Berlinale 2024, i premi: Orso d’oro a Dahomey di Mati Diop

La regista franco-senegalese Mati Diop trionfa alla Berlinale 2024 con il suo Dahomey, documentario sulla restituzione di opere artistiche del noto regno africano dalla Francia al Benin, premiato con l’Orso d’oro. Ecco tutti i premi del festival, che ha visto vincere anche Matthias Glarner ed Emily Watson come migliori attori, mentre Nelson Carlos De Los Santos Arias per il film Pepe ha vinto l’Orso d’argento alla miglior regia. Di seguito tutti i titoli che hanno convinto la giuria presieduta da Lupita Nyong’o e composta da Brady Corbet, Ann Hui, Christian Petzold, Albert Serra, Jasmine Trinca e Oksana Zabuzhko (qui il programma).

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Dune – Parte Due, la recensione del film di Denis Villeneuve

Di Francesco Pozzo

C’è qualcosa di così profondamente non cinematografico, nel Dune di Denis Villeneuve. Qualcosa che è cristallinamente sintomatico di un problema serio e non certo nuovo: la serializzazione del cinema. Cioè a dire come il linguaggio del cinema, prevalentemente mainstream, venga contaminato da quello delle serie televisive nella forma, nei ritmi, nel contenuto (quando c’è), rifuggendo come una pestilenza una qualunque parvenza di compiutezza: tutto deve continuare ad infinitum, e tutto si regge su ciò che è stato e/o verrà dopo (a tal proposito, e per restare in tema Villeneuve, si veda anche il deludentissimo sequel di Sicario del nostro Stefano Sollima, che grazie a Dio è tornato in patria con Adagio).

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Florence Korea Film Fest 2024, programma e ospiti

Da oltre vent’anni il Florence Korea Film Fest si fa promotore in Italia della cultura coreana: l’edizione 2024, come sempre organizzata dall’Associazione Culturale fiorentina Taegukgi – Toscana Korea Association, va in scena a Firenze dal 21 al 30 marzo. Tra gli ospiti, nomi illustri come l’ormai celeberrimo attore Song Kang-ho (Parasite, Memorie di un assassino), il regista Kim Jee-woon (A Bittersweet Life, I Saw the Devil), questi ultimi protagonisti insieme di una masterclass, il musicista e compositore Jung Jae-il (Parasite, Squid Game) che si esibirà in concerto al Teatro Verdi, e l’attore Lee Byung-hun (A Bittersweet Life, Joint Security Area, Squid Game).

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BAFTA 2024, tutti i vincitori: ancora un trionfo per Oppenheimer

Domenica 18 febbraio, presso la Royal Festival Hall del Southbank Centre, sono stati consegnati i premi BAFTA, considerati il corrispettivo britannico degli Oscar, che però con questi ultimi ha in comune la massiccia presenza dei grandi titoli hollywoodiani tra le nomination. La cerimonia è stata condotta dall’attore David Tennant con la partecipazione del principe William. Trionfo assoluto per Oppenheimer di Christopher Nolan, che porta a casa ben sette premi, contro i quattro di Povere creature!. Di seguito, l’elenco dei vincitori.

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La zona d’interesse, la recensione del film di Jonathan Glazer

A cura di Francesco Pozzo


“Le azioni erano mostruose, ma chi le fece era pressoché normale, né demoniaco né mostruoso.”

(Hannah Arendt)


Ci sono film dai quali si esce consapevoli di non essere più gli stessi. La zona d’interesse, monolitico oggetto liberamente tratto dal romanzo di Martin Amis, è senz’ombra di dubbio uno di questi.

Liberamente perché Jonathan Glazer (uno di quelli che, come Andrew Dominik, gira un film ogni dieci anni per rimettere puntualmente in discussione la grammatica del cinema) ha completamente scarnificato la struttura narrativa del libro (una famiglia come tante; al di là della rete, l’indicibile) per sublimare visivamente, come già in passato ma in modo ancor più asettico, radicale e meticoloso, un’astrazione (parecchie, le somiglianze col precedente Under the Skin, proprio per la metodologia con cui lavora sul perturbante attraverso la combinazione di immagine e sonoro: ormai un suo evidente tratto distintivo). E l’astrazione, questa volta, è il delicatissimo tema dell’Olocausto, che Glazer ha – per l’appunto – astratto così a fondo da rendere la sua quarta opera per il cinema più potente e scioccante di qualunque cosa finora vista, scritta, detta o concepita sulla questione.

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Past Lives di Celine Song, la recensione

di Mirta Tealdi

Past Lives, film d’esordio della regista sudcoreana Celine Song, è un film semiautobiografico. Apprezzato dalla critica, ha ricevuto cinque candidature ai Golden Globe e due ai Premi Oscar. I protagonisti sono Na Young e Hae Sung, due giovani compagni di scuola di dodici anni (numero simbolicamente importante perché ogni dodici anni ci sarà un riavvicinamento). I due ragazzini sono inseparabili, teneramente legati ( i caratteri vengono subito tratteggiati: Na Young è competitiva e indipendente, mentre Hae Sung è dolce e paziente) e passano la maggior parte del tempo insieme mentre tornano a casa da scuola o giocano nei parchi della città di Seoul di cui la Song fa belle vedute con inquadrature angolate e ripide.

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Berlinale 2024, il programma

Giovedì 15 febbraio si aprono le danze alla 74esima edizione della Berlinale, che fino a domenica 25 porta nella capitale tedesca il grande cinema internazionale. Il programma steso dal direttore Carlo Chatrian vede diversi titoli italiani. Due sono in concorso: Another End di Piero Messina e Gloria! di Margherita Vicario. Sono inoltre presenti due attese serie tv: Dostoevskij dei Fratelli D’Innocenzo dal titolo e Supersex diretta da Matteo Rovere, Francesco Carrozzini e Francesca Mazzoleni, con Alessandro Borghi nei panni di Rocco Siffredi. Non dimentichiamo poi il documentario, Il cassetto segreto di Costanza Quatriglio e Quell’estate con Irène con Carlo Sironi, nelle sezioni collaterali. Super ospite sarà Martin Scorsese, insignito dell’Orso d’oro alla carriera. Di seguito il programma integrale.

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