MADRE! di Darren Aronofsky (2017)

Madre! di Darren Aronofsky: recensione e analisi | JAMovie

“Comincerò dall’apocalisse”, è una delle tante frasi con chiari riferimenti biblici pronunciate in madre!, così come “voglio creare il mio paradiso”. Il film si presenta come un dramma con tanto di sottotracce thriller e horror, una sorta di Armageddon ciclico dove fine e inizio convergono nello stesso punto. Scritto in 5 giorni, a differenza di Dio che ce ne mise 7 per creare l’universo, secondo la Bibbia, Darren Aronofsky porta a termine il suo settimo lungometraggio mantenendo una sottile linea conduttrice che ricollega concetti espressi precedentemente in Pi-Greco il teorema del delirio e The Fountain – L’albero della vita. Tematiche e allegorie puramente esoteriche e religiose.

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Milano Film Festival, dal 28 settembre all’8 ottobre 2017

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Nel segno della sostenibilità ambientale, della scoperta e dell’innovazione, si apre il 28 settembre la 22esima edizione del Milano Film Festival, la manifestazione cinematografica che per 11 giorni, fino all’8 ottobre, animerà il capoluogo lombardo nelle location di BASE Milano, Mudec – Museo delle Culture e Ducale Multisala. Organizzato da Esterni e diretto da Alessandro Beretta e Carla Vulpiani, finalmente collocato in un periodo che non rischia sovrapposizioni con la Mostra di Venezia, il MFF prevede anche quest’anno un felice mix proiezioni, incontri, mostre ed eventi con un programma decisamente intrigante.

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Artquake – L’Arte Salvata su Sky Arte martedì 26 settembre

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In occasione del 20° anniversario del terremoto di Assisi, Sky Arte HD trasmette il documentario Artquake – L’Arte Salvata di Andrea Calderone, in onda martedì 26 settembre alle 21.15. Il film descrive i modi in cui comunità e istituzioni hanno affrontato concretamente le conseguenze del terremoto, analizzando le tipologie di danno subìte dal patrimonio artistico in diversi momenti storici e località e mettendo a fuoco le opere create ex novo, nate dalla rielaborazione espressiva di un vissuto traumatico.

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VALERIAN E LA CITTÀ DEI MILLE PIANETI di Luc Besson (2017)

Valerian e la Città dei Mille Pianeti, la recensione di un flop annunciato  | Wired Italia

XXVIII Secolo: il maggiore Valérian (Dane DeHaan) e il sergente Laureline (Cara Delevigne) sono due agenti della Federazione Umana con l’obiettivo di mantenere pace e tranquillità per l’universo. Chiamati in missione presso l’immensa Alpha, una stazione spaziale condivisa da tutte le specie viventi, i due agenti dovranno scoprire e sventare una misteriosa minaccia che rischia di compromettere l’esistenza dell’intero universo. Basato sulla serie di fumetti francese Valèrian et Laureline creata dallo scrittore Pierre Christin e il disegnatore Jean-Claude Mézières nel 1967, Valerian e la città dei mille pianeti è il nuovo film del regista francese Luc Besson, tre anni dopo il precedente Lucy. Considerato il film europeo indipendente più costoso di sempre con un budget stimato attorno ai 180 milioni di dollari, il film si è rivelato uno scarso successo soprattutto sul mercato americano. Girato in lingua inglese, il film vede nel cast gli attori Dane DeHaan e Cara Delevigne.

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GLORY – NON C’È TEMPO PER GLI ONESTI di Kristina Grozeva, Petar Valchanov (2016)

 

Sembra davvero una delle cinematografie emergenti del momento quella bulgara, nella quale la coppia registica formata da Kristina Grozeva e Petar Valchanov rientra tra i nomi più rappresentativi. Dopo l’interessante The Lesson (2014), il duo torna a riflettere con amarezza e ironia agrodolce sulla contemporaneità del loro Paese in Glory, già presentato nel concorso del 69esimo Festival di Locarno nel 2016. La storia è quella dell’umile manovale ferroviario Tsanko Petrov (Stefan Denolyubov), che un gesto di rara onestà – trova un’enorme somma di denaro sui binari e la consegna alla polizia – trasforma in eroe popolare (e populista), osannato dal Ministero dei trasporti e dall’ipocrita politica statale.

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Emmy 2017, tutti i premi

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Nella notte tra il 17 e il 18 settembre si è tenuta a Los ANgeles la 69sima edizione dei Primetime Emmy Awards, i premi più importanti della tv americana. A trionfare sono stati The Handmaid’s Tale (7 premi) e Big Little Lies (6) con la conferma di Veep (che conqiusta nella sua intera storia ben 18 premi totali). Ecco tutti i premi principali degli Emmy 2017.

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I CONSIGLI HOME VIDEO DI SETTEMBRE 2017

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Ad un mese e mezzo dall’inizio della nuova stagione cinematografica il calendario delle uscite in sala comincia a farsi sempre più ricco di titoli di un certo peso e anche il versante home video si prepara, con poche ma significative uscite, ai prossimi mesi invernali paradossalmente i più “caldi” per il mercato. Iniziamo con due bombe commerciali, Guardiani della Galassia vol. 2 per la Disney e Fast & Furious 8 per la Universal. Ad accompagnare questi titoloni si accoda uno degli horror più interessanti degli ultimi mesi, Get Out la cui importanza è sottolineata da Universal anche dall’edizione in 4K che accompagna le cononiche in DVD e Bluray. Si segnalano inoltre La Cura del Benessere, King Arthur,Song to Song, Boston Caccia all’uomo, Alien Covenant. Escono anche due importanti riedizioni, quella de Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo 40° Anniversario e The Game 20° Anniversario con la speranza che quest’ultima ci faccia dimenticare la precedente mediocre edizione targata Cecchi Gori.

 

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VENEZIA 2017: THE PRINCE AND THE DYBBUK di Elwira Niewiera, Piotr Rosolowski

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Presentato a Venezia Classici alla 74esima Mostra del Cinema, The Prince and the Dybbuk è un documentario dei registi Piotr Rosolowski ed Elwira Niewiera che indaga in profondità sulla figura sfuggente, a molti misconosciuta, di Michal Waszynski, regista e sceneggiatore e polacco che, dopo una prolifica carriera in madrepatria, produsse alcuni kolossal hollywoodiani (tra cui il costosissimo La caduta dell’impero romano). Partendo dalla morte a Madrid nel 1965, con sepoltura a Roma nella tomba della famiglia che lo aveva “adottato”, il film va a scoprire la sua multiforme personalità e la sua vita complessa: perché Waszynski, che nella Capitale si proclamava un principe in autoesilio, si chiamava in realtà Mosze Waks ed era un ebreo di origine ucraina convertitosi al cattolicesimo.

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VENEZIA 2017: UNA FAMIGLIA di Sebastiano Riso

Una famiglia di Sebastiano Riso: Il “mostro” del film, Patrick Bruel, da  giovane era un cantante di disco-music | Gazzetta dal Tacco

Periferia di Roma: Maria (Micaela Ramazzotti) è una ragazza psicologicamente instabile costretta a sottomettersi al volere del compagno Vincenzo (Patrick Bruel), individuo deplorevole che si serve della donna come incubatrice per mantenere vivo il proprio mercato illegale di neonati.

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VENEZIA 2017: MOTHER di Darren Aronofsky

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“Comincerò dall’apocalisse”, è una delle tante frasi con chiari riferimenti biblici pronunciate in mother!, così come “voglio creare il mio paradiso”. Il film si presenta come un dramma con tanto di sottotracce thriller e horror, una sorta di Armageddon ciclico dove fine e inizio convergono nello stesso punto. Scritto in 5 giorni, a differenza di Dio che ce ne mise 7 per creare l’universo, secondo la Bibbia, Darren Aronofsky porta a termine il suo settimo lungometraggio mantenendo una sottile linea conduttrice che ricollega concetti espressi precedentemente in Pi-Greco il teorema del delirio e The Fountain – L’albero della vita. Tematiche e allegorie puramente esoteriche e religiose.

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VENEZIA 2017: AMMORE E MALAVITA dei Manetti Bros.

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Napoli: il sicario Ciro (Giampaolo Morelli), killer spietato al servizio di don Vincenzo (Carlo Buccirosso), viene incaricato di mettere a tacere una giovane infermiera (Serena Rossi) trovatasi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Ma quando la ragazza in questione si scopre essere Fatima, grande amore di gioventù dello stesso Ciro, i rapporti con la famiglia camorrista si incrinano inesorabilmente.

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JIM & ANDY: THE GREAT BEYOND – FEATURING A VERY SPECIAL, CONTRACTUALLY OBLIGATED MENTION OF TONY CLIFTON di Chris Smith (2017)

Crítica | Jim & Andy: The Great Beyond - Plano Crítico

Disponibile su Netflix

Per quanto curiosamente lungo, non potrebbe esistere titolo più appropriato per esprimere il contenuto e l’essenza del documentario che Chris Smith dedica alla realizzazione di Man on the moon di Miloš  Forman, film del 1999 incentrato sulla figura del comico Andy Kaufman, e al suo protagonista: Jim Carrey

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VENEZIA 2017: THREE BILLBOARDS OUTSIDE EBBING, MISSOURI di Martin McDonagh

Tre manifesti a Ebbing Missouri - Fondazione Stensen

Ebbing, Missouri: Mildred Hayes (Frances McDormand) non si rassegna al fatto che l’assassino e stupratore della figlia non sia ancora stato individuato e arrestato. La donna decide dunque di farsi giustizia da sola, affiggendo su tre enormi cartelloni pubblicitari una serie di poster che dichiarano apertamente guerra all’inefficienza della polizia e al suo capo, lo sceriffo Bill Willoughby (Woody Harrelson).

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VENEZIA 2017: THE LEISURE SEEKER di Paolo Virzì

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A un anno da La pazza gioia e al culmine di una carriera che l’ha reso uno dei più importanti registi del panorama italiano, Paolo Virzì spicca finalmente il salto e sbarca negli Usa con la sua prima pellicola internazionale e in lingua inglese (seppur di produzione italo-francese), che per giunta si giova della presenza di due star straordinarie come Helen Mirren e Donald Sutherland. The Leisure Seeker, in concorso alla Mostra di Venezia 2017, prende il titolo dallo scalcinato camper Winnebago del ’75 a bordo del quale i coniugi ottantenni Ella e John compiono il loro bizzarro ultimo viaggio verso la Florida e la casa di Ernest Hemingway, in una commedia dolceamara sospesa tra allegrezza e malinconia. 

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VENEZIA 2017: DIVA! di Francesco Patierno

Diva

DIVA! è il documentario tutto al femminile di Francesco Patierno, opera fuori concorso che partecipa alla quarta edizione dello Starlight International Award, premio collaterale della 74ma edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. L’opera, tratta da Quanti sono i domani passati a cura di Enrico Rotelli libro autobiografico, racconta la vita privata, pubblica e professionale di un’artista, una grande attrice del teatro e del cinema a livello mondiale, Valentina Cortese, divenuta un mito. A raccontarci la sua storia, interpretando le sue stesse parole e rivolgendosi direttamente al pubblico, si alternano alcune tra le più belle e brave attrici italiane: Barbora Bobulova, Anita Caprioli, Carolina Crescentini, Silvia D’Amico, Isabella Ferrari, Anna Foglietta, Carlotta Natoli e Greta Scarano.

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VENEZIA 2017: FOXTROT di Samuel Maoz

 

Difficile fare un film quando il tuo primo lungometraggio di finzione ha vinto il Leone d’Oro. Così, dal 2009 di Lebanon a oggi, il regista israeliano Samuel Maoz si è preso una lunga pausa (intervallata solo dal corto Manybuy e da un segmento di Venice 70: Future Reloaded) prima di tornare con Foxtrot, gioiellino di un concorso che alla 74esima Mostra di Venezia si sta confermando il migliore da alcuni anni a questa parte. Film rigorosamente ripartito in tre atti che mescola tragedia e commedia surreale, dramma borghese e war movie, la pellicola è una potente riflessione sul presente e sul passato di Israele, sulle contraddizioni di una Nazione i cui abitanti devono fare i conti con traumi irrisolti che hanno segnato tre generazioni.

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VENEZIA 2017: SUBURBICON di George Clooney

Suburbicon

Stati Uniti, fine anni ’50: Suburbicon è un'”idilliaca” cittadina popolata esclusivamente da bianchi e bigotti. Il trasferimento di una famiglia di colore e la tragica morte di una donna giungono però a portare scompiglio fra gli abitanti, rivelandone la sino a quel momento celata mostruosità.

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VENEZIA 2017: L’INSULTE di Ziad Doueiri

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Tutto inizia con un litigio per una grondaia, che culmina con un insulto, degenera in uno scontro fisico e finisce in tribunale con tanto di scontri in  piazza e una nazione in rivolta. Quella nazione, in L’insulte di Ziad Doueiri presentato in concorso alla Mostra del cinema di Venezia, è il Libano contemporaneo e la vicenda che vede protagonisti il cristiano Toni (Adel Karam) e il profugo palestinese Yasser (Kamel El Basha) non è altro che la fotografia di un Paese ancora clamorosamente diviso e ribollente, la rappresentazione – stilizzata ma non per questo meno efficace – di una situazione politica di cui noi occidentali comprendiamo ancora troppo poco la delicatezza e la complessità.

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VENEZIA 2017: UNDER THE TREE di Hafsteinn Gunnar Sigurðsson

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Venti minuti di “follia” e quei richiami corali ai Coen che trasformano un film, per lo più piatto e che a tratti si trascina in vicende prevedibili, in un’apocalisse finale. È il caso di Under The Tree, l’opera seconda di Hafsteinn Gunnar Sigurðsson, islandese, presentato nella sezione Orizzonti della 74^ Mostra del Cinema di Venezia. Agnes e Atli sono una giovane coppia con una bambina, la relazione da già segni di cedimento da tempo ormai, per rompersi poi tragicamente quando lei scopre il marito guardare un porno in cui fa sesso con la sua ex. Sbattuto fuori di casa, non gli rimane che tornare a casa dei suoi genitori, nella loro villetta in giardino. Qui vi è un’enorme e bellissimo albero che sconfina nella proprietà dei vicini, facendo molta ombra alla giovane donna che vi abita col marito e che non può prendere il sole. I genitori di Atli vengono ripetutamente avvisati di potare i rami, ma questo non avviene, in più la madre del giovane infedele ha dei forti problemi comportamentali e di depressione dovuti al suicidio dell’altro suo figlio. Questi atteggiamenti non fanno altro che inasprire il rapporto con la coppia che abita nella villa adiacente, fino a sfociare nella follia più totale.

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VENEZIA 2017: LEAN ON PETE di Andrew Haigh

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Il giovane Charley (Charlie Plummer) vive con il padre a Portland in condizioni economiche precarie. Abituato sin da piccolo a badare a se stesso, il ragazzino ottiene un lavoro presso il rozzo addestratore di cavalli da corsa Del (Steve Buscemi): per Charley si tratta della prima vera occasione per dare una svolta decisiva alla propria vita, grazie anche all’intenso rapporto di amicizia che il giovane instaura con l’acciaccato cavallo Lean on Pete, suo compagno di viaggio in una fuga esistenziale attraverso il west America alla ricerca di un luogo dove affondare definitivamente le proprie radici.

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