Torino Film Festival 2023: il manifesto di Ugo Nespolo rende omaggio a Sentieri selvaggi

Parte il conto alla rovescia della 41ma edizione del Torino Film Festival, che si terrà dal 24 novembre al 2 dicembre 2023. La manifestazione diretta per il secondo anno consecutivo da Steve Della Casa lancia ufficialmente il manifesto dell’edizione, affidato all’arte di Ugo Nespolo: l’immagine cita una celeberrima scena di Sentieri selvaggi con John Wayne, cui quest’anno il TFF dedicherà un omaggio nel 60° anniversario dell’uscita di Donovan’s Reef (I tre della croce del sud).

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Asteroid City di Wes Anderson, la recensione

È un alieno-folletto Wes Anderson, proprio come uno dei personaggi del suo ultimo film Asteroid City che rappresenta un altro tassello di una filmografia così unica e personale, fatta di sfumature retro, rapporti famigliari sghembi, scenografie di cartapesta e sentimenti inespressi. Texano che vive a Parigi, re dell’estetica hipster, radunatore di cast stellari numerosi come le comparse di un kolossal, ambienta nel deserto americano questa curiosa storia di elaborazione del lutto, confronti genitori-figli, adolescenti plusdotati e microvillaggi visitati dagli Ufo, passata in concorso al Festival di Cannes 2023.

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Io Capitano di Matteo Garrone, la recensione

“Io non voglio essere un burattino, voglio diventare un bambino come tutti gli altri” Pinocchio (2019)

A Venezia 80 ci sono stati ben due film della sezione ufficiale del Concorso che parlano di immigrazione, questo dà il polso di quanto sia una tematica attuale. Due film che hanno tratto il tema in maniera diversa, che lo guardano da due prospettive diverse e che parlano di due luoghi geografici diversi: l’Est Europa (la cosiddetta “rotta balcanica”) e l’Africa (le rotte orientali che attraversano il Sahara, la Libia e il Mediterraneo). La volontà di Io Capitano, non è quella di fare un indagine a tutto tondo sul fenomeno come fa Green Border, ma raccontare una storia, che lo stesso Garrone ha sentito raccontata dal protagonista in un centro per minori stranieri non accompagnati vicino Caserta, un ragazzino che a soli 15 anni aveva pilotato la nave che l’aveva portato da Tripoli all’Italia perché costretto dai trafficanti, nonostante lui non sapesse nuotare e non avesse mai visto il mare, ed era riuscito nell’intento di arrivare in Italia, senza nessun morto o che la nave affondasse.

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Green Border di Agnieszka Holland

di Giulia Pugliese

Non morirai, devi essere convinto che tu stai bene e non morirai!” The Secret Garden

Agnieszka Holland è una regista che sempre voluto raccontare la storia con un occhio atipico, a volte la Storia passata come in Europa Europa (1990) e Raccolto amaro (1985) o la Storia che scorre proprio sotto i nostri occhi A Woman Alone (1956), facendolo in maniera molto cruda e mai voltandosi dall’altra parte. In Green Border, la regista ci vuole proprio parlare di questa Storia che ci scorre vicino, senza che noi ce ne accorgiamo.

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Annullato il Festival Annecy Cinema Italien: la lettera che spiega perché, firmata da oltre 150 nomi del cinema italiano

È stata resa pubblica in data odierna una lettera aperta a sostegno del festival Annecy cinéma
italien, annullato per l’edizione 2023, firmata dal direttore artistico Francesco Giai Via insieme
allo storico direttore Jean Gili. L’appello, diramato nel giorno in cui era prevista l’inaugurazione della 41ma edizione, intende sensibilizzare la stampa, le istituzioni e l’opinione pubblica rispetto alla cancellazione di un festival storico dall’importante prestigio internazionale e di importanza strategica per la circolazione delle opere italiane in Francia.

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Priscilla di Sofia Coppola, la recensione

“Il mio posto è qui affianco al Re…” Marie Antoniette (2006)

di Giulia Pugliese

A 20 anni dall’arrivo in sala di Lost in Traslation e dopo il molto sottotono On the Rocks del 2020, Sofia Coppola torna a Venezia con una storia al femminile sull’ex moglie di Elvis Presley: Priscilla.
Il film, che prende spunto dal libro Elvis and Me scritto dalla stessa Priscilla, più che narrare di lei parla soprattutto della sua relazione con il re del rock, seguendo in maniera pedissequa tutti i momenti salienti della loro relazione: il loro incontro, il trasferimento di Priscilla a Graceland, il matrimonio e la nascita della loro figlia, Lisa Marie. Ma anche gli aspetti più turbolenti: le litigate, l’abuso di pillole e i tradimenti. Il film si inoltra così tanto nella loro relazione per finire a parlare anche della loro vita sessuale in maniera morbosa e di cattivo gusto.

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El Conde di Pablo Larraín, la recensione

“Anibal: yo soy asì. Estoy sempre piensando si la cosas estan bien o estan mal. Y por supuesto, siempre opto por el bien” Ema: ”Bueno, entonces hay un problema porque yo soy el MAL” Ema (2019)

Nel mondo che ci presenta Pablo Larraín, il bene ha già perso. È un mondo dove la brama di potere, la crudeltà, la stupidità e la perversione imperversano. Il film inizia in un mondo in bianco e nero dai colori seppia (lo stesso tono usato dal regista per un video musicale del 2013 del gruppo “Eletrodomesticos” della canzone “Detras del Alma”), la scelta è azzeccata perché ci da l’idea di vecchio come il personaggio che lo abita: Augusto Pinochet vampiro. Il generale è un uomo stanco della vita dopo ben 250 anni ad aiutare i peggiori genocidi e le dittature più sanguinolente e a compiere i crimini più efferati. Il vecchio vampiro si sta affamando per morire e arriva la sua famiglia al suo capezzale creando momenti esilaranti.

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Festa del cinema di Roma 2023: il programma, da Miyazaki a Ozpetek e Paola Cortellesi

Segnatevi le date: dal 18 al 29 ottobre torna con la 18esima edizione la Festa del cinema di Roma. Dunque la manifestazione raggiunge la “maggiore età” e schiera un ricco programma che si apre con l’esordio alla regia di Paola Cortellesi, con C’è ancora domani, e comprende tra le altre cose l’anteprima della serie I leoni di Sicilia tratta dal romanzo Il gattopardo. Tra i film più attesi, Il nuovo film d’animazione di Hayao Miyazaki Il ragazzo e l’airone. L’artista Isabella Rossellini e il compositore Shigeru Umebayashi riceveranno il Premio alla Carriera.

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La Bête di Bertrand Bonello, la recensione

Nostro personale colpo di fulmine alla Mostra di Venezia numero 80, La bête è la consacrazione definitiva del regista francese Bertrand Bonello, che firma un’opera difficilmente appetibile per il grande pubblico ma che potrebbe imporsi come una pietra miliare del cinema contemporaneo. Cinema larger than life, quello di La bête, già nella durata torrenziale (150 minuti) come nella sublime interpretazione di una Léa Seydoux semplicemente grandiosa. Al suo fianco George MacKay che ha preso il posto della prima scelta, il compianto Gaspard Ulliel, e che si conferma un attore dal talento cristallino.

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Ferrari di Michael Mann, la recensione

di Valeria Morini

Uno dei registi più americani di sempre, tra i simboli stessi del cinema a stelle e strisce, racconta una storia italiana. Lui è Michael Mann e il film è Ferrari, biopic dedicato al Drake di Maranello che si concentra sulla tragica Mille Miglia del 1957 e sulla complessa vita personale poco dopo la morte prematura del figlio Dino, con Enzo Ferrari diviso tra la moglie Laura e l’amante Lina (da cui ha avuto Piero, riconosciuto anni dopo).

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Dogman di Luc Besson, la recensione

Il ritorno di Luc Besson dopo anni di cinema blockbuster e di controverse vicende personali con accuse di abusi (e relativo proscioglimento) è un film che strizza l’occhio all’età d’oro del regista francese, al noir mélo dei suoi film anni 90 più contenuti nei budget ma divenuti cult, come Léon e Nikita. Dogman, presentato in concorso alla 80esima Mostra di Venezia, è ancora la storia di un antieroe solitario e outsider, ancora un lampo di tenerezza in un universo marcio e violento.

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L’ordine del tempo di Liliana Cavani, la recensione

Dopo oltre vent’anni di lontananza dal cinema, passati a lavorare soprattutto in televisione, torna sul grande schermo Liliana Cavani, che a 90 anni firma L’ordine del tempo, presentato Fuori concorso all’80esima Mostra del cinema di Venezia, con un cast all star. Claudia Gerini, Alessandro Gassmann, Edoardo Leo, Ksenia Rappoport, Valentina Cervi e Francesca Inaudi sono solo alcuni dei nomi protagonisti di quest’opera corale che mescola commedia e (possibile) tragedia, nella storia di un gruppo di amici che si riunisce in una casa sulla spiaggia e, nel mezzo dei festeggiamenti per un compleanno, scopre l’esistenza di un asteroide che potrebbe colpire la Terra, con il rischio della sua distruzione totale.

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Comandante di Edoardo De Angelis, la recensione

La Mostra del cinema di Venezia numero 80 si è aperta nel segno del tricolore: dopo la cancellazione di Challengers di Guadagnino dal programma per lo sciopero di attori e sceneggiatori di Hollywood, a inaugurare il festival è toccato a Comandante di Edoardo De Angelis, emblema perfetto di un’edizione forzatamente poco internazionale almeno dal punto di vista degli ospiti (per il suddetto sciopero) e con una forte componente italiana tanto da avere ben sei titoli nostrani in concorso. produttivo rispetto alla media. Il regista partenopeo de Il vizio della speranza si confronta con la vera storia di Salvatore Todaro, comandante del sottomarino Cappellini durante la Seconda guerra mondiale, militare pluridecorato ma soprattutto fiero uomo di mare che in più occasioni salvò i naufraghi delle stesse navi nemiche che affondava. 

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