I 10 migliori film del 2021: le nostre classifiche

È stata la mano di Dio - Film (2021) - MYmovies.it

Non possiamo che chiudere l’anno con la nostra top 10 dei migliori film usciti in Italia nel corso del 2021, votati dalla redazione di i-FilmsOnline. Le nostre classifiche comprendono sia i film arrivati in sala che quelli passati in streaming o nelle piattaforme on demand, purché usciti nel nostro Paese nell’anno solare 2021. 

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Non possiamo che chiudere l’anno con la nostra top 10 dei migliori film usciti in Italia nel corso del 2021, votati dalla redazione di i-FilmsOnline. Le nostre classifiche comprendono sia i film arrivati in sala che quelli passati in streaming o nelle piattaforme on demand, purché usciti nel nostro Paese nell’anno solare 2021. 

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Non possiamo che chiudere l’anno con la nostra top 10 dei migliori film usciti in Italia nel corso del 2021, votati dalla redazione di i-FilmsOnline. Le nostre classifiche comprendono sia i film arrivati in sala che quelli passati in streaming o nelle piattaforme on demand, purché usciti nel nostro Paese nell’anno solare 2021. 

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Non possiamo che chiudere l’anno con la nostra top 10 dei migliori film usciti in Italia nel corso del 2021, votati dalla redazione di i-FilmsOnline. Le nostre classifiche comprendono sia i film arrivati in sala che quelli passati in streaming o nelle piattaforme on demand, purché usciti nel nostro Paese nell’anno solare 2021. 

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Matrix Resurrections di Lana Wachowski, la recensione

A cura di Francesco Pozzo

Matrix Resurrections è una visione spossante. La montagna digitale che partorisce il topolino: due confusissime ore e mezza di effettacci scombiccherati, bullet time ampiamente superati, sequenze action rivedibili e totalmente omologate, inetti siparietti comici, scampoli d’ironia non richiesti, ammiccamenti sterili, musiche enfaticamente anonime, montaggio raffazzonato, idee intriganti gettate alle ortiche e maldestramente inframmezzate da tremendi e smorti flashback degli excursus precedenti che mal si compenetrano all’inquietante pulizia digitalizzata dei film di oggi, infinite sciocchezze meta-filmiche millimetricamente assemblate per compiacere il fandom acritico e devoto che inghiotte presumibilmente tutto, tante spiegazioni tediose e contorte e un mare di farneticazioni concettose seconde forse solo a Tenet di Christopher Nolan per ribadirci goffamente che alla fin della fiera, ancora una volta, amor vincit omnia?

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“Il cinema americano in Italia”: intervista all’autore Federico Di Chio

  

“Un film americano innanzitutto è sempre un film. Cioè non annoia […]. Volgari, violenti, convenzionali, senza verosomiglianza, senza finezze psicologiche e fotografiche. Ma fatti fatti fatti. Un bacio e una rivoltellata. Una preghiera e un inseguimento […]. Cullati dal ritmo rapido, incessante e perfetto dei tagli di visione, ci abbandoniamo anche noi alla facile inquietudine della trama.” Così Mario Soldati scriveva nel 1935 in America, primo amore. È forse cambiato l’impatto del cinema americano sul nostro immaginario di spettatori cinefili?

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SCOMPARTIMENTO N. 6 di Juho Kuosmanen, la recensione

Scompartimento N.6 - In viaggio con il destino | Film | Recensione |  Ondacinema

Se vi è un mezzo di trasporto cinematografico per eccellenza, non può che essere il treno, protagonista di non poche opere della storia del cinema (che difatti inizia proprio col treno dei fratelli Lumière), tra le quali figura anche un capolavoro del calibro di La signora scompare di Hitchcock. All’illustre categoria delle “opere ferroviarie” si aggiunge Scompartimento n. 6 del finlandese Juho Kuosmanen, vincitore del Gran Prix Speciale della Giuria all’ultimo Festival di Cannes e presente nelle sale italiane (poche) in questi giorni. Si tratta di un road movie ambientato quasi totalmente su un treno, che riesce a rendere in modo efficace tutto il mistero ed il fascino cinematografico di questo mezzo di trasporto.

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Spider-Man: No Way Home, la recensione

A cura di Francesco Pozzo

La solita solfa. Difficile aggiungere altro in riferimento all’ennesimo, sgargiante polpettone Marvel scrupolosamente pianificato in laboratorio: esemplificazione eloquente e perfetta del tentacolare concetto di fast food trapiantato al cinema, dove le dinamiche di svolgimento della vicenda, le emozioni e i colpi di scena molto presunti vengono dettati ancora una volta dalle pure (ed altissime) esigenze economiche e logistiche della cosiddetta Casa delle Idee (guai se non s’incastra tutto!), la quale sceglie, questa volta, con furbizia quasi luciferina, di optare per un sunto eterogeneo e gargantuesco di questi vent’anni cinematografici dell’Uomo Ragno, di tutta la sua mitologia, della sua sterminata iconografia, di ciò che Spider-Man per noi rappresenta, portando sul grande schermo il più anfetaminico, pretestuoso, gratuito e sfacciato fanservice a memoria di spettatore.

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Golden Globe 2022, tutte le nomination: tra i candidati E’ stata la mano di Dio

È-stata-la-mano-di-Dio

Ecco tutte le nomination ai Golden Globe 2022. I premi vengono assegnati il 9 gennaio 2022, ma in una versione davvero insolita, dopo le accuse di discriminazione e corruzione contro la giuria: la consegna dei premi sarà senza diretta tv – streaming, senza conduttore né pubblico. Va però segnalato che per l’Italia ci sono grandi speranze: tra i candidati al film in lingua straniera troviamo infatti È stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino.

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Torino Film Festival, la recensione di Suzanna Andler

suzanna-andler

Uno dei due film con Charlotte Gainsbourg presentati al Torino Film Festival (l’altro è Jane par Charlotte), Suzanna Andler segna il ritorno dell’attrice francese con il regista Benoit Jacquot a sette anni da Tre cuori. “Lavorerei sempre con lei”, ha detto il cineasta ospite al festival, raccontando anche la genesi del film.

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House of Gucci di Ridley Scott, la recensione

A cura di Francesco Pozzo

Più che brutto, House of Gucci è insignificante. Più che del camp (che c’è e non in misura esigua, ma che è pur sempre uno dei camp meno felici e solleticanti mai visti: ché il camp è un’arte ricercata e per pochi), pecca d’insipienza: peccato ben più grave dell’autentica bruttezza.

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