UN NEMICO CHE TI VUOLE BENE di Denis Rabaglia – La recensione

Recensione: Un nemico che ti vuole bene - Cineuropa

La black comedy è un sottogenere poco affrontato nei territori del nostro cinema, ancora incline a ripetere con infinite variazioni gli stilemi della commedia classica. E non è forse un caso che Denis Rabaglia, regista di Un nemico che ti vuole bene (presentato in anteprima in Piazza Grande al Festival di Locarno) sia svizzero, benché di origini italiane. Il plot di uno dei film in teoria più interessanti della nuova stagione nostrana è infatti curiosamente internazionale (e tratto da un racconto di Krzysztof Zanussi): un giovane killer professionista (Antonio Folletto) viene soccorso nel corso di una notte di pioggia da un astrofisico incontrato per caso (Diego Abatantuono), che come in un film action gli cura una ferita d’arma da fuoco salvandogli la vita. Il ragazzo sparisce, ma ricompare poco dopo nella vita del professore sconvolgendola totalmente: l’intento è pagare il suo debito di riconoscenza, assassinando in cambio uno dei suoi nemici, tra rivali professionali e membri di una famiglia allargata sui generis.

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I (PRE)GIUDIZI DI OTTOBRE 2018

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Dopo il calendario del mese, è il turno dei nostri pregiudizi: ogni membro della redazione segnala due titoli in uscita nel mese, uno su cui si sente di mettere la mano sul fuoco per un esito positivo (segnalato come “Per me è sì”) e l’altro su cui invece ripone pochissime o nessuna speranza (“Per me è no”). Naturalmente sono (quasi sempre) film che non abbiamo ancora visto, si tratta solo di sensazioni in attesa di conferme. Come sempre, vi invitiamo a giocare con noi (valutando tutte le uscite mensili) facendoci sapere cosa ne pensate e quali sono le vostre scelte. D’altronde… si tratta soltanto di pregiudizi. Ecco le scelte di ognuno di noi:

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Milano Film Festival 2018, dal 28 settembre al 7 ottobre

MFF2018

Torna, con la XXIII edizione, il Milano Film Festival, guidato dal nuovo direttore artistico Gabriele Salvatores in co-direzione con Alessandro Beretta, in corso nel capoluogo lombardo dal dal 28 settembre al 7 ottobre 2018. Il programma è composto dai 2 concorsi internazionali (8 lungometraggi e 38 cortometraggi), 3 nuove sezioni (Ultra Reality, My Screen, Art Cinema), e le diverse rassegne(The Outsiders, Focus Animazione, VideoEspanso, milano film festivalino), tra registi emergenti e omaggi a grandi autori (Matteo Garrone, lunedì 1 ottobre alle 20, alla Cineteca Spazio Oberdan; il Premio “Grazie Maestro!” consegnato a Lamberto Caimi giovedì 4 ottobre, alle 20, alla Cineteca Spazio Oberdan).

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L’UOMO CHE UCCISE DON CHISCIOTTE di Terry Gilliam – La recensione

L'Uomo che Uccise Don Chisciotte - Film (2018) - MYmovies.it

Toby (Adam Driver) è un giovane regista pubblicitario che ha realizzato la rivisitazione del Don Chisciotte, girato quando era studente. Mentre sta ultimando il suo ultimo spot commerciale in Spagna, incontra un misterioso gitano in possesso della copia del suo vecchio film. Nei pensieri di Tobey, ora abituato a vivere nel glamour e nel mondo del denaro, riaffiorano ricordi e momenti passati che lo spingeranno a partire per il villaggio dove aveva girato il film tanti anni prima, in cerca di nuovi spunti e nuovi idee per i suoi lavori. La realtà è però diversa da come se l’era immaginata: il vecchio che interpretava Don Chisciotte (Jonathan Pryce) ora è un calzolaio ed è convito di essere realmente il cavaliere errante. Dopo una serie di incidenti nel villaggio, il vecchio sognatore salverà Tobey dall’arrivo della polizia, scambiandolo per il suo fedele scudiero Sancio. I due partiranno per un viaggio bizzarro sospeso tra il moderno e il rinascimentale.

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BOGSIDE STORY di Rocco Forte – La recensione

Bogside Story” di Rocco Forte - NonSoloCinema

Il Bogside è il celebre quartiere di Derry che fu teatro di alcuni dei più violenti e tristemente celebri eventi dei cosiddetti Troubles, la lunghissima stagione di scontri che insanguinò per trent’anni l’Irlanda del Nord. Alla sua opera prima, il regista Rocco Forte ha scavato in quella pagina di Storia con il documentario Bogside Storyviaggio nella memoria attraverso i racconti di persone che furono testimoni diretti di quegli eventi.

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Emmy Awards 2018, tutti i vincitori

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Sono Il trono di spade, The Marvelous Mrs. Maisel e The Assasination of Gianni Versace a trionfare all’edizione numero 70 degli Emmy Awards 2018, i premi più importanti della tv. americana. È Netflix ad aggiudicarsi il maggior numero di statuette tra i network (7): di seguito, tutti i premi (qui le nomination).

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I CONSIGLI HOME VIDEO DI SETTEMBRE 2018

 

Mentre ci lasciamo alle spalle le ferie estive, entriamo a passi da gigante in un periodo ancora più caldo per il mercato DVD e Bluray. Le uscite previste tra agosto e settembre ne sono una assoluta conferma. Cominciamo con il titolo di punta di questo quasi bimestre, blockbuster di straordinario successo e punto di arrivo per i cinecomics Marvel/Disney degli ultimi 10 anni. È arrivato infatti il tanto atteso Avengers Infinity War, previsto naturalmente in tutti i formati, inclusi quello 3D e 4K. Ma è anche tempo della magia cinematografica di Spielberg con il suo Ready Player One, anche questo proposta da Warner nei classici formati DVD, Bluray con l’aggiunta dell’opzione 4K.

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LA PROFEZIA DELL’ARMADILLO di Emanuele Scaringi – La recensione

 

Zero (Simone Liberati), ventisettenne del quartiere di Rebibbia, è un disegnatore spiantato che si barcamena da un capo all’altro di Roma tra lavoretti saltuari e scorribande in compagnia dell’inaffidabile Secco (Pietro Castellitto), amico di sempre. Un giorno la notizia della morte di Camille, vecchia compagna di scuola e primo amore di Zero, giunge come un fulmine a ciel sereno a sconvolgere la vita dei protagonisti.

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25 anni di X-Files nei 25 episodi indimenticabili della serie tv

Weekend nostalgia: top 10 casi indimenticabili di X-Files

Il 10 settembre 1993 X-Files andava in onda per la prima volta, trasmesso negli Stati Uniti su Fox (sarebbe arrivata in Italia nell’estate 1994). Pietra miliare della fantascienza americana, è una serie divenuta oggetto di culto sin dagli esordi, amatissima ancora oggi dai fan più sfegatati – i cosiddetti x-philes – e che indubbiamente ha rivoluzionato in modo importante il percorso delle serie tv alzandone vibilmente la qualità tecnica. Nata sulla scia di Twin Peaks e incentrata sulle indagini degli agenti federali Fox Mulder (David Duchovny) e Dana Scully (Gillian Anderson) nell’ambito del paranormale, la produzione creata da Chris Carter si affidava a un mix tra la narrazione verticale (negli episodi standalone) e quella orizzontale (la cosiddetta mitologia dedicata alla cospirazione aliena, raccontata in circa un quarto delle puntate totali).

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VENEZIA 2018: CAPRI-REVOLUTION – La recensione

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Il nostro Mario Martone, in concorso ufficiale alla 75^ Mostra del Cinema del Venezia, col suo Capri-Revolution conclude la sua trilogia sulla storia dell’Italia dopo Noi credevamo e Il giovane favoloso. Il film, ambientato nel 1914 a Capri narra la storia di Lucia, interpretata da Marianna Fontana, ormai “divisa da Indivisibili”: è una ragazza pastore che incontra un gruppo di giovani del nord Europa, i quali, trovando terreno ideale nell’isola incontaminata, formano una comunità naturista per sperimentare una ricerca sulla vita e sull’espressione artistica e filosofica.

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VENEZIA 2018: KILLING – La recensione

Giappone, metà XIX secolo: dopo circa 250 anni di pace, i guerrieri samurai, impoveriti, hanno abbandonato i loro padroni per diventare ronin erranti. Tra questi Mokunoshin Tsuzuki, che per conservare la sua abilità nel maneggiare la katana si allena quotidianamente con Ichisuke, il figlio di un contadino. L’incontro con Jirozaemon Sawamura (Shin’ya Tsukamoto), abile ronin in cerca di nuovi guerrieri, cambierà drasticamente la sua esistenza.

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VENEZIA 2018: THE NIGHTINGALE – La recensione

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Dopo il profondamente disturbante e spaventoso Babadook, Jennifer  Kent presenta in concorso alla 75^ Mostra del Cinema di Venezia The Nightgale, un film che parla di donne e vendetta e che riporta alla mente Uma Thurman in Kill Bill o Lady Vendetta di Park Chan-wook. La rabbiosa regista australiana realizza un’opera sanguinaria e sadica, ambientata agli inizi dell’Ottocento. Il film narra la storia di una caccia all’uomo per mano di Clare, giovane detenuta che in seguito alle violenze sessuali subite, all’uccisione di suo marito e della sua bambina per mano di un ufficiale britannico e dei suoi uomini, decide di dargli la caccia attraversando la Tasmania servendosi di Billy, una guida aborigena. I due entreranno in empatia e si legheranno nel profondo salvando la vita l’uno dell’altra.

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VENEZIA 2018: VOX LUX – La recensione

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Una strepitosa e sempre più bella Natalie Portman è protagonista di Vox Lux, ultimo e poco convincente film di Brady Corbet. Il lungometraggio partecipa al concorso ufficiale della 75^ edizione del Mostra del cinema di Venezia. Corbet mette in scena l’ascesa al successo di una popstar dei giorni nostri, che da bambina sopravvisse a una strage avvenuta in una scuola per mano di un ragazzo instabile mentalmente e armato, riportando una lesione alla spina dorsale. Gli eventi iniziali, quindi l’esatto momento in cui il ragazzo entra nella classe di Celeste (Natalie Portman da bambina interpretata da Raffey Cassidy, che impersonerà anche Albertine, la figlia di Celeste ormai adulta e famosa), sparando prima all’insegnante di musica e poi agli studenti, sono il momento di maggior picco per pathos e tensione del film; il resto va man mano scemando.

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VENEZIA 2018: 22 JULY – La recensione

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22 luglio 2011: la Norvegia viene colpita da un duplice attacco terroristico, compiuto dal militante di estrema destra Anders Breivik (Anders Danielsen Lie). Dopo un’autobomba esplosa presso il palazzo ospitante l’ufficio del Primo Ministro, Breivik si reca in vesti di poliziotto sull’isola di Utøya, sede di un campus estivo: qui spara come un cecchino sulla folla, causando la morte di 69 ragazzi. Tra i pochi sopravvissuti Viljar (Jonas Strand Gavli), costretto ad affrontare una lunga e faticosa convalescenza e ad essere perseguitato dal fantasma del tragico accaduto.

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VENEZIA 2018: ACUSADA – La recensione

acusada

Nel concorso ufficiale della 75^ Mostra del Cinema di Venezia è stato presentato l’ultimo film dell’argentino Gonzalo Tobal, Acusada, opera dall’impatto minore rispetto al precedente Il segreto dei suoi occhi. Tobal realizza un classico giallo giudiziario che narra la storia di Dolores, la quale trascorre la sua vita come quella di tante altre ragazze poco più che ventenni, dividendosi tra amiche, svago, famiglia e università. Un giorno però, dopo una festa, la sua ex migliore amica, che aveva reso virale un video porno amatoriale di Dolores, viene trovata brutalmente assassinata. Le accuse ricadono sulla protagonista, che per i successivi due anni vive chiusa in casa con la sua famiglia. Quest’ultima finisce quasi sul lastrico per far fronte alle spese giudiziare, in più l’attenzione mediatica nazionale è completamente catalizzata su Dolores, un po’ come per il caso di Amanda Knox qui in Italia.

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RIDE di Jacopo Rondinelli (2018)

RIDE oltre lo schermo: accanto al film anche un libro spin-off - Lucky Red

Il primo thriller sugli sport estremi interamente girato con telecamere GoPro“. Questa la tagline che cerca di riassumere, non senza un’aura di mistero, Ride, esordio alla regia di Jacopo Rondinelli ma soprattutto nuova scommessa creativa del duo Fabio Guaglione e Fabio Resinaro (tra i principali nomi del nuovo cinema di genere italiano insieme a Gabriele Mainetti e Matteo Rovere), che hanno scritto, co-prodotto e supervisionato artisticamente il film. Girato in lingua inglese ma filmato tra le montagne del Trentino Alto Adige, è in realtà un horror dai toni distopici con un’esilissima trama al servizio del virtuosismo tecnico portato al massimo grazie all’uso delle mini-videocamere indossabili. Protagonisti sono l’attore inglese Ludovic Hughes e l’italiano Lorenzo Richelmy, lanciatissimo a livello internazionale dopo la serie Marco Polo.

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VENEZIA 2018: WHAT YOU GONNA DO WHEN THE WORLD’S ON FIRE? – La recensione

WhatYouGonnaDoWhenTheWorlds OnFire

Roberto Minervini con il suo ultimo lavoro What You Gonna Do When the World’s on Fire?, ha ricevuto ben 10 minuti di applausi dopo la proiezione alla 75^ Mostra del Cinema di Venezia. Il documentario indaga sulle ingiustizie razziali subite dai neri, cercando di portarle in primo piano all’attenzione del pubblico. Minervini, che si conferma tra i migliori documentaristi contemporanei in circolazione, dopo Stop the Pounding Heart e Louisiana (The Other Side), continua ad andare alla scoperta dell’America marginale e ghettizzata.

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TRAMONTO di László Nemes – La recensione

Tramonto di Laszlo Nemes è un'esperienza cinematografica totale – La  recensione- Film.it

Budapest, 1913: Írisz Leiter (Juli Jakab) torna sul suolo natio per lavorare come modista presso l’elegante cappelleria un tempo di proprietà dei suoi genitori, tragicamente morti in un incendio. Qui, facente da sfondo una città vessata dai focolai immediatamente antecedenti la prima guerra mondiale e il conseguente crollo dell’Impero Austro-Ungarico, la giovane cerca di entrare in contatto con il misterioso Kálmán Leiter, suo presunto fratello e guida carismatica delle rivolte.

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VENEZIA 2018: SUNSET – La recensione

 

Budapest, 1913: Írisz Leiter (Juli Jakab) torna sul suolo natio per lavorare come modista presso l’elegante cappelleria un tempo di proprietà dei suoi genitori, tragicamente morti in un incendio. Qui, facente da sfondo una città vessata dai focolai immediatamente precedenti la prima guerra mondiale e il conseguente crollo dell’Impero Austro-Ungarico, la giovane cerca di entrare in contatto con il misterioso Kálmán Leiter, suo presunto fratello e guida carismatica delle rivolte.

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VENEZIA 2018: THE SISTERS BROTHERS – La recensione

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A tre anni dalla Palma d’Oro ottenuta con DheepanJacques Audiard sceglie la Mostra del cinema di Venezia per presentare, in concorso, il suo primo film in lingua inglese con cui approda al genere classico per eccellenza del cinema americano. The Sisters Brothers è un western dal cast stellare, che si confronta con le radici violente e brutali della Storia statunitense ma che curiosamente non è stato girato negli Usa: il regista francese ha infatti deciso di filmare, come ai tempi degli spaghetti western, tra Almeria e Aragona, oltre che in Romania. Tratto dal romanzo Arrivano i Sister del canadese Patrick deWitt e ambientato tra l’Oregon e la California del 1851, il film racconta la storia di una coppia di banditi, i fratelli Charlie (Joaquin Phoenix) ed Eli Sisters (John C. Reilly, anche produttore), spietati sicari al soldo del Commodoro (Rutger Hauer, impegnato in un cameo). I due vengono incaricati di assassinare un cercatore d’oro (Riz Ahmed) sulle cui tracce è stato inviato un detective (Jake Gyllenhaal), ma la missione subirà conseguenze impreviste.

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VENEZIA 2018: THE MOUNTAIN – La recensione

Sulla carta prometteva di essere una delle sorprese più interessanti tra i film in concorso alla 75esima Mostra del Cinema: si rivela invece una grossa delusione The Mountain, lungometraggio del cineasta indipendente americano Rick Alverson particolarmente amato dal Sundance Film Festival. Questo nonostante il cast decisamente intrigante, che vede schierati Jeff Goldblum, il lanciatissimo Tye Sheridan (già capace di passare dal cinema d’autore impegnato di Mud e The Tree of Life al blockbuster di Ready Player One e X-Men), due icone del cinema europeo come Denis Lavant e Udo Kier e la giovane Hannah Gross (vista nella serie Mindhunter).

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VENEZIA 2018: LA BALLATA DI BUSTER SCRUGGS – La recensione

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I fratelli Coen sono tornati e ne hanno combinata un’altra delle loro. Alla 75^ edizione della Mostra del Cinema di Venezia infatti, hanno presentato in concorso il loro ultimo lungometraggio: The Ballad of Buster Scruggs. Il film, del colosso Netflix, è un’opera alquanto stramba, ma in perfetto “stile Coen”, composto da sei episodi slegati tra loro e nato originariamente come una serie. Non nuovi al genere western, provano a riconfrontarsi dopo Il Grinta, cambiando però totalmente l’appeal.

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