiatura molto complessa per contenere, all’interno dei suoi intrecci e twist narrativi, la coralità dei diversi personaggi coinvolti. Per compensare la parte narrativa più “densa”, i registi Longman Leung e Sunny Luk inseriscono quella dose di sparatorie, esplosioni ed inseguimenti che conferiscono al loro film una decisa marcia in più. Ma non è tutto oro, purtroppo, e ad una poca originalità complessiva, si unisce la sensazione, soprattutto nel pre finale, che abbiamo assistito ad una gratuita celebrazione dei valori della polizia dell’ ex colonia britannica. E si uscirebbe dalla visione con l’amaro in bocca se non fosse per il vero finale, cupo e poco consolatorio, che permette a Cold War di riacciuffare la sufficienza.

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SPIELBERG E CRICHTON: IL MONDO PERDUTO

“Quest’isola è lo sporco segreto di Hammond… Il lato oscuro del suo parco” (Ian Malcolm, Il mondo perduto, Michael Crichton, 1995)

 

Michael Crichton, forte del successo ottenuto pochi anni prima con Jurassic Park, ispirandosi all’omonimo romanzo di Sir Arthur Conan Doyle, decide di dar vita ad un sequel, Il mondo perduto. Steven Spielberg, che nella vita non si è mai lasciato sfuggire un’occasione propizia, decide di battere ferro finché è caldo, e inizia a girare un film omonimo, ispirato all’opera di Crichton ma che, viste le divergenze del suo Jurassic Park dall’originale, non può che essere differente. Infatti in entrambi i casi si tratta di un’operazione di salvataggio, ma nel romanzo è il dottor Levine (assente nel film) a dover essere recuperato, mentre nel film è Sarah Harding, già mandata da Hammond (ucciso dai dinosauri nel primo romanzo) a Isla Sorna, a voler essere recuperata da Ian Hammond, l’unico personaggio rimasto intatto dopo il primo film. La notizia sconvolgente è che esiste un “Sito B”, ossia un isola dove i dinosauri venivano creati, allevati e lasciati liberi in attesa di essere portati a Isla Nublar, la vetrina del Jurassic Park. Ma, mentre nel romanzo le intenzioni che spingono Levine ad addentrarsi nell’isola sono puramente di tipo accademico e scientifico, la InGen nel film spedisce molti uomini per portare i dinosauri in un parco a San Diego, visto il fallimento di pochi anni prima. Dunque la storia in un certo senso si ripete, ed è chiaro sin dalle prime sequenze che non si tratta del capolavoro ammirato con Jurassic Park, ma di un sequel pensato solo a fini economici.

 

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FEFF 2013 – GIORNO 3

 

national security NATIONAL SECURITY di Chung Ji-young (2012)

 Scritto da Valeria Morini

Alla terza giornata del Far East Film Festival è sbarcato uno dei film più attesi di questa 15^ edizione. Il pubblico di Udine conosce Chung Ji-young per il discreto dramma giudiziario Unbowed, visto al FEFF lo scorso anno. Con National Security, il regista sudcoreano migliora decisamente e sceglie di filmare un episodio realmente accaduto in uno dei periodi più bui della storia del suo Paese: i 22 giorni di prigionia e torture dell’attivista democratico Kim Geun-tae nel 1985, all’epoca della repressiva dittatura militare di Chun Doo-hwan. Terribile esperienza che oltre che a Kim (poi divenuto ministro, scomparso nel 2011) toccò, negli stessi anni, a moltissime altre persone; il film è un omaggio a loro e a tutte le vittime di torture nel mondo. Ed è un vero pugno nello stomaco. Crudo, magistrale, socialmente necessario, è anche coraggioso a livello narrativo: è infatti quasi interamente ambientato tra le mura di una cella e si concentra esclusivamente sul rapporto tra il protagonista e i suoi carcerieri, mostrando ogni singolo momento delle brutalità inflitte alla vittima. Pur senza toccare le vette artistiche di un film per certi versi accostabile come Hunger, National Security è un ottimo esempio di dramma civile, in grado di offrire anche lezioni di buon cinema. Semplicemente straordinario l’attore che interpreta Kim Geun-tae, Park Won-sang.

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FEFF 2013 – GIORNO 1

The Berlin File (2013) di Ryo Seung-wan | Quinlan.it

THE BERLIN FILE di Ryoo Seung-wan (2013)

Quando il Far East Film Festival inizia, generalmente lo fa con il botto. La selezione ufficiale di questa 15^ edizione si apre infatti con la nuova fatica di Ryoo Seung-wan già conosciuto per i suoi City of Violence e The Unjust, visto proprio al FEFF due anni or sono. Come per il suo film precedente, anche The Berlin File presenta una storia piuttosto complessa e articolata (trattandosi fondamentalmente di una spy-story non ci si poteva aspettare diversamente) che vede in gioco CIA, Mossad e servizi segreti della Corea del Nord e del Sud. Ma in fondo tutto si riduce al disperato tentativo di un agente della Corea del Nord di scagionare se stesso e la moglie dopo essere rimasti vittima di una serie di intrighi orchestrati da membri del loro governo. La cornice berlinese dà al film un respiro particolarmente internazionale e la trama, abbastanza canonica per il genere, possono dare l’idea di un film già visto e un po’ lontano dal suo cinema di origine. Ma l’importanza data alle sequenze d’azione, tante e davvero adrenaliniche, riportano The Berlin File alle sue origini e lo rimettono energicamente in carreggiata.

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THE STORY OF FILM: AN ODYSSEY di Mark Cousins – I PARTE

Pochissimi, coraggiosi cineasti hanno tentato di racchiudere l’intera storia del cinema in un film. Ci hanno provato, nel corso degli ultimi anni, due autori che con le loro opere hanno segnato profondamente l’evoluzione stilistica del “testo” audiovisivo: Godard con le sue Histoire(s) du Cinema e Scorsese con i Viaggi nel cinema americano e italiano. Due soggettive, due sguardi che rivendicano la loro piena parzialità nello scegliere, assemblare, scomporre e ricomporre frammenti di storia del cinema secondo personalissime visioni del mezzo cinematografico. Mai nessuno aveva tentato di raccordare l’intero percorso evolutivo della settima arte dentro i confini di una narrazione documentaria che coniugasse completezza (storica, ma anche geografica), competenza e passione. Ci ha provato Mark Cousins, critico e documentarista irlandese, con la sua monumentale Story of film: an Odyssey, presentata a Toronto, Telluride e Berlino nel 2012. 15 ore di film e 7 anni di lavorazione per raccontare 120 anni di storia del cinema.

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QUALCUNO DA AMARE di Abbas Kiarostami (2012)

Cominciamo con un salto indietro nel tempo, agli anni 90: ricordate quando il cinema iraniano era al top e mieteva premi e consensi critici in tutto il mondo? Torniamo a oggi: pur non mancando nomi e titoli di grande rilievo (uno per tutti, il Premio Oscar Asghar Farhadi), più che nel passato la censura di Ahmadinejad provvede a soffocare, con precisione chirurgica, la creatività artistica della sua classe intellettuale, bloccando ogni possibilità di lavoro ad alcuni tra i nomi più illustri di quella stagione d’oro. Così, mentre Jafar Panahi fabbrica clandestinamente piccoli film casalinghi nell’intimità forzata dei suoi arresti domiciliari, Abbas Kiarostami, Palma d’Oro nel 1997 con Il sapore della ciliegia, ha scelto la via dell’esilio.

Dopo Copia conforme (girato in Toscana), il regista si è spinto sino agli antipodi della sua Persia: in Qualcuno da amare, il Giappone, paese già eletto a location da molti registi occidentali in virtù della sua cultura così lontana ed enigmatica (pensiamo a Sofia Coppola o Alejandro Gonzalez Iñarritu), diventa sfondo di una storia dal sapore universale.

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Dal romanzo al grande schermo: KIKI – CONSEGNE A DOMICILIO

“Il romanzo originale, Kiki – Consegne a domicilio, è una splendida opera di letteratura per l’infanzia che raffigura con grande calore l’abisso che separa indipendenza e dipendenza nelle speranze e nello spirito delle ragazzine giapponesi di oggi” (Hayao Miyazaki, parlando di Kiki-Consegne a domicilio nel 1989)

Tra le opere di Hayao Miyazaki, alcune sono rimaste quasi ignote ai non appassionati, anche a causa della distribuzione italiana, che solo negli ultimi anni ha tentato di redimersi riportando nelle sale capolavori come Porco Rosso, Laputa – Il Castello nel Cielo e, adesso, Kiki – Consegne a domicilio. Sono tutti film prodotti tra il 1986 e il 1992, che solo ultimamente sono stati recuperati sul grande schermo. Quello che pochi sanno è che per Miyazaki i romanzi sono fortissima fonte di ispirazione, anche se poi, a ben osservare, i suoi film sono effettivamente delle libere interpretazioni più che fedeli riproposizioni, e Kiki – Consegne a domicilio non fa eccezione. Anche in questo caso la protagonista, come spesso accade nelle sue opere, è una ragazzina, la tredicenne Kiki, che a 13 anni decide di allontanarsi da casa per divenire finalmente adulta, arrivando in una città di mare e svolgendo consegne a domicilio come lavoro. Ma non sarà semplice, affronterà diverse difficoltà, tra cui il pericolo di perdere la magia…

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IL PROFETA di Jacques Audiard (2009)

il profetaDomenica 21/4/13, ore 23.20, RAI MOVIE

 

Conosciuto in Italia per l’originale thriller Sulle mie labbra (2001), Jacques Audiard, regista francese apprezzatissimo nei festival europei, con Il profeta realizza il suo capolavoro più intransigente, prima di strizzare l’occhio al pubblico con Un sapore di ruggine e ossa (2012).

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PLATOON di Oliver Stone (1986)

platoonLunedì 29/04/13, ore 23.30, RAI MOVIE

 

Presentato in concorso al Festival di Berlino, il film è ispirato alle reali esperienze vissute dal regista, impegnato come volontario sul fronte vietnamita nel biennio ’67-’68. Grande successo di critica e pubblico, Platoon è ricordato come una delle più significative testimonianze cinematografiche sull’orrore di una guerra disumana, in cui vincitori e vinti si confondono nel sangue.

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Sorprese, conferme e grandi nomi: ecco il programma del Festival di Cannes 2013!

La copertina del Festival di Cannes 2013La “grande bellezza” del Festival di Cannes: sulla Croisette, dal 15 al 26 maggio 2013, va in scena l’edizione numero 66 della kermesse cinematografica più importante del mondo.

Come sempre, il programma ufficiale (appena annunciato) non può che far salire l’acquolina in bocca a spettatori, addetti ai lavori e a semplici appassionati.

A incorniciare la kermesse, come già ampiamente comunicato nelle scorse settimane, troviamo Il grande Gatsby di Baz Luhrmann, con Leonardo Di Caprio e Carey Mulligan, come film d’apertura e, per la chiusura, Zulu di Jérôme Salle, con Orlando Bloom e Forest Whitaker nei panni di due poliziotti di Città del Capo ai tempi dell’apartheid.

In concorso svetta (e lo diciamo per orgoglio nazionalista, ma non solo) La grande bellezza di Paolo Sorrentino: presentato come una sorta di La dolce vita contemporaneo, il film vede Toni Servillo nella parte di Jap Gambardella, giornalista di successo diviso tra cultura alta e mondanità.

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Al via il Far East Film Festival 2013!
Articolo già pubblicato su IlSole24Ore con protagonista il Feff 2013, manifestazione che i-FilmsOnline seguiranno integralmente: ogni giorno pubblicheremo recensioni e reportage sui titoli più importanti in concorso a Udine. Non perdete il nostro speciale sul Festival!

 

TheBerlinFileIl cinema asiatico torna in scena a Udine: la provincia friulana è pronta ad alzare il sipario sul Far East Film Festival 2013, un appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati dell’estremo oriente, in programma dal 19 al 27 aprile.
Giunto alla sua quindicesima edizione, il FEFF è considerato ormai da diversi anni la principale vetrina europea del cinema popolare asiatico: l’obiettivo degli organizzatori è quello di dare al pubblico italiano (e non solo) la possibilità di ammirare pellicole che difficilmente saranno distribuite nelle nostre sale.
All’interno del concorso verranno proposti 57 film, tutti in anteprima italiana, di dieci paesi diversi, con Giappone e Corea del Sud a far la parte del leone, entrambi con dodici titoli. Come da tradizione, il vincitore verrà decretato tramite il voto degli spettatori della kermesse.

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NELLA CASA di François Ozon (2012)

locandina-film-nella-casaLiberamente ispirato alla commedia teatrale spagnola El chico de la ultima fila di Juan Mayorga, l’ultimo film dell’enfant prodige del nuovo cinema francese François Ozon (classe 1967) gioca con classe sopraffina sulla confusione tra mondo reale e mondo immaginato, mettendo in scena l’ossessione dello scrittore (e, per estensione, del regista) di manipolare la realtà attraverso la finzione.

 

Il sedicenne Claude, “ragazzo dell’ultimo banco” dalla personalità sfuggevole, si insinua nella casa del suo compagno di classe Rapha, attratto dalla normalità della sua famiglia piccolo-borghese. Rapha, suo padre e sua madre Esther, diventano i protagonisti di un incalzante racconto a puntate scritto dallo stesso Claude, ospite in un ambiente familiare che stimola la sua fantasia, ricco di dettagli unici nella loro banalità. Colpito dal talento nella scrittura dello studente, il professore di francese Germain si lascia coinvolgere dall’insolita mania di Claude più di quanto potesse prevedere, con esiti del tutto inaspettati.

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Dal romanzo al film di animazione: “La città incantata”

“Nel pomeriggio, Rina, pensando che stessero mangiando troppo, esortò Monday: «Anche se sono buoni, non significa che dobbiamo mangiarne così tanti». Ciononostante, senza nemmeno ascoltarla, i due continuarono a ingozzarsi. Alla fine Rina nascose il piatto di dolci.” (Il meraviglioso paese oltre la nebbia, Sachiko Kashiwaba, 1987)

 

Chihiro non nascose nessun piatto di dolci, anzi, stette ad osservare i suoi genitori rimpinzarsi di ogni prelibatezza trovata nel ristorante abbandonato nella città deserta, salvo poi correre via spaventata in cerca di aiuto al calar delle tenebre, alla vista degli spiriti, accortasi che i suoi genitori erano stati tramutati in maiali. Quella che può sembrare una sottile differenza, è in realtà uno dei pochi punti di congiunzione rintracciabili tra Il meraviglioso paese oltre la nebbia, romanzo di Sachiko Kashiwaba, e La Città Incantata, il capolavoro di animazione di Hayao Miyazaki. Le differenze sono infatti moltissime, a partire dalla trama: nel romanzo, infatti, la piccola protagonista si chiama Rina ed è in viaggio alla ricerca del paese oltre la nebbia, di cui suo padre tanto le ha parlato, mentre invece Chihiro è catapultata nella sua avventura dall’avventatezza e dell’ingordigia dei suoi genitori. Forse questo è un primo elemento interessante, notando come Miyazaki – non nuovo all’esaltazione di un’infanzia salvifica e riparatrice rispetto ad un’età adulta avida e corrotta – abbia voluto contestualizzare la trama in questo modo proprio per poter inserire questo elemento a lui caro.

 

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ALIEN – LA CLONAZIONE di Jean-Pierre Jeunet (1997)

locandina-alien-la-clonazioneVenerdì 19/04/13, ore 21.00, CIELO

 

Base militare Auriga. Duecento anni dopo il suicidio di Ellen Ripley (Sigourney Weaver), alcuni scienziati ricreano il suo Dna per riportare in vita una regina aliena xenomorfa: la quale, ovviamente, sfugge al controllo e semina il terrore. Ripley, ormai contaminata geneticamente dagli Alien, tenta ancora una volta di distruggerli, trovando preziosi alleati in Call (Winona Ryder), androide incaricato di evitare la proliferazione dei mostruosi esseri, e nei suoi compagni di viaggio, Elgyn (Michael Wincott), Johner (Ron Perlman) e Vriess (Dominique Pinon).

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TRENO DI NOTTE PER LISBONA di Bille August (2013)

trenoUn film nato vecchio: si può definire così Treno di notte per Lisbona, ultima fatica del danese Bille August con protagonista Jeremy Irons, presentata fuori concorso all’ultimo Festival di Berlino.

L’attore interpreta Raimund Gregorius, un professore svizzero che conduce un’esistenza monotona e ordinaria. La sua vita cambierà dopo aver salvato una ragazza in procinto di gettarsi in un fiume: grazie a lei conoscerà un libro portoghese che lo convincerà a partire immediatamente per Lisbona, all’insaputa di tutti.

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RATATOUILLE di Brad Bird, Jan Pinkava (2007)

ratatouilleVenerdì 03/01/14, ore 21.10, RAIDUE

 

«Non tutti possono diventare dei grandi artisti ma un grande artista può celarsi in chiunque». Ottavo lungometraggio Disney-Pixar, Ratatouille è un capolavoro di grafica computerizzata, osannato da critica e pubblico.

 

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UN TRANQUILLO WEEK-END DI PAURA di John Boorman (1972)

locandina-un-tranquillo-weekend-di-pauraGiovedì 18/04/13, ore 21.10, 7 GOLD

 

Quattro amici, Ed (Jon Voight), Lewis (Burt Reynolds), Bobby (Ned Beatty) e Drew (Ronny Cox) partono da Atlanta per un’escursione in canoa sui monti Appalachi: scopriranno la violenza degli abitanti del luogo e saranno costretti a difendersi con ogni mezzo, con conseguenze tragiche e traumatizzanti.

 

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MATCH POINT di Woody Allen (2005)

locandina-match-pointGiovedì 18/04/13, ore 21.00, IRIS

 

Chris Wilton (Jonathan Rhys-Meyers), giovane e belloccio insegnante di tennis desideroso di migliorare la sua condizione sociale, si fidanza con la ricca Chloe (Emily Mortimer), sposandola poco dopo per interesse ed entrando nell’azienda di famiglia; i suoi piani sono però sconvolti dall’incontro con Nola (Scarlett Johansson), aspirante attrice ed ex fiamma del cognato Tom (Matthew Goode). La situazione si complicherà fino a sfociare in tragedia.

 

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ATTACCO AL POTERE-OLYMPUS HAS FALLEN di Antoine Fuqua (2013)

Attacco al potereSiamo sicuri che la Casa Bianca sia davvero l’edificio più sicuro al mondo? E se l’Olimpo – da cui Olympus has fallen, il titolo originale molto più accattivante di Attacco al potere, la traduzione italiana per altro già usata per un film del ’98 – fosse raggiungibile e messo in ostaggio da alcuni estremisti?

Un gruppo di estremisti nord coreani riesce a penetrare nella Casa Bianca con un agguato, rendendo ostaggi tutti i presenti, incluso il Presidente Benjamin Asher (Aaron Eckhart), portato assieme ai suoi più stretti collaboratori nel bunker segreto sotterraneo. Mike Banning (Gerard Butler), ex responsabile della sicurezza, è l’unico superstite dei Servizi Segreti, nonché l’unica speranza per l’America.

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I SEGRETI DI BROKEBACK MOUNTAIN di Ang Lee (2005)

brokeback mountainMercoledì 18/12/13, ore 22.55, La7D

 

Il genere western ha cambiato pelle nel corso degli anni, si è evoluto passando dalla classica storia di frontiera a vicende più sommesse e crepuscolari, i cui protagonisti si sono avvicinati sempre più a veri e propri antieroi. Mai come in questo caso, però, si era giunti a toccare corde di così struggente sensibilità.

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ED WOOD di Tim Burton (1994)

locandina-ed-woodMercoledì 17/04/13, ore 22.55, RAI 4

 

Biografia di Edward D. Wood Jr., noto come “peggior regista di tutti i tempi” grazie ad opere come l’ormai celeberrimo Plan 9 from Outer Space, Ed Wood, presentato in concorso al 48º Festival di Cannes, è l’ennesimo omaggio del regista Tim Burton alla diversità.

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L’ORGOGLIO DEGLI AMBERSON di Orson Welles (1942)

locandina-ambersonMercoledì 17/04/13, ore 21.20, TV 2000

 

Opera seconda, dopo il monumentale Quarto potere, del geniale Orson Welles, L’orgoglio degli Amberson descrive l’ascesa e la caduta di una ricca famiglia di Indianapolis attraverso la voce narrante dello stesso regista, che rievoca l’amore impossibile (a causa della differenza di classe) tra Eugene Morgan (Joseph Cotten) e Isabel Amberson (Dolores Costello) e il ripetersi della storia anni dopo tra i rispettivi figli, Lucy (Anne Baxter) e George (Tim Holt).

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PRINCIPESSA MONONOKE di Hayao Miyazaki (1997)

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Il rapporto fra uomo e natura ha da sempre rappresentato uno dei temi cardine dello Studio Ghibli che ne ha raccontato ed illustrato come i primi siano la principale causa destabilizzante di un equilibrio già di per se precario. Come efficacemente raccontato in Pom Poko di Isao Takahata, l’ iniziale timore reverenziale dell’ uomo verso la natura, alimentato da credenze e superstizioni, ha ceduto il passo al desiderio di espandersi e di conquista, trasformando la necessità in avidità. Anche se non ambientato nei giorni nostri, Principessa Mononoke ha parecchi punti in comune con il film di Takahata e porta il conflitto ai suoi albori, negli anni in cui il Giappone entrava nell’ Età del Ferro trasformando un rapporto di simbiosi in una lotta per la sopravvivenza. Attingendo ai territori della Leggenda, le foreste rappresentate nel film sono popolate da spiriti e divinità dalle sembianze di giganteschi animali, ultimi Guardiani contro l’ espansione dell’ uomo che, per alimentare le sue fornaci, non si fa scrupolo nel procurarsi la materia prima “aggredendo” una natura fino ad allora incontaminata.

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CHAVEZ – L’ULTIMO COMANDANTE di Oliver Stone (2009)

5 marzo 2013: dopo una lunga battaglia contro il cancro, muore Hugo Chávez, leader del Venezuela dal 1999. Rivoluzionario riformista o dittatore, paladino dei poveri o populista? Mentre il mondo s’interroga post mortem su uno dei personaggi più controversi della storia recente e milioni di venezuelani continuano a piangerlo, Movimento Film sfrutta la data delle nuove elezioni (che hanno appena visto la vittoria di Nicolás Maduro, delfino di Chávez) per portare in sala, nel solo 16 aprile, il doc che Oliver Stone presentò alla Mostra di Venezia nel 2009.

Insieme ai ben tre film dedicati a Fidel Castro, Chávez – L’ultimo comandante fa parte di un viaggio nell’humus geopolitico dell’America Latina, compiuto da un autore che ha fatto dell’impegno civile un aspetto ponderante della propria cinematografia. Persino l’ultimo film di fiction, il pur incolore Le belve (sullo sporco mondo del narcotraffico) si inseriva a modo suo in un discorso politico sui rapporti tra Nord e Sud America.

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Intervista a Giorgio Diritti: da “Il vento fa il suo giro” a “Un giorno devi andare”

È uno degli autori più acuti e innovativi del nostro cinema.

Giorgio Diritti, nel giro di promozione del suo ultimo film, ha fatto tappa Giovedì 4 Aprile al cinema Mignon di Mantova, dove ha conversato con il pubblico al termine di una proiezione speciale della sua ultima opera: “Un giorno devi andare” (i suoi due film precedenti sono “Il vento fa il suo giro”, 2005 che diventò un caso nazionale, restando in programmazione al cinema Mexico di Milano per oltre un anno e mezzo e il commovente “L’uomo che verrà”, 2009, David di Donatello per il miglior film nel 2010).

È in tale occasione che l’abbiamo intervistato.

 

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L’ODIO di Mathieu Kassovitz (1995)

locandina-lodioMartedì 16/04/13, ore 23.15, RAI 4

 

Liberamente ispirato ad un fatto di cronaca (un ragazzo della banlieue ucciso dalla polizia) e diretto dal francese Mathieu Kassovitz (anche sceneggiatore), L’odio si concentra sulle 24 ore di tre giovani dei sobborghi parigini (Vincent Cassel, Hubert Kounde, Said Taghmaoui) che, dopo una nottata di scontri a seguito del pestaggio di un abitante del ghetto da parte delle forze dell’ordine, cercano un modo per scatenare la propria rabbia.

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HOT SHOTS! di Jim Abrahams (1991)

locandina-hot-shotsLunedì 15/04/13, ore 21.30, ITALIA 2

 

“Non ho idea di cosa stia dicendo, non ho capito un beneamato cazzo. Ho una pallottola grande come un testicolo in testa, Pork Chop Hill. L’unico modo che ho per far reggere questo stramaledetto parrucchino è magnetizzare tutta la parte superiore sinistra del mio cranio. […] Io amo il brodino. Voglio dire, penso che mi piaccia… Pallottola di merda!”

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VELLUTO BLU di David Lynch (1986)

velluto bluDomenica 14/04/13, ore 23.10, IRIS

 

Quarto lungometraggio del geniale regista, sceneggiatore, produttore, pittore, compositore e scrittore David Lynch, Velluto Blu è uno dei più influenti film degli anni ’80. Titolo di culto tra i più venerati di sempre, il film è una visionaria discesa agli inferi in cui sono presenti tutte le ossessioni del suo autore.

 

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LA CASA DEL DIAVOLO di Rob Zombie (2005)

locandina-la-casa-del-diavoloDomenica 14/04/13, ore 23.00, MTV

 

Diretto da Rob Zombie, fondatore del gruppo metal White Zombie e divenuto regista di culto tra gli appassionati del genere horror grazie a film come Lords of Salem, sua ultima opera, La casa del diavolo è il seguito de La casa dei 1000 corpi (2003) e continua a narrare le vicende della famiglia Firefly (Papà Spaulding [Sid Haig], Mamma Firefly [Leslie Easterbrook] e i figli Rufus [Tyler Mane], Otis [Bill Moseley] e Baby [Sheri Moon Zombie], braccati dalla polizia decisa a punirli per gli efferati crimini commessi.

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