GODZILLA 2: KING OF THE MONSTERS di Michael Dougherty – La recensione

Godzilla II: King of the Monsters - le morti principali del film [SPOILER]

Dopo la battaglia tra Godzilla e i MUTO di cinque anni prima avvenuta a San Francisco, la mitologica creatura si è rifugiata negli oceani e da tempo non si hanno sue tracce. Nel frattempo gli scienziati del Monarch, hanno scoperto e rilevato nel pianeta altri mostri mitologici, dei Kaiju chiamati “Titani”, che vengono conservati in avamposti segreti in stato d’ibernazione per essere studiati, tra cui i i Titani Mothra e Rodan. Quando però la dottoressa Emma Russell (Vera Farmiga) viene coinvolta in un piano eco terroristico atto a liberare Ghidorah, un leggendario e antico drago a tre teste, il destino dell’intero pianeta viene messo in pericolo e solo Godzilla potrà sconfiggere la sua vecchia nemesi e ristabilire equilibrio nel mondo. Seguito del film Godzilla del 2014 diretto da Gareth Edwards e terzo film del nuovo universo narrativo crossover chiamato MonsterVerse (che comprende appunto Godzilla e Kong: Skull Island), Godzilla II: King of the Monsters è diretto da Michael Dougherty e scritto assieme a Max Borenstein e e Zach Shields. Ispirato al celebre mostro icona del cinema giapponese creato nel 1954, questo nuovo film è il 35° lungometraggio dedicato a Godzilla.

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Cannes 2019: THE LIGHTHOUSE di Robert Eggers – La recensione

lighthouse

Con The Witch, un horror cupo e denso di sottotesti ambientato nel New England del diciassettesimo secolo, Robert Eggers aveva settato in alto l’asticella. E il suo secondo lungometraggio The Lighthouse, presentato alla Quinzaine des Realisateurs del Festival di Cannes 2019, non ha deluso le aspettative. Ambientato su un’isola ignota in un’Inghilterra ottocentesca, il film racconta con precisione chirurgica la lenta discesa nella spirale della follia di due guardiani di un faro, il misterioso e reticente Ephraim Winslow (Robert Pattinson) e il disinibito senior Thomas Wake (Willem Dafoe).

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Cannes 2019: THE STAGGERING GIRL di Luca Guadagnino – La recensione

 

Dopo aver fatto il grande splash con Call Me By Your Name e aver battuto il ferro ancora caldo col remake di Suspiria, Luca Guadagnino si ricava finalmente un posticino nel programma del Festival di Cannes con The Staggering Girl, mediometraggio presentato alla Quinzaine des Realisateurs. Francesca Moretti (Julianne Moore) e una ragazza misteriosa (Kiki Layne) si muovono per le strade di Roma e New York nel tentativo di riconciliarsi col proprio passato, misteriosamente legate l’una all’altra ma destinate a non incontrarsi mai.

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Cannes 2019: ROCKETMAN di Dexter Fletcher – La recensione

rocketman

Dopo aver fatto il botto nel 2018 con Bohemian Rhapsody, Dexter Fletcher torna all’attacco presentando fuori concorso alla 72esima edizione del Festival di Cannes Rocketman, biopic liberamente ispirato alla vita di sir Elton John (Taron Egerton) e co-prodotto insieme a suo marito David Furnish. Nei cinema italiani dal 29 maggio.

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Cannes 2019: LES MISERABLES di Ladj Ly – La recensione

miserables

Estate 2018, la Francia è campione del mondo di calcio e per le strade di Parigi la festa è unanime. Un gruppo di adolescenti prende parte ai caroselli per poi fare ritorno nella periferia dove giorno dopo giorno conducono un’esistenza vuota e in bilico tra legalità e illegalità. Qui, l’unità di polizia speciale deve combattere senza sosta per tenere inalterato l’equilibrio sociale e garantire ai ragazzi un futuro migliore. Chiaramente però il confine tra il male e il bene non sarà così semplice da delineare e la tensione nel quartiere crescerà sempre più per via di una ripresa nascosta che potrebbe screditare notevolmente l’operato delle forse dell’ordine.

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Cannes 2019: SORRY WE MISSED YOU di Ken Loach – La recensione

sorrywemissedyou

Dopo tre anni dal successo (generoso) di Io, Daniel Blake (2016), premiato proprio a Cannes con la Palma d’oro, Ken Loach torna in concorso per presentare il suo ultimo lavoro, Sorry We Missed You. Le premesse sono sempre le medesime e vengono ampiamente mantenute: il cineasta britannico non riesce a esimersi dal raccontare storie di una quotidianità lacerata dal mondo del lavoro troppo spesso dittatoriale e scorretto. Eppure, nonostante la sua veneranda età, Loach non smette di provare a mettersi in gioco, continuando a insistere sui temi che da sempre gli stanno a cuore e che hanno reso facilmente identificabile il suo cinema, ma cercando di proporre qualche variazione figlia dei tempi.

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Cannes 2019: DOLOR Y GLORIA di Pedro Almodovar

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Pedro Almodovar firma il suo migliore film degli ultimi anni. Forse, per giunta, il suo miglior film di sempre. Dolor y gloria, in concorso al Festival di Cannes 2019, è uno straziante viaggio nella memoria di un uomo, un regista, un amante, un figlio che riesce a (ri)trovare se stesso e la serenità di un tempo solo grazie al cinema. Il regista spagnolo realizza così il suo film testamento, il suo personale 8 ½ (omaggiato esplicitamente durante la visione) in grado di scaldare i cuori del pubblico e massacrare di emozioni le corde di ognuno di noi senza tuttavia farle esplodere in maniera decisiva perché, come ci ricorda il protagonista interpretato da un eccellente Antonio Banderas, le lacrime vanno evitate.

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Cannes 2019: LE DAIM di Quentin Dupieux – La recensione

daim

Lo sappiamo da sempre, il cinema di Quentin Dupieux è imprevedibile, inclassificabile e completamente scoordinato. Le daim, ultimo lavoro del regista e dj francese presentato a Cannes 2019 nella sezione Quinzaine des realisateurs, non è da meno. Eppure potrebbe risultare per molti come il suo progetto più accessibile. Effettivamente, raccontando l’ossessione di un uomo (uno straordinario Jean Dujardin decisamente in parte in un ruolo lontano dai canoni a cui ci aveva abituato) nei confronti della sua giacca in pelle di daino, il film gioca con il pubblico prendendolo per la gola, appassionandolo a una follia in grado di strappare più di qualche sorriso e, contemporaneamente, trasportandolo in una spirale autodistruttiva da non sottovalutare.

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I MORTI NON MUOIONO di Jim Jarmusch – La recensione

La recensione di I morti non muoiono, di Jim Jarmusch

A tre anni di distanza dal precedente, stupendo, Paterson (2016), il regista di culto Jim Jarmusch torna con la sua ultima stralunata commedia, che ha presentato in concorso al Festival di Cannes, come film d’apertura. Il cast è d’eccezione ma, come per tutti i lavori del cineasta statunitense, è la sostanza tematica e drammaturgica che lascia davvero il segno. I morti non muoiono vuole infatti essere una riflessione precisa e mirata sulla contemporaneità americana. In gioco c’è molta carne al fuoco, forse troppa: si passa dalla condizione climatica e ambientale sino all’influenza politica della classe dirigente, toccando anche l’apatia delle nuove generazioni e lo scollamento tecnologico.

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Cannes 2019: THE DEAD DON’T DIE di Jim Jarmusch – La recensione

Dead-Dont-Die-Posters

A tre anni di distanza dal precedente, stupendo, Paterson (2016), il regista di culto Jim Jarmusch torna al Festival di Cannes per presentare la sua ultima stralunata commedia (in concorso, come film d’apertura). Il cast è d’eccezione ma, come per tutti i lavori del cineasta statunitense, è la sostanza tematica e drammaturgica che lascia davvero il segno. The Dead Don’t Die (in Italia con il titolo I morti non muoiono) vuole infatti essere una riflessione precisa e mirata sulla contemporaneità americana. In gioco c’è molta carne al fuoco, forse troppa: si passa dalla condizione climatica e ambientale sino all’influenza politica della classe dirigente, toccando anche l’apatia delle nuove generazioni e lo scollamento tecnologico.

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Sguardi altrove 2019, a Milano dal 13 al 21 giugno: le anticipazioni
 
Torna Sguardi Altrove Film Festival, la rassegna internazionale dedicata al cinema e ai linguaggi artistici al femminile, la cui edizione numero 26 si terrà dal 13 al 21 giugno a Milano, tra il Teatro Franco Parenti, Il Cinemino, Wanted Clan e e Après-Coup. Il festival mantiene viva la riflessione sulle questioni legate al mondo femminile attraverso il dialogo interculturale e il confronto critico con cinematografie “altre”. Il tema dell’edizione è “Bellezza e coraggio: plurale femminile contemporaneo”, in linea con i due focus principali: “Le Pioniere del Cinema Europeo” (in collaborazione con Ewa Network) che rende omaggio alle prima registe della storia del cinema italiano e europeo, e “Donne e tecnologie. Donne in codice” a cura di Sabina Berra, che prevede oltre a proiezioni, incontri e talk dedicati, un workshop sulla realtà aumentata. Tra le novità di quest’anno, anche l’Omaggio a Agnes Varda, a pochi mesi dalla sua scomparsa (a cura di Patrizia Rappazzo e Floriana Chailly): prima donna a ricevere l’Oscar alla carriera, sarà ricordata attraverso la proiezione di alcuni dei suoi film più significativi e con la presentazione del libro “Agnès Varda. Cinema senza tetto né legge” di Nicola Falcinella.

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ASBURY PARK: LOTTA, REDENZIONE, ROCK AND ROLL di Tom Jones – La recensione

Asbury Park: Lotta, Redenzione, Rock and Roll. - Film (2019) - MYmovies.it

“Greetings from Asbury Park N.J.” è il primo disco di Bruce Springsteen, ed è a Springsteen che si pensa quando si nomina questa cittadina costiera, che concentra i suoi 16 mila abitanti in poco più di 4 km quadrati. Ma attenzione, questo non è un film su Springsteen. Asbury Park: lotta, redenzione e rock and roll è infatti un originale documentario che si propone di raccontare una storia ben più ampia: quella di Asbury Park, ricca stazione balneare nata nel 1871, e tramutatasi nel tempo in officina di talenti e luogo di tensioni. 

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JOHN WICK 3 – PARABELLUM di Chad Stahelski – La recensione

John Wick 3: Parabellum | UCI Cinemas

A Hollywood si sa, il sequel dev’essere sempre più imponente e rumoroso del film precedente. John Wick non è da meno e con questo nuovo capitolo adotta uno stile e una narrazione più fumettosa e sopra le righe tanto quanto il nostro protagonista, di fronte a situazioni e combattimenti sempre più pericolosi, diventa inevitabilmente super. A prova di ciò il viaggio dell’eroe qui mostrato ricorda molto quello di Bruce Wayne ne “Il cavaliere oscuro – Il ritorno” di Christopher Nolan (2012).

Questo per dire che viene richiesto allo spettatore che la sua sospensione dell’incredulità diventi più elastica. Ci troviamo di fronte a risse magnificamente coreografate e con una incredibile costruzione scenografica e registica che sono irresistibili: il lato tecnico del film, quello su cui si punta di più, funziona indubbiamente molto bene. Così come l’universo narrativo che si sta cercando di costruire, fatto di criminali con delle regole che aderiscono a un’agenzia simil-Spectre, che in questa storia dovrà rimarcare la sua posizione viste le disubbidienze di Wick (e soci) alla fine del secondo capitolo. La pecca più grande sta però nel finale, che sottolinea ancora di più questa trasformazione di John in supereroe, ma che dopotutto non ci sconvolge più di tanto visto che le intenzioni in tal senso sono chiare. La forza del personaggio sta sicuramente in Keanu Reeves, ma anche nel resto del cast che vede tra le sue fila volti già noti della trilogia quali Ian McShane e Laurence Fishburne con Mark Dacascos che interpreta il villain principale, Halle Berry nei panni di un famme fatale molto pericolosa quanto intrigante e Jerome Flynn, Bronn di Game of Thrones, in un cameo.

È, in conclusione, un buon film d’intrattenimento, con scene d’azione coinvolgenti e spettacolari superiori sicuramente a quelle di molti action movie di serie B, a cui però bisogna accettare di stare al gioco di una narrazione e di una messa in scena sempre più grottesca. Nell’economia della saga è sicuramente superiore al secondo, ma inferiore al primo che nella sua semplicità gratificava di più. Insomma, vale due ore di svago al cinema.

Voto: 2,5/4

Fabio Facciano

Series Con 2019, il programma: a Milano l’11 e il 12 maggio

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Milano dedica un weekend al mondo delle serie tv con la manifestazione Series Con, presso lo spazio Tenoha in zona Navigli sabato 11 e domenica 12 maggio. Proiezioni e incontri sono al centro della due giorni, evento ideale per i nerd della serialità italiana e americana. Tanti e illustri gli ospiti, Salvatore Esposito, Niccolò Ammaniti, Lucas Lynggaard Tønnesen, Fabio Volo, Alessandro Cattelan, Tommaso Ragno, Caterina Guzzanti e Lodovica Comello. Di seguito, il programma delle giornate. Per i dettagli vi invitiamo a seguire il sito seriescon.it, l’ingresso è libero fino a esaurimento posti.

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PET SEMATARY di Kevin Kölsch e Dennis Widmyer – La recensione

Pet Sematary - Film (2019) - MYmovies.it

Esce in sala il (ri)riadattamento di Pet Sematary di Stephen King diretto da Dennis Widmyer e Kevin Kölsch, secondo tentativo di condensare il libro in formato cinematografico dopo quello di Mary Lambert nel 1989, ormai diventato cult. Il dottor Louis Creed (Jason Clarke) e la moglie Rachel (Amy Seimetz) si trasferiscono nel Maine coi loro figli Ellie (Jeté Laurence) e Gage ( Ellie Creed). La morte del gatto di famiglia Church li porterà a contatto con un misterioso cimitero per animali nascosto nel bosco dietro alla loro nuova casa, con terribili conseguenze.

Ricapitolando, due registi non molto conosciuti, con all’attivo qualche pellicola ben recepita dalla critica ma certo lontani dai radar dei Circuiti Che Contano, si sono ritrovati a dirigere l’adattamento di un’opera di un autore mondialmente amato e riconosciuto, hanno dovuto competere con un precedente che vanta già un seguito accanito e soprattutto hanno dovuto farlo all’ombra dell’enorme successo dell’ultimo riadattamento di un’opera di King, IT (2017). Una corsa a ostacoli superata senza inciampare rovinosamente ma non per questo da applausi in tribuna.

Notevoli Clarke e Laurence, chapeau agli sceneggiatori Matt Greenberg e David Kajganich che hanno recuperato dettagli tralasciati dalla Lambert. Menzione d’onore anche per la colonna sonora di Christopher Young (Drag Me To Hell, Sinister, The Exorcism of Emily Rose). Tutto il resto è noia ben confezionata. Spicca una mancanza di audacia, il meccanismo si ripete all’infinito, i momenti splatter non costituiscono un climax raggiunto gradualmente ma piuttosto i picchi di un elettrocardiogramma piattino. Massimo dei voti per l’esposizione della trama, purtroppo a fronte di tutta questa chiarezza viene meno l’elemento oscuro che ogni horror dovrebbe avere.

Fermo restando che creare un prodotto originale e innovativo a partire da materia conosciuta non è semplice, rimane valido il reato di jumpscare – usato a sproposito e in abbondanza -, così come è lecito restare delusi se un film il cui compito sarebbe essere quanto più adrenalinico possibile si limita a portarti dal punto A al punto B, senza scossoni notevoli. I temi sotterranei – su tutti, la gestione del lutto – vengono relegati a qualche lacrima e sospiro ansimante, un dolore così forte da portare alla follia viene dipinto con tinte pastello, rimane scarsamente battuta una strada da cui si sarebbe potuto ricavare molto di più. Buono, fra alti e bassi. Retrogusto amarognolo.

Voto: 2

Sara Bresciani

Riviera International Film Festival, a Sestri Levante dal 7 al 12 maggio: il programma

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Torna, per la terza edizione, il Riviera International Film Festival, a Sestri Levante dal 7 al 12 maggio. Manifestazione che si prefigge lo scopo di unire spettacolo e formazione, la kermesse abbina il concorso di film indipendenti diretti da registi under 35 a Masterclass con protagonisti del cinema. La giuria presieduta da J. Miles Dale è formata da Nils Hartmann, Cristina Donadio, Josephine De La Baume e Silvia Locatelli, mentre quella chiamata a giudicare i documentari è guidata da Eddy Moretti e costituita da Elisa Fuksas, Vincenzo Venuto e Yalitza Aparicio. Tra gli ospiti, si segnalano inoltre Claire Forlani, Dougray Scott e Martina Colombari. 

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STANLIO & OLLIO di Jon S. Baird – La recensione

Stanlio e Ollio - Film (2018) - MYmovies.it

Chi non conosce Stanlio e Ollio? La coppia comica che, probabilmente, più di ogni altra è riuscita ad entrare nell’immaginario collettivo tra teatro e grande schermo, viene omaggiata con un biopic non scontato, una sfida ardua e dai risultati comunque sorprendenti.

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I FRATELLI SISTERS di Jacques Audiard – La recensione

I Fratelli Sisters - Film (2018) - MYmovies.it

A tre anni dalla Palma d’Oro ottenuta con DheepanJacques Audiard ha girato  il suo primo film in lingua inglese (presentato in concorso alla Mostra del cinema di Venezia 2018), con cui approda al genere classico per eccellenza del cinema americano. I fratelli Sisters è un western dal cast stellare, che si confronta con le radici violente e brutali della Storia statunitense ma che curiosamente non è stato girato negli Usa: il regista francese ha infatti deciso di filmare, come ai tempi degli spaghetti western, tra Almeria e Aragona, oltre che in Romania. Tratto dal romanzo Arrivano i Sister del canadese Patrick deWitt e ambientato tra l’Oregon e la California del 1851, il film racconta la storia di una coppia di banditi, i fratelli Charlie (Joaquin Phoenix) ed Eli Sisters (John C. Reilly, anche produttore), spietati sicari al soldo del Commodoro (Rutger Hauer, impegnato in un cameo). I due vengono incaricati di assassinare un cercatore d’oro (Riz Ahmed) sulle cui tracce è stato inviato un detective (Jake Gyllenhaal), ma la missione subirà conseguenze impreviste.

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I (PRE)GIUDIZI DI GIUGNO 2019

Climax

Dopo il calendario del mese, è il turno dei nostri pregiudizi: ogni membro della redazione segnala due titoli in uscita nel mese, uno su cui si sente di mettere la mano sul fuoco per un esito positivo (segnalato come “Per me è sì”) e l’altro su cui invece ripone pochissime o nessuna speranza (“Per me è no”). Naturalmente sono (quasi sempre) film che non abbiamo ancora visto, si tratta solo di sensazioni in attesa di conferme. Come sempre, vi invitiamo a giocare con noi (valutando tutte le uscite mensili) facendoci sapere cosa ne pensate e quali sono le vostre scelte. D’altronde… si tratta soltanto di pregiudizi. Ecco le scelte di ognuno di noi:

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I (PRE)GIUDIZI DI MAGGIO 2019

rocketman

Dopo il calendario del mese, è il turno dei nostri pregiudizi: ogni membro della redazione segnala due titoli in uscita nel mese, uno su cui si sente di mettere la mano sul fuoco per un esito positivo (segnalato come “Per me è sì”) e l’altro su cui invece ripone pochissime o nessuna speranza (“Per me è no”). Naturalmente sono (quasi sempre) film che non abbiamo ancora visto, si tratta solo di sensazioni in attesa di conferme. Come sempre, vi invitiamo a giocare con noi (valutando tutte le uscite mensili) facendoci sapere cosa ne pensate e quali sono le vostre scelte. D’altronde… si tratta soltanto di pregiudizi. Ecco le scelte di ognuno di noi:

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