MATCH POINT di Woody Allen (2005)

locandina-match-pointVenerdì 31/01/14, ore 24.00, Rete 4

Chris Wilton (Jonathan Rhys-Meyers), giovane e belloccio insegnante di tennis desideroso di migliorare la sua condizione sociale, si fidanza con la ricca Chloe (Emily Mortimer), sposandola poco dopo per interesse ed entrando nell’azienda di famiglia; i suoi piani sono però sconvolti dall’incontro con Nola (Scarlett Johansson), aspirante attrice ed ex fiamma del cognato Tom (Matthew Goode). La situazione si complicherà fino a sfociare in tragedia.

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LA CASA DALLE FINESTRE CHE RIDONO di Pupi Avati (1976)

casa-dalle-finestre-che-ridonoGiovedì 30/01/14, ore 3.55, Italia 1

 

Quarto lungometraggio del bolognese Pupi Avati, che l’ha realizzato l’anno dopo aver collaborato (non accreditato) alla sceneggiatura di Salò o le 120 giornate di Sodoma, capolavoro definitivo di Pier Paolo Pasolini, La casa dalle finestre che ridono, con il passare degli anni, ha assunto (meritatamente) lo status di film cult.

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LA GENTE CHE STA BENE di Francesco Patierno (2014)

Ispirandosi al romanzo omonimo di Federico Baccomo, con La gente che sta bene Francesco Patierno continua a raccontare l’Italia contemporanea con sguardo ironico e con una buona dose di ambizione, ponendosi come obiettivo quello di raccontare una crisi non solo economica ma anche sociale e individuale, profonda e radicata nella quotidianità.

Umberto Dorloni (Claudio Bisio) è uno degli avvocati di punta di un importante studio milanese, è benestante e vive in una splendida casa con la moglie Carla (Margherita Buy) e i figli Giacomino e Martina. Il mondo perfetto che Dorloni si è costruito rischia però di sfaldarsi quando il suo studio decide di ridurre drasticamente il personale e anche il nome di Umberto compare nella black list dei futuri licenziati.

Determinato a conservare a tutti i costi il posto di prestigio conquistato tra “la gente che sta bene”, Umberto fa amicizia con il potente Patrizio Azzesi (Diego Abatantuono), spregiudicato avvocato di fama internazionale, che gli propone un accordo di collaborazione assai vantaggioso, almeno sulla carta. Ma la realtà dei fatti si presenterà più contorta e a complicare ulteriormente il tutto ci penserà la moglie di Azzesi, la splendida Morgana (Jennipher Rodriguez), donna sola e problematica che instaura con Umberto un’imprevedibile amicizia.

L’ambizione sfrenata di Dorloni lo porta a compiere scelte azzardate, a fidarsi delle persone sbagliate e a scoprire lati oscuri della sua natura per lui stesso sorprendenti. Dorloni è, infatti, fondamentalmente un meschino, tanto smanioso del successo facile quanto terrorizzato dalla prospettiva di perdere tutto e ricominciare da capo, ma al contempo consapevole della sua sostanziale mediocrità compensata, in parte, dalla faccia tosta e da una spregiudicatezza con potenziale inespresso.

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I SEGRETI DI OSAGE COUNTY di John Wells (2013)

OsageIn seguito a una crisi familiare le sorelle Barbara, Caren e Ivy Weston sono costrette a ritornare nella loro vecchia casa in Oklahoma e dovranno fare i conti con la madre Violet, la donna che le ha cresciute.

Basato sulla piece teatrale vincitore del premio pulitzer August: Osage County di Tracy Letts, I segreti di Osage County è il secondo film diretto da John Wells, sceneggiatore di serie di successo come E.R. e West Wing e già regista del film The Company Men.

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THE PRESTIGE di Christopher Nolan (2006)

locandina-the-prestigeMercoledì 29/01/14, ore 21.00, IRIS

“Non dirlo mai a nessuno. Ti pregheranno di svelare il segreto ma appena glielo dirai non conterai più niente. Sono stato chiaro? Niente. Il segreto non fa colpo su nessuno. Il trucco che c’è dietro invece è ciò che conta.”

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DALLAS BUYERS CLUB di Jean-Marc Vallée (2013)

Dallas1985. L’HIV si sta diffondendo per il territorio americano a una velocità impressionante senza che la comunità scientifica si dimostri in grado di trovare le giuste contromisure. Ron Woodroof, torero texano cocainome, alcolizzato e omofobo, scopre di esserne affetto ed inizia la sua personale battaglia contro il letale virus dell’AIDS, procurandosi fuori dagli Stati Uniti dei farmaci non approvati dalle autorità competenti del suo paese e rivendendoli a coloro che condividono la sua stessa sorte.

Dallas Buyers Club di Jean-Marc Vallée, tratto da una storia realmente accaduta, è una tipologia di film biografico cui un po’ tutti, anche se non ce ne accorgiamo troppo, siamo decisamente abituati. Di quei prodotti che adempiono con millimetrica aderenza a tutti i requisiti necessari per farsi piombare addosso una pioggia di Oscar: il protagonista realmente esistito, i tic fedelmente riproposti (in questo caso quasi tutti deplorevoli), una regia d’ordinanza ma smaliziata e capace e un attore in grado di elevare a potenza l’equazione infallibile del cosiddetto metodo: ecco che allora, intorno a un Matthew McConaughey gigantesco e quasi irriconoscibile, si articola un film di solido mestiere, che riesce a intrattenere e indignare ma senza mai superare le rigide barriere del biopic classico.

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HANNAH ARENDT di Margarethe von Trotta (2012)

Locandina Hannah ArendtNota come la regista più femminista del Nuovo Cinema Tedesco, Margarethe Von Trotta ha sempre messo al centro della propria filmografia figure femminili forti, che grazie a perseveranza e caparbietà intellettuale si oppongono al mondo che le circonda, riuscendo spesso a cambiarlo. Questo era il caso di Rosa L (1986)., dedicato alla famosa rivoluzionaria uccisa nel ’19, o del più recente Rosenstrasse (2003), dove un gruppo di mogli ariane salva i propri mariti ebrei durante l’Olocausto; e questo è il caso anche di Hannah Arendt, il suo ultimo film, dedicato alla figura della grande storica e filosofa tedesca.

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SCHINDLER’S LIST di Steven Spielberg (1993)

schindlers listLunedì 27/01/14, ore 21.00, IRIS

 

Steven Spielberg, figlio di genitori ebrei, se in alcune pellicole ha deliberatamente virato verso un pathos narrativo troppo accomodante, nel suo capolavoro assoluto Schindler’s List ha messo in risalto l’alta statura morale del protagonista in un contesto storico rigoroso e toccante, senza cedere alla facile retorica.

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INDIANA JONES E L’ULTIMA CROCIATA di Steven Spielberg (1989)

indiana-jones-ultima-crociataSabato 25/01/14, ore 21.30, RAITRE

 

«L’archeologia si dedica alla ricerca dei fatti, non della verità…perciò toglietevi dalla testa città abbandonate, viaggi esotici e scavi in giro per il mondo; noi non seguiamo mappe di tesori nascosti, e la “X” non indica mai il punto dove scavare!».

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Berlinale 64: apre Wes Anderson ma gli occhi sono tutti per Lars

Berlinale-64-posterSi parte in grande stile a Berlino 64. Il festival tedesco, spesso accusato di offrire meno spunti glamour nel programma rispetto alle altre due importanti kermesse europee – Venezia e Cannes – decide di inaugurare la sessantaquattresima edizione con l’ultima opera di Wes Anderson, The Grand Budapest Hotel,in concorso.

Ambientato, come suggerisce il titolo, in un albergo, il film vede intrecciarsi le vicende del portiere Gustave H. (Ralph Fiennes) accusato di omicidio e della solita sarabanda di weirdos andersoniani: oltre ai collaboratori di lungo corso come Bill Murray, Jason Schwartzman e Owen Wilson, si uniscono al cast anche la giovane Saoirse Ronan, Edward Norton, Mathieu Amalric e una serie di altre glorie, vecchie e nuove, del grande schermo.

Tra i nomi conosciuti, il concorso offre anche spazio al leone francese Alain Resnais con Life of Riley e all’americano Richard Linklater (School of Rock, A Scanner Darkly) con Boyhood, già presentato al Sundance Film Festival, storia di un divorzio e degli effetti sul figlio della coppia. Per il resto, tanta Cina, Germania e qualche co-produzione per una kermesse che, come da tradizione, si concentra su produzioni fuori dal mainstream dei soliti noti.

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LAST VEGAS di Jon Turteltaub (2013)

Locandina Last VegasCurioso pensare come il film che ha aperto la scorsa edizione del Torino Film Festival abbia in comune con il suo predecessore (ovvero Quartet, pellicola di Dustin Hoffman che aprì la medesima manifestazione ma l’anno scorso) non solo il genere divertente e rilassato della commedia, ma anche l’età presa in analisi e il numero dei suoi protagonisti. Là venivano raccontate le disavventure di quattro anziani musicisti costretti in una casa di riposo, qua le peripezie di altri quattro anziani amici che si ritrovano dopo diversi anni per festeggiare un addio al celibato a Las Vegas.

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THE WOLF OF WALL STREET di Martin Scorsese (2013)

Locandina The Wolf of Wall StreetTanto atteso in Italia dopo diverse date poi rimandate, ecco che il genio di Martin Scorsese, a due anni di distanza dal capolavoro Hugo Cabret, torna nelle sale raccontando la sua New York, attraverso gli occhi di Jordan Belfort (Leonardo DiCaprio), un ragazzo che sognava di fare il broker a Wall Street e che invece è stato cacciato dalla borsa – non prima di un esilarante training privato a pranzo con uno strepitoso Matthew McConaughey – e che dunque decide di aprire una società propria, la Stratton Oakmond, assieme al suo socio Donnie Azoff (Jonah Hill, grandioso), con cui, truffando i ricchi newyorkesi, riuscirà a fare soldi a palate, comprandosi una villa enorme, uno yacht, una moglie modella e finendo, ovviamente, controllato da SEC ed FBI.

 

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A PROPOSITO DI SCHMIDT di Alexander Payne (2002)

a proposito di schmidtGiovedì 23/01/14, ore 21.05, RAITRE

 

Diretto da Alexander Payne (regista di Sideways e Paradiso Amaro), tratto da un romanzo di Louis Begley, A proposito di Schmidt racconta la storia di un uomo che, rimasto vedovo, intraprende un viaggio per assistere al matrimonio della figlia.

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THE UNKNOWN KNOWN di Errol Morris (2013)

Loc UnknownThe Unknown Known è la variazione di una famosa frase detta da Donald Rumsfeld di fronte alla stampa americana, quando, per giustificare l’invasione dell’ Iraq nonostante l’assenza di prove dell’esistenza di armi di distruzione di massa, sostenne che “There are known knowns: things we know that we know. There are known unknowns: things that we now know we don’t know. But there are also unknown unknowns: things we do not know we don’t know”. Il Segretario della Difesa del governo Bush sosteneva, in pratica, che esistono degli eventi di cui non si può sapere l’esistenza e che quindi, di conseguenza, la costruzione di armi di distruzione di massa da parte di Saddam, anche se non provata, era in fondo possibile. Attraverso questo stratagemma verbale, così, Rumsfeld riusciva a giustificare logicamente l’invasione dell’Iraq e a cogliere in contropiede i giornalisti che lo incalzavano.

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THE PRESTIGE di Christopher Nolan (2006)

locandina-the-prestigeLunedì 20/01/14, ore 23.40, CANALE 5

 

“Non dirlo mai a nessuno. Ti pregheranno di svelare il segreto ma appena glielo dirai non conterai più niente. Sono stato chiaro? Niente. Il segreto non fa colpo su nessuno. Il trucco che c’è dietro invece è ciò che conta.”

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GLI SPIETATI di Clint Eastwood (1992)

gli-spietatiLunedì 20/01/14, ore 21.05, IRIS

«È una cosa grossa uccidere un uomo: gli levi tutto quello che ha, e tutto quello che sperava di avere». Diciassettesima regia di Clint Eastwood, Gli spietati apre un nuovo corso nella carriera del grande autore americano che, a partire dagli anni ’90, si è imposto come uno dei più grandi cineasti contemporanei.

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NEBRASKA di Alexander Payne (2013)

Nebraska, cast e trama film - Super Guida TV

Alexander Payne ha una dote molto rara per il cinema contemporaneo: riesce a trasformare la materia più quotidiana e sentimentale, ad altissimo rischio retorico, in un racconto sottile, raffinato ma sempre intelligente.

Al sesto lungometraggio, il primo che non lo vede coinvolto nella stesura dello script, il regista di Omaha riflette ancora sulla famiglia e sul dolceamaro, spinosissimo, rapporto padre-figlio situato nella fase terza età. La fase dei dubbi, dei rimpianti, della paura di essersi sprecati, dell’ansia del tempo che fugge. E per farlo ritorna al Nebraska da cui proviene, scegliendo un bianco e nero elegante, essenziale, cristallino come la storia struggente e divertente che mette in scena.

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THE COUNSELOR – IL PROCURATORE di Ridley Scott (2013)

counselor-procuratore«Tu sei il mondo che hai creato, quando smetti di esistere, anche il mondo che hai creato smetterà di esistere».

 

Ci sono pellicole che fanno parlare di sé perché sono dirette da un grande regista. Ce ne sono altre che si distinguono per uno sceneggiatore d’eccezione. Altre ancora diventano un evento perché capaci di radunare un cast all-star. E poi ci sono quelle come The Counselor che riescono nell’arduo compito di conciliare le tre prerogative. Ad un anno esatto dal discusso progetto portato a termine con Prometheus, Ridley Scott torna dietro la macchina con la lucida perizia dei tempi migliori, mettendo il suo abituale rigore formale al servizio di uno script calcolato al millimetro. Impegnato per la prima volta in carriera nella stesura di una sceneggiatura per il cinema, il grande cantore del lato oscuro della provincia americana Cormac McCarthy (anche co-produttore del film) compone un apologo di un iperrealismo così marcato da sfociare nel fantastico, in cui avidità e brama di denaro coincidono con un ineluttabile presagio di morte, tra supercar, gioielli, abiti di taglio sartoriale e ville hi-tech.

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L’INVASIONE DEGLI ULTRACORPI di Don Siegel (1956)

invasione-degli-ultracorpiGiovedì 16/01/14, ore 22.50, RAI MOVIE

 

«You’re next!». Tratto dall’omonimo romanzo di Jack Finney del 1955, il film rappresenta la straordinaria incursione nella fantascienza dello specialista del poliziesco e del cinema d’azione americano Don Siegel (Contratto per uccidere, Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo, Fuga da Alcatraz).

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SULLE MIE LABBRA di Jacques Audiard (2001)

sulle-mie-labbraMercoledì 15/01/14, ore 21.10, RAI 4

 

Magistralmente interpretato da Vincent Cassel e Emmanuelle Devos, Sulle mie labbra è il terzo lungometraggio di Jacques Audiard, regista e sceneggiatore transalpino il cui indubbio talento è esploso con Il profeta (2009) e Un sapore di ruggine e ossa (2012).

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LO SGUARDO DI SATANA – CARRIE di Kimberly Peirce (2013)

locandina-carrie“Quasi nessuno scopre mai che le sue azioni feriscono davvero gli altri. La gente non migliora, diventa solo più furba. Quando diventi più furbo, non smetti di strappare le ali alle mosche, cerchi solo di trovare dei motivi migliori per farlo.” (Stephen King, Carrie)

La povertà di idee a cui le superproduzioni made in U.S.A. ci hanno tristemente abituati si accanisce contro il bistrattato genere horror. Veicolo supremo di questo scempio, la pratica del remake: da Freddy Krueger a Jason Vorhees, passando per Leatherface e arrivando ai demoni sumeri di Sam Raimi, le icone del terrore sono state sistematicamente e programmaticamente fatte a pezzi e snaturate da registi inetti, sferrando duri colpi ad un tipo di cinema da tempo sull’orlo del baratro (nonostante alcune eccezioni). Ed ecco arrivare Lo sguardo di Satana – Carrie, rifacimento del film di Brian De Palma (1976) basato sul romanzo di Stephen King.

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IL GRANDE MATCH di Peter Segal (2013)

locandina-il-grande-match“Tutto il mondo ride di noi ma non siamo morti, questa storia mi fa sentire più vivo che mai!”

Anziani che spopolano in sala.

In attesa di Last Vegas, presentato al 31TFF (data di uscita prevista, 23 gennaio), arriva Il grande match, incontro-scontro tra pesi massimi del cinema americano del calibro di Sylvester Stallone e Robert De Niro nei panni di due ex pugili ormai sul viale del tramonto che hanno l’occasione di sanare l’eterna rivalità trent’anni dopo il loro ritiro. Henry “Razor” Sharp (Stallone) è in difficoltà economiche, senza lavoro e con i conti da pagare; Billy “The Kid” McDonnen (De Niro), proprietario di un ristorante, pretende la rivincita che Sharp non gli ha mai concesso. Tra senso di inadeguatezza, (in)coscienza dei propri limiti, figli ritrovati e vecchi amori che ritornano, si consumerà l’ultima sfida.

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BROKEN FLOWERS di Jim Jarmusch (2005)

broken-flowersMartedì 14/01/14, ore 21.15, RAI 5

 

«Well, the past is gone, I know that. The future isn’t here yet, whatever it’s going to be. So, all there is, is this. The present. That’s it». Eclettico cineasta statunitense, Jim Jarmusch, con il suo tredicesimo lungometraggio, si conferma uno dei più grandi autori “alternativi” del cinema contemporaneo.

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MYSTIC RIVER di Clint Eastwood (2003)

mystic riverLunedì 13/01/14, ore 21.00, IRIS

 

Scandalosamente ignorato al Festival di Cannes, dove venne presentato in concorso, Mystic River, girato in soli 39 giorni, è probabilmente il capolavoro assoluto di Clint Eastwood, regista di un fertile classicismo ormai raro nelle produzioni hollywoodiane.

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Ai Golden Globe trionfano Steve McQueen, David O. Russell e… Paolo Sorrentino!

Si è svolta nella notte, al Beverly Hilton di Los Angeles, la settantunesima edizione dei Golden Globe, i premi della Hollywood Foreign Press Association.

Da anni non più considerati come precursori ufficiali della serata degli Oscar, i Golden Globe rimangono, ad ogni modo, il secondo evento più importante della ricchissima (e lunghissima) stagione dei premi. Raramente nell’ultimo decennio i vincitori dei Globe si sono poi confermati in occasione degli Academy Awards: l’eccezione che conferma la regola è, comunque, arrivata l’anno scorso con Argo di Ben Affleck vincitore a sorpresa ai danni di Lincoln e poi trionfatore agli Oscar, conquistando tre premi tra cui quello per il miglior film.

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THE VILLAGE di M. Night Shyamalan (2004)

locandina-the-villageDomenica 12/01/14, ore 21.15, RAI MOVIE

 

Un villaggio americano del XIX secolo vive isolato dal resto del mondo, governato da una comunità di anziani che sostengono l’esistenza, nei boschi circostanti, di creature innominabili e mostruose, con cui è stato stipulato un patto: esse non invaderanno il villaggio e, in cambio, nessun abitante si avventurerà nella foresta. La cieca Ivy (Bryce Dallas Howard) violerà l’accordo, portando alla luce un’incredibile verità.

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I PREDATORI DELL’ARCA PERDUTA di Steven Spielberg (1981)

i-predatori-arca-perdutaSabato 11/01/14, ore 21.30, RAITRE

 

«È il destino dell’archeologo quello di vedere frustrati anni e anni di lavoro e ricerche». Capostipite della memorabile trilogia cinematografica di Indiana Jones (sul quarto capitolo, con Indy in prepensionamento è meglio stendere un velo pietoso), il film è il sesto lungometraggio di Steven Spielberg, sceneggiato da Lawrence Kasdan su un soggetto di George Lucas.

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I consigli Home Video di gennaio 2014

Gennaio è il mese dei nuovi inizi. Inizia l’ anno nuovo ed inizia anche la rubrica homevideo de I-FILMSonline che si propone di indirizzare i lettori ad acquisti oculati attraverso il “Consiglio del Mese” e di esplorare, in maniera selettiva ma ugualmente esaustiva, i titoli in uscita sui supporti DVD e Bluray.

** CONSIGLIO DEL MESE **

IL SEME DELLA FOLLIA (BLURAY)

Produttore: Warner / Distributore: Warner

Video: 2.40:1 anamorfico 1080p

Audio: Inglese DTS-HD5.1 – Italiano, Spagnolo, Tedesco, Francese Dolby Digital 2.0

Sottotitoli: Inglese non udenti, Italiano non udenti, Tedesco non udenti, Spagnolo, Francese
Extra: Commento al film del regista John Carpenter e del direttore della fotografia Gary B. Kibbe

Pubblicato da Cecchi Gori quasi agli albori della diffusione del formato digitale casalingo e fuori catalogo successivamente per diversi anni, finalmente la Warner colma un vuoto riproponendo Il Seme della Follia di Carpenter, unicamente in Bluray, in una edizione home video degna di questo nome.

VIDEO: ottimo il master video utilizzato che, privo di evidenti difetti fisici, beneficia dell’ alta definizione garantendo un’ immagina pulita e definita anche nelle scene più scure.

Voto: 3/4

AUDIO/SOTTOTITOLI: solo l’ audio originale vanta un mix multicanale mentre le altre lingue (incluso l’ italiano) si accontentano di un formato Dolby Digital Stereo. Le tracce audio sono naturalmente corredate di altrettante scelte di sottotitolazione.

Voto: 3/4

EXTRA: gli extra si riducono, escludendo il trailer, al commento al film di Carpenter e del direttore della fotografia Gary B. Kibbe, contenuto che può anche risultare più che abbastanza per cinefili ed appassionati.

VOTO: 2,5/4

EDIZIONE: 3/4

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C’ERA UNA VOLTA A NEW YORK di James Gray (2013)

Loc GrayAl di là dei biechi meccanismi adottati dai distributori italiani per tradurre i titoli dei film – in modo da garantire maggiore appeal commerciale – c’è da ammettere che The Immigrant di James Gray, arrivato nelle italiche sale con il titolo C’era una volta a New York , non allontana del tutto la componente fiabesca (sebbene il richiamo principale rimandi a Sergio Leone) dalle proprie priorità stilistiche e narrative. Nel turbolento arrivo a New York City di Ewa Cybulski (Marion Cotillard), immigrata polacca allontanata dalla sorella (e costretta a lavorare nel sottoteatro di Bruno, mecenate e protettore) risiede il cinema di Gray: sopra ogni cosa, la presenza della città.

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Intervista ad Anna Elettra Pizzi de Gaetano, produttrice del film DANTE

Vogliamo parlarvi di un progetto decisamente curioso e interessante: si tratta di Dante, un film indipendente prodotto da un team tutto italiano di giovanissimi appassionati di cinema e liberamente ispirato alla Divina Commedia. Girato con pochi mezzi e un budget irrisorio, ma con un utilizzo preponderante della computer graphics, il progetto è nato nel 2009 ed è attualmente in post-produzione. Una vera rarità per la produzione nostrana: abbiamo incontrato la produttrice Anna Elettra Pizzi de Gaetano, che ci ha raccontato le idee e il percorso che ne hanno reso possibile la realizzazione.

Cosa ha spinto te e il regista del film Luca Lussoso a cimentarvi con un progetto tanto ambizioso, che mescola il confronto con un caposaldo intoccabile della letteratura italiana e la scelta, coraggiosa in Italia, di girare un film tutto in computer graphics? Vuoi raccontarci la genesi del progetto?

Dante è nato con l’intenzione di avvicinare le nuove generazioni ad uno dei testi più belli della letteratura italiana. Chiacchierando degli anni del liceo ci siamo ritrovati entrambi ad aver rivalorizzato moltissimi dei testi che ci erano stati insegnati. A distanza di tempo li avevamo riletti, genuinamente apprezzati e ne eravamo rimasti affascinati, chiedendoci come mai questo non fosse successo pochi anni addietro. Da lì è nata l’idea di un film che potesse, tramite un mezzo meraviglioso come il cinema, fare da ponte tra un testo meraviglioso e chi si approccia alla Divina Commedia per la prima volta. È stata scelta la CG come tecnica produttiva per avere la possibilità di sperimentare e creare moltissime situazioni che non avremmo potuto creare altrimenti. Ha sicuramente imposto lunghissimi tempi di produzione ma ha reso possibile inserire elementi, sequenze e dettagli altrimenti impensabili per una produzione indipendente.

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DISCONNECT di Henry Alex Rubin (2012)

disconnect-locandinaArriva un po’ in ritardo nelle nostre sale questo film passato Fuori concorso alla Mostra del cinema di Venezia 2012 e diretto dal documentarista Henry Alex Rubin, al suo esordio nella fiction. Nel cast, volti non popolarissimi ma decisamente interessanti, come Jason Bateman (Juno, Tra le nuvole), Alexander Skarsgård (Melancholia) e Andrea Riseborough (Doppio gioco).

Dramma di impianto corale, la pellicola intreccia tre diverse storie collegate tra loro e unite da un unico tema: l’incomunicabilità umana e interpersonale, resa ancora più paradossale in un’era in cui la tecnologia consente (o impone?) una comunicazione virtuale intensiva.

Un avvocato troppo preso dal lavoro non riesce a rendersi conto dei problemi di socialità del figlio preadolescente, vessato da due cyber-bulli; una coppia in lutto per la morte del loro bambino rischia la rottura perché la moglie preferisce cercare sollievo nell’apparente rifugio di una chat clandestina; un’ambiziosa reporter televisiva entra in contatto con un giovane gigolò conducendo un’inchiesta nel mondo dei video hard.

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DIARIO DI UNO SCANDALO di Richard Eyre (2006)

locandina-diario-di-uno-scandaloVenerdì 10/01/14, ore 00.05, RETE 4

 

Londra. Barbara Covett (Judi Dench), arcigna e matura insegnante in un liceo, si lega morbosamente alla nuova arrivata Sheba Hart (Cate Blanchett), sposata e madre di due figli, uno dei quali affetto dalla sindrome di Down.

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SPEED di Jan De Bont (1994)

SpeedGiovedì 09/01/14, ore 21.10, ITALIA 2

 

“Tu non hai ancora capito Jack, eh, la bellezza di tutto questo. Una bomba è fatta per esplodere! È questo il suo significato, il suo scopo! La tua vita è vuota, e lo sai perché, Jack? Perché la passi tentando di impedire alle bombe di esplodere! E per chi? Per che cosa? Tu lo sai che cos’è una bomba che non viene fatta esplodere, Jack? È un orologio d’oro da quattro soldi, ecco che cos’è!”

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2 GIORNI A NEW YORK di Julie Delpy (2012)

2-giorni-a-New-York-locandinaJulie Delpy è una figura originale all’interno dello scenario cinematografico contemporaneo: francese naturalizzata statunitense, figlia d’arte, attrice, cantante, sceneggiatrice e infine anche regista, la Delpy negli ultimi anni ha collaborato sempre più attivamente alla scrittura dei film che interpretava (è co-autrice della sceneggiatura della famosa trilogia di Linklater Before Sunshine, Before Sunset e Before Midnight, per la quale ha ricevuto anche una nomination all’Oscar), arrivando ultimamente anche a dirigere personalmente i film di cui è autrice (Due Giorni a Parigi; La Contessa).

Il suo è un cinema sempre in bilico tra la commedia colta e la commedia acida, un cinema che si regge sui dialoghi e l’improvvisazione degli attori, molto debitore al Woody Allen più frivolo e non immune alle schegge dell’egocentrismo dell’attrice/regista/ sceneggiatrice.  

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12 ANNI SCHIAVO di Steve McQueen (2013)

12 anni schiavoNel 2014 Steve McQueen entrerà di diritto nel gotha del cinema mondiale: nessuna disambiguazione, il regista britannico diverrà ancor più conosciuto e apprezzato. Dopo aver sconvolto tutti con Hunger ed essersi definitivamente consacrato dirigendo Shame, McQueen arriva nelle sale con 12 anni schiavo, uno dei più importanti film del prossimo anno. La pellicola è tratta dalle memorie di Solomon Northup, uomo di colore nato libero negli Stati Uniti del nord, che fu rapito e sottoposto a schiavitù in Louisiana per dodici anni.

Discesa di un uomo lucido e istruito verso gli inferi del profondo sud, dove il colore della pelle non differenziava gli uomini dagli uomini, ma gli uomini dagli animali. Il tutto è desumibile fin dal titolo, non in Italia però: tradurre 12 Years a Slave in 12 anni schiavo è un piccolo errore in confronto all’enorme gaffe delle locandine a sfondo razzista. Tuttavia omettendo la piccola proposizione, viene depotenziato il vero senso di un film che si differenzia da ogni altro per la sua capacità di raccontare la schiavitù come condizione acquisita e non come stato.

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SPARTACUS di Stanley Kubrick (1960)

locandina-spartacusLunedì 06/01/14, ore 21.05, IRIS

 

Storia di Spartaco (Kirk Douglas), schiavo trace divenuto gladiatore grazie a Lentulo Batiato (Peter Ustinov), che si mise a capo della rivolta di sessantamila schiavi contro Roma.

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IL SUPERPAGELLONE DI DICEMBRE 2013

Blue-jasmine-cate-blanchettArriva il momento del SuperPagellone: a finire sotto la mannaia dei nostri giudizi sono stavolta i film usciti nel mese di dicembre.

Il film che ha riscosso più preferenze è stato Blue Jasmine, ritorno di Woody Allen alla forma dei suoi anni d’oro. Una piacevole sorpresa è anche Stop The Pounding Heart, produzione girata in terra americana dall’italiano Roberto Minervini.

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FRANKENSTEIN JUNIOR di Mel Brooks (1974)

locandina-frankenstein-jrDomenica 05/01/14, ore 21.10, MTV

 

“Si – può – FARE!”

“Se la scienza ci insegna qualcosa, ci insegna ad accettare i nostri fallimenti, come i nostri successi, con calma, dignità e classe. … FIGLIO DI PUTTANA BASTARDO, te la farò pagare! Perché mi hai fatto questo? Perché mi hai fatto questo?!?”

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CHI HA INCASTRATO ROGER RABBIT di Robert Zemeckis (1988)

locandina-chi-ha-incastrato-Roger-RabbitSabato 04/01/14, ore 23.15, RAIUNO

 

Hollywood, 1948: la pacifica coesistenza tra esseri umani e cartoni animati viene minata dall’omicidio di Marvin Acme, proprietario della ACME Corporation. Incolpato del tremendo crimine il coniglio Roger Rabbit, geloso della presunta relazione dell’uomo con sua moglie Jessica.

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EDWARD MANI DI FORBICE di Tim Burton (1990)

locandina-edward-mani-di-forbiceSabato 04/01/14, ore 15.45, ITALIA 1

 

Edward (Johnny Depp) è il risultato di un esperimento: uno scienziato (Vincent Price) gli ha dato la vita ma non è riuscito a finirlo, lasciandogli forbici al posto delle mani.

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IL CAPITALE UMANO di Paolo Virzì (2014)

Dopo due film importanti e riusciti (Tutta la Vita Davanti e La Prima Cosa Bella) e uno abbastanza modesto (Tutti i Santi Giorni), Paolo Virzì cambia decisamente registro e decide di adattare per lo schermo Il Capitale Umano, romanzo dello scrittore americano Stephen Amidon, prendendo il rischio più grande della sua carriera. Il risultato è uno dei migliori lavori della sua filmografia e forse il film che più di ogni altro, negli ultimi anni, riesce a raccontare l’Italia contemporanea, tra post-berlusconismo e crisi economica-istituzionale.

Partendo da un misterioso incidente stradale che fa da perno a tutto il racconto, il film racconta l’intrecciarsi di tre storie ambientate nella Brianza lombarda. Nella prima, Dino Ossola (Fabrizio Bentivoglio), immobiliarista bramoso di ascesa sociale, investe tutti i suoi risparmi nei titoli della fondazione di Carlo Barnaschi (Fabrizio Gifuni), padre del fidanzato di sua figlia. Nella seconda, la moglie di Barnaschi (Bruni Tedeschi) si innamora di un teatro abbandonato e decide di darsi al mecenatismo. Nella terza, la figlia di Dino Ossola (Gioli) lascia il figlio di Barnaschi (Pinelli) e conosce Luca (Anzaldo) ragazzo problematico ma sensibile. Queste tre vicende finiranno per collidere la sera del misterioso incidente stradale che apre il film.

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RATATOUILLE di Brad Bird, Jan Pinkava (2007)

ratatouilleVenerdì 03/01/14, ore 21.10, RAIDUE

 

«Non tutti possono diventare dei grandi artisti ma un grande artista può celarsi in chiunque». Ottavo lungometraggio Disney-Pixar, Ratatouille è un capolavoro di grafica computerizzata, osannato da critica e pubblico.

 

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