A STAR IS BORN di Bradley Cooper – La recensione

A Star is Born": trama, cast e trailer | TV Sorrisi e Canzoni

 

Jackson Maine (Bradley Cooper) è una rockstar alcolizzata e tossicodipendente sul viale del tramonto. Un giorno, piombato casualmente in un night club, rimane folgorato dalla voce della dolce Ally (Lady Gaga), cameriera disillusa che sogna di diventare una cantante. Innamorato della ragazza e del suo innato talento, Jack decide di farle da pigmalione nel mondo dello star system, cercando di preservarne la purezza e la genuinità. Ben presto, tuttavia, l’ascendente carriera della giovane inizia a mettere in ombra quella del compagno, condannandolo a un cammino di perdizione senza ritorno. 

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VENEZIA 2018: A STAR IS BORN – La recensione

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Jackson Maine (Bradley Cooper) è una rockstar alcolizzata e tossicodipendente sul viale del tramonto. Un giorno, piombato casualmente in un night club, rimane folgorato dalla voce della dolce Ally (Lady Gaga), cameriera disillusa che sogna di diventare una cantante. Innamorato della ragazza e del suo innato talento, Jack decide di farle da pigmalione nel mondo dello star system, cercando di preservarne la purezza e la genuinità. Ben presto, tuttavia, l’ascendente carriera della giovane inizia a mettere in ombra quella del compagno, condannandolo a un cammino di perdizione senza ritorno.

 

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VENEZIA 2018: DOUBLES VIES (NON-FICTION) – La recensione

Double-Vies

A cinque anni di distanza dal grandioso affresco sessantottino Qualcosa nell’aria, torna alla Mostra di Venezia Olivier Assayas, che porta al Lido la curiosa commedia Doubles vies, forte di un cast che conta alcuni dei migliori interpreti d’Oltralpe come Juliette Binoche, Guillaume Canet, Vincent Macaigne. L’esile trama lega diversi personaggi impegnati in relazioni e tradimenti reciproci (uno scrittore e la sua compagna portaborse di un politico, un editore e la moglie attrice), ma il fil rouge che anima le conversazioni di una pellicola interamente basata su dialoghi è una riflessione sulla crisi dell’editoria, sull’avanzata del mondo digitale e sulle sue relative ripercussioni sul pubblico.

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VENEZIA 2018: LA FAVORITA – La recensione

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Inizio XVIII secolo: presso la corte della Regina Anna d’Inghilterra (Olivia Colman) le due dame cugine Sarah (Rachel Weisz) e Abigail (Emma Stone) si contendono i favori della lunatica sovrana, afflitta dalla gotta e dalle perdite economiche causate dalla guerra contro i francesi.

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VENEZIA 2018: ROMA – La recensione

roma

È un festival che parla spesso messicano, questa 75esima edizione della Mostra del cinema di Venezia: se a guidare la giuria che assegnerà il Leone d’Oro è Guillermo del Toro, in concorso troviamo l’altro grande nome (insieme a Iñárritu) della cinematografia del Paese centroamericano, quell’Alfonso Cuaron che torna a Lido cinque anni dopo aver aperto la Mostra nel 2013 con Gravity. Nel suo Roma, presentato al giorno 2 della kermesse e già seriamente in gara per uno dei premi principali, lo spagnolo di Città del Messico si mescola all’idioma indigeno Mixteco, in quello che è il film più personale del cineasta: non tragga in inganno il titolo (Roma è un noto quartiere della capitale messicana), dal momento che la pellicola, prodotta da Netflix, è ispirata all’infanzia dello stesso Cuaron e racconta una porzione di storia della sua famiglia, vissuta dal punto di vista della bambinaia che ha il volto della bravissima (non professionista) Yalitza Aparicio.

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I (PRE)GIUDIZI DI SETTEMBRE 2018

 BlacKkKlansman

Dopo il calendario del mese, è il turno dei nostri pregiudizi: ogni membro della redazione segnala due titoli in uscita nel mese, uno su cui si sente di mettere la mano sul fuoco per un esito positivo (segnalato come “Per me è sì”) e l’altro su cui invece ripone pochissime o nessuna speranza (“Per me è no”). Naturalmente sono (quasi sempre) film che non abbiamo ancora visto, si tratta solo di sensazioni in attesa di conferme. Come sempre, vi invitiamo a giocare con noi (valutando tutte le uscite mensili) facendoci sapere cosa ne pensate e quali sono le vostre scelte. D’altronde… si tratta soltanto di pregiudizi. Ecco le scelte di ognuno di noi:

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SULLA MIA PELLE di Alessio Cremonini – La recensione

Sulla mia pelle: la storia di un corpo, il destino di una democrazia -  MYmovies.it

«Buongiorno, sono Cucchi Stefano, nato a Roma il 1° ottobre 1978. […] Sì, ’78, mi scusi…non riesco a parlare tanto bene…» 

Il 15 ottobre 2009 Stefano  Cucchi viene fermato dai carabinieri per sospetto spaccio e trasferito in caserma, dove viene stabilita la custodia cautelare. Il giorno a seguire il ragazzo viene processato per direttissima: in occasione dell’udienza manifesta evidenti traumi e tumefazioni sul volto. Nonostante le preoccupanti condizioni fisiche, Cucchi viene condannato a scontare un mese di custodia cautelare presso Regina Coeli, in attesa di nuova udienza. In carcere la sua salute precipita drammaticamente: viene richiesto il ricovero ma il giovane non dà il proprio consenso. Stefano Cucchi muore il 22 ottobre 2009, sette giorni dopo l’arresto.

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FIRST MAN-IL PRIMO UOMO di Damien Chazelle – La recensione

First Man – Il primo uomo», il dietro le quinte | Vanity Fair Italia

Dopo Whiplash La La LandDamien Chazelle, tra i registi più lanciati della nuova generazione di Hollywood, passa al genere biopic con First Man – Il primo uomo, che ha aperto l’edizione 2018 della Mostra del Cinema di Venezia. Il 33enne regista americano (ma di origini francesi e canadesi) racconta la vita dell’astronauta Neil Armstrong dal 1961 al 1969, vale a dire nel lungo percorso che l’ha portato a essere il primo uomo nella Storia a mettere piede sulla Luna. Nei suoi panni troviamo un come sempre convincente Ryan Gosling – ormai attore feticcio di Chazelle – mentre la lanciatissima Claire Foy interpreta la moglie Janet Armstrong. Nel ricco cast, tra gli altri anche Jason Clarke, Corey Stoll, Kyle Chandler e Ciaran Hinds, mentre la sceneggiatura di Josh Singer si ispira al libro biografico di James R. Hansen e tra i produttori figura Steven Spielberg.

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VENEZIA 2018: FIRST MAN – La recensione

first man

La 75esima Mostra del Cinema di Venezia inizia con un ritorno: quello di Damien Chazelle, che per la seconda volta apre il Festival a due anni di distanza dall’acclamato La La Land, con l’attesissimo (e già in probabile odore di Oscar) First Man. Il regista americano (ma di origini francesi e canadesi), alla sua opera terza a soli 33 anni, presenta al Lido la vita dell’astronauta Neil Armstrong dal 1961 al 1969, vale a dire nel lungo percorso che l’ha portato a essere il primo uomo nella Storia a mettere piede sulla Luna. Nei suoi panni troviamo un come sempre convincente Ryan Gosling – ormai attore feticcio di Chazelle – mentre la lanciatissima Claire Foy interpreta la moglie Janet Armstrong. Nel ricco cast, tra gli altri anche Jason Clarke, Corey Stoll, Kyle Chandler e Ciaran Hinds, mentre la sceneggiatura di Josh Singer si ispira al libro biografico di James R. Hansen e tra i produttori figura Steven Spielberg.

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RESTA CON ME di Baltasar Kormákur (2018)

Resta con me, la vera storia della coppia intrappolata in mare dall'uragano  Raymond - ilGiornale.it

Alle scorse Giornate del Cinema di Riccione dove venne presentato in anteprima, Resta con me di Baltasar Kormákur era stato definito come una sorta di nuovo Colpa delle stelle, forse in virtù della presenza della stessa attrice (Shailene Woodley) e nell’intento di intercettare un pubblico young adult. Se però il film del regista islandese guarda indubbiamente a quel target specifico nelle sequenze della zuccherosa storia d’amore tra i protagonisti Tami (la Woodley) e Richard (Sam Claflin), il paragone per il resto è decisamente fuori luogo. Ispirato a una drammatica storia vera, Resta con me è un survival movie su una coppia di giovani navigatori in barca a vela che una tempesta costringe alla deriva nel mezzo del Pacifico.

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FIRE SQUAD: INCUBO DI FUOCO di Joseph Kosinski (2017)

Alti e bassi di Fire Squad - Incubo di fuoco

Il supervisore Eric Marsh (Josh Brolin), sposato con la moglie Amanda (Jennifer Connelly) è a capo della Squadra 7 di Prescott in Arizona, un gruppo specializzato di vigili del fuoco che ha il compito di proteggere i boschi e impedire gli avanzamenti dell’incendio. Oltre al capo Marsh, la squadra comprende il vice Jesse Steed (James Badge Dale), Chris MacKenzie (Taylor Kitsch), Andrew Ashcraf (Alex Russell) e Brendan McDonough (Miles Teller). Con l’aiuto dello sceriffo Duane (Jeff Bridges), la squadra riesce a essere certificata come Hotshot, il più alto grado per un corpo di vigili del fuoco e la squadra viene rinominata Granite Mountain, dimostrandosi eccellente nell’impedire incendi e salvare vite. Nel giugno 2013 durante un grosso incendio avvenuto nei pressi di Yarnell Hill in Arizona, 19 membri dei Granite Mountain persero la vita, e solo un membro della squadra riuscì a sopravvivere.

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LA RAGAZZA DEI TULIPANI di Justin Chadwick (2017)

La Ragazza Dei Tulipani: un film in costume dalle sfumature rosa con Alicia  Vikander [recensione] | Anonima Cinefili

La ragazza dei tulipani è un ambizioso drammone su passioni e tradimenti, diretto da Justin Chadwick e sceneggiato da Deborah Maggach, anche autrice del romanzo di partenza Tulip Fever. La tentazione dei tulipani. Intreccio complicatissimo ambientato nell’Amsterdam del 1636, in pieno fermento artistico-culturale e commerciale (la “febbre” dei tulipani), la storia narra le vicende di una giovane orfana (Alicia Vikander), che da un convento capitanato dalla badessa (Judi Dench), si ritrova sposata con il maturo e ricco commerciante Cornelius (un Christoph Waltz in ottima forma), desideroso di crearsi una famiglia e avere un erede. Ma il destino baro mischia le carte del pomposo mercante, quando quest’ultimo decide di chiamare un giovane e aitante ritrattista (Dane De Haan), per essere immortalato con l’incantevole moglie…

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Locarno 2018: BLUE MY MIND e CHAOS, le recensioni

Blue My Mind - Il segreto dei miei anni - Film (2017) - MYmovies.it

BLUE MY MIND di Lisa Brühlmann

Da Locarno 71, colpisce particolarmente la sensibile opera prima della svizzera Lisa Brühlmann, collocata nella sezione Panorama Suisse dedicata al meglio del cinema elvetico. Blue My Mind si presenta, almeno apparentemente, come un classico teen drama sulle difficoltà di un’adolescente. La sedicenne Mia (Luna Wedler), costretta a trasferirsi in una nuova città per seguire i genitori, cerca di ambientarsi frequentando un gruppo di bad girls guidato dalla disinibita Gianna (Zoë Pastelle Holthuizen), ma deve soprattutto fare i conti con un corpo che sta cambiando, in modo inquietante. Esplicito e talvolta duro nel raccontare il delicato percorso di un’età difficile, tra scoperta della sessualità e impulsi di ribellione generazionale, il film della Brühlmann ha il pregio di distinguersi nel marasma di fiction dedicata a un tema inflazionatissimo scoprendosi a poco a poco un fantasy dalle tinte quasi horror, con un colpo di scena finale tra allegoria e poesia. Ottimo il cast, con una protagonista magnetica e bravissima.

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Locarno 2018: GANGBYUN HOTEL e HATZLILA, le recensioni

Hotel By the River - Film (2018) - MYmovies.it

GANGBYUN HOTEL di Hong Sangsoo

Tra i film del Concorso Internazionale, abbiamo visto a Locarno la nuova pellicola del regista sudcoreano Hong Sangsoo, che nel festival elvetico ha già conquistato il Pardo d’Oro con Right Now, Wrong Then nel 2015 e il premio come miglior regia per Our Sunhi nel 2013. Gangbyun Hotel (letteralmente, “l’albergo presso il fiume”), calato in un latteo bianconero perfetto per raccontare un inverno dell’anima, parla di un anziano poeta rifugiatosi in un hotel che, curiosità tutt’altro casuale, si chiama Heimat. Conscio che la morte sta arrivando, chiama a sè i due figli da cui si è staccato dopo la separaziona dalla moglie, per trascorrere del tempo con loro; le loro storie si incrociano con quelle di una ragazza ospite del medesimo albergo, ferita a una mano dall’ex compagno, e dell’amica che è accorsa da lei per starle vicino.

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Locarno 2018, tutti i premi: Pardo d’Oro a A LAND IMAGINED

locarno2018

Il Festival di Locarno ha attribuito i premi dell’edizione 2018, che verranno consegnati nella cerimonia di chiusura di stasera, 11 agosto, in Piazza Grande. Il Pardo D’Oro va a A land Imagined del regista di Singapore Yeo Siew Hua. Di seguito, tutti i vincitori del Concorso internazionale e delle altre sezioni.

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I (PRE)GIUDIZI DI AGOSTO 2018

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Dopo il calendario del mese, è il turno dei nostri pregiudizi: ogni membro della redazione segnala due titoli in uscita nel mese, uno su cui si sente di mettere la mano sul fuoco per un esito positivo (segnalato come “Per me è sì”) e l’altro su cui invece ripone pochissime o nessuna speranza (“Per me è no”). Naturalmente sono (quasi sempre) film che non abbiamo ancora visto, si tratta solo di sensazioni in attesa di conferme. Come sempre, vi invitiamo a giocare con noi (valutando tutte le uscite mensili) facendoci sapere cosa ne pensate e quali sono le vostre scelte. D’altronde… si tratta soltanto di pregiudizi. Ecco le scelte di ognuno di noi:

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