I (PRE)GIUDIZI DI MARZO 2017

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Dopo il calendario del mese, è il turno dei nostri pregiudizi: ogni membro della redazione segnala due titoli in uscita nel mese, uno su cui si sente di mettere la mano sul fuoco per un esito positivo (segnalato come “Per me è sì”) e l’altro su cui invece ripone pochissime o nessuna speranza (“Per me è no”). Naturalmente sono (quasi sempre) film che non abbiamo ancora visto, si tratta solo di sensazioni in attesa di conferme.

Come sempre, vi invitiamo a giocare con noi (valutando tutte le uscite mensili) facendoci sapere cosa ne pensate e quali sono le vostre scelte. D’altronde… si tratta soltanto di pregiudizi. Ecco le scelte di ognuno di noi:

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IL CALENDARIO DI MARZO 2017
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Pronti a un marzo pieno di gustose uscite in sala? Si parte con Logan, film più atteso del mese secondo I-FILMSonline e terzo capitolo della saga spin off degli X-Men dedicata a Wolverine. Si prosegue con titoli interessanti come La legge della notte (ritorno di Ben Affleck dietro la macchina da presa) e i candidati all’Oscar Vi presento Toni Erdmann, Il diritto di contare ed Elle. Senza tralasciare Kong – Skull Island, reboot dedicato allo scimmione più amato del cinema, le trasposizioni in live action di La bella e la bestia e Ghost in the Shell, sequel attesi (John Wick 2, The Ring 3), tanto cinema italiano (Ferzan Ozpetek, Maccio Capatonda) e il ritorno di Gore Verbinski con La cura del benessere. Insomma, ce n’è per tutti i gusti. Di seguito, l’elenco completo delle uscite.
 

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Oscar 2017, tutti i vincitori: il miglior film è MOONLIGHT

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L’attesa degli Oscar 2017 è finita. L’89esima edizione degli Academy Awards ha incoronato i re dell’anno cinematografico 2016. Incredibile colpo di scena nel finale, con errore e scambio di buste: l’Oscar come miglior film è stato assegnato per sbaglio a La La Land, con successiva correzione: il vincitore è Moonlight di Barry Jenkins. Di seguito, tutti i premi attribuiti nella Notte più importante della settima arte, consegnati nella cerimonia condotta da Jimmy Kimmel al Dolby Theatre di Los Angeles.

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Oscar 2017: i nostri pronostici (e i nostri preferiti)

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È partito il conto alla rovescia. Manca pochissimo alla serata più glamour e più attesa del mondo del cinema: la mitica Notte degli Oscar 2017 incoronerà presto i vincitori dell’89esima edizione degli Academy Awards (qui tutte le nomination). Nell’attesa, come ogni anno, proviamo a indovinare chi conquisterà le tanto agognate statuette. E, ovviamente, vi raccontiamo le nostre preferenze, con i nomi di chi, secondo ognuno di noi, merita di salire sul palco e ritirare un premio. Ecco i nostri pronostici: le scommesse sono aperte! 

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JACKIE di Pablo Larrain (2016)

  

Prendi una donna, bella, ben vestita, ben curata. Ponila in una decapottabile elegante e di gran classe, a fianco del marito che, si da il caso, essere il trentacinquesimo presidente degli Stati Uniti. Osservala mentre assiste inerme all’omicidio di quest’ultimo, guarda il suo tailleur rosa Chanel impregnarsi di sangue, guardala scomporsi. È una storia, quella dell’assassinio di John Fitzegerald Kennedy, che da oltre cinquant’anni continua a bussare alle menti dei creativi. Esiste una vera e propria playlist delle pellicole da somministrare a chi sia accattivato dall’evento storico. Per comprendere meglio la portata del fenomeno è sufficiente non limitarsi al cinema puro e pensare, ad esempio, al bestseller di Stephen King  22/11/’63 e alla relativa trasposizione in formato seriale del 2016. In quel caso un James Franco protagonista si poneva un interrogativo: come sarebbe stato il mondo se Lee Harvey Oswald non avesse preso in mano un fucile e sparato al presidente? In Jackie, ultimo film biografico di Pablo Larraín, il quesito è un altro. Incurante di speculazioni e complotti, l’occhio di bue illumina solo lei, Jacqueline Kennedy, e lascia gli spettatori interrogarsi sui suoi giorni dopo quel  22 Novembre.

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David di Donatello 2017, le nomination

 

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Gianni Canova e Francesco Castelnuovo hanno annunciato su Sky le nomination ai David di Donatello 2017, gli Oscar del cinema italiano che saranno consegnati nella cerimonia del 27 marzo (in onda su Sky Cinema Uno HD, Sky Cinema David di Donatello HD (canale 304), Sky Uno HD,Sky Arte HD e in chiaro su TV8). Pioggia di candidature per Indivisibili e La pazza gioia, che ne conquistano 17 l’uno, mentre Veloce come il vento segue con 16. Da segnalare la doppia candidatura per Valerio Mastandrea, la presenza di Micaela Ramazzotti e Valeria Bruni Tedeschi candidate per lo stesso film (La pazza gioia) e la scelta, curiosa ma obbligata, di nominare insieme le sorelle Angela e Marianna Fontana per Indivisibili.Ecco tutti i candidati.

MIGLIOR FILM

FAI BEI SOGNI
regia di: Marco BELLOCCHIO

FIORE
regia di: Claudio GIOVANNESI

INDIVISIBILI
regia di: Edoardo DE ANGELIS

LA PAZZA GIOIA
regia di: Paolo VIRZI’

VELOCE COME IL VENTO
regia di: Matteo ROVERE

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UN REGISTA, TRE FILM: ROBERT ZEMECKIS

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Si sa, le classifiche si rivelano sempre dei giochi molto complessi da giocare per cinefili incalliti quali siamo noi. Ogni volta si incappa in mille perplessità su quale titolo mettere prima di un altro. Ci sono troppi fattori in gioco, l’obiettività, la soggettività, un attore del cuore, un’inquadratura che sovrasta tutte le altre, una colonna sonora incredibile ecc.

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Berlinale 2017, tutti i premi: l’Orso d’Oro va a “On Body and Soul” di Ildikó Enyedi

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Giunge al termine la 67esima edizione del Festival di Berlino. La giuria capitanata da Paul Verhoeven ha assegnato l’Orso d’Oro a On Body and Soul di Ildikó Enyedi. Di seguito, tutti i premi della Berlinale 2017.

Orso d’OroOn Body and Soul di Ildikó Enyedi

Orso d’argento, gran premio della giuria: Félicité di Alain Gomis

Orso d’argento Premio Alfred Bauer: Pokot di Agnieszka Holland

Orso d’argento per il miglior regista: Aki Kaurismäki per The Other Side of Hope

Orso d’argento per la migliore attrice: Kim Minhee per On the Beach at Night Alone

Orso d’argento per il miglior attore: Georg Friedrich per Bright Nights

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MOONLIGHT di Barry Jenkins (2016)

 

 

Dopo il suo dramma sentimentale, Medicine For Melancholy, lo sceneggiatore e regista Barry Jenkins torna con un’altra opera cinematografica che racconta la vita di un ragazzo interrotto e il suo difficile percorso verso il raggiungimento della maturità. Moonlight è un adattamento della pièce teatrale In Moonlight Black Boys Look Blue di Tarell Alvin McCraney, che vede protagonista Chiron, un bambino fragile e insicuro alle prese con la sua identità sessuale e costantemente sottoposto agli atti di bullismo dei suoi coetanei.

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UN RE ALLO SBANDO di Peter Brosens e Jessica Woodworth (2016)

 

Noti per La quinta stagione, Peter Brosens e Jessica Woodworth tornano con il mockumentary Un re allo sbando, presentato in Orizzonti alla Mostra del cinema di Venezia 2016. Il regista Duncan Lloyd (Pieter van der Houwen) riceve l’incarico di realizzare un documentario su re Nicolas III di Belgio (Peter van den Begin) che ne metta in luce l’aspetto più umano. Lo segue dunque in un vertice diplomatico ad Istanbul in occasione dell’imminente ingresso della Turchia nell’Unione Europea, quand’ecco giungere la notizia che la Vallonia ha dichiarato la propria indipendenza. Nicolas intende immediatamente far ritorno in patria, ma una tempesta solare blocca il traffico aereo: complici Lloyd e i suoi più stretti collaboratori, il re escogita un assurdo piano di fuga che lo porterà ad errare per i Balcani in cerca della via di casa.

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Berlinale 2017: EL BAR di Àlex de la Iglesia, I AM NOT YOUR NEGRO di Raoul Peck

 

EL BAR di Àlex de la Iglesia (fuori concorso)

Àlex de la Iglesia dà sempre l’idea di essere uno che i suoi film se li gode in prima persona. È impossibile non immaginarselo divertito ed entusiasta mentre gira sequenze splatter che poco alla volta conducono i suoi progetti all’interno di una spirale grottesca e spiazzante, gustosa per i palati più spensierati e irrinunciabile per quelli più cupi. El bar non fa eccezione. Prendendo le mosse da uno spunto tanto semplice quanto classico (un gruppo di persone sconosciute si ritrova per caso in un bar di Madrid che improvvisamente viene messo in isolamento dalla polizia senza apparenti validi motivi), il regista spagnolo massacra i suoi personaggi suscitando molte risate e realizzando un film che non ha alcuna minima intenzione se non quella della goliardia. Ma ne siamo proprio convinti?

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MANCHESTER BY THE SEA di Kenneth Lonergan (2016)

 

La musica gregoriana, un mare splendido battuto dai venti gelidi dell’inverno nordamericano, Manchester By The Sea, non in Inghilterra, ma in Massachusets, così si apre l’ultimo viaggio in cui ci condurrà Kenneth Lonergan. Il regista concentra la sua opera su un’intensa e straziante struttura narrativa basata su un lutto familiare. Un dramma contemporaneo, ma che esiste da sempre, questo è Manchester By The Sea. Lee Chandler è un uomo sulla quarantina, fa il tuttofare in alcune palazzine di Boston, risulta una persona efficiente, ma estremamente sgarbato e indelicato, distaccato emotivamente e pronto alla rissa. L’improvvisa morte del fratello maggiore Joe lo riporta nel suo paese di origine per occuparsi del funerale. Qui scoprirà, dalla lettura del testamento, di essere il tutore del nipote Patrick.

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Berlinale 2017: THE OTHER SIDE OF HOPE di Aki Kaurismaki, THE LOST CITY OF Z di James Gray

 

THE OTHER SIDE OF HOPE di Aki Kaurismaki (concorso)

Ci voleva Aki. Dopo diversi giorni trascorsi a fare i conti con un concorso fiacco e pedante, finalmente Aki Kaurismaki riesce a fare centro regalando al pubblico della Berlinale 2017 il film più significativo visto sinora. The Other Side of Hope è un’opera riuscita, completamente calata nel presente storico e che si avvale di una sapienza cinematografica fuori dal comune. Già, perché il regista finlandese sa benissimo dove vuole andare a parare, sa benissimo il messaggio da comunicare, sa benissimo quale struttura narrativa adottare. Eppure la qualità maggiore del suo film (e del suo cinema in generale) è l’apparente leggerezza con cui il cineasta riesce a condurre il progetto. The Other Side of Hope si muove con passo felpato per tutti i suoi minuti, raccontando una storia tanto umana quanto elementare senza rinunciare a un umorismo sottile ma sempre presente, calibrato nel dettaglio con dei tempi comici da antologia e per nulla forzati. Ci si diverte eccome a guardare il film. Ci si diverte mentre poco alla volta si cova dentro sé un sentimento di inadeguatezza nei confronti dei personaggi rappresentati. Ci si fa piccoli piccoli nella poltrona del cinema e un esame di coscienza inizia a lavorare senza che nessuno glielo abbia ordinato.

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Berlinale 2017: THE PARTY di Sally Potter, SOMNILOQUIES di Verana Paravel e Lucien Castaing-Taylor

 

THE PARTY di Sally Potter (concorso)

Metti un grande cast (Cillian Murphy, Emily Mortimer, Patricia Clarkson, Kristin Scott Thomas, Timothy Spall) all’interno di un appartamento. Costruisci una vicenda di tradimenti, amicizie apparenti, litigi. Divertiti a massacrare i tuoi personaggi con battute rapide e serrate lanciando qualche scoccata all’instabilità politica attuale e il gioco è fatto. O meglio, The Party è fatto. Questo perché il film di Sally Potter ha tutti gli ingredienti dosati giustamente (con qualche piccola defezione qua e là ma niente di indigeribile), ha le carte in regola per poter far breccia nei cuori di noi spettatori, ma purtroppo preferisce giocare in sottrazione, stare sulla difensiva, non rischiare nulla di più del dovuto.

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Bafta 2017: tutti premi

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Domenica 12 febbraio s è tenuta la 70esima edizione dei BAFTA Awards, gli Oscar inglesi del cinema. Anche in terra d’Albione, La la Land ha trionfato, con il premio come miglior film e il riconoscimento, tra gli altri, a Emma Stone e al regista Damien Chazelle. Di seguito, tutti premi.

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Berlinale 2017: A FANTASTIC WOMAN di Sebastián Lelio, CASTING JONBENET di Kitty Green

 

A FANTASTIC WOMAN di Sebastián Lelio (concorso)

Una giovane donna vive da un anno una relazione con un uomo sposato di gran lunga più anziano di lei. Quando questi morirà per un malessere improvviso, la sua famiglia si scaglierà contro la ragazza per metterla completamente al bando. Non hanno mai accettato la sua intrusione nella loro cerchia e, cosa ancora più grave, non hanno mai accettato la sua identità sessuale in quanto trattasi di un transgender. Il regista cileno ha tra le mani un progetto sicuramente scottante e più che rischioso. Il film è un continuo svelarsi di misteri legati al passato e gioca molto con la sfera privata della protagonista per fomentare un alone di sospetto e non detto capace di stravolgere completamente il clima che circonda i personaggi in scena. L’impianto stilistico adottato da Lelio è degno di nota, le geometrie della scena sono molto più stabili delle turbe personali vissute dalle pedine che smuovono la scacchiera e il film riesce a regalare un paio di sequenze visivamente davvero notevoli (la scena del vento e quella ambientata nella sauna). Peccato che qua e là il tutto non riesca a reggere sempre il ritmo iniziale, lasciandosi tentare da qualche passaggio furbo e irrisolto che non giova al progetto (la busta dell’incipit e l’armadietto). Resta il fatto che sinora è il titolo più forte del concorso. Produce Pablo Larrain.

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Berlinale 2017: FINAL PORTRAIT di Stanley Tucci, WILD MOUSE di Josef Hader

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FINAL PORTRAIT di Stanley Tucci (fuori concorso)

Giunto al suo quinto lavoro da regista, l’attore Stanley Tucci si cimenta in una sfida delicata ma stimolante: raccontare l’eccentrica personalità di Alberto Giacometti (scultore e pittore svizzero) isolando un breve segmento della sua vita per farne il manifesto di un’intera esistenza. Siamo nella Parigi del 1964 quando un critico americano di nome James Lord (interpretato da Armie Hammer) fa visita nello studio dell’artista (Geoffrey Rush). Qui, l’uomo chiederà al giovane di posare per lui così da poter realizzare il ritratto che dà titolo al film. Tuttavia la realizzazione del quadro impiegherà molto più del previsto.

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Berlinale 2017: ON BODY AND SOUL di Ildikó Enyedi e THE DINNER di Oren Moverman

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ON BODY AND SOUL di Ildikó Enyedi (concorso)

Due solitudini che si incontrano. Tema trito e ritrito, al cinema e non solo. Eppure, è proprio quando si racconta qualcosa di “classico” in una chiave insolita che il nostro interesse aumenta esponenzialmente. On Body and Soul è un film tripartito nei classici (coincidenze?) tre atti, capace di forzare la linea sul primo e l’ultimo, incorniciando così la vicenda in coordinate storiche e stilistiche ben precise, senza però riuscire a svettare in egual misura nella corposa e ridondante parte centrale.

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Berlinale 2017: DJANGO di Etienne Comar (film d’apertura)

 

Pronti, partenza, via.

Mentre buona parte della nostra penisola è intenta a trascorrere innumerevoli ore davanti alla televisione per seguire il Festival di Sanremo senza lasciarsi ovviamente mancare nulla tra approfondimenti, interviste, commenti, foto, video, tweet eccetera, una piccolissima cerchia di giornalisti è emigrata a Berlino per prendere parte alla prima grande manifestazione cinematografica di questo 2017: la Berlinale. Giunta all’edizione numero 67, dal 9 al 19 Febbraio il Festival della capitale tedesca avrà modo (ci auguriamo) di deliziare il suo pubblico con centinaia di titoli provenienti da tutto il mondo, pronti a lasciare il segno e spalancare le porte dell’immaginario cinematografico verso confini sempre più remoti.

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SPLIT di M. Night Shyamalan (2016)

  

Parte subito in quarta Split, il nuovo thriller dalle note horror del regista indiano M. Night Shyamalan. Un giorno qualsiasi tre ragazze vengono rapite nel parcheggio di un supermercato e segregate in un angusto sotterraneo da Kevin (James McAvoy) che non si preoccupa di celare il suo disturbo d’identità multipla. Prima, infatti, si presenta come Dennis, ossessionato dalle “giovani donne che ballano nude”,  poi come la premurosa Patricia oppure l’eccentrico ed effemminato stilista Barry. Le numerose soggettive ed inquadrature da angoli diversi (per esempio asfissianti dall’ alto)  disorientano lo spettatore che si trova spesso a dover osservare la scena dietro a gabbie o nascondigli usati dalle giovani nei loro inutili tentativi di fuga. La tensione aumenta in un climax angosciante complice il fatto che l’uomo continua ad accennare all’esistenza di una ventiquattresima identità che convive dentro di lui: “la bestia”. Alla sua descrizione, neanche la psichiatra Karen Fletcher (Betty Buckley) crede nella sua esistenza; una belva feroce, muscolosa, dalle dita lunghissime e capace di arrampicarsi sulle superfici più lisce. Eppure è lei stessa a sostenere che è possibile che negli individui affetti da questo tipo di disturbi, possano “venire alla luce” (come dicono loro, le 24 identità) persone con malattie, vizi ed emozioni propri.

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LEGO BATMAN – IL FILM di Chris McKay (2017)

 

L’enorme e meritato successo di The Lego Movie ha permesso che le aspettative per un film stand alone su Batman fossero molto alte, anche per il fascino che il Cavaliere Oscuro esercita per sua natura. Ripetetersi, si sa, non è mai semplice, ma con Batman di mezzo tutto è possibile. La situazione a Gotham è nota: Joker tenta di conquistarla, alternandosi con il villain di turno fuggito dall’Arkham Asylum, e puntualmente Batman riesce a sventarne i piani. Da solo. Quando il commissario Gordon va in pensione, però, la situazione cambia: sua figlia Barbara diventa capo della polizia, mettendo in crisi le certezze del Cavaliere Oscuro. Uno schema narrativo da superhero movie zeppo di citazioni – alcune anche molto raffinate e certamente non immediate – è il valore aggiunto di Lego Batman – Il Film, pellicola che a tutti gli effetti si presenta come la versione curata e di maggior qualità degli altri mediometraggi presentati dalla Lego con protagonista Batman, creati sulla scia del successo del videogioco Lego Batman 2.

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I CONSIGLI HOME VIDEO DI GENNAIO-FEBBRAIO 2017

 

Partenza lenta per il mercato home video in questo 2017, conseguenza del ben più ricco bimestre precedente dove si puntava a spremere fino all’osso le festività natalizie. Tra le uscite del mese di gennaio si segnala comunque quella de Alla ricerca di Dory dove la Disney porta nei negozi le solite ricche edizioni Bluray (un po’ meno quella in DVD) dei lavori Pixar. Un ottimo prodotto che si affianca ad un titolo di spessore decisamente più elevato, Un Padre, una Figlia , distribuito da Rai Cinema. I titoli più importanti di febbraio invece si riassumono in Fuochi d’artificio in pieno giorno e Cafè Society, presentati rispettivamente da Koch Media e Warner nelle doppie versioni e media e alta risoluzione.

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BILLY LYNN di Ang Lee (2016)

 

La Billy Lynn’s Half Time Walk può essere considerata davvero lunga: dal 1895 a oggi. Perché Ang Lee con questo film utilizza per la prima volta al mondo la più sofisticata tecnologia a disposizione per il cinema, cioè l’Ultra HD a 120 fotogrammi al secondo. Ci troviamo quindi davanti a un viaggio che comincia dalla prima proiezione dei Lumière. Ma siamo sicuri che la risoluzione massima corrisponda all’empatia massima? In questo caso, probabilmente, l’esperimento non è pienamente riuscito.

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LA BATTAGLIA DI HACKSAW RIDGE di Mel Gibson (2016)

 

A dieci anni di distanza da Apocalypto (2006), Mel Gibson fa ritorno dietro la macchina da presa con La battaglia di Hacksaw Ridge, film di guerra ispirato alla vera storia di Desmond Doss (Andrew Garfield), primo obiettore di coscienza ad aver ricevuto la medaglia d’onore per aver salvato la vita a 75 soldati durante la battaglia di Okinawa senza aver mai imbracciato un’arma. «Il Signore è Dio eterno […] dà forza a chi è stanco e accresce il vigore dello spossato […] quelli che confidano nel Signore riacquisteranno nuove forze, si alzeranno in volo come aquile, correranno senza stancarsi, cammineranno senza affaticarsi». Su questa preghiera, sorta di commento salvifico ad uno scenario bellico disseminato di corpi straziati e esplosioni rigorosamente restituite al ralenti, si aprono le porte dell’ultimo inferno guerresco firmato Mel Gibson.

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UNA SERIE DI SFORTUNATI EVENTI Ep. 7-8 “La Sinistra Segheria”

 

Disponibile su Netflix

Terminata la visione di La Sinistra Segheria, adattamento del quarto libro della Serie di Sfortunati Eventi, si può asserire con decisione che i due episodi precedenti sono stati un incidente di percorso, con il final season che ritorna ai livelli ammirati al primo incontro, restituendo allo spettatore la sensazione di trovarsi al cospetto di una fiaba dark ben strutturata, senza disdegnare qualche virtuosismo tecnico: dopo essere fuggiti dal signor Poe, i giovani Baudelaire si trovano alla segheria Ciocco Fortunato, dove Signore (Don Johnson), il proprietario, li obbliga a lavorare per lui in condizioni di schiavitù. Non bastasse questo, quando Klaus rompe gli occhiali, si reca dall’optometrista Georgina Orwell (Catherine O’Hara), ma al suo ritorno non sarà più lo stesso.

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THE FALL, la recensione della terza stagione

 

Con una terza stagione che è probabilmente l’ultima e definitiva (salvo ripensamenti e nuovi intrecci), si chiude la parabola crime di The Fall, serie britannica ideata, scritta e diretta da Allan Cubitt e trasmessa contemporaneamente da BBC Two e dall’irlandese RTÉ One, vista in Italia su Sky Atlantic. Terza stagione che celebra il cupo e macabro atto finale della caccia al serial killer Paul Spector (Jamie Dornan) da parte della detective sovrintendente Stella Gibson (Gillian Anderson) e che, purtroppo, non si dimostra all’altezza delle due ottime annate precedenti.

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Berlinale 2017, il programma

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Dal 9 al 19 febbraio 2017 torna il 67esimo Festival internazionale del Film di Berlino. A votare l’Orso d’Oro tra i 18 film in concorso sarà la giuria presieduta da Paul Verhoeven e formata da Dora Bouchoucha Fourati (produttore), Olafur Eliasson (artista), Maggie Gyllenhaal (attrice), Julia Jentsch (attrice),  Diego Luna (attore, regista), Wang Quan’an (regista, sceneggiatore). Nessun film italiano è in gara, anche se non mancherà un po’ di orgoglio tricolore, grazie all’Orso d’oro onorario tributato alla grande costumista Milena Canonero, mentre tra i titoli più attesi ci sono senz’altro le anteprime (fuori concorso) di Trainspotting 2 e Logan. Di seguito il programma completo della manifestazione.

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