Si alza il sipario sul Bari International Film Festival 2014. In apertura NOAH di Darren Aronofsky

Noah poster-620x918Si svolgerà a Bari, dal 5 al 12 Aprile, la quinta edizione del Bari International Film Festival, appuntamento ormai consueto per il pubblico pugliese all’inizio della primavera. Anche quest’anno diretto da Felice Laudadio ed Ettore Scola, il BiFest propone un programma denso e variegato. Nel capoluogo pugliese, fra concorso e fuori concorso, comprese repliche e retrospettive, verranno proiettati in totale 141 lungometraggi, 44 cortometraggi e 40 documentari. A suscitare la maggiore curiosità saranno le 8 anteprime internazionali inserite nella storica cornice di un ritrovato teatro Petruzzelli. Tra queste l’atteso film di apertura della rassegna, il già controverso Noah di Darren Aronofsky, rilettura del testo biblico firmata dal regista del Cigno Nero e di Requiem for a dream, interpretata da Russel Crowe. Tra le altre anteprime spiccano The Grand Budapest Hotel di Wes Anderson, The invisible woman di Ralph Fiennes e Fading Jigolo di John Turturro.

 

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IO NON SONO QUI di Todd Haynes (2007)

io non sono quiMartedì 01/04/14, ore 21.15, RAI 5

 

Presentato in concorso alla Mostra del cinema di Venezia, il film, uno dei più originali ed inventivi biopic che siano mai stati girati, ripercorre le tappe salienti della vita del mitico Bob Dylan, attraverso sette distinti momenti della sua vita.

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UNA GIORNATA PARTICOLARE di Ettore Scola (1977)

una giornata particolareLunedì 31/03/14, ore 21.10, RAI STORIA

 

Presentato in concorso al 30° Festival di Cannes e candidato a due Oscar (miglior film straniero e miglior attore), Una giornata particolare, diretto da Ettore Scola, racconta dell’incontro tra Antonietta (Sophia Loren), moglie e madre cresciuta nel culto del duce, e Gabriele (Marcello Mastroianni), radiocronista dell’Eiar disoccupato e omosessuale, durante la storica visita di Adolf Hitler a Roma, il 6 maggio 1938.

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I (pre) giudizi di aprile 2014

locandina HirokazuDopo il calendario del mese, oggi è il turno dei nostri pregiudizi: ogni membro della redazione segnala due titoli in uscita nel mese, uno su cui si sente di mettere la mano sul fuoco per un esito positivo (segnalato come “Per me è sì”) e l’altro su cui invece ripone pochissime o nessuna speranza (“Per me è no”). Naturalmente sono (quasi sempre) film che non abbiamo ancora visto, si tratta solo di sensazioni in attesa di conferme.

Come sempre, vi invitiamo a giocare con noi (valutando tutte le uscite mensili) facendoci sapere cosa ne pensate e quali sono le vostre scelte. D’altronde… si tratta soltanto di pregiudizi.

Ecco le scelte di ognuno di noi:

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IL SUPERPAGELLONE DI MARZO 2014

the imposterPotenza della realtà: il film più amato da I-FILMSonline tra le uscite di marzo è un documentario, L’impostore di Bart Layton. Preferito al pur apprezzato Ida, a testimoniare come il cinema non di fiction sta conquistando sempre più spazio sul grande schermo (del resto, ve ne abbiamo parlato anche qui).

I due film appena citati sono, del resto, gli unici picchi di un mese deludente e scarso di visioni interessanti, dove l’atteso Lei ha diviso molto la nostra redazone, Captain America – The Winter Soldier 3D si porta a casa una sufficienza stiracchiata e… tutto il resto è noia. 

Godetevi tutti i voti ai film di marzo.

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ESSENTIAL KILLING di Jerzy Skolimowski (2010)

essential killingDomenica 30/03/14, ore 3.00, RAITRE 

Leone d’Argento alla Mostra del cinema di Venezia, Essential Killing è l’ultima opera di uno dei grandi registi europei che hanno contribuito al radicale rinnovamento del cinema dagli anni ’60 in poi.

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GREMLINS di Joe Dante (1984)

locandina-gremlinsSabato 29/03/14, ore 24.00, Italia 1

 

Billy (Zack Galligan), giovane timido ed impacciato, riceve in regalo dal padre (Hoyt Axton), stravagante inventore, un animaletto scovato in Cina: il Mogwai. Le regole da rispettare per accudirlo sono tre: mai esporlo alla luce, mai bagnarlo, mai dargli da mangiare dopo la mezzanotte. Billy le infrangerà tutte, andando incontro ad imprevedibili conseguenze.

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PULP FICTION – DOPO VENT’ANNI CI CHIEDIAMO ANCORA COSA CI SIA NELLA VALIGETTA

 

pulp2

Pulp /’pəlp/ n.1. A soft, moist, shapeless mass of  matter.

2. A magazine or book containing lurid subject matter

and being characteristically printed on rough,

unfinished paper.

American Heritage Dictionary

New College Edition

 

Da quest’introduzione già lo si poteva intuire, e molto probabilmente il genio di Tarantino sapeva benissimo a cosa andava incontro quando ha scritto questo capolavoro: Pulp Fiction era e rimane tutt’oggi, a 20 anni di distanza, un vero e proprio manifesto del postmoderno cinematografico, di cui il regista di Knoxville è forse il primo esponente, senza dubbio il maggiore: troppo studiato in tutti i suoi dettagli per essere frutto del caso, troppo preciso nelle citazioni e nella struttura per non rendersi conto di trovarsi al cospetto di una mente consapevole di ogni singolo movimento dei suoi ingranaggi. L’enormità di Pulp Fiction, però, risiede nella sua semplicità. Non è tanto il cosa (situazioni già viste), ma il come a fare la differenza, in cui a tratti sembra che la trama sia funzionale alle immagini, perché è quello il nocciolo cui Tarantino tenta di arrivare: l’immagine, l’icona, il simbolo.

«In televisione, il modo per scegliere una serie è che fanno un episodio, l’episodio chiamato “pilota”. Poi mostrano quell’episodio a gente che sceglie gli episodi e sul valore di quell’episodio decidono se vogliono fare altri episodi. Alcun vengono scelti e diventano programmi televisivi e invece altri no, e diventano niente. Lei era in uno di quelli che è diventato niente». (Jules a Vincent, Pulp Fiction, Quentin Tarantino, 1994)

 

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MULHOLLAND DRIVE di David Lynch (2001)

mulholland driveVenerdì 28/03/14, ore 0.05, Rete 4

 

Enigmatico capolavoro firmato David Lynch, supremo gioco di scatole cinesi superato soltanto da INLAND EMPIRE (dello stesso Lynch), Mulholland Drive era inizialmente nato come pilot di una serie televisiva rifiutata dalla Abc, ripensato poi come film e completato con l’intervento di Studio Canal.

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QUANDO C’ERA BERLINGUER di Walter Veltroni (2014)

quando-c-era-berlinguer-locandinaUn senatore a vita. L’inventore della bomba H. Uno scrittore ma anche cantautore. Qualcuno che aveva a che fare con l’Europa…o forse con la Corea…anzi, no…il Presidente dell’Unione Europea di Corea.

Queste sono solo alcune delle agghiaccianti risposte di alcuni giovani e non giovanissimi alla domanda “Chi era Enrico Berlinguer?”.

Walter Veltroni, al suo esordio alla regia, ha cercato di dare la sua risposta soggettiva. Quando c’era Berlinguer è un documentario semplice, lineare, che non brilla certo per inventiva registica o ricerca estetica, ma è una attestazione necessaria, onesta e partecipe.

Veltroni offre il suo punto di vista sull’uomo, sul personaggio politico, sull’icona e sul peso specifico che l’ex segretario del PCI ha avuto e sembra non avere più sull’immaginario collettivo.

Puntellando il racconto con alcuni ricordi personali che saltuariamente fanno capolino e integrano la narrazione, Veltroni lavora molto sulla ricerca, raccogliendo diverso materiale inedito o poco conosciuto, e omaggia in maniera personale, nostalgica e commossa la figura di un leader carismatico e fragile.

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RITRATTO DI SIGNORA di Jane Campion (1996)

ritratto-di-signoraGiovedì 27/03/14, ore 21.05, IRIS

 

Fedele trasposizione dell’omonimo romanzo (1879) di Henry James, Ritratto di signora è il quinto lungometraggio della neozelandese Jane Campion, una delle più importanti cineaste contemporanee.

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CAPTAIN AMERICA: THE WINTER SOLDIER di Anthony e Joe Russo (2014)

captain-america-2-poster-chris-evans-steve-rogersDopo il picco raggiunto con il meraviglioso The Avengers, la Marvel sembrava essersi adagiata su uno stile esageratamente improntato sulla comicità, sull’eccesso di ironia e sulla mancanza di equilibrio che aveva portato ai successi passati: Iron Man 3, il peggiore, Thor: The Dark World, meglio del primo ma nulla di esaltante, e anche Wolverine e The Amazing Spiderman, sembrano tutti aver in qualche modo risentito dell’effetto Avengers. Captain America, protagonista di una prima pellicola piacevole, ma nulla di più, riesce quasi inaspettatamente a riscattare tutti, riportando la strada verso The Avengers II: Age of Ultron sui binari giusti.

 

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FUTURE FILM FESTIVAL DI BOLOGNA. ECCO IL PROGRAMMA

future film festival

Dal 1 al 6 aprile, Bologna si tinge dei colori sfavillanti del Future Film Festival, kermesse cinematografica dedicata al cinema d’animazione e alle nuove tecnologie. Dall’animazione tradizionale alle più diverse sperimentazioni con le tecniche digitali, passando per l’intramontabile stop motion, tutte le forme di quest’arte capace di coinvolgere e appassionare adulti e bambini vivranno sui grandi schermi della rassegna bolognese. Il ricco cartellone si divide in sei sezioni.

In competizione, otto lungometraggi che si contendono il Platinum Grand Prize: provenienti da diversi paesi – dal Brasile al Giappone, dalla Francia alla Corea del Sud – le pellicole racconteranno di amori intensi capaci di resistere allo scorrere del tempo o un destino ingrato (Jasmine, Rio 2096 – A Story of Love and Fury, Cheatin’), vicende incentrate su personaggi bizzarri (Aunt Hilda, Asphalt Watches), piccoli grandi eroi alla ricerca di un loro posto nel mondo (Aya de Yopougon, My Mommy Is in America), avventure spettacolari in piena tradizione anime (Short Peace) o intensi drammi umani (The Fake).

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IL CALENDARIO DI APRILE 2014

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Ricchissimo il calendario delle uscite di aprile, per un inizio di primavera davvero all’insegna del cinema. Film più atteso del mese dalla nostra redazione è Grand Budapest Hotel, il nuovo gioiellino firmato da Wes Anderson e presentato all’ultima Berlinale.

Ma usciranno anche le due parti che compongono Nymph()maniac, l’opera-scandalo di Lars Von Trier: nelle nostre sale, ovviamente, si vedrà la versione tagliata, priva dei dettagli più spinti. 

Altro ritorno annunciato: quello del visionario Darren Aronofsky, che si cimenta addirittura con la cronaca del diluvio universale in Noah, con Russel Crowe chiamato a vestire i panni dell’eroe biblico.

E se non può mancare un altro dei tanti cinecomic Marvel in sala nel 2014 (dopo Captain America e prima di X-Men. Giorni di un futuro passato e Guardians of Galaxy), ovvero The Amazing Spider-Man 2: Il potere di Electro, anche gli amanti del cinema d’autore resteranno soddisfatti: da non perdere è infatti l’interessante film giapponese Father and son di Hirokazu Kore-Eda.

Tra i titoli italiani in sala, infine, segnaliamo l’ultimo film girato da Carlo Mazzacurati prima della sua prematura scomparsa, La sedia delle felicità.

Eccovi tutte le uscite del mese!

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IN GRAZIA DI DIO di Edoardo Winspeare (2014)

in-grazia-di-dio-locandinaOltre due ore che ruotano intorno a una storia familiare ambientata in Puglia ai tempi della crisi, girando a vuoto, senza prendere una direzione precisa: questa è l’impressione che dà In grazia di dio. Verso l’inizio degli anni Duemila Edoardo Winspeare, classe 1965, sembrava dover diventare una grande promessa del cinema di casa nostra: salentino legato a doppio filo alle proprie terre, aveva interessato la critica con Sangue vivo (2000) e Il miracolo (2003), per poi sparire dalle scene fino al 2008 (Galantuomini), dopo il quale si è eclissato nuovamente.

La volontà del regista di raccontare la Puglia ai tempi della crisi vista dallo sguardo corale di una famiglia matriarcale si scontra con il suo stesso desiderio di entrare nello specifico dei personaggi, di scandagliarne la psicologia: il risultato è un’opera raffazzonata, lunga ma poco coesa, le cui intenzioni rimangono nebulose fino alla fine.

 

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YVES SAINT LAURENT di Jalil Lespert (2014)

yves-saint-laurentLe mode passano, lo stile è eterno”.

 

Compito non facile quello di realizzare una pellicola biografica capace di portare sullo schermo le innumerevoli sfaccettature della personalità di un’icona del XX° secolo, attraverso un’accurata rievocazione d’epoca che sappia mettere in luce pubblico e privato. Impresa ardua, per non dire titanica, se dietro la macchina da presa c’è un regista e sceneggiatore impegnato nella sua prima opera di rilevanza internazionale. Con la tendenza a mostrare piuttosto che suggerire, la mise en scène del parigino Jalil Lespert (classe 1976) non riesce a valorizzare con adeguata personalità la classe, l’estro creativo, la genialità assoluta del celebre stilista francese Yves Saint Laurent (1936-2008), uomo fragile e vulnerabile prima ancora che maestro dell’haute couture capace di imporre un inedito ideale di donna dominante e di intersecare moda e Arte in collezioni entrate nella storia.

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OLTRE IL GIARDINO di Hal Ashby (1979)

oltre-il-giardinoMartedì 25/03/14, ore 23.00, IRIS

 

Presentato in concorso al Festival di Cannes, Oltre il giardino è il settimo lungometraggio del regista statunitense di culto Hal Ashby (Harold e Maude, L’ultima corvè, Shampoo), prematuramente scomparso nel 1988 all’età di 56 anni.

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VALHALLA RISING di Nicolas Winding Refn (2009)

valhalla risingDomenica 23/03/14, ore 2.00, RAIDUE

 

Ottavo lungometraggio di Nicolas Winding Refn (la trilogia Pusher, Bronson, Drive, Only God Forgives), Valhalla Rising è stato presentato al Toronto International Film Festival e, fuori concorso, alla Mostra del cinema di Venezia.

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JIMMY P. di Arnaud Desplechin (2013)

Jimmy P posterPer chi scrive, Arnauld Desplechin è l’autore di un bellissimo film come Racconto di Natale, anomalo, poderoso ritratto di una famiglia in sgretolamento da recuperare il prima possibile.

Per questo l’idea che potesse girare un film con quel geniaccio incompreso di Benicio Del Toro – uno che meriterebbe un ruolo dietro l’altro, e che invece viene oscurato da colleghi ben più incapaci – stuzzicava parecchio.

Peccato che poi chi scrive ha visto Jimmy P.; non ci sono troppi elementi da considerare . Il film è, semplicemente, quanto di più piatto, ordinario e sciattamente convenzionale si sia visto negli ultimi tempi. La storia, ispirata a un romanzo dell’etnopsichiatra ungaro-francese Georges Devereux, ruota attorno alle apparenti disfunzioni neurologiche di nativo americano reduce di guerra, affidato alla ricerca e alla cura di Devereux stesso.

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NON BUTTIAMOCI GIU’ di Pascal Chaumeil (2014)

Portare Nick Hornby al cinema, solitamente, è garanzia di qualità. Gli adattamenti per il grande schermo delle opere dello scrittore inglese, infatti, si sono sempre attestati su un livello medio alto: da Febbre a 90 (1997) ad Alta fedeltà (2000), passando per About a Boy (2002). Parziale eccezione è rappresentata dal brutto È nata una star? (2012) di Lucio Pellegrini ispirato ad un omonimo racconto firmato da Hornby.

L’adattamento cinematografico di Non buttiamoci giù è stato annunciato e rimandato svariate volte, passando anche per un coinvolgimento di Johnny Depp in qualità di produttore esecutivo, poi sfumato. Alla fine, a quasi dieci anni dall’uscita del romanzo, si è riuscito in qualche modo ad arrabattare una sceneggiatura che è stata affidata al francese Pascal Chaumeil, regista delle commedie Il truffacuori e Un piano perfetto.

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L’ARMATA DELLE TENEBRE di Sam Raimi (1992)

locandina-armata-delle-tenebreVenerdì 21/03/14, ore 21.10, RAI 4

 

“Klaatu verata… n… netta, nettare, nichel… oh Dio! Come è questa parola? Come faccio a non ricordarla? Di sicuro cominciava con la N… Klaatu verata ni… emh… ehm… rvana… Ok allora, fatta! Calma, calma! È tutto a posto, ho detto la parola, l’ho detta!”

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PHENOMENA di Dario Argento (1985)

locandina-phenomenaGiovedì 20/03/14, ore 23.45, RAI MOVIE

 

“Qui l’unico mostro è l’assassino. Ma io posso capire quello che provi. So che cosa significa essere diverso, e tutto quello che devi sopportare: l’ironia, la pietà, la repulsione, il fastidio. La gente riesce quasi a farti sentire in colpa per quello che sei.”

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NOI CREDEVAMO di Mario Martone (2010)

locandina-noi-credevamoMartedì 18/03/14, ore 21.15, RAI 5

 

“Ho girato ‘Noi credevamo’ mirando a ciò che è sotto la pelle della storia, ho cercato di cogliere il clima esistenziale vissuto da ragazzi diventati uomini e mai piegati sotto il peso di una lotta disperata, quei mazziniani antenati dei partigiani, dei movimenti degli anni ’60 e ’70, dei democratici che in Italia conoscono una storia drammaticamente altalenante, tra faticate vittorie e continue sconfitte.”

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L’IMPOSTORE di Bart Layton (2012)

locandina-l-impostore-the-imposterÈ inutile elencare gli animali che si affidano al mimetismo per sopravvivere: il numero è notevole. Fra questi, non rientra l’essere umano. The Imposter, il documentario di Barry Lyton, sembra provare il contrario: il mimetismo è una caratteristica della specie umana.

San Antonio, Texas, 1994. Un ragazzino di tredici anni, Nicholas Barclay, scompare dalla sua abitazione senza lasciare nessuna traccia. Dopo tre anni e mezzo, è ritrovato in Spagna. I genitori lo riconoscono e lo riportano a casa. Qualcosa, però, non quadra. Nonostante le numerose somiglianze, non tutti sono convinti dell’autenticità della persona. Non tutti, esclusi i genitori. Dietro a questa vicenda, si nasconde una delle pagine più agghiaccianti della cronaca statunitense.

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I consigli home video di marzo 2014

** CONSIGLIO DEL MESE **

GRAVITY (BLURAY)Matteo Soi

Produttore: Warner / Distributore: Warner

Video: 2.40:1 anamorfico 1080p

Audio: Italiano, Spagnolo, Tedesco, Inglese Dolby Digital 5.1 – Inglese DTS HD 5.1

Sottotitoli: Francese, Danese, Olandese, Finlandese, Islandese, Norvegese, Spagnolo, Svedese, Italiano non udenti, Inglese non udenti

Extra: Documentario – Collision Point: The Race to Clean Up Space, Cortometraggio: Aningaaq, Making of in 9 capitoli Gravity: Mission Control, Making of di 5 scene, Sandra’s Surprise

Fresco di Oscar, il film di Cuaron diventa uno dei titoli più caldi di questi ultimi scampoli di inverno. Warner premia l’ attesa dei tanti estimatori della pellicola con una edizione che, soprattutto sul versante video, è pronta a mettere tutti d’ accordo.

VIDEO: difficile definire meno che “perfetta” la resa video di questo Bluray dove, definizione, contrasti e resa dei colori, non fanno mai rimpiangere la visione cinematografica. Nessuno segno di cedimento nemmeno nei quadri più scuri dove le figure dei protagonisti si stagliano sul nero dello spazio.
Voto: 4/4

AUDIO/SOTTOTITOLI: per quanto il film contenga delle sequenze parecchio concitate, l’ audio da il suo meglio nel ricostruire la scena sonora sfruttando i diversi canali per “posizionare” i dialoghi nel loro giusto spazio. Una resa complessiva che punta sull’ atmosfera più che sull’ impatto.
Voto: 3,5/4

EXTRA: un lungo making of e un “inside look” ad alcune sequenze del film permettono di scoprire in maniera esauriente come il film sia stato realizzato. Seguono a ruota un cortometraggio diretto dal figlio di Cuaron e co-sceneggiatore di Gravity, e un documentario sugli “space debris”. Peccato per la mancanza di una traccia di commento che avrebbe rappresentato un notevole valore aggiunto.

Voto: 3/4

EDIZIONE: 3,5/4

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JACKIE BROWN di Quentin Tarantino (1997)

locandina-jackie-brownLunedì 17/03/14, ore 23.00, RAI MOVIE

 

La hostess Jackie Brown (Pam Grier) arrotonda il suo stipendio contrabbandando denaro sporco per il mercante d’armi Ordell Robbie (Samuel L. Jackson) che, nei guai con la polizia, la vuole eliminare.

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VIALE DEL TRAMONTO di Billy Wilder (1950)

locandina-viale-del-tramontoDomenica 16/03/14, ore 16.00, RAI MOVIE

 

“Riceveva ventimila lettere la settimana. Gli uomini pagavano il suo parrucchiere per avere una ciocca dei suoi capelli, ci fu un Maraja che venne dall’India per avere una delle sue calze di seta. Quando la ottenne ci si strangolò.”

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IL RICATTO di Eugenio Mira (2013)

grand pianoScelto per chiudere l’ultima edizione del Festival di Torino, Il Ricatto rimane quello che le sinossi introduttive o i poster pubblicitari lasciavano intuire, ovvero un film con uno spunto curioso. Basta. La vicenda prende le mosse con i giusti ingredienti per incuriosire molto lo spettatore. I primi 20 minuti della pellicola divertono, appassionano e ci immergono pienamente, immedesimandoci bene con il protagonista nel dramma. Un famosissimo pianista, ritiratosi dalle scene, torna in concerto dopo 5 anni di silenzio, ma a preoccuparlo di più non sarà l’emozione della performance, bensì la minaccia che trova scritta sugli spartiti una volta iniziato a suonare: “sbaglia una nota e morirai”.

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IDA di Pawel Pawlikowski (2013)

Locandina IdaPawel Pawlikowski torna a casa. Dopo le produzioni internazionali con grandi cast, come il celebre My summer of love con Emily Blunt e La femme du Vème con Ethan Hawke e Kristin Scott-Thomas, il regista polacco guarda al grande cinema dell’Est europa per raccontarci la storia di Ida, ambientata nella Polonia degli anni Sessanta.

La splendida fotografia in bianco e nero di Lukasz Zal ci introduce delicatamente tra le mura di un convento dove la giovanissima Anna, orfana cresciuta tra le suore, sta per prendere i voti. Improvvisamente emerge dal suo passato l’unica parente rimasta in vita, la sorella di sua madre. Riluttante, la ragazza va a trovarla, per scoprire cosa ne è stato dei suoi genitori, e soprattutto per conoscere la propria identità. Le sorprese che le riserva la zia, l’intensa e disperata Wanda (interpretata benissimo da Agata Kulesza) sono più grosse di quanto Anna, o meglio Ida, potesse immaginare.

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IL CAVALLO DI TORINO di Béla Tarr (2011)

il-cavallo-di-torinoVenerdì 14/03/14, ore 4.25, RAITRE

 

«Vi è un’insistenza patologica nel riprodurre costantemente le stesse azioni nell’attesa che qualcosa di nuovo accada. È una tendenza tipica dell’essere umano. Quello che ho fatto nel mio film è stato riprodurre la vita» (Béla Tarr).

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NEED FOR SPEED di Scott Waugh (2014)

locandina-need-for-speedTobey Marshall (Aaron Paul) è un meccanico che gestisce l’officina di famiglia e partecipa alle corse clandestine d’auto. Quando viene incastrato per un crimine che non ha commesso, è costretto a due anni di prigione: al suo ritorno, il suo unico obiettivo è la vendetta contro chi l’ha imbrogliato. Associando motori ed alta velocità nel cinema moderno, la mente non può che andare alla saga di Fast & Furious. Ma Need for Speed, primo film tratto dalla celebre serie di videogiochi della Electronic Arts, possiede una propria indipendenza dai film con Vin Diesel.

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SUSPIRIA di Dario Argento (1977)

suspiriaGiovedì 13/03/14, ore 0.05, RAI MOVIE

 

«Susy Benner decise di perfezionare i suoi studi di balletto nella più famosa scuola europea di danza. Scelse la celebre accademia di Friburgo. Partì un giorno alle nove di mattina dall’aeroporto di New York e giunse in Germania alle 22:45 ora locale…».

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IL SEME DELLA FOLLIA di John Carpenter (1994)

il-seme-della-folliaMercoledì 12/03/14, ore 23.15, IRIS

 

Terzo e ultimo capitolo di quella che viene comunemente chiamata “Trilogia dell’Apocalisse”, iniziata con La cosa (1982) e proseguita con Il signore del male (1987), Il seme della follia è il tredicesimo lungometraggio di uno dei più influenti registi ad aver affrontato il genere horror.

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MR. PEABODY E SHERMAN di Rob Minkoff (2014)

Locandina-mr-peabody-and-shermanLa Dreamworks Animation, ormai lungi da essere una succursale minore di mamma Pixar, ha scelto la sua strada per il futuro: abbandonare la via sicura della narrazione tradizionale e lasciarsi andare allo sperimentalismo visivo.

Dopo gli psichedelici e visionari I Croods e Turbo, arriva Mr. Peabody&Sherman, ispirato a una serie di cartoon degli anni ’60, in stile Hanna&Barbera. E anche in questo caso, la sceneggiatura si preoccupa poco di rispettare passaggi logici e una reale progressione di eventi, preferendo invece concentrarsi su pirotecniche fughe e paesaggi caleidoscopici.

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PROSSIMA FERMATA FRUITVALE STATION di Ryan Coogler (2013)

locandina-fruitvale-stationUn piccolo film indipendente, esordio alla regia del giovane Ryan Coogler, laureando in arti cinematografiche alla USC quando accadde l’inqualificabile fatto raccontato. Uno sguardo sull’America suburbana che non viene mai ritratta al cinema, su un sobborgo di Oakland, una delle città più pericolose degli Stati Uniti, a qualche fermata di BART (Bay Area Rapid Transict District, la metropolitana della Bay Area) dal centro di San Francisco.

Una storia tanto incredibile da sembrare assurda, impossibile, e che invece accadde davvero, la notte di Capodanno del 2009. Fermato insieme a degli amici per dei tafferugli su un convoglio della BART, Oscar Grant, disarmato, ventidue anni e una figlia di quattro che l’aspettava a casa della nonna, è stato prima immobilizzato faccia a terra e poi freddato alla schiena da una pallottola di un agente di sicurezza ferroviaria che aveva scambiato la propria pistola per il taser. Un errore di una stupidità madornale e la vita di Oscar defluisce lentamente dal buco nel polmone, tra l’incredulità dei passeggeri che filmano tutto con il telefonino. Due anni di prigione per l’agente, proprio grazie alle testimonianze dei presenti, le vite distrutte di una famiglia che non conta, come non contano tutti gli afroamericani che popolano le aree suburbane dimenticate dalle città.

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LEI di Spike Jonze (2013)

her-la-locandina-del-film-282425Lei ha nettamente diviso la nostra redazione. Per questo vi proponiamo due recensioni, differenti nel giudizio.

 

Spike Jonze la brillantezza, Spike Jonze l’intelligenza. Nel nuovo film del regista de Il ladro di orchidee, dopo la parentesi solo in apparenza estranea e spiazzante rispetto al suo stile di Nel paese delle creature selvagge, queste due qualità si respirano in quantità industriale.

Il merito è soprattutto di una scrittura di grazia e freschezza sopraffine che dimostra l’eccellente qualità della penna di Jonze, il cui sguardo è qui sgravato da ogni influenza a lui esterna, dall’arzigogolato e tormentato aplomb cervellotico di Charlie Kaufman. Trionfa allora la delicatezza, il brio sarcastico di un’effervescenza romantica che sa divertire con un mix efficace di semplicità e raffinatezza, sposando l’arietta da commedia sofisticata alla ” grevità” irriverente – giusto per fare un esempio – di un robottino sboccato e parolacciao con cui il protagonista interagisce in sede virtuale.

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AMARCORD di Federico Fellini (1973)

amarcordMartedì 11/03/14, ore 23.35, IRIS

 

«Mi sembra che i personaggi di Amarcord, i personaggi di questo piccolo borgo, proprio perché sono così, limitati a quel borgo, e quel borgo è un borgo che io ho conosciuto molto bene, e quei personaggi, inventati o conosciuti, in ogni caso li ho conosciuti o inventati molto bene, diventano improvvisamente non più tuoi, ma anche degli altri». (Federico Fellini).

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HEAT – LA SFIDA di Michael Mann (1995)

locandina-heatLunedì 10/03/14, ore 21.10, IRIS

 

Il più bel poliziesco degli anni ’90 ci inchioda alla poltrona raccontando la spietata e allo stesso tempo leale sfida tra il malvivente Robert De Niro e il tenente di polizia Al Pacino.

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L’ANNO SCORSO A MARIENBAD di Alain Resnais (1961)

l-anno-scorso-a-marienbadDomenica 09/03/14, ore 2.25, Rete 4

 

Sceneggiato dallo scrittore francese Alain Robbe-Grillet, che si ispirò al romanzo L’invenzione di Morel di Adolfo Bioy Casares, L’anno scorso a Marienbad è uno dei titoli più celebri del maestro Alain Resnais, recentemente scomparso all’età di 91 anni.

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IL PADRINO di Francis Ford Coppola (1972)

il-padrinoSabato 08/03/14, ore 21.30, Rete 4

 

«I’m gonna make him an offer he can’t refuse». Autentica pietra miliare della storia del cinema, Il padrino è la prima pellicola della trilogia realizzata da Coppola sulla base dell’omonimo romanzo (1969) di Mario Puzo.

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Cinquant’anni di Mary Poppins: dal film Disney del 1964 a “Saving Mr. Banks”

«Vento dall’Est,
la nebbia è là…
Qualcosa di strano
fra poco accadrà…
Troppo difficile
capire cos’è…
Ma penso che un’ospite
arrivi per me…»

(Bert, Introduzione a Mary Poppins, Disney, 1964)

Sono parole che alla memoria collettiva, da 50 anni a questa parte, richiamano necessariamente qualcosa. Dopotutto, non conoscere Mary Poppins, almeno di nome, resta impossibile in una società così fortemente improntata sulla Disney come primo contatto video-didattico per l’infanzia. Quello che però non molti sanno è ciò che esiste alle spalle di questo capolavoro – 13 nominations e 5 premi Oscar –, che ha visto la luce nel 1964 ma che Walt Disney già da 30 anni sognava di portare sul grande schermo. L’ostacolo che pareva insormontabile era però la scrittrice del romanzo, Miss Pamela Travers, che lottava da anni per non cedere i diritti della “sua” Mary Poppins allo “zio Walt”, per timore che la trasformasse in qualcosa che non era, che si allontanasse dallo spirito con cui era stata scritta, anche perché l’opinione che la signora Travers nutriva nei confronti di Disney non era certo tra le più positive. Almeno questo è ciò che si evince dalla visione di Saving Mr. Banks, ultimo film Disney uscito da poco nelle sale, proprio in occasione dell’anniversario della tata più famosa del mondo: la trama ruota tutta attorno alle avances di Walt Disney (Tom Hanks) e alla resistenza ostinata di Pamela Travers (Emma Thompson), con i flashback a fare da guida per aiutarci a comprendere la sofferenza passata della donna e il dolore che l’ha portata a scrivere Mary Poppins, di fatto una zia severa arrivata a casa sua mentre suo padre era sul letto di morte, con l’intento di aiutare la mamma nel curare lei e le sue sorelle.

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BRAZIL di Terry Gilliam (1985)

locandina-BrazilVenerdì 07/03/14, ore 21.10, RAI 4

 

“La verità vi renderà liberi.”

“Da qualche parte nel Ventesimo Secolo” Sam Lowry (Jonathan Pryce), umile e grigio impiegato presso il Ministero dell’Informazione, è sconvolto dall’incontro con Jill (Kim Greist), una ragazza identica a quella da lui sognata ogni notte.

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Il gatto Resnais, il Trans-Anubi-Express e la Grand-Mère

l annee derniere a marienbad“In questo albergo immenso, lussuoso, barocco, lugubre. Dove corridoi senza fine succedono ad altri corridoi, silenziosi, deserti, gelidamente decorati da intarsi in legno… In sale silenziose in cui i passi di colui che le attraversa sono assorbiti da tappeti così pesanti, così spessi, che nessun rumore di passi arriva alle sue orecchie. Come se persino le orecchie di chi cammina, ancora una volta, lungo questi corridoi, attraverso questi saloni, queste gallerie, in questo palazzo d’altri tempi, in questo albergo immenso, lussuoso, lugubre. Dove corridoi senza fine succedono ad altri corridoi…” (Alain Robbe-Grillet)

Le architetture del Valhalla dei Registi si basano su regole che noi comuni mortali non passiamo capire: infinite sono le entrate. Ad attenderti possono esserci gli immaginifici elefanti alle porte di Babilonia, come uno stilizzato Ponte dei Sospiri di cartapesta, forgiato solamente per accompagnare ai Piombi un Donald Sutherland incanutito e febbricitante. Resta il fatto che, qualche giorno fa, in un fumigante vapore da sudario, ad una di queste entrate comparve un treno che gli antichi chiamano Trans-Anubi-Express: pare che, oggi, i fuochisti siano Jean-Luis Trintingnat ed Alain Robbe Grillet (che, va detto, ha il vizio di fustigare le belle passeggere). Ma ecco che, in uno stridio di freni- e di attuti gridolini orgasmici, il Trans-Anubi-Express, si blocca: giusto per far scendere, con l’elastica, eterea, grazia degna di Nijinski (prima della pazzia), un bel gattone nero.

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300-L’ALBA DI UN IMPERO di Noam Murro (2014)

Locandina 300In parte ispirato al graphic novel Serse di Frank Miller arriva al cinema 300 – L’alba di un impero, sequel del film del 2007 diretto da Zack Snyder. In cabina di regia a sostituire Snyder viene chiamato il regista pubblicitario Noam Murro.

Il film segue la stessa struttura narrativa di 300, con la differenza di un maggior raggio d’azione della trama che attraversa passato,presente e futuro della vicenda. Il sequel racconta della Battaglia di Capo Artemisio svolatasi negli stessi giorni della battaglia delle Termopili e vede protagonisti il generale greco Temistocle(Sullivan Stapleton) e la regina persiana Artemisia(Eva Green).

Il campo di battaglia non è più il terreno montuoso delle Termopili ma il mare Egeo dove Temistocle e Artemisia combattono l’uno per la difesa della patria l’altra per la conquista e la vendetta. L’unico elemento di novità è proprio lo scontro a due tra questi personaggi che seppur banalizzati e manichei, differiscono dall’assolo spartano di Leonida e compagni nel primo capitolo.

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Tutti i numeri de La grande bellezza: cifre, strategie e curiosità del film di Paolo Sorrentino

Il premio Oscar, si sa, è il riconoscimento più prestigioso e ambito del mondo del cinema: Paolo Sorrentino ha regalato all’Italia l’undicesima statuetta per il miglior film straniero e ora la sua ultima pellicola è sulla bocca di tutti.
Mentre detrattori ed entusiasti – ma c’è anche chi sta affrettandosi a salire sul carro dei vincitori – continuano a discutere sul valore del film, andiamo a ripercorrere tutti i “numeri” che hanno caratterizzato il cammino de La grande bellezza fino a oggi.

Budget e incassi

La grande bellezza è costato circa 9 milioni e 200.000 euro. Decisamente meno rispetto alla media dei film americani presentati durante la serata delle stelle: dai circa 100 milioni di dollari di budget di Gravity e The Wolf of Wall Street, ai 22 milioni di 12 anni schiavo fino ai 12 del “piccolo” Nebraska.
Nei cinema italiani, dove è stata regolarmente proiettata da fine maggio a metà ottobre 2013, la pellicola di Sorrentino ha incassato poco meno di 7 milioni di euro. Negli Stati Uniti, in attesa di una distribuzione più capillare, sono stati da poco superati i due milioni di dollari d’incasso, mentre a livello globale il film si attesta al momento intorno a 20 milioni di dollari di guadagno complessivi.
Visto il successo agli Oscar, queste cifre sono destinate a crescere esponenzialmente nelle prossime settimana poiché, se è vero che la statuetta ha di per sé un semplice valore simbolico (costerebbe circa 295 dollari), riuscire ad alzarla di fronte al mondo intero ha (quasi) sempre aumentato a dismisura le quote al box office (mediamente del 30%).

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FELICE CHI E’ DIVERSO di Gianni Amelio (2014)

felice chi é diverso“Felice chi è diverso essendo egli diverso. Ma guai a chi è diverso essendo egli comune”

-Sandro Penna-

 

Dopo essere stato presentato nella sezione Panorama al Festival di Berlino, arriva sui nostri schermi Felice chi è diverso, ultima fatica di Gianni Amelio che torna a dimostrare di saper trattare di (e il) cinema con questo documentario degno di nota che lascia sperare che il brusco calo de L’Intrepido all’interno della filmografia del regista sia solo una piccola parentesi da dimenticare.

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AMERICAN GIGOLO di Paul Schrader (1980)

locandina-american-gigoloMercoledì 05/03/14, ore 21.10, RAI 4

 

Julian Kay (Richard Gere), professione gigolo, viene accusato di un omicidio che non ha commesso. Incastrato e braccato, verrà salvato da Michelle (Lauren Hutton), insoddisfatta moglie di un senatore che sacrificherà credibilità e matrimonio perché innamorata di lui.

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LA MOSSA DEL PINGUINO di Claudio Amendola (2013)

Locandina La mossa del pinguinoEdoardo Leo (Bruno), Ricky Memphis (Salvatore), Ennio Fantastichini (Ottavio) e Antonello Fassari (Neno), una compagine male in arnese per uno scopo altrettanto bislacco e all’apparenza fuori di testa: competere come squadra italiana di curling alle Olimpiadi invernali di Torino del 2006, pur non avendo mai praticato uno sport che non è certo tra i più entusiasmanti che siano mai stati concepiti. I primi due sono amici da sempre e hanno condiviso tutto, dall’infanzia alla precarietà dei lavoretti che adesso, in tempi d’indigenza, sono ben lontani dal soddisfare le loro aspettative. Bruno deve anche fare i conti con lo scetticismo della moglie Eva, interpretata da Francesca Inaudi, che continua a ritenerlo un immaturo capace solo di correre appresso ad idee strambe, senza badare alla concretezza del quotidiano, all’importanza dei progetti di coppia e a gli obblighi che essi comportano. Ma Bruno è un sognatore impenitente a dir poco inguaribile e decide così di mettere su una squadra di curling quasi per caso, dato che lo sport gli sembra accessibile e alla portata di tutti. Nella sua testa, ecco profilarsi all’orizzonte un guadagno facile e immediato (la vittoria delle Olimpiadi), in grado di condurlo per mano fuori dalla palude. Anche solo gestire gli equilibri del gruppo però, complice la rivalità tra Neno e il burbero e misantropo Ottavio, si rivelerà tutt’altro che un gioco da ragazzi.

 

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LA GRANDE BELLEZZA di Paolo Sorrentino (2013)

locandina-la-grande-bellezzaMartedì 04/03/14, ore 21.10, CANALE 5

 

“È tutto sedimentato sotto il chiacchiericcio e il rumore. Il silenzio e il sentimento. L’emozione e la paura. Gli sparuti, incostanti sprazzi di bellezza… e poi lo squallore disgraziato e l’uomo miserabile.”

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ALLACCIATE LE CINTURE di Ferzan Ozpetek (2014)

allacciate-le-cinture-locandinaAllacciate le cinture! Questo è il titolo della nuova fatica di Ferzan Ozpetek ma anche un’avvertenza per gli spettatori: allacciate le cinture perché vi troverete di fronte ad uno dei film più sgangherati, irritanti, insulsi e involontariamente demenziali della già non certo scintillante carriera del cineasta di origine turca.

Di cosa parla Allacciate le cinture? Della vita, vi risponderebbe Ozpetek, come ha effettivamente fatto in occasione della presentazione del film a Roma: già questo dovrebbe bastare per inarcare dubbiosamente un sopracciglio e fiutare l’imminente disastro. Ma andiamo oltre.

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“La grande bellezza” del cinema italiano. Paolo Sorrentino vince l’Oscar

043011606-be8f47ed-128f-4265-96e7-8cb5ae5d00f5È l’anno di Paolo Sorrentino, è l’anno de La grande bellezza. Quindici anni dopo la vittoria di La vita è bella di Benigni, la nostra cinematografia è finalmente tornata a trionfare grazie al monumentale affresco del regista napoletano, che dopo aver fatto incetta di premi (Bafta, Golden Globe) si è aggiudicato anche il riconoscimento più prestigioso. Immaginiamo e speriamo che questo importantissimo traguardo contribuirà a dare ulteriore vigore al cinema italiano e a riportare l’attenzione internazionale sulle nostre opere, dopo qualche decennio di ombre e nebbia (basti pensare che l’ultimo film candidato, nel 2006, era il non brillantissimo La bestia nel cuore di Cristina Comencini).

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IL SUPERPAGELLONE DI FEBBRAIO 2014

A proposito di davisQuesto mese, la gara sul film più amato dalla redazione ha visto un vero e proprio testa a testa tra due opere non a caso molto attese: alla fine l’ha spuntata A proposito di Davis, ultima fatica dei fratelli Coen, che nella nostra griglia di voti ha battuto di pochissimo 12 anni schiavo di Steve McQueen, freschissimo di Oscar come miglior film.

Conquistano una buona media anche il distopico Snowpiercer di Bong Joon-ho e il documentario The Square sulla rivoluzione egiziana. Débâcle totale, invece, per il nuovo film firmato da George Clooney, il pasticciato Monuments Men, nonché per l’ennesima rivisitazione di La Bella e la Bestia ad opera del francese Christophe Gans.

Gustatevi tutti i giudizi ai film usciti in sala a febbraio!

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I (PRE) GIUDIZI DI MARZO 2014

Lei locandinaDopo il calendario del mese, oggi è il turno dei nostri pregiudizi: ogni membro della redazione segnala due titoli in uscita nel mese, uno su cui si sente di mettere la mano sul fuoco per un esito positivo (segnalato come “Per me è sì”) e l’altro su cui invece ripone pochissime o nessuna speranza (“Per me è no”). Naturalmente sono (quasi sempre) film che non abbiamo ancora visto, si tratta solo di sensazioni in attesa di conferme.

Come sempre, vi invitiamo a giocare con noi (valutando tutte le uscite del mese) facendoci sapere cosa ne pensate e quali sono le vostre scelte. D’altronde… si tratta soltanto di pregiudizi.

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