IL SUPERPAGELLONE DI MAGGIO 2014

solo gli amanti sopravvivonoIl mese di maggio è stato davvero denso di titoli gustosi. A guadagnarsi la palma del film con la media voti più alta è Solo gli amanti sopravvivono di Jim Jarmusch, che conquista la redazione all’unanimità. Non così fortunato Maps to the Stars di David Cronenberg. il regista canadese, ancora una volta, non ha convinto fino in fondo. Se anche Locke di Steven Knight porta a casa ottimi risultati, sono diversi i film “bocciati”: Le meraviglie di Alice Rohrwacher, recente Grand Prix a Cannes, non raccoglie certo buoni voti, ma sono in particolare Grace di Monaco e Maleficent a beccarsi una media a dir poco imbarazzante. Gustatevi tutti i nostri voti ai film di maggio!

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Film in TV – Domenica 01/06/14

locandina-anything-else– ANYTHING ELSE di Woody Allen (2003), ore 22.50, IRIS

– NELL’ANNO DEL SIGNORE di Luigi Magni (1969), ore 16.05, RETE 4

– L’AVVOCATO DEL DIAVOLO di Taylor Hackford (1997), ore 23.25, RETE 4

Film in TV – Sabato 31/05/14

locandina-amantes– AMANTES – AMANTI di Vicente Aranda (1991), ore 21.00, CIELO

– NIGHTMARE – NUOVO INCUBO di Wes Craven (1994), ore 23.30, MTV

– CON GLI OCCHI CHIUSI di Francesca Archibugi (1994), ore 1.00, LA7

Film in TV – Venerdì 30/05/14

la-morte-e-la-fanciulla– LA MORTE E LA FANCIULLA di Roman Polanski (1994), ore 22.50, RAI MOVIE.

– IL BACIO DELL’ASSASSINO di Stanley Kubrick (1955), ore 1.50, RAI MOVIE.

MALEFICENT di Robert Stromberg (2014)

Ormai lo si potrebbe definire un genere a sé, quello delle principesse Disney che dalla matita e pastello dei Classici passano al live action. Aveva cominciato Tim Burton, con Alice in Wonderland, nel 2010, passando poi da Biancaneve, Biancaneve e il cacciatore, e arrivando ora all’ultima, la più cattiva delle cattive Disney: Malefica. Ma Maleficent è “la storia che non conoscete”, e questo non è necessariamente un aspetto positivo.

La storia parla infatti di una dolcissima Fata, Malefica, che vive in un bosco incantato abitato da splendide creature e dove regna la pace. Delusa dall’amato Stefano, che la tradisce spinto dalla sua brama di potere, decide di vendicarsi su di lui, colpendo la sua amata figlia, Aurora.

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IN ORDINE DI SPARIZIONE di Hans Petter Moland (2014)

In una regione isolata della Norvegia, Nils è un padre di famiglia la cui vita viene sconvolta dopo la scoperta che il suo unico figlio è stato ingiustamente ucciso da una banda criminale. Nils inizia allora una personale vendetta, trasformandosi da uomo comune a spietato killer.

Immerso negli sterminati paesaggi innevati della Norvegia, Nils decide di farsi giustizia da solo: lui, che poco prima era stato nominato cittadino modello dell’anno, diventa assassino per scelta, contrapponendo al candore della neve il rosso del sangue che scorrerà.

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IL CALENDARIO DI GIUGNO 2014

Jersey-Boys-locandina

Come accade sempre (e solo) in Italia, l’inizio dell’estate coincide con l’esaurirsi della stagione cinematografica: pertanto, tra le pur tante uscite di giugno, si fatica davvero a trovare titoli di grande richiamo. Pellicola più attesa del mese, quindi, non può che essere quella dell’unico nome illustre presente in calendario: Jersey Boys, nostalgica rievocazione della carriera di Frankie Valli, segna il ritorno di Clint Eastwood come regista, a tre anni da J. Edgar.

Per il resto, si registra ben poco, a parte l’arrivo di Incompresa, film diretto da Asia Argento fresco di passaggio a Cannes, e l’opera seconda di Ari Folman (Valzer con Bashir), ovvero The Congress. Mettiamoci pure due film d’autore come Walesa, doc sul fondatore di Solidarnosc firmato dal polacco Andrzej Wajda, e Synecdoche, New York, esordio alla regia dello sceneggiatore cult Charlie Kaufman (con il compianto Philip Seymour Hoffman) che vede il buio delle sale italiane con ben sei anni (!) di ritardo. Ma scommettiamo che i risultati al botteghino di giugno, nel complesso, saranno decisamente poco soddisfacenti.

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GOOOL! di Juan Josè Campanella (2014)

gooolDopo aver diretto diversi film live action, l’ultimo dei quali, Il Segreto Dei Suoi Occhi, si è aggiudicato l’oscar come migliore film straniero, Juan Josè Campanella si cimenta nel cinema d’animazione con una pellicola frizzante e divertente, capace di intrattenere i più piccoli tra gli spettatori senza però lanciare qualche frecciatina al pubblico più adulto.

Nato e cresciuto in Argentina, dove il calcio è venerato da tutti, Campanella decide di ambientare la sua storia proprio in questo mondo, con una classica rivalità tra un povero barista di provincia e un gradasso fuoriclasse ricco e famoso. Seguendo le consuete regole di scrittura per un prodotto d’animazione, alla fine della vicenda tutti i personaggi matureranno una coscienza maggiore e ristabiliranno l’ordine, ma è nella cura dei piccoli dettagli che il film riesce a dare il meglio di sé.

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Film in TV – Mercoledì 28/05/14

harry-ti-presento-sally– HARRY TI PRESENTO SALLY di Rob Reiner (1989), ore 21.15, RAI MOVIE.

– IL LADRO DI BAMBINI di Gianni Amelio (1992), ore 15.55, RAI 5.

– NON BUSSARE ALLA MIA PORTA di Wim Wenders (2005), ore 0.05, RAI MOVIE.

Film in TV – Martedì 27/05/14

nuovo-cinema-paradiso– NUOVO CINEMA PARADISO di Giuseppe Tornatore (1988), ore 21.15, RAI MOVIE.

– IL GIORNO DELLO SCIACALLO di Fred Zinnemann (1973), ore 0.25, RAI MOVIE.

– HISTOIRE D’O di Just Jaeckin (1975), ore 1.15, CIELO.

I (pre) giudizi di giugno 2014

INCOMPRESA-locandinaDopo il calendario del mese, oggi è il turno dei nostri pregiudizi: ogni membro della redazione segnala due titoli in uscita nel mese, uno su cui si sente di mettere la mano sul fuoco per un esito positivo (segnalato come “Per me è sì”) e l’altro su cui invece ripone pochissime o nessuna speranza (“Per me è no”). Naturalmente sono (quasi sempre) film che non abbiamo ancora visto, si tratta solo di sensazioni in attesa di conferme.

Come sempre, vi invitiamo a giocare con noi (valutando tutte le uscite mensili) facendoci sapere cosa ne pensate e quali sono le vostre scelte. D’altronde… si tratta soltanto di pregiudizi.

 

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Film in TV – Lunedì 26/05/14

la-ciociara– LA CIOCIARA di Vittorio De Sica (1960), ore 21.10, RAI STORIA.

– GOOD BYE, LENIN! di Wolfgang Becker (2003), ore 21.10, La7D.

– THE MIST di Frank Darabont (2007), ore 23.00, RAIDUE.

Cannes 2014: Palma d’oro a “Winter Sleep”, Grand Prix tutto italiano a “Le meraviglie” di Alice Rohrwacher

La Palma d’Oro al Miglior Film nella 67^ edizione del Festival di Cannes parla turco: il massimo riconoscimento tributato sulla Croisette è andato a Winter Sleep di Nuri Bilge Ceylan. Il regista ha finalmente conquistato uno dei più importanti premi internazionali, dopo essersi segnalato negli anni scorsi per opere come Le tre scimmie e C’era una volta in Anatolia.

Ma anche l’Italia ha da festeggiare: la giuria presieduta da Jane Campion ha infatti regalato il Gran Prix  ad Alice Rohrwacher per Le meraviglie. Il Premio della Giuria ha invece registrato un ex aequo, che curiosamente unisce un giovanissimo talento come il canadese Xavier Dolan, premiato per Mommy, e un mostro sacro della storia del cinema, ovvero Jean-Luc Godard, autore di Adieu au Langage.

Se l’americano Bennett Miller ha portato a casa il premio per la regia, con l’acclamato Foxcatcher, è stata votata miglior sceneggiatura quella del film russo Leviathan, ad opera di Andrej Zvjagintsev e Oleg Negin.

Il grande Timothy Spall ha vinto infine il premio come miglior attore per la sua interpretazione in Mr. Turner di Mike Leigh, mentre è stata proclamata miglior attrice Julianne Moore per Maps to the Stars di David Cronenberg. Di seguito, l’elenco completo dei premi:

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Cannes 67. Giorni 9 e 10. Ultimi film in concorso al festival. Spicca il sorprendente Mommy, di Xavier Dolan

Jimmys Hall

 

Jimmy’s Hall, di Ken Loach (2014)

Convince, anche se con qualche riserva, l’ultimo lavoro di Ken Loach Jimmy’s Hall, altro film applauditissimo dalla stampa internazionale. Il regista inglese racconta la vera storia di James Gralton, attivista politico irlandese che, all’inizio del secolo scorso, fu costretto a emigrare negli Stati Uniti prima di tornare in patria per combattere la guerra d’indipendenza. Leader comunista, Gralton sfidò le restrizioni della Chiesa Cattolica nell’Irlanda degli anni ’20 e aprì una sala da ballo dove poter condividere le sue idee politiche. Presentato all’interno del concorso, si tratta di un prodotto più che discreto, un po’ troppo didascalico nella realizzazione ma ugualmente profondo ed emozionante. Grazie al sempreverde tocco ironico del regista, Jimmy’s Hall riesce anche a divertire, inscenando vere e proprie gag fisiche che strizzano, anche se in minima parte, l’occhio al cinema delle origini. Jimmy’s Hall scorre piacevolmente per tutti i suoi minuti, senza mai però toccare vette elevate di cinema o emozione (ma forse non erano questi gli scopi del regista), concludendosi con un finale un po’ retorico e sempliciotto. 

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MAPS TO THE STARS di David Cronenberg (2014)

Più che alle storie di Don DeLillo (già fonte di ispirazione per il precedente Cosmopolis) o di James Ellroy, Maps To The Stars rimanda mirabilmente ai vaporosi universi creati dall’autrice britannica Jackie Collins in romanzi come Seta e diamanti. Il film di David Cronenberg, chiaramente, ne rappresenta una deriva iperbolica e malata: ma negli intrecci del plot, che scannerizzano e distruggono gradualmente i già precari equilibri di una attrice un po’ agée (Julianne Moore) e di una famiglia composta da padre santone (John Cusack), madre apparentemente  inflessibile (Olivia Williams) e child star tredicenne (Evan Bird), si intravede una goduta superficialità che non disturba e che rende formidabile la prima parte del film. I due nuclei sono accomunati dalla presenza disturbante del personaggio interpretato da Mia Wasikowska (figlia disconosciuta della coppia e assistente della diva), dalla residenza in quello che è forse il posto meno attraente di sempre – Hollywood – e dalla visione di spettri legati al passato, che famelicamente divorano ogni loro residuo di serenità.

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Cannes 67. giorno 8. Un certo sguardo alla Quinzaine des Réalisateurs

bande-de-fillesBANDE DE FILLES di Céline Sciamma (2014)

Uno dei film più attesi della Quinzaine des Réalisateurs, Bande de filles segna il ritorno della giovane (classe 1980) e talentuosa Céline Sciamma dopo il delicatissimo e toccante Tomboy (2011). Ancora una volta, sono le adolescenti a popolare l’immaginario della regista francese, in particolare una ragazza timida e poco integrata che stravolge la sua identità per essere accettata dal gruppo “cool”. La scelta di dividere la vicenda a capitoli funziona perfettamente e alcune intuizioni registiche, fra cui l’intenso incipit, confermano la mano sicura della Sciamma. A differenza del precedente film, però, Bande de filles soffre di una parte finale  che si allontana eccessivamente dallo spirito della pellicola, risultando posticcia e alquanto inverosimile. Ci sono poi alcune strade (il fratello violento, il rapporto con la madre), appena abbozzate e poi abbandonate, che intaccano la fluidità della pellicola. Un film interessante, che avrebbe però potuto volare più alto.

Voto: 2,5/4

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Cannes 67 – Giorno 7. Zhang Yimou e i Dardenne

14050193COMING HOME di Zhang Yimou (2014)

Presentato fuori concorso, l’ultimo lavoro del regista cinese Zhang Yimou è improntato sul tema del ritorno. Non solo la vicenda che mette in scena racconta di un uomo che torna alla propria casa dopo tantissimi anni di assenza, ma è come se il regista stesso decidesse di tornare un po’ sui suoi passi cinematografici scegliendo di lavorare ancora una volta con l’attrice Gong Li (ottima la sua interpretazione in questa pellicola) e sul melò classico, proprio come ha fatto per i titoli meno recenti della sua filmografia. Coming Home è un film che funziona pur non raggiungendo vette elevatissime, mirato, sin dall’inizio, a far commuovere il pubblico e che dimostra come il regista abbia ancora qualcosa da dire a livello cinematografico, regalando alcune sequenze memorabili, soprattutto quelle prive di dialoghi.

Voto: 2,5/4

 

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Cannes 67. Giorno 6. David Cronenberg delude con “Maps to the stars”, meglio Bennett Miller con “Foxcatcher”

MAPS TO THE STARS di David Cronenberg (2014)

Delude le aspettative il ritorno sulla Croisette di David Cronenberg con Maps to the Starsla sua personale riflessione sull’universo hollywoodiano e su ciò che vi sta dietro. Il regista canadese vuole costruire una satira sul mondo di Hollywood: protagonisti sono i Weiss, una famiglia di grande successo mediatico di cui fa parte anche il giovanissimo Benjie, futura “stella promessa” della Mecca del Cinema.

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X-MEN: GIORNI DI UN FUTURO PASSATO di Bryan Singer (2014)

x-men giorni di un futuro passato locandinaDopo tre film, due spin-off e un prequel la saga degli X-Men ha bisogno di un altro capitolo da aggiungere alla propria epopea? A quanto pare sì se a scomodarsi è Bryan Singer, autore dei primi due buonissimi episodi della serie cinematografica dedicata ai mutanti Marvel.

Singer adatta il fumetto Giorni di un futuro passato di Chris Claremont e John Byrne, unendo le linee narrative di X-Men – Conflitto finale e X-Men – L’inizio in una sorta di doppio sequel al prezzo di un unico film. Ecco così che tornano tutti i personaggi principali della saga come Wolverine (Hugh Jackman), Tempesta (Halle Berry), Kitty Pride (Ellen Page), Mystica (Jennifer Lawrence), Bestia (Nicholas Hoult) e, soprattutto, il professor Charles Xavier e Magneto, presentati in duplice veste: da anziani (rispettivamente Patrick Stewart e Ian McKellen) e da giovani (James MacAvoy e Michael Fassbender).

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LE MERAVIGLIE di Alice Rohrwacher (2014)

locandina-le-meraviglieAccolto da dodici fantomatici minuti di applausi alla proiezione ufficiale di Cannes ma disprezzato dalla stampa francese, che lo ha relegato all’ultimo posto nella classifica che somma tutti i voti assegnati dalle testate d’oltralpe, Le Meraviglie  di Alice Rohrwacher era atteso con una certa curiosità sulla Croisette. L’opera precedente della regista toscana, infatti, era quel Corpo Celeste che, nel 2011, pur con una certa programmatica ridondanza, aveva lasciato intravedere i frutti, ancorché acerbi, di un possibile giovane talento autoriale made in Italy. Un esordio che dimostrava una discreta forza visiva, dove forma e contenuto dialogavano con sicurezza, e che, nonostante qualche simbolismo di troppo, denotava  un innegabile coraggio registico da parte della minore delle due sorelle Rohrwacher. Un coraggio totalmente assente in questa sua seconda prova, che sancisce, purtroppo, un decisivo passo indietro nella breve carriera della regista.

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Film in TV – Venerdì 23/05/14

locandina-uomo-che-sapeva-troppo– L’UOMO CHE SAPEVA TROPPO di Alfred Hitchcock (1956), ore 16.10, RETE 4

– 1997 – FUGA DA NEW YORK di John Carpenter (1981), ore 21.00, IRIS

– AMERICAN GIGOLO di Paul Schrader (1980), ore 21.15, RAI MOVIE

Film in TV – Giovedì 22/05/14

locandina-magnifica-ossessione– MAGNIFICA OSSESSIONE di Douglas Sirk (1954), ore 16.35, RETE 4

– VOGLIA DI RICOMINCIARE di Michael Caton-Jones, (1993), ore 21.15, RAI MOVIE

– PROFUMO – STORIA DI UN ASSASSINO di Tom Tykwer (2006), ore 23.20, IRIS

Film in TV – Martedì 20/05/14

locandina-cabaret– CABARET di Bob Fosse (1972), ore 14.00, RAI MOVIE

– EXISTENZ di David Cronenberg (1999), ore 23.25, RAI 4

– IL GIARDINO DELLE VERGINI SUICIDE di Sofia Coppola (1999), ore 00.30, RETE 4

– LA COMMARE SECCA di Bernardo Bertolucci (1962), ore 2.30, RETE 4

Cannes 67. Giorno 5 – Tommy Lee Jones con “The Homesman” e il documentario di Wiseman

homesman-posterTHE HOMESMAN di Tommy Lee Jones

Dopo il suo esordio dietro la macchina da presa, Le tre Sepolture, l’attore americano Tommy Lee Jones decide di cimentarsi nuovamente dietro la macchina da presa dirigendo un western abbastanza atipico, capace di regalare sequenze notevoli e di riflettere su tematiche molto forti e attuali.   
Il film racconta di un viaggio intrapreso da una donna (Hilary Swank) che deve scortare altre tre donne, affette da diverse malattie mentali che le hanno rese molto pericolose, dall’altra parte del Paese. Sul loro cammino incontreranno un uomo (Tommy Lee Jones) che, inizialmente riluttante, si convincerà ad aiutarle. Accarezzando tematiche classiche del genere, come il tema della frontiera o il viaggio dell’eroe solitario “contro tutti”, il film indaga molto approfonditamente anche la figura femminile, ergendola a protagonista in un mondo dove le donne protagoniste proprio non erano. Il cammino di formazione servirà più a lui che a lei, ed anche se alla fine il personaggio interpretato dal regista  tornerà in qualche modo al punto di partenza, vi giungerà cambiato, completamente rovesciato, superando una solitudine che egli stesso cercava di mascherare. In una prima parte piuttosto potente e solida, Tommy Lee Jones dirige con mano sicura e cinica (da brividi i tre flashback che riguardano il passato delle ragazze insane), e sfruttando al meglio la protagonista Hilary Swank. Il tutto però perde un po’ forma verso la fine dove (eccetto la sequenza dell’hotel) sia la tensione emotiva che il cinismo fanno spazio ad una ventata più soft e buonista che lascia un po’ insoddisfatti. Dopo Le tre Sepolture era lecito aspettarsi qualcosa in più dal regista-attore,tuttavia è innegabile che The Homesman abbia aiutato il concorso di Cannes, finora piuttosto fiacco, a riprendere la via giusta.

Voto: 2,5/4

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Film in TV – Lunedì 19/05/14

locandina-Roma-città-aperta– ROMA CITTA’ APERTA di Roberto Rossellini (1945), ore 21.20, RAI STORIA

– BLOOD DIAMOND – DIAMANTI DI SANGUE di Edward Zwick (2006), ore 21.00, IRIS

– SHINING di Stanley Kubrick (1980), ore 21.10, ITALIA 2

Cannes 67. Giorno 4 – Torna Nuri Bilge Ceylan. Delusione “Saint Laurent”

winter sleep posterWINTER SLEEP di Nuri Bilge Ceylan (2014)

 

Nuri Bilge Ceylan torna al Festival di Cannes: l’autore turco, premio come miglior regista per Le tre scimmie (2008) e  Gran Premio della Giuria per C’era una volta in Anatolia (2011), punta quest’anno alla Palma d’Oro con la sua ultima pellicola, Winter Sleep. Protagonista è un ex attore in pensione, proprietario di un piccolo hotel nel centro dell’Anatolia dove vive insieme alla giovane moglie e alla sorella da poco divorziata dal marito. Quando arriva l’inverno, l’uomo deciderà di partire per un lungo viaggio. Raffinato esempio di cinema da camera, Winter Sleep è un film elegante e ricco d’interessanti sfaccettature psicologiche: un dramma dell’anima, dai toni tragici e shakespeariani, che dà lo stesso peso alle immagini e alle parole. Come la precedente pellicola di Ceylan, è un film molto parlato (a tratti quasi verboso) in cui la sceneggiatura si trasforma molto presto in un’indagine sociale sulle condizioni attuali della Turchia, tra crisi economica e dubbi morali. Pur potendo contare su un cast in ottima forma, Winter Sleep non giustifica del tutto la sua lunghissima durata (circa tre ore e quindici minuti), ma è comunque capace di convincere, colpire ed emozionare grazie a diverse sequenze estremamente suggestive e affascinanti.

 

Voto: 2,5/4

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Cannes 67. Giorno 3 – Atom Egoyan e Dragon Trainer 2

captivesposter CAPTIVES di Atom Egoyan

Dopo la sua ultima fatica, Devil’s Knot, risalente solo ad un anno fa ma presente sui nostri schermi proprio in questi giorni, il regista canadese Atom Egoyan presenta in concorso a Cannes l’ultimo suo lavoro, Captives. La pellicola insiste su trame dal carattere triste e su personaggi portati alla deriva dalla vita, ma, proprio come il penultimo lavoro di Egoyan, anche Captives risulta un’opera superficiale e poco riuscita. Seppur il film parta bene, con una sequenza che connota subito il cattivo di turno intento a spiare le sue prede (il tema del guardone sarà una costante della pellicola), Captives inizia presto a stancare, senza divertire sul piano della narrazione (ennesimo poliziesco basato su una sparizione che metterà in crisi il rapporto dei coniugi protagonisti e il conseguente tentativo di lui di cercare la verità da solo, senza contare sulla polizia) e senza colpire su quello emotivo, non potendo contare nemmeno su un cast che appare piuttosto fuori parte (Ryan Reynolds meglio della collega Rosario Dawson). Riuscita l’ambientazione, in un paese poco abitato e completamente innevato che ricorda la Fargo dei Coen ma per lasciare il segno ci vuole altro.

 

Voto: 1,5/4

 

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Film in TV – Domenica 18/05/14

locandina-balla-coi-lupi– BALLA COI LUPI di Kevin Costner (1990), ore 21.10, LA7

– IL PRINCIPE CERCA MOGLIE di John Landis (1988), ore 21.30, ITALIA 1

– MEDITERRANEO di Gabriele Salvatores (1991), ore 23.35, RETE 4

Film in TV – Sabato 17/05/14

locandina-segreti– I SEGRETI DI BROKEBACK MOUNTAIN di Ang Lee (2005), ore 21.10, LA7D

– SIN CITY di Frank Miller, Robert Rodriguez e Quentin Tarantino (2005), ore 22.40, ITALIA 1

I consigli home video di maggio 2014

** CONSIGLIO DEL MESE **

VENERE IN PELLICCIA (BLURAY)
Produttore: 01 Home Entertainment
Distributore: Rai Cinema

Video: 2.35:1 anamorfico 1080p
Audio: Italiano, Francese DTS HD 5.1
Sottotitoli: Italiano non udenti
Extra: Trailer, Galleria fotografica

Per l’ultimo film di Polanski la 01 e Rai Cinema propongono un’edizione sufficiente e completa dal punto di vista dei requisiti minimi audio e video. Ci si poteva aspettare qualcosa di più dagli extra ma soprattutto dal versante video.

VIDEO: trattandosi di un film girato per quasi tutta la sua totalità sul palco di un teatro, la fotografia punta ad illuminare gli attori e determinati elementi di scena, che staccano dal resto e risultano ben definiti. Non si può dire lo stesso delle parti in ombra, specie il backstage del teatro, dove il nero preponderante non mostra la compattezza che dovrebbe.
2,5/4

AUDIO: film incentrato soprattutto sui dialoghi ma non solo. Da non sottovalutare la musica di Desplat, quasi una terza voce insieme a quella dei due protagonisti e l’unica sfruttare a dovere il mix multicanale.
3/4

EXTRA: trailer e galleria fotografica risultano contenuti accessori non solo scarsi ma decisamente superflui.
1,5/4

EDIZIONE: 2,5/4

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Film in TV – Venerdì 16/05/14

avatar– AVATAR di James Cameron (2009), ore21.10, Canale 5.

– EXISTENZ di David Cronenberg (1999), ore 21.10, RAI 4.

– IL LABIRINTO DEL FAUNO di Guillermo del Toro (2006), ore 1.50, RAI MOVIE.

GRACE DI MONACO di Olivier Dahan (2014)

locandina-GraceDiciamolo subito, a scanso di equivoci, facendo finta che non lo sapessimo già: Grace di Monaco, proiezione d’apertura all’edizione numero 67 del Festival di Cannes, è un film in larga parte prevedibile, assolutamente manierato nelle sue pose glamour, né più né meno di ciò che ci si potrebbe aspettare da un’operazione del genere. Confezione impeccabile, paillettata ma senza stonare con l’eccesso di lustrini. Sorretta, si fa per dire, da una raffinatezza di sola facciata, che può contare solo sui molteplici tentativi di abbagliare lo spettatori con svolazzi vari, non tutti a dire il vero perfettamente a segno. Un prodotto del quale non si fatica più di tanto ad immaginare le coordinate base, sommando i fattori e facendo due più due. Il problema, in casi come questi, sta nel manico di chi si dedica a un racconto con tali caratteristiche, basato su personaggi d’alto lignaggio e sulle loro questioni più private che pubbliche. Molto spesso si predilige un approccio didattico e superficiale, relativo più alla vulgata comunemente diffusa intorno all’icona di turno che ad un reale approfondimento psicologico e, di riflesso, storico, perfino (magari!) storico-politico. Perché le due tipologie di focus, checchè se ne dica o se ne voglia credere, vanno molto spesso a braccetto, con messe a fuoco di carattere naturalmente differente ma il più delle volte complementare.

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GODZILLA di Gareth Edwards (2014)

locandina-GodzillaAnticipato da una campagna pubblicitaria virale tanto invasiva quanto efficace e atteso spasmodicamente dai fan del vecchio Gojira giapponese rimasti delusi dal remake firmato da Roland Emmerich nel 1998, ecco arrivare nelle sale di tutto il mondo Godzilla, reboot nato dall’unione delle forze della Warner Bros e della Legendary Pictures. Per sfondare il botteghino americano e asiatico, le due case di produzione si sono affidate, oltre alla macchina dell’hype e ai 160 milioni di dollari di budget, a Gareth Edwards, giovane regista britannico autore di un unico film, Monsters (2010), disaster movie “intellettuale” francamente ignorabile ma con qualche estimatore sparso qua e là in America e in Europa.

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Film in TV – Martedì 13/05/14

sbatti-il-mostro-in-prima-pagina– SBATTI IL MOSTRO IN PRIMA PAGINA di Marco Bellocchio (1972), ore 2.30, Rete 4.

– NEL CENTRO DEL MIRINO di Wolfgang Petersen (1993), ore 21.10, La7.

Film in TV – Lunedì 12/05/14

la-ballata-di-cable-hogue– LA BALLATA DI CABLE HOGUE di Sam Peckinpah (1970), ore 21.15, RAI MOVIE.

– KING OF NEW YORK di Abel Ferrara (1990), ore 23.15, IRIS.

– IL MESSIA di Roberto Rossellini (1975), ore 2.00, RAI MOVIE.

Film in TV – Domenica 11/05/14

fine-di-una-storia– FINE DI UNA STORIA di Neil Jordan (1999), ore 21.15, RAI MOVIE.

– OMICIDIO A LUCI ROSSE di Brian De Palma (1984), ore 21.10, La7.

– I GUERRIERI DELLA NOTTE di Walter Hill (1979), ore 0.50, RAI 4.

Film in TV – Sabato 10/05/14

la-ballata-dell-odio-e-dell-amore– LA BALLATA DELL’ODIO E DELL’AMORE di Alex de la Iglesia (2010), ore 0.50, RAI MOVIE.

– MATRIX di Andy e Lana Wachowski (1999), ore 21.10, ITALIA 2.

– IL DIAVOLO IN CORPO di Marco Bellocchio (1986), ore 0.15, CIELO. 

SOLO GLI AMANTI SOPRAVVIVONO di Jim Jarmusch (2013)

Solo gli amanti sopravvivono”: i vampiri secondo Jim Jarmusch - XL  Repubblica

Adam (Tom Hiddleston) è un musicista underground di Detroit che si nasconde dal mondo e conduce una vita prevalentemente notturna. A Tangeri vive sua moglie Eve (Tilda Swinton), con cui ha una relazione romantica che dura da secoli. Trattasi, infatti, di due vampiri, eleganti e bohémien, che cercano nell’isolamento e nelle tenebre la salvezza da un mondo impazzito, che giudicano volgare e giunto al capolinea.

Quando finalmente Adam e Eve possono rincontrarsi, la loro esistenza è però messa a repentaglio dall’incontrollabile sorella minore di lei, Ava (Mia Wasikowska), che s’insinua come un morbo nella loro storia, sopravvissuta negli anni alle prove più dure.

Con Only Lovers Left Alive, Jim Jarmusch ci regala un sorprendete e piacevolissimo horror crepuscolare, originale disamina sul nostro presente, messo in scena come uno scontro/confronto silente tra morti viventi o meglio due diverse tipologie di non morti.

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ALABAMA MONROE di Felix Van Groeningen (2013)

Alabama MonroeIn italiano è Alabama Monroe, a livello internazionale è conosciuto come The broken circle breakdown: la sua fama ha fatto il giro delle distribuzioni di mezzo mondo a partire dal festival di Berlino 2013 quando ha fatto bella mostra di sé nella sezione Panorama, dove ha vinto il premio del pubblico, arrivando persino a concorrere nella cinquina all’Oscar per il film straniero quest’anno, probabilmente il rivale più pericoloso per il nostrano La Grande Bellezza. Uno semplice sguardo al trailer potrebbe ingannare sotto più aspetti: sembra quasi di percorrere scenari rurali degli Stati Uniti con la musica bluegrass di sottofondo, invece siamo in un Belgio outsider contrassegnato da luci ed ombre. Potrebbe sembrare una placida storia d’amore contrassegnata dalle sue problematiche, in stile Walk the line, e invece…

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36 QUAI DES ORFEVRES di Olivier Marchal (2004)

36 quai des orfevresVenerdì 09/05/14, ore 00.00, RETE 4

 

Tra i più bei polizieschi degli ultimi anni, 36 Quai des Orfèvres è il secondo lungometraggio dell’attore, regista e sceneggiatore francese Olivier Marchal che, con dodici anni di servizio nella polizia alle spalle, mette nel film tutta la sua esperienza autobiografica. Si muove in un terreno che conosce alla perfezione. E si vede.

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JANE EYRE di Franco Zeffirelli (1996)

jane eyreGiovedì 08/05/14, ore 21.00, IRIS

 

Coproduzione italiana, francese e britannica, il film mette in scena, con apprezzabile fedeltà, l’omonimo romanzo (1847) di Charlotte Brontë, già portato sullo schermo una ventina di volte, considerando anche le trasposizioni per la TV.

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LOVELACE di Rob Epstein e Jeffrey Friedman (2013)

locandina-lovelacePresentato in anteprima al Festival di Berlino 2013 Lovelace, diretto da Rob Epstein e Jeffrey Friedman, racconta la vita di Linda Lovelace (al secolo Linda Susan Boreman, interpretata da Amanda Seyfried), star del celeberrimo Gola Profonda (film che rivoluzionò il panorama cinematografico mondiale) dalla quotidianità in una famiglia di stampo religioso, all’incursione nel porno dopo l’incontro con il futuro marito Chuck Traynor (Peter Sarsgaard), alla redenzione con conseguente abbandono di un mondo sporco e perverso descritto nel libro Ordeal (1980), in cui la Lovelace denuncia le violenze subite da Traynor, il quale la costrinse a girare pellicole a luci rosse tra botte e minacce.

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Si alza il sipario su WA! Japan Film Festival, unico evento in Italia dedicato al cinema giapponese!

Wa 21Japan 20Logo 2072dpiWA! Japan Film Festival è l’unico evento in Italia interamente dedicato al cinema giapponese. Giunto alla 4a edizione, l’ex Rassegna di Cinema Giapponese Firenze, presenta un format completamente rinnovato. L’appuntamento è a Firenze (8-11 maggio, Cinema Odeon) e per la prima volta anche a Milano (13-15 maggio, Auditorium San Fedele, Cinema Apollo).

Nel concorso saranno presentati 15 lungometraggi tra commedie, film drammatici, opere di animazione di grande successo in Giappone, con un’attenzione alla scena indipendente e ai giovani esordienti. In programma anche i cortometraggi selezionati dal Sapporo Short Fest e dal Japan Media Arts Festival, evento giapponese di arti multimediali che spazia dall’animazione al fumetto, dall’arte contemporanea al videogioco.

Il festival offre inoltre momenti di incontro e degustazione della tradizione culinaria giapponese grazie alla creatività degli chef nipponici. Ogni anno il festival è “gemellato” con una città giapponese, al di fuori delle grandi metropoli, per evidenziare le diversità gastronomiche e culturali delle molte tradizioni del Sol Levante. La 4a edizione vede protagonista la cittadina di Takaoka, celebre per la bravura dei suoi artigiani e la produzione di oggetti in metallo e la città di Kagoshima, conosciuta come la Napoli del Giappone per il suo clima mite e il vulcano Sakurajima.

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PRINCIPESSA MONONOKE di Hayao Miyazaki (1997)

Locandina-Princess-MononokeIl rapporto fra uomo e natura ha da sempre rappresentato uno dei temi cardine dello Studio Ghibli che ne ha raccontato ed illustrato come i primi siano la principale causa destabilizzante di un equilibrio già di per se precario. Come efficacemente raccontato in Pom Poko di Isao Takahata, l’iniziale timore reverenziale dell’ uomo verso la natura, alimentato da credenze e superstizioni, ha ceduto il passo al desiderio di espandersi e di conquista, trasformando la necessità in avidità.

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FINO A PROVA CONTRARIA – DEVIL’S KNOT di Atom Egoyan (2013)

fino-a-prova-contraria-devils-knot-cover-locandinaDopo il pasticciato Chloe, remake finto-torbido di un sottostimato film francese di due lustri fa, Atom Egoyan torna dietro la macchina da presa raccontando le reazioni di una piccola cittadina dell’Arkansas al ritrovamento di tre bambini uccisi da una furia criminale. La vicenda, ispirata a una storia vera, non ha ancora trovato epilogo definitivo, dopo anni e anni di processo, condanne bizzarre e sospetti di satanismo.

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LA CLASSE OPERAIA VA IN PARADISO di Elio Petri (1971)

locandina-la-classe-operaia-va-in-paradisoMartedì 06/05/14, ore 2.55, RETE 4

 

Ludovico Massa detto Lulù (Gian Maria Volontè), operaio a cottimo in una fabbrica e fervente stakanovista, odiato dai colleghi per la sua abnegazione ed il suo servilismo, perde un dito sul lavoro: l’incidente cambia drasticamente la sua prospettiva, facendolo aderire ad istanze radicali prima criticate.

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IL SEGRETO DEL MIO SUCCESSO di Herbert Ross (1987)

locandina-segretoSabato 03/05/14, ore 23.10, ITALIA 1

 

Brantley Foster (Michael J. Fox) è un giovane neo laureato in cerca di lavoro; date le scarse possibilità offerte dalla provincia, decide di emigrare in città e di chiedere aiuto allo zio Howard (Richard Jordan). Si innamorerà di Christy (Helen Slater) e assumerà l’identità dello yuppie Carlton Whitfield. Imprevisti in agguato.

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In vendita l’isola di Poveglia, futura location di “The Plague Doctor”

plague-300161L’isola di Poveglia, nella laguna Veneziana, futura location del film “The Plague Doctor”, verrà messa all’asta.

L’isola, che ha ispirato con la sua storia e le sue leggende il copione del film The Plague Doctor”del giovane regista Veneziano Emanuele Mengotti, verrà battuta all’asta il prossimo Sette Maggio.

Parte del trailer del progetto cinematografico, che è stato presentato in anteprima in concorso all’ “Hollywood Reel Film Festival” di Los Angeles e che è visionabile online, è stato filmato proprio sull’isola. I cittadini Veneziani hanno deciso di prendere parte all’asta e si sono riuniti in un collettivo
chiamato “Poveglia per tutti”, che ha come fine quello di raccogliere i fondi disponibili per acquistare e restituire l’isola ai cittadini, senza che questa cada nelle mani di speculatori privati. La raccolta fondi è iniziata e tutti possono parteciparvici con una quota simbolica di 99 Euro. Negli ultimi giorni, sui social network come twitter e facebook, l’argomento è diventato uno dei più discussi a livello mondiale.

Esseri animati

 Oggi più che mai, con il grande impiego del digitale, l’invasione della prospettiva videoludica al cinema, l’impiego della terza dimensione, il fotorealismo e chi più ne ha più ne metta, ha senso interrogarsi sul cinema d’animazione .

Innanzitutto, cosa intendiamo con questa nozione?

Cominciamo dal principio. Per animazione si intende un qualsiasi movimento di un qualsiasi oggetto visto sullo schermo che, concretamente, non sarebbe stato possibile realizzare. Il primo King Kong del 1933 così come l’ultimo di Peter Jackson del 2005, sono entrambi frutto di tecniche d’animazione. Per il primo caso parliamo di stop motion, per il secondo di motion capture, ma sempre di animazione si tratta. Eppure nessuno definisce quei film come film d’animazione. Non sono “cartoni animati”. Sono film girati in live action con l’aggiunta di alcuni effetti speciali. Perfetto. Ma possiamo dire lo stesso di Avatar, oppure della trilogia de ll Signore Degli Anelli, o dei recentissimi Gravity e Vita Di Pi? Sono esempi questi di pellicole in cui l’impiego delle tecniche d’animazione, supera in percentuali l’impiego del live action. Diciamo che potrebbero essere definiti come dei “cartoni animati” con l’impiego di alcuni “effetti live action”.

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FUORI ORARIO di Martin Scorsese (1985)

locandina-fuori-orario

Venerdì 02/05/14, ore 00.00, Rete 4

 

Paul Hackett (Griffin Dunne), mite tecnico informatico, si ritrova a vivere rocambolesche avventure grazie (o a causa del) all’incontro con un’affascinante ragazza conosciuta al ristorante. Sarà l’inizio di una tragicomica epopea.

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