MIELE di Valeria Golino (2013)

Un film sicuramente coraggioso quello di Valeria Golino, e che si lascia ancora di più apprezzare per questa qualità dato che si tratta di un esordio. Coraggioso perché nasce profondamente dalle nostre radici nazionali, dove sappiamo tutti quanto sia arduo e complicato trattare tematiche come l’eutanasia. Coraggioso anche perché di recente, due nomi importanti della cinematografia, quali Bellocchio e Haneke, si sono cimentati in merito alla medesima questione. Infine coraggioso perché il film mette molta carne al fuoco senza mai però perdere il controllo.

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MONSIEUR VERDOUX di Charlie Chaplin (1947)

locandina-monsieur-verdouxGiovedì 02/05/13, ore 00.50, RAI MOVIE

 

“Guerre, conflitti, tutti affari. Un omicidio è delinquenza, un milione è eroismo. Il numero legalizza.”

Henri Verdoux (Charlie Chaplin), cassiere di banca, viene licenziato dopo anni di servizio a causa della Grande Depressione. Disperato, non sapendo come mantenere moglie e figlio, arriva a crearsi un’identità parallela, seducendo e sposando ricche vedove per poi assassinarle ed ereditarne i patrimoni. Braccato dalla polizia, colpito dalla crisi economica che fa volatilizzare il denaro accumulato, devastato dalla morte dei familiari, Verdoux si consegna alle autorità e viene condannato a morte.

 

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GOSFORD PARK di Robert Altman (2001)

locandina-gosford-parkLunedì 18/11/13, ore 23.25, IRIS

 

1932, campagna inglese. Sir William McCordle (Michael Gambon), sposato con l’infedele Sylvia (Kristin Scott Thomas), organizza una battuta di caccia presso la propria residenza invitando numerosi ospiti con al seguito consorti e servitù: un omicidio sconvolgerà gli equilibri, facendo emergere le tensioni tra opposte classi sociali e smascherando l’ipocrisia del rigido decoro tipicamente britannico.

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IL CALENDARIO DI MAGGIO 2013

la-grande-bellezza-locandinaNon poteva che essere La grande bellezza, ritorno alla regia di Paolo Sorrentino a due anni da This Must Be The Place, il film più atteso della redazione di I-FILMSonline per il mese di maggio. Poco si sa dell’ultima fatica del regista napoletano, se non la presenza di un cast intrigante come pochi (comprendente Toni Servillo, Sabrina Ferilli e Carlo Verdone) e l’ambientazione romana, nella volontà di realizzare una sorta di versione contemporanea de La Dolce Vita. Il film sarà l’unica pellicola italiana in concorso al prossimo Festival di Cannes.

Calcheranno i tappeti rossi della Croisette anche Nicolas Winding Refn con il suo Only God Forgives e Baz Luhrmann con il più volte rimandato Il grande Gatsby: per la gioia del pubblico, entrambi i film usciranno a pochi giorni dalla presentazione alla kermesse. Del resto, è un maggio prolificante di cinema d’autore: da Steven Soderbergh (Effetti collaterali, da noi già visto a Berlino) a Pablo Larraín (No), dall’esordio alla regia di Valeria Golino (Miele, anch’esso a Cannes nella sezione Un Certain Regard) all’attesissimo Confessions di Tetsuya Nakashima.

Ma niente paura: gli appassionati dei blockbuster possono divertirsi con la rivisitazione action Hansel & Gretel – Cacciatori di streghe, le arti marziali di L’uomo con i pugni di ferro, i motori rombanti di Fast & Furious 6 e la comicità smodata di Una notte da leoni 3.

 

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LA MIA AFRICA di Sydney Pollack (1985)

locandina-la-mia-africaMercoledì 01/05/13, ore 15.35, RETE 4

 

Biografia romanzata della scrittrice danese Karen Blixen (Meryl Streep): la partenza per il Kenya, il matrimonio con il barone Bror Blixen (Klaus Maria Brandauer), l’attività di piantatrice di caffè, la sifilide che la impossibiliterà ad avere figli, l’amore per l’avventuriero inglese Denys Finch-Hatton (Robert Redford).

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MICHAEL CLAYTON di Tony Gilroy (2007)

locandina-michael-claytonLunedì 10/6/13, ore 23.20, IRIS

 

“Non faccio miracoli. Faccio le pulizie.”

Michael Clayton (George Clooney), ex avvocato divenuto “faccendiere” presso un importante studio legale (il suo compito è falsificare prove per coprire i clienti più facoltosi), si trova a dover gestire l’improvvisa follia di un suo collega, Arthur Edens (Tom Wilkinson), coinvolto nel caso di una società di prodotti chimici per l’agricoltura accusata di vendere diserbante cancerogeno. La presa di coscienza è dietro l’angolo.

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HANSEL & GRETEL-CACCIATORI DI STREGHE di Tommy Wirkola (2013)

Da qualche anno nel mondo di Hollywood si è sviluppata la curiosa tendenza di riproporre in chiave “action”, o semplicemente contemporanea, alcune fiabe che più classiche non si può.

Tra gli altri, è toccato ai fratelli Grimm (I fratelli Grimm e l’incantevole strega di Terry Gilliam), a Cappuccetto Rosso (Cappuccetto rosso sangue di Catherine Hardwicke) e perfino a Biancaneve (ben due titoli usciti nel 2012: la più ironica e zuccherosa Biancaneve di Tarsem Singh e quella più dark di Rupert Sanders, Biancaneve e il cacciatore).

In tutti i casi i risultati ai botteghini sono stati discreti (mai eccelsi, bisogna dirlo) ma la qualità artistica ha sempre lasciato molto a desiderare.

Se già una storia complessa, ricca di sfumature e potenzialità narrative di vario genere, come quella di Biancaneve non ha portato, rivisitandola, a chissà quali esiti, cosa sarebbe potuto succedere se una simile operazione fosse stata dedicata ad Hansel & Gretel? Una fiaba meno articolata delle precedenti, che si esaurisce in un piccolo spazio e con pochi personaggi, a cui manca oltretutto un riferimento cinematografico degno di tale nome.

L’inquietante risposta è Hansel & Gretel-Cacciatori di streghe, opera quarta del norvegese Tommy Wirkola, noto soprattutto per il suo horror grottesco Dead Snow del 2009, di cui è previsto un sequel.

La favola dei Grimm si esaurisce, e non potrebbe essere altrimenti, in un incipit in cui i due piccoli fratellini, abbandonati nel bosco dal padre, trovano la casa di Marzapane e la strega cattiva che uccideranno in modi piuttosto anticonvenzionali.

La storia però prosegue: Hansel e Gretel sono cresciuti e sono diventati degli stimati cacciatori di streghe, grazie a un misterioso potere che li rende immuni da incantesimi e maledizioni.

Un giorno il sindaco della città di Augusta li convocherà per liberare le vicinanze da una congrega di fattucchiere, comandate dalla malvagia Muriel, decisa a sacrificare i bambini dei dintorni a un importante raduno di streghe.

Ridondante, se non estenuante, nel suo andamento narrativo, Hansel & Gretel-Cacciatori di streghe è un film che non diverte e non intrattiene, provoca soltanto infiniti sbadigli e continui dubbi sulle motivazioni che hanno portato a realizzare un’operazione di questo tipo.

Se gli effetti speciali sono di pessima fattura (eppure 50 milioni di dollari di budget non sono così pochi), ancora più pacchiani sono i trucchi delle tante streghe in scena, che vanno ben oltre la soglia del pecoreccio.

Nel cast: Jeremy Renner (Hansel) è al suo peggio, Gemma Arterton (Gretel) appare piuttosto spaesata e si salva soltanto Famke Janssen nei panni di Muriel.

Nonostante non abbia certamente fatto faville ai botteghini americani (55 milioni d’incasso), si inizia a parlare di un possibile sequel… e le domande, insieme a risposte che rischiano di essere sempre più inquietanti, continuano.

 

Voto: 1/4

EFFETTI COLLATERALI di Steven Soderbergh (2013)

Gli ultimi saranno i primi: si può sintetizzare così la (più recente) filmografia di Steven Soderbergh, regista che, da quando ha annunciato l’imminente ritiro dalle scene, sembra essere riuscito a riscattare una carriera a dir poco altalenante.

Presentato in concorso all’ultimo Festival di Berlino, Effetti collaterali, dovrebbe essere il suo ultimo lavoro per il grande schermo, anche se l’autore di Bubble tornerà al Festival di Cannes con Behind the Candelabra, un progetto pensato per la televisione e prodotto da HBO.

Thriller psicologico di stampo hitchcockiano, Effetti collaterali ruota intorno ai problemi di una giovane coppia newyorkese, Martin (Channing Tatum), da poco uscito dal carcere, ed Emily (Rooney Mara), afflitta da gravi problemi psichiatrici. Incapaci di trovare la giusta cura per la grave depressione della donna, i due si affidano alla sperimentazione, provando un nuovo farmaco suggerito dallo psichiatra Jonathan (Jude Law) che sembra dare grandi benefici a Emily. Ma quando la donna comincia a soffrire di sonnambulismo, la coppia viene travolta dal dramma e anche la vita di Jonathan verrà sconvolta. 

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FEFF 2013 – GIORNO 9

Mariposa in the Cage of the Night

MARIPOSA IN THE CAGE OF THE NIGHT di Richard V. Somes
Scritto da Matteo Soi

L’anima pulp del cinema filippino si agita e scalpita con tutta l’urgenza che ha una piccola cinematografia di essere ascoltata e capita. Il regista Richard V. Somes ci catapulta in una Manila notturna dove la protagonista Maya si trova a vagare nel disperato tentativo di scoprire che cosa è successo a sua sorella. Ma la grande città, foriera di promesse e miraggi ingannevoli, si dimostra un buco nero popolato da poliziotti corrotti e boss ossessionati da un’immagine femminile ideale, disposti a deturpare giovani donne con la chirurgi estetica pur di ottenerla. Questa lenta ma inesorabile discesa nell’incubo è resa acusticamente da una colonna sonora disturbante e visivamente da un lavoro sulle scenografie specificatamente curato per far sembrare ogni location sporca ed inospitale. Somes non si risparmia in brutalità e dettagli macabri anche di dubbio gusto, ma tutto è funzionale e nulla fine a se stesso. Peccato per qualche evidente problema di regia e montaggio nelle scene più concitate ma, per il resto, ci troviamo di fronte ad una delle sorprese nascoste del festival.

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PLATOON di Oliver Stone (1986)

platoonLunedì 29/04/13, ore 23.30, RAI MOVIE

Presentato in concorso al Festival di Berlino, il film è ispirato alle reali esperienze vissute dal regista, impegnato come volontario sul fronte vietnamita nel biennio ’67-’68. Grande successo di critica e pubblico, Platoon è ricordato come una delle più significative testimonianze cinematografiche sull’orrore di una guerra disumana, in cui vincitori e vinti si confondono nel sangue.

 

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IL FIUME ROSSO di Howard Hawks (1949)

locandina-fiume.rossoLunedì 29/04/13, ore 21.10, RAI MOVIE

 

Considerato uno dei più grandi esempi di cinema western, Il fiume rosso descrive la vita quotidiana dei mandriani, con tono epico e al tempo stesso fortemente introspettivo. John Wayne, straordinario nei panni di un cowboy duro e testardo ma consapevole delle proprie responsabilità, è molto legato ad un trovatello, un eccellente Montgomery Clift all’epoca ventottenne, che alleva come fosse un figlio.

 

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FEFF 2013 – GIORNO 8

PAINTED SKIN: THE RESURRECTION di Wuershan
Scritto da Matteo Soi

Uno spirito-volpe fugge dalla prigione di ghiaccio nella quale era rinchiuso da cinquecento anni e, assunte le sembianze di una bellissima donna, ruba e mangia il cuore a giovani uomini per mantenere il suo aspetto. Nel suo peregrinare conosce una giovane principessa sfigurata il cui calore è in grado di difenderla dal ghiaccio che la perseguita. Imponente film in costume ma anche fantasy melodrammatico, Painted Skin è un progetto nel quale l’ utilizzo di effetti speciali è assolutamente complementare al resto, tanto al ruolo degli attori che a quello delle coreografie nei combattimenti. Lo stile visivo (il design è affidato a Yoshitaka Amano) è davvero bello ma l’ attenzione che richiedono gli occhi non distrae dal resto ed è quindi impossibile non accorgersi di una sceneggiatura che va un po’ a singhiozzo ma che riesce comunque a raccontare un grande amore sofferto con tutte le enfasi del caso.

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BRIVIDO CALDO di Lawrence Kasdan (1981)

locandina-brivido-caldoDomenica 28/04/13, ore 23.15, 7 GOLD

 

Florida. Ned Racine (William Hurt), giovane avvocato di Miranda Beach, si innamora della sensuale Matty (Kathleen Turner), moglie del ricco Edmund Walker (Richard Crenna), affarista coinvolto in traffici illeciti. Divorati da crescente passione, i due amanti decidono di eliminare l’ormai scomodo coniuge ma, ben presto, Ned si renderà conto di conto di essere stato coinvolto in un gioco più grande di lui.

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PRENDI I SOLDI E SCAPPA di Woody Allen (1969)

locandina-prendi-i-soldi-e-scappaDomenica 28/04/13, ore 17.55, RAI MOVIE

 

Prendi i soldi e scappa era uno pseudo-documentario. L’idea di fare un documentario […] l’avevo fin dal primo giorno in cui ho cominciato a fare film. Pensavo che fosse un mezzo ideale per la comicità, perché il formato del documentario era molto serio. […] Lo scopo del film era una risata dopo l’altra.”

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CAMERA CON VISTA di James Ivory (1985)

locandina-camera-con-vistaSabato 27/04/13, ore 17.00, RAITRE

 

1907. Lucy Honeychurch (Helena Bonham Carter), giovane e irrequieta ragazza inglese in viaggio per l’Italia con la cugina Charlotte Bartlett (Maggie Smith), conosce a Firenze l’anticonformista George Emerson (Julian Sands) e se ne innamora perdutamente. Promessa ad un altro uomo, Cecil Wyse (Daniel Day-Lewis), fa ritorno in Inghilterra cercando di dimenticare ma il destino la porrà di fronte ad una scelta.

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FEFF 2013 – GIORNO 7

apolitical-romance-la-locandina-del-film-271892 mediumAPOLITICAL ROMANCE di Hsieh Chun-yi

Scritto da Matteo Soi

Una ragazza di reca a Taiwan per trovare il primo amore di sua nonna. Si fa aiutare nella ricerca da un ragazzo del luogo e, nonostante gli attriti iniziali dovuti alle differenze culturali, tra loro nasce lentamente qualcosa. Messa così la commedia romantica made in Taiwan non sembra particolarmente promettente, anzi, difficilmente si può pensare a qualcosa di più ordinario e scontato. Eppure il giovane regista (esordiente) e sceneggiatore Hsieh Chun-yi, riesce nell’ intento di dare alla storia dei suoi personaggi un’ impronta politica sulla quale si basano i divertenti battibecchi tra lui e lei ma, in senso più generale, un’ idea generale su ciò che divide Cina e Taiwan. Naturalmente però sempre di commedia romantica si tratta, con tutti i pro ed i contro del caso, ma per fortuna si evita qualsiasi forzato sentimentalismo e smancerie tipiche del genere, senza che questa mancanza renda meno esplicito il legame che si instaura tra i due. E chi l’ ha detto che i baci sono necessari?

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FIGHT CLUB: dal libro di Palahniuk al film di Fincher

“La prima regola del fight club è che non si parla del fight club” (Fight Club, 1996, di Chuck Palahniuk)

Ci sono opere letterarie che arrivano silenziose, quasi senza farsi notare, ma che una volta esplose risultano di una violenza devastante. Sono opere di cui spesso il cinema si ciba, le divora per poterne trarre denaro, il più delle volte, o per arricchirle ulteriormente con delle immagini che possano marchiare in modo indelebile nelle menti degli spettatori le parole scritte, laddove non dovessero essere sufficienti. Accade raramente che i risultati siano soddisfacenti, se si pensa al numero enorme di libri trasformati in sceneggiatura, ma quando nelle mani di un regista come David Fincher – già acclamato per Alien³ e per Se7en – finisce un libro del calibro di Fight Club, scritto da Chuck Palahniuk nel 1996, il risultato non può essere che lo stravolgente film di culto che ne è derivato, un’opera enorme con cui il regista si è definitivamente consacrato e in cui Brad Pitt ha offerto una delle prove più maestose della sua carriera.

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FEFF 2013 – GIORNO 6

THE BULLET VANISHES di Lo Chi-leungScritto da Matteo Soi

Nella Cina degli anni ’30, la guardia carceraria con il pallino per le investigazioni Donglu, viene promosso ed inviato a collaborare con un poliziotto su dei misteriosi casi di omicidio con arma da fuoco dove i proiettili non vengono mai ritrovati. Che fin dai primi minuti il film faccia pensare a Sherlock Holmes (nella sua ultima incarnazione firmata Guy Ritchie) non è certo un segreto ma sarebbe alquanto riduttivo etichettare il film di Lo Chi-leung come una riproposizione in chiave orientale del celebre investigatore inglese. The Bullet Vanishes è un film dalla forte impronta personale che non scimmiotta il cinema occidentale, trattandosi a conti fatti di un classico poliziesco con un’ ambientazione storica ben precisa costruito intorno ad un mistero che riserva alcuni efficaci colpi di scena ed altri forse un po’ telefonati per un pubblico smaliziato. Niente di nuovo sotto il sole, per carità, ma ad avercene di pellicole d’ intrattenimento così.

Voto: 2,5/4

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ALIENS – Scontro finale di James Cameron (1986)

aliensVenerdì 26/4/13, ore 21.10, CIELO

 

«Questa volta è guerra». Secondo capitolo di una delle saghe fanta-horror più celebri nella storia del cinema, Aliens ha il merito di discostarsi dallo spirito del primo episodio per evitare confronti diretti, puntando su uno stile spettacolare e visionario, tanto da far passare in secondo piano il fatto che si tratti di un seguito.

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UOMINI CONTRO di Francesco Rosi (1970)

uomini controMercoledì 24/4/13, ore 23.15, IRIS

 

«Quando vedi la guerra in faccia non ne hai voglia di parlarne!». Regista di grande impegno civile, Francesco Rosi, dopo aver analizzato nelle sue opere, con puntiglio documentaristico, le ambigue interconnessioni tra potere politico, economico e criminalità organizzata, ha scritto una pagina importante anche nel cinema antimilitarista.

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IRON MAN 3 di Shane Black (2013)

-Tutto qui? Un trucchetto sfigato e una battutaccia..?

-Tesoro, potrebbe essere il titolo della mia autobiografia.

 

Tony Stark è tornato, per la gioia di migliaia di fan accaniti logorati dall’attesa.

Il più ricco, egocentrico, presuntuoso, scorretto e dannatamente irresistibile tra i supereroi Marvel, creato da Stan Lee e Larry Lieber nel 1963, plana nuovamente sul grande schermo nel terzo capitolo della saga ufficiale (quarto, considerando il crossover The Avengers). Cambio al vertice: Jon Favreau, regista dei primi due episodi, lascia il timone a Shane Black (fortemente voluto da Robert Downey Jr., che era stato da lui diretto in Kiss Kiss Bang Bang), limitandosi ad interpretare l’ormai consolidato ruolo di Happy Hogan, guardia del corpo dell’eccentrico industriale. Il quale ha più che mai bisogno di protezione, dai nemici e da se stesso.

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KIKI-CONSEGNE A DOMICILIO di Hayao Miyazaki (1989)

Ad un anno dall’uscita del film che sarebbe poi diventato il simbolo dello Studio Ghibli, Il Mio Vicino Totoro, Miyazaki torna nelle sale giapponesi (si parla del 1989) con un nuovo lungometraggio animato che, come il precedente, miscela tematiche ed elementi fantasy con altri decisamente radicati nel reale. Ma mentre Totoro si prefiggeva di fare un ritratto universale e toccante dell’ infanzia, con Kiki Consegne a Domicilio ci si sofferma sull’ adolescenza come fase fondamentale di passaggio verso l’ età adulta.

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FEFF 2013 – GIORNO 5

 

Ip-Man-The-Final-Fight-poster-thumb-300xauto-36962IP MAN – THE FINAL FIGHT di Herman Yau

Scritto da Matteo Soi

 

 

 

La stagione cinematografica di Ip Man sembra ben lontana dal concludersi. Dopo i due film diretti da Wilson Ip (un terzo è già in cantiere) e The Grandmaster di Wong Kar Wai, la vita del Maestro Ip (interpretato questa volta dal grande Anthony Wong) arriva nelle mani esperte di Herman Yau, già regista di Ip Man – The Legend is Born. Ambientato nel periodo che va dal suo trasferimento ad Hong Kong fino alla sua morte nei primi anni ’70, Ip Man – the Final Fight vede il Gran Maestro, testimone delle difficoltà sociali dell’ epoca, accogliere i suoi primi allievi, confrontarsi con altre scuole rivali e con le triadi della “città murata” di Kowloon. Rispetto ai film di Wilson Ip, maggiormente votati all’ azione, alle arti marziali ma limitati nella rappresentazione macchiettistica delle controparti giapponesi e inglesi, il film di Herman Yau si concentra sull’ aspetto biografico utilizzando la voce fuori campo del figlio per introdurre i vari episodi della sua vita. Questo non significa però che si rinuncia a mostrare il Wing Chun in tutta la sua splendida e precisa eleganza: se tanto è stato fatto per la ricostruzione storica dell’ epoca, altrettanto impegno è stato messo nelle sequenze di combattimento, coreografie che si possono contare sulle dita di una mano ma valgono sempre l’ attesa, come il lungo duello finale. Insomma, anche Herman Yau è riuscito a celebrare con successo una delle figure più importanti del kung fu e della storia cinese recente.

 

 Voto: 3/4

 

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L’UOMO CHE VERRA’ di Giorgio Diritti (2009)

luomo che verràMartedì 23/4/13, ore 21.15, RAI 5

 

Opera seconda del bolognese Giorgio Diritti, il film è stato presentato al Festival Internazionale del Film di Roma, dove ha ottenuto un grande successo di critica e di pubblico. Ambientato nel 1944, racconta gli eventi antecedenti l’eccidio di Monte Sole, compiuto dalle truppe naziste in Italia tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944, visti attraverso gli occhi di una bambina di otto anni.

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Joe Hisaishi: il compositore dei sogni


Pensare al cinema senza la musica appare pressoché impossibile, con le note che fungono da complemento delle immagini, ampliandone l’effetto e aiutandole, nei casi migliori, a raggiungere la perfezione e la totalità. Senza nulla togliere al lavoro svolto dai registi, che restano comunque i protagonisti della scena, gli esempi di sodalizi duraturi sono parecchi e viene quasi da chiedersi come sarebbero alcuni capolavori senza le loro colonne sonore: Steven Spielberg e John Williams, Sergio Leone ed Ennio Morricone, Tim Burton e Danny Elfman, Christopher Nolan e Hans Zimmer, Alfred Hitchcock e Bernard Herrman, Robert Zemeckis e Alan Silvestri.

 

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FEFF 2013 – GIORNO 4

050-e1362316832325NEW WORLD di Park Hoon-jung (2013)

Scritto da Valeria Morini

Il gangster movie coreano conferma il suo ottimo stato di salute: alla quarta giornata del Far East Film Festival sbarca New World, firmato dal giovane regista Park Hoon-jung, che ci trascina nel mondo della criminalità organizzata di Seul. Nel Terzo millennio la mafia è gestita come una multinazionale e i suoi affiliati sembrano uomini d’affari, in eleganti doppio petto a bordo di lucide berline nere. Salvo, poi, regolare i conti in ancestrali duelli collettivi a colpi di coltello. È decisamente interessante il parallelo tra capitalismo finanziario e mondo criminale (l’organizzazione si chiama Goldmoon, vi ricorda niente?), che nel film viene squassato da una lotta intestina per la successione alla presidenza dopo la morte del grande boss. Nel mezzo, Ja-sung, poliziotto infiltrato alle prese con forti tormenti interiori, il rischio di essere scoperto, una moglie incinta e le pressioni del suo superiore (interpretato dal mitico attore di Old Boy Choi Min-sik). Park Hoon-jung ci conduce in un complesso meccanismo in cui la tensione è costante, la violenza è dosata in modo efficace e il crudelissimo finale è una delle cose migliori viste nei crime movie degli ultimi anni. Un Infernal Affairs ancora più cinico, di cui la Sony ha già acquistato i diritti per farne un remake americano.

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LE STREGHE DI SALEM di Rob Zombie (2012)

“On the rare occasion, a special child appears”.

 

Presentato in anteprima al Torino Film Festival nella sezione Rapporto Confidenziale, Le streghe di Salem di Rob Zombie, uno dei titoli più attesi dell’anno, arriva finalmente nelle nostre sale.

Il film è un progetto che il regista desiderava realizzare da tempo: fortunatamente questa volta ha avuto piena libertà d’ azione rispetto ai vincoli dei suoi precedenti film, Halloween – The Beginning e Halloween II. Le aspettative erano altissime e sono state ampiamente soddisfatte.

 

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MYSTIC RIVER di Clint Eastwood (2003)

mystic riverLunedì 13/01/14, ore 21.00, IRIS

 

Scandalosamente ignorato al Festival di Cannes, dove venne presentato in concorso, Mystic River, girato in soli 39 giorni, è probabilmente il capolavoro assoluto di Clint Eastwood, regista di un fertile classicismo ormai raro nelle produzioni hollywoodiane.

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