Film in TV – Venerdì 06/03/15

planet-terror– PLANET TERROR di Robert Rodriguez (2007), ore 21.10, ITALIA 2

– ALICE IN WONDERLAND di Tim Burton (2010), ore 21.10, RAI 4

Film in TV – Giovedì 05/03/15

miami-vice– MIAMI VICE di Michael Mann (2006), ore 21.10, ITALIA 2

– LA MALA EDUCACION di Pedro Almodovar (2004), ore 21.00, IRIS

– L’ARTE DI VINCERE di Bennett Miller (2012), ore 23.00, CIELO

Film in TV – Mercoledì 04/03/15

io la conoscevo bene– IO LA CONOSCEVO BENE di Antonio Pietrangeli (1965), ore 16.05, RAI 5

– SPIDER-MAN 2 di Sam Raimi (2004), ore 21.10, MTV

– …PIU’ FORTE RAGAZZI! di Giuseppe Colizzi (1972), ore 21.15, RETE 4

Film in TV – Martedì 03/03/15

mucchio-selvaggio– IL MUCCHIO SELVAGGIO di Sam Peckinpah (1969), ore 21.00, IRIS

– MAMMA MIA! di Phyllida Lloyd (2008), ore 21.15, LA 5

– NON SI SEVIZIA UN PAPERINO di Lucio Fulci (1972), ore 2.50, RETE 4

Film in TV – Lunedì 02/03/15

avventure di tintin– LE AVVENTURE DI TINTIN – IL SEGRETO DELL’UNICORNO di Steven Spielberg (2011), ore 21.10, CIELO

– HAIR di Milos Forman (1979), ore 23.10, RAI MOVIE

Film in TV – Domenica 01/03/15

johnny-stecchino– JOHNNY STECCHINO di Roberto Benigni (1991), ore 21.15, RETE 4

– I COMPAGNI di Mario Monicelli (1963), ore 21.45, RAI STORIA

– MATRIX di Andy e Lana Wachowski (1999), ore 00.25, ITALIA 1

Film in TV – Sabato 28/02/15

mestiere-delle-armi– IL MESTIERE DELLE ARMI di Ermanno Olmi (2001), ore 1.45, RAIUNO

– BATMAN – IL RITORNO di Tim Burton (1992), ore 13.55, ITALIA 1

– SHREK 2 di Andrew Adamson, Conrad Vernon e Kelly Asbury (2004), ore 21.10, ITALIA 1

SPONGEBOB – FUORI DALL’ACQUA di Paul Tibbit (2015)

spongebob

Dopo aver conquistato il consenso del pubblico americano (il film ha ottenuto un discreto successo al botteghino statunitense) arriva finalmente sui nostri schermi SpongeBob – Fuori dall’acqua, secondo lungometraggio dedicato alla spugna di mare più famosa del mondo dei cartoon.

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VIZIO DI FORMA di Paul Thomas Anderson (2014)

vizio di formaMolta era l’attesa per l’ultima fatica targata Paul Thomas Anderson, autore geniale e precoce da sempre foriero di opere catalizzanti. Reduce dal criptico e magistrale The Master (2013), il regista statunitense recupera l’ormai attore-feticcio Joaquin Phoenix per adattare l’omonimo romanzo dello scrittore Thomas Pynchon. L’investigatore privato Larry “Doc” Sportello (Phoenix, appunto) viene assunto dall’ex fiamma Shasta Fay Hepworth (Katherine Waterston) per indagare sul miliardario Mickey Wolfmann (Eric Roberts), presumibilmente internato in manicomio dalla moglie Sloane (Serena Scott Thomas). Il caso lo porterà a scontrarsi con una tragicomica realtà.

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Intervista a Mor Loushy

 

Abbiamo intervistato Mor Loushy, giovane documentarista israeliana autrice di Censored Voices, passato all’ultima Berlinale. Il film getta una luce inedita su un momento fondamentale della storia del suo Paese quale la guerra dei Sei Giorni, combattuta nel 1967 da Israele contro Egitto, Siria e Giordania. Per la prima volta, vengono recuperate alcune interviste fatte dal celebre scrittore Amos Oz ad alcuni reduci pochi giorni dopo la vittoria. Da queste “voci censurate”, tenute a lungo nascoste, emerge una forte critica alla guerra da parte di quegli stessi soldati, in un documento storico di grande importanza.

Cosa ti ha spinto ad affrontare questo tema e come è partita l’idea di realizzare questo film, insieme ad Amos Oz?
Durante gli studi per la mia seconda laurea in storia, all’Università ho saputo di un libro molto speciale intitolato The Seventh Day. Per la generazione precedente alla mia era un libro piuttosto noto, mentre noi non ne avevamo mai sentito parlare. È scomparso dalla narrativa israeliana. Il libro era una voce contro la guerra scritto in un momento in cui l’intero Paese stava celebrando la vittoria. Ho scoperto che il libro era composto da blocchi di conversazioni raccolte solo una settimana dopo la fine della guerra e audioregistrate, e che la censura dell’IDF (le Forze di difesa israeliane, ndr) ne aveva censurato il 70%. Ho cominciato immediatamente a cercare quelle conversazioni e sono andata in cerca di Avraham Shapira, che conservava tutte le registrazioni a casa sua: era colui che aveva condotto le conversazioni con i soldati insieme ad Amos Oz. All’inizio ha detto di no, tanti giornalisti lo avevano già contattato prima. Poi, per qualche ragione ha creduto in me e ha pensato che un documentario fosse il formato giusto per presentare questo materiale esplosivo conservato per tutti questi anni dopo essere stato censurato negli anni ’60. Queste conversazioni sono state recuperate per la prima volta in questo film.

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MARAVIGLIOSO BOCCACCIO di Paolo e Vittorio Taviani (2015)

maraviglioso boccaccio

Quando, nel 1971, Pasolini gira il suo geometrico e polarizzato Decameron, restituisce la vibrante tensione di un momento storico ritenuto significativo dal punto di vista socio-antropologico. Il risultato? Una re-invenzione straordinaria, un omaggio evocativo e libero in cui il simbolismo diventa carnale e universale.

Quando, nel 2015, i fratelli Taviani si avvicinano al capolavoro di Boccaccio, l’intenzione – onorabile, santa e legittima – è quella di laudare l’emozione giovanile che, innanzi alle epidemie più oscurantiste, ieri come oggi, reagisce con fervore, fantasia e creatività. La peste nella Firenze del 1348, nella visione dei Taviani, equivale all’humus calcificato che paralizza gli animi di una contemporaneità spesso ingiusta e castrante.

Una visione, benché lodevole, decisamente claudicante: il Maraviglioso Boccaccio dei Taviani, nonostante le ambizioni civili, ha evidenti problemi nella struttura, nello sviluppo e nella contestualizzazione del suo racconto.

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KINGSMAN: SECRET SERVICE di Matthew Vaughn (2014)

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La carriera di Matthew Vaughn è ormai profondamente intrecciata con il mondo dei fumetti. Dopo aver diretto il primo prequel degli X-Men (X-Men – L’inizio) e l’adattamento cinematografico di Kick-Ass, l’autore inglese torna ora dietro la macchina da presa per portare sul grande schermo un altro lavoro nato in prima istanza per le nuvole parlanti, Kingsman: Secret Service, lavoro scritto dal celeberrimo Mark Millar a partire da un soggetto ideato proprio dallo stesso Vaughn. Il film è un adattamento abbastanza fedele e sembra avere qualche marcia in più rispetto ai precedenti titoli del regista.

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Oscar 2015: tutti i premi

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Qui di seguito vi riportiamo tutti i premi assegnati in questa edizione 2015:

Miglior film: Birdman di Alejandro G. Inarritu

Miglior regia: Alejandro G. Inarritu per Birdman

Miglior attore protagonista: Eddie Redmayne per La teoria del tutto

Miglior attrice protagonista: Julianne Moore per Still Alice

Miglior attore non protagonista: J. K. Simmons per Whiplas

Miglior attrice non protagonista: Patricia Arquette per Boyhood

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Oscar 2015: i nostri pronostici (e i nostri preferiti)

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È partito il conto alla rovescia. Manca pochissimo alla serata più glamour e più attesa del mondo del cinema: la mitica Notte degli Oscar 2015 incoronerà presto i vincitori dell’87esima edizione degli Academy Awards (qui tutte le nomination).

Ecco i nostri pronostici:

 

Miglior film: Boyhood di Richard Linklater

Miglior regista: Alejandro Gonzalez Iñarritu per Birdman

Miglior attore protagonista: Eddie Redmayne per La teoria del tutto

Miglior attrice protagonista: Julianne Moore per Still Alice

Miglior attore non protagonista: J.K. Simmons per Whiplash

Miglior attrice non protagonista: Patricia Arquette per Boyhood

Miglior sceneggiatura originale: Grand Budapest Hotel

Miglior sceneggiatura non originale: The Imitation Game

Miglior film straniero: Idadi Paweł Pawlikowski (Polonia)

Miglior film d’animazione: Dragon Trainer 2 di Dean DeBlois

 

 

Ed ecco le preferenze di tutta la redazione.

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Film in TV – Venerdì 27/02/15

ronin– RONIN di John Frankenheimer (1998), ore 21.05, RAITRE

– GRINDHOUSE – A PROVA DI MORTE di Quentin Tarantino (2007), ore 21.10, ITALIA 2

Film in TV – Mercoledì 25/02/15

i-basilischi– I BASILISCHI di Lina Wertmüller (1963), ore 15.50, RAI 5

– SEVEN di David Fincher (1995), ore 21.00, IRIS

– IL SAPORE DEL SANGUE di David Dobkin (1998), ore 23.50, IRIS

Film in TV – Martedì 24/02/15

la-calda-notte-dell-ispettore-tibbs– LA CALDA NOTTE DELL’ISPETTORE TIBBS di Norman Jewison (1967), ore 21.15, RAI MOVIE

– TRA LE NUVOLE di Jason Reitman (2009), ore 21.15, RETE 4

– I MERCENARI – THE EXPENDABLES di Sylvester Stallone (2010), ore 21.10, RAI 4

– TERRAFERMA di Emanuele Crialese (2011), ore 21.15, RAI 5

– L’ASSASSINO DI JESSE JAMES PER MANO DEL CODARDO ROBERT FORD di Andrew Dominik (2007), ore 23.25, IRIS

Film in TV – Lunedì 23/02/15

ragazze-interrotte– RAGAZZE INTERROTTE di James Mangold (1999), ore 21.00, LAEFFE

– THE MOTHER di Roger Michell (2003), ore 23.15, LAEFFE

Film in TV – Domenica 22/02/15

l-anno-scorso-a-marienbad– L’ANNO SCORSO A MARIENBAD di Alain Resnais (1961), ore 0.50, IRIS

– IL PRIMO UOMO di Gianni Amelio (2011), ore 23.05, RAI 5

– KILLER JOE di William Friedkin (2011), ore 0.25, RAI 4

Film in TV – Sabato 21/02/15

qualcosa-è-cambiato– QUALCOSA E’ CAMBIATO di James L. Brooks (1997), ore 21.10, LA7

– SHREK di Vicky Jenson, Andrew Adamson (2001), ore 21.10, ITALIA 1

– CLOVERFILED di Matt Reeves (2008), ore 1.25, RAI MOVIE

UN PICCIONE SEDUTO SU UN RAMO RIFLETTE SULL’ESISTENZA di Roy Andersson (2014)

piccioneVincitore della 71ª edizione della Mostra Cinematografica di Venezia e terzo capitolo della trilogia “esistenzialista” (con Songs from the Second Floor e You, the Living) firmata dallo svedese Roy Andersson, arriva in sala Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza. Il settantunenne regista, al suo quinto lungometraggio, incanta con una memorabile ballata dolceamara in bilico tra surrealismo ed esistenzialismo, chiaramente ispirata ai temi e alle forme del teatro scandinavo (impossibile non pensare aJohan August Strindberg) e dell’assurdo (evidenti gli influssi di Samuel Beckett ed Eugène Ionesco).

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Berlinale 2015, l’Orso d’Oro va a TAXI di Jafar Panahi: ecco tutti i premi

 

taxi

Si è conclusa la 65esima edizione della Berlinale. La giuria guidata dal regista Darren Aronofsky ha consegnato l’Orso d’Oro a Taxi di Jafar Panahi.

Ecco tutti i premiati:

 

Orso d’Oro per il miglior film: Taxi di Jafar Panahi

Orso d’Argento Gran Premio della Giuria: El Club di Pablo Larrain

Orso d’Argento Alfred Bauer: Ixcanul di Jayro Bustamante

Orso d’Argento per il miglior regista: (ex aequo) Radu Jude per Aferim! | Malgorzata Szumowska per Body

Orso d’Argento per il miglior attore: Tom Courtenay per 45 Years

Orso d’Argento per la miglior attrice: Charlotte Rampling per 45 Years

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Film in TV – Venerdì 20/02/15

pallottola-spuntata– UNA PALLOTTOLA SPUNTATA di David Zucker (1988), ore 21.10, MTV

– CESARE DEVE MORIRE di Paolo e Vittorio Taviani (2012), ore 21.15, RAI 5

– MUNICH di Steven Spielberg (2005), ore 23.00, RAI MOVIE

Film in TV – Giovedì 19/02/15

shining– SHINING di Stanley Kubrick (1980), ore 23.45, IRIS

– PROFUMO – STORIA DI UN ASSASSINO di Tom Tykwer (2006), ore 21.00, IRIS

– LA SIGNORA DELLA PORTA ACCANTO di Francois Truffaut (1981), ore 2.40, RAIUNO

Film in TV – Martedì 17/02/15

Fargo– FARGO di Joel ed Ethan Coen (1996), ore 21.00, LAEFFE

– IL PRIMO UOMO di Gianni Amelio (2011), ore 21.15, RAI 5

– KILLER JOE di William Friekin (2011), ore 23.05, RAI 4

Film in TV – Lunedì 16/02/15

coraline– CORALINE E LA PORTA MAGICA di Henry Selick (2009), ore 22.45, ITALIA 2

– SAXOFONE di Renato Pozzetto (1978), ore 19.30, RAI MOVIE

Film in TV – Domenica 15/02/15

pulp-fiction– PULP FICTION di Quentin Tarantino (1994), ore 00.35, RAI 4

– IL FIGLIO PIU’ PICCOLO di Pupi Avati (2010), ore 21.00, IRIS

– MAGNIFICAT di Pupi Avati (1993), ore 23.20, IRIS

Film in TV – Sabato 14/02/15

cancelli– I CANCELLI DEL CIELO di Michael Cimino (1980), ore 21.15, RAI MOVIE

– POINT BREAK di Kathryn Bigelow (1991), ore 21.10, RAI 4

– GOMORRA di Matteo Garrone (2008), ore 21.10, RAITRE

– CUT di Amir Naderi (2011), ore 2.15, RAITRE

– TWO LOVERS di James Gray (2008), ore 2.15, RAIUNO

Berlinale 2015: IL GESTO DELLE MANI di Francesco Clerici e CENSORED VOICES di Mor Loushy

gesto-delle-mani-ilIL GESTO DELLE MANI di Francesco Clerici (Forum)

Scritto da Simone Soranna

Presentato nella sezione Forum qui alla Berlinale 2015, Il gesto delle mani è un documentario realizzato da Francesco Clerici che per più di un’ora svela i segreti antichissimi dell’arte della scultura in bronzo presso la Fonderia Artistica Battaglia di Milano. Il film infatti segue il processo di creazione di un’opera d’arte ideata dallo scultore Velasco Vitali, dalla sua ideazione sino al suo trasporto presso il committente. Clerici, attraverso l’uso di uno stile sobrio, elegante, dilatato nei tempi da un montaggio quieto e contemplativo, effettua un vero paragone temporale accostando immagini di repertorio a quelle catturate da lui stesso.

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I consigli home video di Febbraio 2015

 

** CONSIGLIO DEL MESE **

GUARDIANI DELLA GALASSIA (BLURAY)

Produzione: Disney / Distribuzione: Disney

Video: 2.40:1 anamorfico 1080p
Audio: Italiano DTS 5.1, Inglese DTS HD 7.1, Tedesco DTS HR 5.1, Turco Dolby Digital 5.1

Sottotitoli: Italiano, Inglese non udenti, Tedesco, Turco

Extra: Commento audio del regista James Gunn, Gag reel, Scene eliminate ed estese con commento opzionale, Featurette “Guida alla galassia con James Gunn”, Featurette “Gli intergalattici effetti visivi per Guardiani della Galassia”, Featurette “Sguardo esclusivo a Avengers Age of Ultron”

VIDEO: le immagini sono davvero uno dei punti di forza di questo film e la resa sul supporto digitale rende giustizia al lavoro fatto. La definizione non perde mai un colpo, sia nelle prime sequenze con la foschia notturna che in quelle più scure o con fondali uniformi. Che dire poi della resa dei colori? La palette cromatica scelta da Gunn per raccontare il cosmo Marvel è riprodotta in maniera eccelsa.

Voto: 3,5/4

AUDIO/SOTTOTITOLI: la natura spettacolare del film, combattimenti, inseguimenti galattici e sparatorie, vengono proposte dalla Disney con un mix codificato in DTS HD su sette canali che non fa certo rimpiangere la visione in sala. Si parla naturalmente dell’audio originale ma anche quello italiano si difende bene.

Voto: 4/4

EXTRA: forse il comparto sul quale ci si aspettava qualcosa di più. Le featurette sono poche e poco approfondite ma a risollevare il voto ci sono le scene eliminate e soprattutto il commento del regista.

Voto: 2,5/4

La Disney non delude. Dopo l’ottimo Bluray di Captain America The Winter SoldierGuardiani della Galassia è qui per confermare l’attenzione riposta nel presentare all’utente prodotti di valore tecnico davvero alto, soprattutto per quel che riguarda audio e video. Bisogna migliorare negli extra però.

Voto: 3,5/4

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Berlinale 2015: VERGINE GIURATA di Laura Bispuri e 13 MINUTES di Oliver Hirschbiegel

vergine-giurataVERGINE GIURATA di Laura Bispuri (concorso)

C’era molta curiosità dietro Vergine giurata. Il film infatti segna l’esordio alla regia di una giovane italiana, Laura Bispuri, selezionata nel concorso tedesco con un lavoro girato a basso budget e dall’alta componente multietnica. Effettivamente la pellicola ha diversi spunti di interesse anche se piuttosto immatura sotto alcuni aspetti. Prendendo le mosse dall’omonimo romanzo di Elvira Dones, la Bispuri racconta una storia dalla forte componente drammatica del tutto incentrata sul tema del ritorno. Hana infatti è una ragazza albanese costretta a estreme limitazioni sociali a causa della comunità maschilista e retrograda in cui vive. Per riuscire a cercare una svolta nella sua vita, presta un giuramento di verginità che la metterà sullo stesso piano degli uomini. Dieci anni dopo però, la donna sentirà il bisogno di tornare indietro, di riappropriarsi della sua identità, delle sue relazioni affettive e del suo corpo. Il corpo, appunto, è il vero protagonista della vicenda, “interpretato” splendidamente da Alba Rohrwacher (da lodare anche per lo studio linguistico a cui si è sottoposta prima delle riprese). La Bispuri mette in scena un apparato umano mutilato, limitato, afflitto, con cui la protagonista si sente a disagio, si sente nuda.

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SELMA di Ava DuVernay (2014)

selma

Ultimo dei biopic di una Award Season abbastanza sciapa e senza sussulti, Selma di Ava DuVernay rappresenta la quintessenza dell’Oprah Winfrey movie, ovvero quel cinema di impegno civile, legato a doppio filo con l’amministrazione Obama e volto a rievocare le drammatiche tappe della storia dei neri d’America che la più nota presentatrice americana sta producendo (e interpretando) negli ultimi anni; filone di film che vede in The Butler la sua espressione più istituzionale e in 12 Anni Schiavo quella più arty e autoriale. A confermare la genesi politica del film, inoltre, ci ha pensato la scriteriata distribuzione delle nomination all’Oscar, che vede Selma candidato solamente nella categoria di miglior film (e miglior canzone), creando il paradosso di una pellicola non degna di menzione in nessuna delle componenti che fanno grande il cinema (sceneggiatura, regia, attori protagonisti) ma comunque per ragioni oscure (politiche?) inserito tra i migliori film dell’anno.

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CINQUANTA SFUMATURE DI GRIGIO di Sam Taylor-Johnson (2015)

 

Nessuno si aspettava grandi cose da 50 sfumature di grigio. C’è un pizzico di snobismo, in questa sentenza, ma è anche vero che lo snobismo rappresenta – forse – l’unica arma di difesa nei riguardi di quello che l’intera operazione rappresenta. Non si vuole giocare a scatenare facili allarmismi, ma purtroppo il libro – e il film – sono esistenti, hanno venduto milioni di copie e attireranno sicuramente più di venticinque spettatori in sala. Chi scrive non ha letto i libri della saga 50 shades of della britannica E.L. James, limitandosi ad aggirare pigramente il fenomeno da un lato e le proteste dei detrattori dall’altro. Se il film riflette quanto “racchiuso” negli universi della James, però, siamo messi male. Sul serio.

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Berlinale 2015: EISENSTEIN IN GUANAJUATO di Peter Greenaway e AFERIM! di Radu Jude

Eisenstein-in-GuanajuatoEISENSTEIN IN GUANAJUATO di Peter Greenaway (concorso)

Nel 1931, il regista sovietico Sergei Eisenstein si recò in Messico per girare il suo nuovo film. Peter Greenaway decide di mettere in scena questa esperienza con l’usuale stile colorato, dinamico e barocco interessandosi principalmente a rinchiudere il protagonista trattandolo come un animale in uno zoo. Greenaway infatti ingabbia Eisenstein in spazi geometricamente perfetti, circondato da mura che non gli lasciano scampo e da una macchina da presa incombente e minatoria (la carrellata quadrata, il momento più alto della pellicola, ne è la dimostrazione).

Il pubblico fa la parte dello spettatore, pronto a captare ogni minimo comportamento dell’esemplare sia nella sua vita sessuale (Greenaway non risparmia scene decisamente esplicite) che nei momenti più privati (come nella scena del vomito) quasi come se dovesse studiare la cavia da laboratorio. Tuttavia è proprio la componente dello studio (filologicamente parlando) una delle più gravi lacune del film in questione. Il regista inglese sembra non essere interessato al cineasta Eisenstein, trattandolo piuttosto come un Sergei qualunque. Eccetto la prima eccezionale sequenza d’apertura, il resto della pellicola non è incentrata sullo stile, sulle tematiche o sulla cultura che pervadono la filmografia del sovietico. Questa mancanza di approfondimento non deve essere vista necessariamente come un difetto del film, ma, quando la pellicola entra nella sua parte centrale, ecco che allora il tutto iniziano lentamente e inesorabilmente a cedere. Greenaway ha molta fantasia visiva e lo dimostra largamente, il tutto però sembra fine a se stesso, privo della materia prima che dovrebbe essere alla base del progetto. Perdendo il controllo sulla sostanza (attraverso riferimenti macabri eccessivi, rallenti ingiustificati, sequenze inutili mirate a creare una dicotomia tra buoni e cattivi piuttosto elementare e priva di senso in un’opera come questa), Eisestein in Guanajuato rischia dunque di rimane un film riuscito per metà, che farà sicuramente contenti i fedeli fans del regista, mentre lascerà indifferenti e paghi della loro avversione coloro che non hanno mai apprezzato il suo operato.

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Berlinale 2015: EVERY THING WILL BE FINE di Wim Wenders e UNDER ELECTRIC CLOUDS di Alexey German Jr

everything-will-be-fineEVERY THING WILL BE FINE di Wim Wenders (fuori concorso)

Dopo aver realizzato lo splendido documentario Il sale della Terra presentato allo scorso Festival di Cannes, Wim Wenders torna protagonista anche alla Berlinale dove a breve riceverà l’orso d’oro alla carriera. Il Festival ha deciso di rendergli omaggio presentando la sua ultima fatica di finzione nella sezione fuori concorso (oltre che una retrospettiva con i migliori titoli del regista). Si tratta di Every Thing Will Be Fine, lungometraggio girato con l’impiego del 3d e con protagonisti James Franco, Charlotte Gainsbourg e Rachel McAdams.

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WHIPLASH di Damien Chazelle (2014)

 

Dopo aver ottenuto numerosi riconoscimenti nei più svariati festival (in primis al Sundance), fresco di ben 5 nominations ai prossimi premi Oscar (miglior film, miglior attore non protagonista, miglior sceneggiatura non originale, miglior montaggio e miglior missaggio sonoro), ecco che arriva in Italia il film Whiplash, commedia agrodolce ambientata nel mondo della musica jazz.

Il film racconta la storia di Andrew (Miles Teller), un giovane batterista iscritto in una tra le più prestigiose scuole di jazz d’America. Il sogno è quello di riuscire ad approdare nella prima classe, accessibile solo ai migliori, dove però il direttore dell’istituto (J. K. Simmons) sostiene delle lezioni severissime e stressanti.

Avvalendosi di una buona scrittura, di una regia frizzante e di un montaggio mai ripetitivo, la pellicola è un prodotto divertente, coinvolgente, dinamico e avvincente grazie ai suoi tempi drammaturgici molto precisi e indovinati.

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SHAUN, VITA DA PECORA: IL FILM di Mark Burton e Richard Starzack (2015)

 

Dopo aver incantato le platee di tutto il mondo con la propria semplice genuinità, la casa di produzione britannica Aardman (ideatrice di lavori quali Giù per il tubo, Galline in fuga e tutte le avventure della mitica coppia di Wallace & Gromit) torna a sorprendere con una pellicola intelligente, spassosa e dalla grande portata cinefilaShaun, vita da pecora: il film prende infatti le mosse dalla serie televisiva omonima che vede come protagonista l’allegra compagnia di una fattoria tra cani, pastori, galline e, ovviamente, pecore.

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Film in TV – Venerdì 13/02/15

blue-valentine– BLUE VALENTINE di Derek Cianfrance (2010), ore 0.15, RAIDUE

– CANDIDATO A SORPRESA di Jay Roach (2012), ore 21.10, ITALIA 1

– UN ANNO VISSUTO PERICOLOSAMENTE di Peter Weir (1982), ore 0.05, CANALE 5

Film in TV – Giovedì 12/02/15

seven– SEVEN di David Fincher (1995), ore 21.10, ITALIA 1

– SHINING di Stanley Kubrick (1980), ore 21.00, IRIS

– SALTO NEL BUIO di Joe Dante (1987), ore 21.10, ITALIA 2

– LE RELAZIONI PERICOLOSE di Stephen Frears (1988), ore 23.30, CANALE 5

– 1997 – FUGA DA NEW YORK di John Carpenter (1981), ore 23.35, RETE 4

– ZODIAC di David Fincher (2007), ore 23.45, ITALIA 1

– LA CITTA’ DELLE DONNE di Federico Fellini (1980), ore 2.10, RAIUNO

Berlinale 2015: l’ingenuo BODY di Malgorzata Szumowska e il potente EL CLUB di Pablo Larrain

BODY di Malgorzata Szumowska (concorso)body

Malgorzata Szumowska (cnosciuta anche come Malgoska Szumoska) costruisce un film debole pedante, che si avvale di una parte centrale davvero stanca e stancante in cui la pellicola fatica a mettere a fuoco il suo primario punto di interesse. Eppure ogni tanto qualche trovata (con)vincente il film la mostra. Sicuramente i primi minuti della pellicola riescono nell’obiettivo di spiazzare il pubblico, adeguando ad una storia cruda e triste uno stile più sgangherato e ironico, capace di avvalersi di un umorismo nero sottile ma pungente. Subito dopo però Body sembra perdere le coordinate, incapace di analizzare a dovere le tre solitudini che mette in scena, relazionando i suoi personaggi in maniera frettolosa e sbrigativa e rischiando di gran lunga di sminuire gravi problematiche quali ad esempio l’anoressia.

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Berlinale 2015: MR. HOLMES di Bill Condon e THE PEARL BUTTON di Patricio Guzmán

mr-HolmesMR. HOLMES di Bill Condon (fuori concorso)

Presentato nella sezione fuori concorso, Mr. Holmes si preannunciava come uno dei lavori più interessanti e curiosi della manifestazione berlinese. Il film di Bill Condon infatti erge a protagonista il detective più famoso del mondo rivisitandolo però in chiave originale ed insolita, ovvero all’età di circa novant’anni: l’Holmes interpretato da Ian McKellen è un pensionato anziano e acciaccato, molto più dedito all’apicoltura che agli omicidi. Eppure un caso che non riuscì a risolvere in passato lo tormenta ancora. La realizzazione del lungometraggio tuttavia non è all’altezza delle aspettative. La pellicola si dimostra essere piatta e monotona, ostacolata da una regia per nulla frizzante nemmeno nei momenti dove avrebbe potuto giocare di più con la grammatica filmica (come i ripetuti flashback) e si basa costantemente sulle doti recitative di un Ian McKellen qui meno in forma del solito e poco calato nella parte. La trama mistery è semplicemente abbozzata e tutto sembra gestito con il minimo impiego di energie. Notevole l’interpretazione del piccolo Milo Parker, credibile e funzionale per tutta la durata della pellicola.

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Berlinale 2015: KNIGHT OF CUPS di Terrence Malick (2015)

knight-of-cupsAvventura e cambiamento. Queste più o meno sono le vicende che vengono accostate alla carta del Cavaliere di Coppe (Knight of Cups per l’appunto) nei tarocchi. Due parole che sembrano lontane dal mondo di Terrence Malick, regista che ha fatto del suo stile un vero e proprio marchio di fabbrica convincente, riconoscibile, funzionale e strettamente connesso ai contenuti dei suoi lavori.

Dopo aver presentato a Venezia 2012 il tiepido To the Wonder, molti avevano accusato l’autore di essere finito in un circolo vizioso in cui la sua creatività risentiva delle opere precedenti (The Tree of Life in primis). Dunque una buona dose di rinnovamento preannunciata velatamente nel titolo di questo suo ultimo lavoro avrebbe potuto costituire una boccata d’aria fresca per il suo cinema.

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Film in TV – Martedì 10/02/15

l-esorcista– L’ESORCISTA di William Friedkin (1973), ore 21.15, RETE 4

– THE HURT LOCKER di Kathryn Bigelow (2008), ore 21.15, RAI MOVIE

– BRUTTI SPORCHI E CATTIVI di Ettore Scola (1976), ore 23.25, RAI MOVIE

– MARE DENTRO di Alejandro Amenábar (2004), ore 23.30, CANALE 5

Film in TV – Lunedì 09/02/15

venere-nera– VENERE NERA di Abdellatif Kechiche (2010), ore 22.50, LAEFFE

– IMPICCALO PIU’ IN ALTO di Ted Post (1968), ore 21.15, RAI MOVIE

– MICHAEL CLAYTON di Tony Gilroy (2007), ore 23.50, IRIS

 

Berlinale 2015: TAXI di Jafar Panahi, 45 YEARS di Andrew Haigh e JOURNAL D’UNE FEMME DE CHAMBRE di Benoît Jacquot

TAXI di Jafar Panahi (Concorso)

Il cinema di Jafar Panahi torna a Berlino con il suo ultimo lavoro, Taxi. Il grande regista iraniano continua a girare film, praticamente in clandestinità, nonostante sia stato condannato all’interdizione da ogni attività artistica. Come i precedenti This Is Not a Film (2011) e Closed Curtain (2013), Taxi è un’altra riflessione a metà tra cinema e realtà, che vede lo stesso regista ricoprire i panni del protagonista.

Il film è interamente ambientato all’interno di un taxi guidato da Panahi, che si trova a conversare con i clienti (qualcuno lo riconosce, altri no) in una serie di dialoghi che spaziano dalla politica al cinema, fino alla vita e la morte. Nonostante gli ovvi limiti tecnici, siamo di fronte a un film importante che offre uno lucido scorcio dell’Iran contemporaneo, cui il regista non manca di aggiungere tocchi di ironia.

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Berlinale 2015: THE FORBIDDEN ROOM di Guy Maddin e Evan Johnson, IXCANUL di Jayro Bustamante e VICTORIA di Sebastian Schipper

THE FORBIDDEN ROOM di Guy Maddin e Evan Johnson (Forum)

Inizia bene la 65esima edizione della Berlinale, apertasi il 5 febbraio. Nel corso della prima giornata, ha impressionato favorevolmente il ritorno di Guy Muddin, regista di culto adorato dai cinefili più puri, che si serve abitualmente degli stilemi del cinema muto per realizzare pellicole anticonformiste e spesso inclassificabili.

Riguardo a The Forbidden Room, diretto da Maddin insieme all’aiuto regista Evan Johnson, è già complesso sviscerarne il plot. All’interno di un sommergibile che da mesi non riemerge dal mare, all’improvviso appare dal nulla un misterioso taglialegna. Inizia così un viaggio a metà tra l’onirico e il fiabesco, collocato in diversi tempi e spazi e suddiviso in brevi episodi che si trasformano ben presto in incubi. Il cast è da brividi e comprende Maria de Medeiros, Geraldine Chaplin, Mathieu Amalric e Udo Kier (quest’ultimo si sottopone a un vero tour de force, interpretando ben cinque diversi personaggi).

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Film in TV – Domenica 08/02/15

il-papà-di-giovanna– IL PAPA’ DI GIOVANNA di Pupi Avati (2008), ore 21.00, IRIS

– LA CASA DALLE FINESTRE CHE RIDONO di Pupi Avati (1976), ore 1.35, IRIS

– IL CASO MATTEI di Francesco Rosi (1972), ore 1.45, RAITRE

Film in TV – Sabato 07/02/15

salvatore-giuliano– SALVATORE GIULIANO di Francesco Rosi (1962), ore 2.00, RAITRE

– TIGERLAND di Joel Schumacher (2000), ore 21.15, RAI MOVIE

– LABBRA DI LURIDO BLU di Giulio Petroni (1975), ore 21.10, CIELO

Il gesto delle mani, intervista a Francesco Clerici

 

Il gesto delle mani è un documentario del regista italiano Francesco Clerici che racconta l’arte della scultura in bronzo nella Fonderia Artistica Battaglia di Milano. Passato nella sezione Forum della Berlinale 2015, il film è stato insignito del Premio Fipresci, attribuito dalla Federazione Internazionale della Stampa Cinematografica. Abbiamo intervistato il suo autore, che ci ha raccontato come è nato questo film dedicato a un argomento così particolare.

Puoi spiegarci bene come è nato il progetto? Da dove è venuta l’idea di seguire il lavoro della Fonderia Battaglia?

Il progetto è nato da tanti fattori mescolati. Però a livello di cronaca la genesi è molto semplice: da cinque anni lavoro con Velasco Vitali, artista contemporaneo molto attento – tra le tante cose – anche alla trasposizione migliore di un’idea (di un concetto artistico, o intuizione) alla sua materia e quindi rappresentazione (pittorica o scultorea che sia) più adatta. Lavorando con lui sono entrato in contatto con la Fonderia Battaglia già diversi anni fa: il luogo mi ha affascinato, come credo possa affascinare chiunque. Solo nel 2013 ho seguito la realizzazione di una delle sue sculture di cane dalla cera (che lui ritocca e cura sempre in prima persona e nei minimi dettagli) fino alla patina finale, attraverso passaggi per me piuttosto misteriosi e affascinanti, accarezzati da tanti gesti senza tempo in un luogo all’apparenza medioevale. Due settimane di lavoro e decine di sculture effimere per ottenere il risultato finale che tutti vedono solo nella sua versione finita. La fusione a cera persa è una di quelle sacche di resistenza al progresso e alla storia che mi hanno sempre affascinato: volevo da anni trovare una storia da poter raccontare soprattutto per immagini, portando avanti una via di documentario oggi poco battuta in italia e che invece a me piace molto.

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JUPITER – IL DESTINO DELL’UNIVERSO di Andy e Lana Wachowski (2015)

jupiter

Intorno a Jupiter – Il Destino dell’Universo, nuovo blockbuster dei fratelli Wachowski, aleggiava, usando una metafora metereologica, una bassa pressione che non faceva pensare a nulla di buono. Danneggiato già in partenza da una serie di problemi di pre-produzione, con Natalie Portman e Rooney Mara che hanno rifiutato il ruolo di protagonista, l’ultimo lavoro dei registi di Matrix e Cloud Atlas è poi rimasto bloccato per più di un anno in post-produzione, con il primo trailer uscito addirittura nel lontano dicembre 2013 e con l’uscita in sala poi progressivamente rimandata fino ad oggi, febbraio 2015, lasciando intuire che ci sia stato più di un intervento sul final-cut da parte dei produttori, scontenti del lavoro presentato dai due fratelli.

I sospetti, difatti, si sono rivelati fondati e, vista l’entità del disastro, viene da chiedersi (come stanno già facendo in America) se Lana e Andy Wachowski riusciranno in futuro ad avere ancora accesso ai fondi per girare un film con le Majors.

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BIRDMAN di Alejandro González Iñárritu (2014)

birdman

Film d’apertura alla scorsa Mostra di Venezia e tra i favoriti ai prossimi Oscar, arriva anche in sala Birdman di Alejandro González Iñárritu (titolo completo: Birdman o l’imprevedibile virtù dell’ignoranza), sarcastica riflessione sullo star system, la fama, il prezzo della celebrità. Il regista messicano, in mirabile equilibrio tra farsa e tragedia, tratteggia il percorso, ora demenziale, ora amaro, di Riggan Thomson (Michael Keaton), attore incatenato al supereroe Birdman (che lo ha reso celebre a prezzo della credibilità) e impegnato in un adattamento teatrale dall’autore Raymond Carver per ricostruirsi una carriera.

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THE ICEMAN di Ariel Vromen (2012)

iceman

Questo fu il soprannome affibbiato a Richard Kuklinski, che nel corso della sua vita, collezionò qualcosa come più di 100 vittime. Il film di Ariel Vromen si basa su questa vicenda, che ha per protagonista Michael Shannon, nei panni (sporchi) di Kuklinski. Nel 1960, Richard Kuklinski sposa la giovane Deborah (interpretata da Winona Ryder), e hanno due figlie. Ma Richard non è l’uomo di famiglia che tutti credono e nasconde a tutti una seconda vita: lavora piratando film pornografici. La sua è sempre stata una vita turbolenta, in lui è cresciuta una rabbia repressa, derivante dalle percosse fisiche e mentali subite da bambino a causa del padre (polacco) violento, e dall’avere un fratello più piccolo, Joseph (Stephen Dorff), incarcerato per aver violentato e ucciso una ragazzina. Ma quando Roy DeMeo (Ray Liotta), un potente boss, fa chiudere i battenti al business pornografico in cui Kuklinski lavora, lo stesso Richard si trova costretto a entrare nel pericoloso gruppo mafioso, diventando sicario di professione, ma dal personale codice morale da lui mai infranto: donne e bambini non si toccano. Durante l’assassinio di Marty Freeman (James Franco) che usa il nome di DeMeo per farsi pubblicità, Richard incontra Robert Pronge (Chris Evans), altro killer su commissione. Pronge non ha né etica né compassione per le vittime, uccidendo quelle che l’eticamente debole Kuklinski non riesce di eliminare.

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IL SUPERPAGELLONE DI GENNAIO 2015

Boyhood-2

È tornato nelle sale italiane per la seconda volta, dopo la vittoria ai Golden Globe e la candidatura agli Oscar, e anche questo mese è il film preferito dalla redazione di I-FILMSonline: parliamo ovviamente di Boyhood di Richard Linklater, da noi amato quasi all’unanumità e inserito anche al terzo posto nella classifica Migliori film del 2014. Per il resto, tra le molte uscite di gennaio, poche sono le soddisfazioni. Apprezzato Turner, ultimo lavoro di Mike Leigh, mentre dividono sia Tim Burton che Clint Eastwood e delude parecchio Hungry Hearts di Saverio Costanzo.

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Film in TV – Venerdì 06/02/15

terra-dei-morti-viventi– LA TERRA DEI MORTI VIVENTI di George A. Romero (2005), ore 21.10, ITALIA 2

– LA SFIDA di Francesco Rosi (1958), ore 1.55, RAITRE

– LE MANI SULLA CITTA’ di Francesco Rosi (1963), ore 3.15, RAITRE

Film in TV – Giovedì 05/02/15

settimo-sigillo– IL SETTIMO SIGILLO di Ingmar Bergman (1957), ore 2.40, RAIUNO

– MIMI’ METALLURGICO FERITO NELL’ONORE di Lina Wertmuller (1972), ore 17.10, IRIS

– IL GLADIATORE di Ridley Scott (2000), ore 21.10, CANALE 5

Film in TV – Mercoledì 04/02/15

gioco di ombre– SHERLOCK HOLMES – GIOCO DI OMBRE di Guy Ritchie (2011), ore 21.10, ITALIA 1

– GETTA LA MAMMA DAL TRENO di Danny DeVito (1987), ore 21.10, LA7 D

FURY di David Ayer (2014)

fury

Aprile 1945. Verso la fine della Seconda guerra mondiale un’unità di cinque uomini dell’esercito americano capitanata dal Sergente Don Collier (Brad Pitt) è in missione in Germania. I soldati si muovono a bordo di un carrarmato denominato “Fury” per sferrare l’attacco decisivo alle truppe naziste.

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