LA QUINTA ONDA di J Blakeson (2016)

 

Arriva nelle sale La quinta onda, adattamento cinematografico diretto da J Blakeson del primo capitolo della trilogia di romanzi firmata Rick Yancey.

La Terra è stata devastata da quattro violenti attacchi alieni che ne hanno di volta in volta decimato la popolazione. All’alba della quinta ondata, la sedicenne Cassie Sullivan (Chloë Grace Moretz, già nota per film come Kick-Ass e Sils Maria) parte alla ricerca del fratellino Sammy, arruolato dal sedicente esercito americano che, guidato dal Colonnello Vosch (Liev Schreiber, nel cast anche del pluricandidato agli Oscar Il caso Spotlight), intende servirsi dei giovani sopravvissuti per fronteggiare la minaccia aliena. Sul proprio cammino Cassie si imbatte in Evan Walker (Alex Roe), un giovane misterioso: sarà in grado di distinguere i nemici dagli amici e di ricongiungersi con il fratellino?

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I (PRE)GIUDIZI DI FEBBRAIO 2016

deadpoolDopo il calendario del mese, oggi è il turno dei nostri pregiudizi: ogni membro della redazione segnala due titoli in uscita nel mese, uno su cui si sente di mettere la mano sul fuoco per un esito positivo (segnalato come “Per me è sì”) e l’altro su cui invece ripone pochissime o nessuna speranza (“Per me è no”). Naturalmente sono (quasi sempre) film che non abbiamo ancora visto, si tratta solo di sensazioni in attesa di conferme.

Come sempre, vi invitiamo a giocare con noi (valutando tutte le uscite mensili) facendoci sapere cosa ne pensate e quali sono le vostre scelte. D’altronde… si tratta soltanto di pregiudizi. Ecco le scelte di ognuno di noi:

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IL CALENDARIO DI FEBBRAIO 2016

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 Davvero succoso il calendario delle uscite di febbraio, a partire dal film più atteso del mese (dell’anno?) dalla redazione di I-FILMS: parliamo ovviamente di The Hateful Eight con Quentin Tarantino, perla di una programmazione che che potrebbe svelare oltre sorprese. Eccovi di seguito l’elenco di tutti i film in sala.

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CLINT EASTWOOD. UN CINEMA CHE CI RIGUARDA di Adriano Piccardi

 

Il libro di Adriano Piccardi ha il suo primo merito nel fatto di non tracciare un “profilo” dell’autore di cui si occupa. Perché questo è un bene? Perché ci libera da tutta una serie di costrizioni a cui conduce l’idea stessa di autore, finendo spesso per essere un centro magnetico vicino al quale ogni argomentazione è costretta a piegarsi.

Sembra paradossale per un libro intitolato inequivocabilmente Clint Eastwood, ma è il sottotitolo a indicare la prospettiva di visione, facendo da sottotesto a tutta la riflessione che ne segue: l’espressione Un cinema che ci riguarda opera un cambio repentino di soggetto, è qualcosa di cui ci si rende conto solo a uno sguardo più prolungato, mentre si tiene il libro tra le mani e lo si osserva aspettando religiosamente – non si sa cosa – di aprirlo per la prima volta (questo è un rituale che i tanti feticisti del libro possono capire perfettamente).

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JOY di David O. Russell (2015)

 

Qua i capelli sono biondi, l’aria è affaccendata e il look è quello di una giovane ragazza madre costretta a seppellire i suoi sogni da perenne inventrice (“smanettona”, diremmo noi) in favore di un posto fisso per una compagnia aerea: è sempre lei, la paladina delle nuove generazioni, la pluri-adorata e pluri-decorata Jennifer Lawrence, la ragazza “comune”, l’attrice che alterna i grandi incassi di blockbuster come Hunger Games al premio Oscar di successi di critica come Il lato positivo. In lei, il regista e produttore David O. Russell deve aver visto una miniera d’oro: squadra che vince non si cambia, e allora eccola tornare sia in American Hustle sia nell’ultima fatica Joy, per la quale si torna a formare la “supercoppia” Jennifer Lawrence – Bradley Cooper. Il film ha sortito gli effetti sperati? È Joy solo di nome o anche di fatto?

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THE EICHMANN SHOW – IL PROCESSO DEL SECOLO di Paul Andrew Williams (2015)

 

Guardando The Eichmann Show – Il processo del secolo e pensando alla visibilità data oggi ad ogni tipo di fatto giudiziario, quasi si viene colti dalle vertigini. Possibile che in cinquant’anni il modo di approcciarsi alla spettacolarizzazione della cronaca sia così drasticamente cambiato? E ancora, è possibile che all’aumentare della visibilità ci sia un crollo dell’empatia negli spettatori? Di certo non era così nel 1961, quando la trasmissione globale del processo ad Adolf Eichmann segnò un momento fondamentale nella storia della televisione e nella coscienza di ognuno.

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UN REGISTA, TRE FILM: STEVEN SPIELBERG

Si sa, le classifiche si rivelano sempre dei giochi molto complessi da giocare per cinefili incalliti quali siamo noi. Ogni volta si incappa in mille perplessità su quale titolo mettere prima di un altro. Ci sono troppi fattori in gioco, l’obiettività, la soggettività, un attore del cuore, un’inquadratura che sovrasta tutte le altre, una colonna sonora incredibile ecc.

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IL FIGLIO DI SAUL di Laszlo Nemes (2015)

 

Presentato in concorso al Festival di Cannes 2015, Il figlio di Saul è firmato da un regista esordiente ungherese che sicuramente tra le sue tanti doti possiede quella del coraggio. Infatti, ce ne vuole in abbondanza per decidere di intraprendere la propria carriera cinematografica con un film ambientato (ancora una volta) in un campo di concentramento e che dunque affronti (ancora una volta) le atrocità umane e belliche.

La domanda che però è lecito porsi è, ma si tratta davvero di un’ennesima volta? Laszlo Nemes decide di imprimere alla sua pellicola uno stile decisamente calzante e coinvolgente. Lo spettatore è immerso nell’ambientazione scenica attraverso un uso frastornante del sonoro e una ripresa in formato 4:3 che da un lato riesce a ricreare un effetto claustrofobico notevole, dall’altro serve al regista per riflettere sul fuori campo diegetico e sul fuori fuoco.

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Festival di Berlino 2016: il programma completo

Si torna alle atmosfere della Berlinale: fredde in quanto a clima, caldissime nelle sale cinematografiche, a leggere le proposte di quest’anno. Ecco il programma completo della manifestazione, giunta all’edizione numero 66, che si terrà dall’11 al 21 febbraio. In apertura, il film di fratelli Coen Ave, Cesare!.

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PICCOLI BRIVIDI di Rob Letterman (2015)

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Negli anni Novanta, la collana di libri Piccoli brividi scritta da R.L. Stine portò il genere horror nella narrativa per ragazzi, conquistando il pubblico giovanissimo di mezzo mondo con circa 500 milioni di copie vendute e generando anche un’omonima serie televisiva. A distanza di qualche lustro, arriva questa ironica trasposizione che, anziché scegliere la strada del mero adattamento cinematografico, preferisce l’omaggio ammiccante riversando sullo schermo n mix di realtà, finzione e metanarrazione.

Zach (Dylan Minnette) è il classico adolescente sveglio ma spaesato, segnato dal recente lutto paterno e insofferente alla scelta della madre di trasferirsi in una sonnacchiosa cittadina di provincia. Per fortuna, il ragazzo trova subito un motivo d’interesse nella vicina di casa Hannah (Odeya Rush), coetanea bella e misteriosa che sembra però “prigioniera” di un padre dispotico (Jack Black). La verità sul burbero asociale sarà ben altra: l’uomo è in realtà proprio l’autore di Piccoli brividi, i cui noti racconti hanno sviluppato il disastroso “effetto collaterale” di rendere i mostri terribilmente reali.

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CREED di Ryan Coogler (2015)

 

Giunti ormai al settimo round della saga sul pugile più amato del grande schermo la domanda sorge spontanea: ancora un altro film? Dopo la pochezza del quinto (1990) e del sesto episodio (2006), non si avvertiva certo la necessità di una nuova pellicola, anche se la mancanza di una degno epilogo lasciava un po’ di amaro in bocca. Creed tenta di accollarsene l’onere (o l’onore?) provando a chiudere il ciclo iniziato nel 1976 dal capostipite Rocky.

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I consigli home video di Gennaio 2016

 

 

** CONSIGLI PER GLI ACQUISTI **

OZU YASUJIRO – AUTUNNO E PRIMAVERA (BLURAY)

Produttore: Tucker Film / Distributore: Cecchi Gori

Film presenti nel cofanetto:

Tarda primavera

Viaggio a Tokyo

Fiori d’equinozio

Buon giorno

Tardo autunno

Il gusto del sake

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REVENANT – REDIVIVO di Alejandro González Iñárritu (2015)

 

Basato sul romanzo The Revenant: A Novel of Revenge (2002) di Michael Punke, a sua volta ispirato alla vera storia dell’esploratore americano Hugh Glass, il sesto lungometraggio di Alejandro González Iñárritu ricerca, con altalenante efficacia, un delicato equilibrio tra cinema mainstream e incursioni in una dimensione più intima all’interno di una cornice ad alto tasso spettacolare.

1823. Nelle lande desolate e selvagge tra Missouri, North e South Dakota, rese ancora più ostili dal gelido inverno, il frontiersman Hugh Glass (Leonardo DiCaprio) è costretto a fuggire tra i boschi insieme ai pochissimi membri della spedizione sopravvissuti all’attacco di un gruppo di indiani Ree, autori di una violentissima carneficina ai danni degli “invasori”. Scampato miracolosamente all’aggressione di un orso grizzly e abbandonato dai compagni che lo ritengono un peso per la fuga, Glass inizia così una incredibile avventura per cercare di sopravvivere…

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MACBETH di Justin Kurzel (2015)

 

 

“Il bello è brutto, il brutto è bello”.


Con l’apparizione delle tre streghe profetiche inizia il Macbeth del regista australiano Justin Kurzel, ennesima trasposizione e rivisitazione cinematografica della tragedia shakespeariana. Ricordiamo infatti tra le varie quelle di Orson Welles del 1948, Akira Kurosawa del 1957 (Il trono di sangue) e Roman Polanski del ’71: le più famose, ma anche le più discusse e acclamate.

Così come l’inizio, anche il resto del film rimane fedele e rigoroso alla storia e ai dialoghi dello scrittore inglese, salvo qualche libertà del regista nella sceneggiatura, come il funerale del figlio della coppia protagonista, personaggio che non appare nell’opera teatrale.

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Oscar 2016: tutte le nomination

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Sono state diramate poco fa le nomination del’88° edizione degli Oscar. Edizione che verrà presentata al Kodak Theatre di Los Angeles, da Chris Rock, al suo secondo incarico. Guillermo del Toro, Ang Lee, John Krasinski e il presidente dell’Academy, Cheryl Boone Isaacs hanno rilasciato nomination che per metà si davano per sicure, e per metà no. Iniziamo col dire della nomination tanto sperata ed agognata per Ennio Morricone e la sua colonna sonora per il film di Quentin Tarantino, The Hateful Eight; Morricone sarà l’unico italiano in competizione per l’Academy Award, tra tutte le categorie. The Revenant, di Alejandro Gonzales Inarritu si porta a casa ben 12 nomination, tra cui Miglior Film, Miglior Regista, Miglior Attore Protagonista e Miglior Attore non Protagonista.

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SHERLOCK – L’ABOMINEVOLE SPOSA di Douglas Mackinnon (2015)

 

Tornano le avventure di Sherlock Holmes ed il suo inseparabile Watson, in un film ambientato nell’epoca vittoriana e con un inquietante mistero da svelare, tratto dalla serie tv britannica Sherlock.

 

Uno Sherlock intrigante e divertente come sempre, questa volta però immerso in un’atmosfera dai caratteri horror. Il nuovo film 2016, SherlockL’Abominevole Sposa, ideato da Steven Moffat e Mark Gatiss, uscito in sala solo per due giorni, è un thriller ambientato nel secolo del creatore di Sherlock Holmes, Sir Arthur Conan Doyle, con una storia dai risvolti gotici ottocenteschi e un’elaborazione della trama formidabile. La bravura di Benedict Cumberbatch (impossibile non notarla in The Imitation Game) è ineguagliabile nel ruolo del sociopatico investigatore, che non potrebbe avere compagno migliore di un Martin Freeman di tutto rispetto che, nonostante i ruoli sempre impegnativi (lo ricordiamo ne Lo Hobbit e in Fargo), riesce comunque a strapparci un sorriso con la sua goffaggine. Da citare, naturalmente, lo stesso Mark Gatiss che interpreta il fratello di Sherlock, questa volta un po’…large.

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LA GRANDE SCOMMESSA di Adam McKay (2016)

Per chi conoscesse la filmografia di Adam McKay, La Grande scommessa non potrà passare inosservato, soprattutto perché, per fortuna, il regista si discosta in toto dalle sue mediocri – per non dire agghiaccianti (Anchorman e I poliziotti di riserva su tutti) – opere precedenti, regalando quella che, a tutti gli effetti, può essere definita la vera sorpresa del nuovo anno cinematografico.

Il regista muove i suoi passi partendo dalle origini della crisi economica che sta affliggendo il mondo ormai da anni, arrivando a quel 2008 maledetto per i mutui e le banche americane, già ampiamente previsto nel 2005 da Michael Burry (Christian Bale). L’esperto di finanza, infatti,  intuisce che il mercato immobiliare statunitense sta per collassare, e non è l’unico: per caso anche Jared Vennett (Ryan Gosling) scopre l’intuizione e si fida, coinvolgendo anche Mark Baum (Steve Carell).

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LA CORRISPONDENZA di Giuseppe Tornatore (2016)

 

La Corrispondenza è una storia d’amore dei nostri tempi. Forse vent’anni fa si sarebbe potuto classificarla come una storia di fantascienza, l’intreccio poteva sembrare qualcosa al di fuori del mondo. Ma oggi no, perché tutto ciò che vi si racconta è assolutamente realistico. È una storia sull’amore che non conosce ostacoli di nessuna natura, sulla forza di questo sentimento così grande e misterioso”.

Dalle note di regia di Giuseppe Tornatore (autore anche di soggetto e sceneggiatura per questo suo La Corrispondenza) sembra subito evidente l’intento di portare sullo schermo una storia d’amore forte e contemporanea. Peccato che questa pretesa si sgretoli a pochi minuti dall’inizio del film, quando i primissimi sviluppi narrativi iniziano già a far vacillare i presupposti stessi su cui l’intera struttura dovrebbe di reggersi.

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Golden Globe 2016, tutti i premi: vincono Leonardo DiCaprio e Ennio Morricone

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Verdetto molto interessante quello dei Golden Globe, che ha visto il trionfo di Redivivo – The Revenant nella categoria miglior drama e quella di Sopravvissuto – The Martian in quella di miglior commedia (?). Il riconoscimento a DiCaprio potrebbe essere il lasciapassare per il tanto agognato Oscar, mentre sorprende il premio a Sylvester Stallone per Creed. E c’è anche posto per un po’ di sano orgoglio italiano, con il globo a Ennio Morricone, per la colonna sonora di The Hateful Eight. Ecco tutti i vincitori.

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CAROL di Todd Haynes (2015)

Carol' a gorgeous closet of a film – Humanizing The Vacuum

– Sei sicura di sapere quello che fai?

– No, non lo so. Non l’ho mai saputo.

Intrappolata in un matrimonio di facciata e senza amore, la matura e avvenente Carol Aird (Cate Blanchett) conosce casualmente Therese Belivet (Rooney Mara), giovane impiegata con aspirazioni da fotografa. L’iniziale empatia lascia ben presto spazio a un sentimento destinato a sfociare in bruciante passione, ma il marito di Carol, Harge (Kyle Chandler), renderà alle due donne la vita difficile, usando come arma la figlioletta Rindy (Kk e Sadie Heim).

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IL CALENDARIO DI GENNAIO 2016

 Revenant

Anno nuovo, stagione nuova: i primi 30 giorni del 2016 sono densi di uscite interessanti, a partire dal nostro film del mese Revenant di Alejandro Gonzalez Iñarritu. Davvero difficile eleggere la pellicola di gennaio, quando in sala esce anche l’interessantissimo Carol di Todd Haynes. E tanto, tanto altro. Eccovi l’elenco di tutti i film in sala.

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IL PICCOLO PRINCIPE di Mark Osborne

 

È bene dichiararlo sin dal principio: Il piccolo principe, lavoro animato diretto da Mark Osborne presentato all’ultimo Festival di Cannes, non è una trasposizione del celebre romanzo per ragazzi. Il progetto infatti solo in parte si ripropone di mettere in scena le avventure del mitico principino; il suo vero scopo è immaginare e raccontare una storia nuova che racchiuda al suo interno i racconti del simpatico aviatore conosciute ai più.

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I (PRE)GIUDIZI DI GENNAIO 2016

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Dopo il calendario del mese, oggi è il turno dei nostri pregiudizi: ogni membro della redazione segnala due titoli in uscita nel mese, uno su cui si sente di mettere la mano sul fuoco per un esito positivo (segnalato come “Per me è sì”) e l’altro su cui invece ripone pochissime o nessuna speranza (“Per me è no”). Naturalmente sono (quasi sempre) film che non abbiamo ancora visto, si tratta solo di sensazioni in attesa di conferme.

Come sempre, vi invitiamo a giocare con noi (valutando tutte le uscite mensili) facendoci sapere cosa ne pensate e quali sono le vostre scelte. D’altronde… si tratta soltanto di pregiudizi. Ecco le scelte di ognuno di noi:

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