NUT JOB di Peter Lepeniotis (2014)

The Nut JobPeter Lepeniotis, dopo essersi fatto le ossa in casa Disney, nonché alla Pixar, decise di mettersi in proprio e realizzare Nut Job – Operazione noccioline. La pellicola d’animazione ha sbancato il botteghino degli Stati Uniti incassando all’incirca settanta milioni di dollari.

Il parco ha bisogno di scorte per l’inverno. Per raccogliere il maggior numero di cibo, tutti i suoi abitanti dovrebbero collaborare. Non la pensa così Surley, scoiattolo ribelle, solitario e individualista (nonostante l’amicizia con un topo muto). Dopo essere stato cacciato dal parco e aver trovato un negozio di noccioline (utilizzata come copertura da alcuni mafiosi), è normale che Surley decida di fare da sé. Ben presto, però, si renderà conto che – ed è questa la morale – è il gruppo a fare la forza e non il singolo.

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NON DICO ALTRO di Nicole Holofcener (2013)

Il compianto James Gandolfini, attore italo-americano noto soprattutto per la serie tv I Soprano ma anche per pellicole come L’uomo che non c’era, Romance & Cigarette e Zero Dark Thirty, ci ha lasciato prematuramente nel 2013, stroncato da un infarto mentre si trovava in vacanza a Roma. Disgraziatamente, uno degli ultimi film che lo ha visto tra i protagonisti è questa sciapa commedia romantica diretta da Nicole Holofcener, regista di alcuni episodi di Sex & the City e Six Feet Under.

In Non dico altro fa capolino il classico tema della crisi di mezza età, insieme al non meno abusato spunto della seconda chance in amore, che qui coinvolge due personaggi teneramente imperfetti. Eva (Julia Louis-Dreyfus), simpatica massaggiatrice ultraquarantenne, con un divorzio alle spalle e una figlia in partenza per il college, conosce il coetaneo Albert (Gandolfini), addetto a un archivio televisivo: non è propriamente un adone, ma i due sembrano avere moltissimo in comune. Peccato che la nuova cliente/amica di Eva, Marianne (Catherine Keener), sia accidentalmente anche la ex moglie di Albert e racconti particolari non proprio felici sul loro burrascoso matrimonio. Meglio dare retta alle parole di Marianne o al cuore?

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IL GRANDE CAPO di Lars von Trier (2006)

grande capo

Giovedì 01/05/14, ore 23.20, IRIS

 

Il Grande Capo racconta la vicenda del dirigente di una società informatica danese che, non avendo mai rivelato la propria identità ai suoi dipendenti e in procinto di vendere l’azienda, assume un attore per interpretare il suo ruolo, per evitare di assumersi le proprie responsabilità. Ovviamente, le cose non andranno come previsto.

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TRUE LIES di James Cameron (1994)

true lies

 

Mercoledì 30/04/14, ore 21.15, Rete 4

 

Regista con straordinario senso dello spettacolo, capace di realizzare film d’azione che hanno dettato nuovi standard di qualità degli effetti speciali, James Cameron, con il suo sesto film, ha deciso di prendersi una vacanza.

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TRACKS – ATTRAVERSO IL DESERTO di John Curran (2013)

tracksPresentato in concorso alla 70ª edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, prima di approdare anche al Toronto International Film Festival, Tracks è il settimo lungometraggio del regista e sceneggiatore statunitense John Curran, autore versatile capace di muoversi all’interno di un cinema mainstream non privo di velleità autoriali, frutto del suo solido background nelle produzioni indipendenti. In questa sua ultima fatica, però, ricerca formale e spunti personali lasciano il posto ad una vicenda tanto piatta quanto noiosa, studiata con il solo scopo di incontrare i favori di un grande pubblico senza particolari pretese.

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L’UOMO CHE VISSE NEL FUTURO di George Pal (1960)

l-uomo-che-visse-nel-futuroMartedì 29/04/14, ore 0.05, IRIS

 

Considerato un classico della sci-fi anni ’50-’60, L’uomo che visse nel futuro è la trasposizione cinematografica del celebre romanzo fantascientifico La macchina del tempo (1895) di H.G. Welles, opera letteraria che riscosse un clamoroso successo inaugurando un filone narrativo ampiamente sfruttato anche al cinema.

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LOCKE di Steven Knight (2013)

locandina-Locke“Bisogna essere forti, non conta cosa pensano gli altri. Guarda e impara.”

Non è sempre necessario ricorrere a temi sensazionalistici o scabrosi (ormai usurati) per scuotere e far riflettere. Lo dimostra Steven Knight, già sceneggiatore per Stephen Frears (Piccoli affari sporchi), Michael Apted (Amazing Grace) e David Cronenberg (La promessa dell’assassino), con Locke, presentato fuori concorso allo scorso Festival di Venezia; protagonista assoluto, un Tom Hardy in stato di grazia, attore ormai affermato e ampiamente apprezzato da critica e pubblico in uno dei suoi ruoli più impegnativi e riusciti.

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IL SUPERPAGELLONE DI APRILE 2014

father and sonDalla redazione di I-FILMSonline, ecco i voti ai film usciti in aprile: il titolo che ha ricevuto la media giudizi più alta è Father and Son di Hirokazu Kore-Eda. Apprezzato (man non da tutti) anche Grand Budapest Hotel, ultima fatica di Wes Anderson. Il discusso dittico di Lars Von Trier Nymph()maniac, invece, ha convinto solo una minoranza di noi, a dimostrare ancora una volta come il regista danese sia forse l’autore odierno più controverso e capace di dividere la critica. Chi si porta a casa una bella batosta è Darren Aronofsky: il suo Noah è a tutti gli effetti lo scult del mese. Di seguito, tutti i voti di aprile!

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I (pre) giudizi di maggio 2014

Maps-to-the-stars-teaser-posterDopo il calendario del mese, oggi è il turno dei nostri pregiudizi: ogni membro della redazione segnala due titoli in uscita nel mese, uno su cui si sente di mettere la mano sul fuoco per un esito positivo (segnalato come “Per me è sì”) e l’altro su cui invece ripone pochissime o nessuna speranza (“Per me è no”). Naturalmente sono (quasi sempre) film che non abbiamo ancora visto, si tratta solo di sensazioni in attesa di conferme.

Come sempre, vi invitiamo a giocare con noi (valutando tutte le uscite del mese) facendoci sapere cosa ne pensate e quali sono le vostre scelte. D’altronde… si tratta soltanto di pregiudizi.

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ENEMY di Denis Villeneuve (2013)

Che il famoso libro “L’uomo duplicato” di Josè Saramago fosse destinato a diventare un film lo aveva profetizzato lo stesso scrittore portoghese quando, durante un’ intervista promozionale , disse a proposito della sua opera: “sembra un film di fantascienza scritto, diretto e interpretato da cloni agli ordini di uno scienziato pazzo”. A portare sul grande schermo il metafisico romanzo del premio Nobel portoghese ci ha così pensato Denis Villeneuve, acclamato genietto del thriller contemporaneo, reduce dal successo internazionale di Prisoners e con alle spalle due lavori solidi come La donna che canta e Polytechnique; Denis Villeneuve che per l’occasione ha cercato di trasformare i sottili giochi psicologici del libro in un moderno incubo Lynchano ad alto tasso di tensione.

Enemy racconta la storia di Adam Bell ( Gyllenghall), inquieto professore universitario di storia che vive in una moderna megalopoli di cui non conosciamo il nome. Un giorno un collega consiglia ad Adam di guardare un film, Volere è Potere, che a suo avviso potrebbe piacergli molto. Il film è poco interessante, tuttavia, durante la visione, il protagonista nota che una delle comparse è, in tutto e per tutto, uguale a lui: uno scherzo? Un sosia? Un clone? Adam si metterà così sulle tracce di questa persona, cercando di risolvere il mistero.

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IL CALENDARIO DI MAGGIO 2014

solo gli amanti sopravvivono

Prima che l’arrivo della stagione estiva porti allo svuotamento delle sale e alla moria di titoli interessanti, gli appassionati di cinema possono godersi questo mese di maggio, davvero ricchissimo di uscite. Per la nostra redazione, il film più atteso è Solo gli amanti sopravvivono, diretto dal grande Jim Jarmusch, con Tom Hiddleston e Tilda Swinton romantici amanti vampiri.

Imperdibile anche Maps to the Stars, ritorno dietro la macchina da presa di David Cronenberg a due anni dal controverso Cosmopolis: cast da urlo, da Julianne Moore a John Cusack, da Mia Wasikowska a Robert Pattinson. Ma vi consigliamo inoltre Locke, eccezionale prova d’attore da parte di Tom Hardy.

I fan dei cinecomic Marvel possono ritenersi soddisfatti anche questo mese: arriva X-Men: giorni di un futuro passato diretto (come per i primi due film della saga) da Bryan Singer. E chi amato Grace Kelly può riviverne il mito con Grace di Monaco, dove la diva-principessa sarà interpretata da Nicole Kidman. Tutto questo, e molto altro, nelle uscite del mese di maggio.

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FUORI ORARIO di Martin Scorsese (1985)

locandina-fuori-orarioVenerdì 25/04/14, ore 00.00, RETE 4

 

Paul Hackett (Griffin Dunne), mite tecnico informatico, si ritrova a vivere rocambolesche avventure grazie (o a causa del) all’incontro con un’affascinante ragazza conosciuta al ristorante. Sarà l’inizio di una tragicomica epopea.

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NYMPH()MANIAC VOL. II (2013) di Lars von Trier

Quando Lars von Trier fa un film, il film è non solo sul soggetto del caso ma anche, in un certo senso, un film su Lars von Trier stesso. Sarà il personaggio ingombrante ed energico che fa discutere chiunque, che una volta a Cannes vince la Palma e la volta dopo viene cacciato dal festival, che è tra i fondatori del manifesto di Dogma 95 ma della cui filmografia solo un lavoro rispecchia “il Dogma” (Idioti), che più di altri autori separa radicalmente chi ama il suo film da chi lo odia. E’ frequentissimo ad anzi quasi naturale che tutti i fan del regista, e non solo i suoi fan, siano discordi, c’è chi ama il suo ultimo film ma odia il precedente, e viceversa.

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LA MEMORIA DEGLI ULTIMI di Samuele Rossi (2013)

Memoria di una stagione epocale della storia italiana, che generazione dopo generazione rischia di sparire nella nebbia dell’oblio. Memoria che sembra appannarsi persino nelle celebrazioni ufficiali, sempre più eventi obbligati che nemmeno le istituzioni (e buona parte della classe dirigente) “sentono” davvero.

La memoria degli ultimi è il racconto della Resistenza, rievocata a sette decenni di distanza nelle parole di un piccolo gruppo di sopravvissuti: sette partigiani (sei uomini e una donna) che offrono al pubblico una straordinaria esperienza di vita.

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JFK – UN CASO ANCORA APERTO di Oliver Stone (1991)

jfkMercoledì 23/04/14, ore 21.10, RAI 4

«Questa è la vera domanda: perché? Il come e il chi sono solo diversivi per il pubblico». Tratto dalle opere d’inchiesta di Jim Garrison e Jim Marrs sull’omicidio di John Fitzgerald Kennedy, il film è uno dei film più apprezzati del regista Oliver Stone.

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IL CENTENARIO CHE SALTO’ DALLA FINESTRA E SCOMPARVE di Felix Herngren (2013)

In letteratura nascono opere senza aspettative, ma che poi si rivelano casi letterari che grazie al passaparola diventano bestsellers. Uno di questi esempi è senza dubbio Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve, del 2009 di Jonas Jonasson, che in pochissimo tempo, grazie al passaparola, è diventato celeberrimo, al punto che Felix Herngren ha deciso di portarlo sul grande schermo.

 

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THE AMAZING SPIDER-MAN 2 di Marc Webb (2014)

Il ragno cresce: non sono più solo volteggi tra i palazzi appeso a flebili fili di ragnatela fra l’Empire State Building e il Flatiron, non più solo le vampate adolescenziali e i primi timidi appuntamenti: adesso è anche il diploma, i piani per il futuro, le responsabilità crescenti. Un capitolo della vita alle spalle, uno nuovo di fronte: Peter Parker (Andrew Garfield) è ancora quel ragazzo confusionario e affaccendato, divertente ma combattivo che avevamo lasciato alla fine di The Amazing Spiderman, il primo capitolo del nuovo trittico cinematografico sull’Uomo Ragno, intessuto dalle abili mani di Marc Webb, il regista del fortunato (500) Giorni Insieme. La trilogia (o meglio, il “reboot”) aveva chiarito fin dal principio una linea di ben altra natura alla base del film: quell’”Amazing” del titolo non sta lì a caso, così come il dinamico Marc Webb e i tanto apprezzati Andrew Garfield e Emma Stone fanno tutti parte dello stesso piano d’azione: creare uno Spider-Man più frizzante ed energico, più umoristico ma anche più incentrato sulle origini (non a caso la partner non è ancora Mary Jane, bensì Gwen Stacy), sui traumi della crescita e l’incontro con la cruda realtà della vita.

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LA SEDIA DELLA FELICITA’ di Carlo Mazzacurati (2013)

La sedia della felicitàLa sedia della felicità: le aspettative erano medie. Senza fraintendimenti: la filmografia del compianto Mazzacurati è sempre stata, per il sottoscritto, una variopinta e felice variazione – anche quando racconta storie amare, ed eccome se le racconta… – a certo cinema italiano autoreferenziale, torvo e mai allegro.

Le riserve nutrite erano alla scelta del cast: nulla da eccepire sul talento di Valerio Mastandrea, Isabella Ragonese e Giuseppe Battiston, ma perché non cambiare – ogni tanto – parco d’interpreti? Si rischia di trovarsi davanti ad attori che sono costanti protagonisti di due o tre film all’anno, generando problemi di sovraesposizione che certamente non aiutano i film e non creano legami effettivi con il pubblico (a meno che tu non ti chiami Margherita Buy e sei riuscita a diventare l’attrice simbolo del tuo cinema nazionale per più di vent’anni).

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HUGO CABRET di Martin Scorsese (2012)

locandina-Hugo-CabretLunedì 21/04/14, ore 21.05, RAITRE

 

“Mio padre mi portava al cinema di continuo. Mi ha raccontato del primo film che ha visto. È entrato in una sala buia e su uno schermo bianco ha visto un razzo volare nell’occhio dell’uomo nella Luna. Gli si è conficcato dentro. Ha detto che è stato come vedere i suoi sogni in pieno giorno.”

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Cannes 2014: uno straordinario programma, fra Cronenberg e Dolan

cannes-2014È stato presentato questa mattina il programma della 67ª edizione del Festival di Cannes che avrà luogo dal 14 maggio al 25 maggio 2014.

Noto già da tempo il film di apertura del festival, ovvero Grace di Monaco di Olivier Dahan con Nicole Kidman nel ruolo della principessa ed ex diva di Hollywood Grace Kelly, sono stati annunciati gli altri titoli del cartellone.

A sorpresa, pochi film americani in gara e ben tre registi canadesi in competizione. A difendere la bandiera a stelle e strisce saranno Foxcatcher di Bennet Miller con Steve Carrell, Channing Tatum e Mark Ruffalo e Homesman di Tommy Lee Jones, prodotto da Luc Besson, esattamente come Le tre sepolture, altro film diretto dall’attore premio Oscar e presentato in concorso sulla Croisette nel 2005.

Canada batte USA 3-2, dicevamo: scontato e certo ormai da diverse settimane il ritorno di David Cronenberg con Maps to the Stars (dal cast all star comprendente Julianne Moore, Mia Wasikowska, John Cusack e Robert Pattinson), entrano in corsa per la Palma d’Oro anche Atom Egoyan con The Captive e, soprattutto, Xavier Dolan, ventiquattrenne enfant prodige già al suo quinto film che fa il suo esordio in concorso a Cannes con Mommy. I primi tre film di Dolan erano stati tutti presentati sulla Croisette, ma in sezioni collaterali.

Contrariamente a quanto preventivato alla vigilia, c’è un film italiano in concorso: si tratta di Meraviglia, l’opera seconda di Alice Rohrwacher che portò a Cannes (alla Quinzaine des réalisateurs) già il suo film d’esordio.

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TRANSCENDENCE di Wally Pfister (2014)

transcendence-locandina-Invece di Transcendence il film di Wally Pfister avrebbe tranquillamente potuto intitolarsi Decadence, quella di Johnny Depp, un attore ormai avviato inesorabilmente sul viale del tramonto.

L’esordio alla regia del direttore della fotografia conosciuto per la sua fruttuosa collaborazione con Christopher Nolan, da Batman Begins in poi, non regala alcuna sorpresa, se non quella di vedere il caro Depp tristemente invecchiato, bolso e spento.

La vicenda di base è potenzialmente affascinante: il geniale scienziato Will Caster (Depp) sta lavorando a uno straordinario progetto di intelligenza artificiale, insieme alla moglie Evelyn (Rebecca Hall, molto annoiata) e con l’aiuto dell’amico di sempre Max (Paul Bettany, con l’aria di uno che sta sul set solo per finire di pagare le rate della casa al mare). Il suo lavoro non piace però a un gruppo di giovani terroristi convinti che la cosiddetta tecnologia intelligente sia un pericolo mortale per l’umanità stessa: il vecchio problema dell’uomo che vuole sostituirsi a dio. Will viene perciò colpito da un proiettile al plutonio: mentre il suo corpo avvelenato si spegne lentamente, la sua essenza, i ricordi, la personalità (non è forse lecito parlare di anima, si tratta pur sempre di un blockbuster americano) vengono uploadati nella sua macchina. Il corpo muore ma Will rimane dentro al processore, la sua intelligenza viene infinitamente espansa  e, una volta connesso alla rete, diventa onnipotente. La situazione si fa pericolosa, ma Evelyn non accetta i consigli di Max, obnubilata dall’amore per il marito ed entusiasta all’idea di riaverlo con sé.

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GIGOLO’ PER CASO di John Turturro (2014)

gigolo-per-caso locandinaGigolò per caso: John Turturro ci fa simpatia. Molta simpatia, e da tanto tempo. Sia come interprete che come regista: il suo felice sodalizio con Spike Lee e la geniale prova in Barton Fink dei Coen lo hanno imposto come uno degli attori più dotati, imprevedibili e al contempo misurati della sua generazione – sebbene non sia mai diventata la star che avrebbe meritato d’essere. Per non parlare della rutilante regia di Romance & Cigarettes (sottovalutato musical del 2005 con un grande James Gandolfini), che rimane notevolmente impressa in coloro che lo hanno visto.

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