Il cinema d’estate a Milano con AriAnteo e Anteo nella città

Tempo di arene estive: fortunatamente la settima arte non va in vacanza. A Milano torna il cinema all’aperto per tutti coloro che restano in città, con le rassegne AriAnteo e Anteo nella città organizzate da Anteo, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano nell’ambito del programma Milano è viva. Si parte il 1° giugno presso Fabbrica del vapore e Citylife e il 7 giugno presso la storica arena del Chiostro dell’Incoronata. Sempre a giugno, torneranno attive anche le location di AriAnteo Palazzo Reale e AriAnteo Villa Reale a Monza.

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Festival di Cannes 2024, i vincitori: Palma d’oro ad Anora di Sean Baker

La 77esima edizione del Festival di Cannes ha incoronato il regista americano Sean Baker con la Palma d’oro per Anora. Il cinema made in Usa è stato grande protagonista anche con il premio alla carriera a George Lucas, consegnato dalle mani dell’amico Francis Ford Coppola, che invece esce da Cannes a mani vuote: niente da fare per Megalopolis e anche Paolo Sorrentino con il suo Parthenope resta a bocca asciutta. Ecco tutti i vincitori di Cannes 2024:

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Furiosa: A Mad Max Saga, la recensione del film di George Miller

di Valeria Morini

Lande desertiche, motori ruggenti, brandelli di umanità ridotti a uno stato primordiale che si scannano per il predominio su acqua e benzina: è tornato il mondo post-apocalittico di George Miller, che in Furiosa – A Mad Max Saga racconta le origini e la giovinezza del personaggio che in Mad Max: Fury Road era interpretato da Charlize Theron, qui incarnata invece da Anya Taylor-Joy. Come il predecessore, anche Furiosa è stato presentato Fuori concorso al Festival di Cannes.

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Fremont di Babak Jalali, la recensione

di Valeria Morini

La giovane Donya è una rifugiata dell’Afghanistan: fuggita dal suo Paese e costretta a separarsi dalla sua famiglia, vive a Fremont, in California (nota anche come Little Kabul, proprio perché ospita una grande comunità afghana), e lavora in una fabbrica di biscotti della fortuna nella Chinatown di San Francisco. Pur vivendo a contatto con altri profughi del suo Paese, Donya conduce un’esistenza molto solitaria, vivendo in modo contraddittorio la sua condizione di espatriata, finché non decide di andare in cerca dell’amore.

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Far East Film Festival 2024, la recensione di Old Fox

di Valeria Morini

Nella Taiwan del 1989, l’undicenne Liao Jie, orfano di mamma, vive con il papà in modeste condizioni. La loro esistenza trascorre placida ed è dominata da un sogno: entro qualche anno avranno risparmiato abbastanza per aprire un’attività di parrucchiere in proprio. Un giorno, la vita del bambino cambia all’incontro con l’anziano Boss Xie, rapace speculatore proprietario del quartiere in cui risiedono nonché del ristorante dove lavora il padre. Con i suoi insegnamenti che lo spingono ad abbandonare empatia e idealismo per abbracciare un individualismo sfrontato ed egocentrico, il magnate diventa una figura di riferimento per Liao Jie, nettamente contrapposta a quella del padre, uomo gentile e premuroso.

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Tre film al femminile al Cinema Centrale di Milano

Dopo l’anteprima a marzo 2024 al C-MOVIE FILM FESTIVAL di Rimini, arrivano a Milano tre pellicole che offrono uno straordinario spaccato sul cinema femminile contemporaneo. A partire dal 16 maggio il Cinema Centrale (via Torino, 30) avrà nella sua programmazione Senza prove di Béatrice Pollet, Solo per me di Lucie Borleteaue Zafira, l’ultima regina di Damien Ounouri e Adila Bendimerad. I tre film, distribuiti in Italia grazie a Kitchenfilm, sono tre esempi di prodotti cinematografici all’avanguardia che esplorano tematiche femminili accendendo riflessioni importanti e cruciali con un approccio sempre intelligente e coinvolgente.

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Susan Sarandon al Riff 2024: “Io licenziata perché pro Gaza. Trump? Un fascista”

A cura di Valeria Morini – Foto di Laura Bianchi

In un parterre di ospiti sicuramente molto interessante, la superstar del Riviera International Film Festival 2024 è Susan Sarandon. Oltre che membro della giuria, l’attrice è stata protagonista di una masterclass presso l’ex convento dell’Annunziata, sulla Baia del Silenzio di Sestri Levante. Durante l’incontro in cui ha risposto alle domande del pubblico, non solo ha parlato della sua carriera, ma ha affrontato anche tematiche politiche, come i bombardamenti di Gaza, le elezioni americane e il MeToo.

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Far East Film Festival 2024, la recensione di Death Whisperer

di Matteo Soi

Uno spirito maligno semina paura e morte in un piccolo villaggio di campagna. Dopo aver tolto la vita ad una ragazzina del luogo, prende di mira una famiglia di agricoltori, più precisamente una delle figlie. Fratelli e sorelle uniti faranno di tutto per salvare la vita alla ragazza e a liberarla dallo spirito. Chi ben comincia, si dice, è già a metà dell’opera. E Death Whisperer comincia davvero bene, con un bagno di sangue che dovrebbe segnare il tono ed il contesto della storia. Siamo in un ambiente rurale, la vita nei campi fa il paio con le superstizioni e le paure con le quali si convive. 

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Far East Film Festival 2024, la recensione di The Train of Death

di Matteo Soi

Per agevolare il trasporto turistico verso un resort di lusso, foreste vengono abbattute e montagne traforate per la realizzazione di una nuova tratta ferroviaria. A niente valgono gli incidenti e le sparizioni di operai durante i lavori: il nuovo treno viene inaugurato incurante delle proteste e durante la tratta le carrozze iniziano a sparire una dopo l’altra. A memoria, l’ultimo horror orientale “su binari” è quel gioiellino di Train to Busan di Yeon Sang-ho, fulgido esempio di come anche nello stra abusato sottogenere dello zombie-movie, si può ancora intrattenere il pubblico con un film adrenalinico e claustrofobico allo stesso tempo.

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Far East Film Festival 2024, la recensione di Motion Picture: Choke

di Valeria Morini

Che il Giappone non abbia mai superato il trauma della bomba atomica è cosa nota, da cui l’elaborazione della ferita al cinema attraverso il genere apocalittico. In Motion Picture: Choke, tra i film più potenti e originali del Far East Film Festival 2024, non ci sono però mostri alla Godzilla, bensì una Terra precipitata allo stato primitivo, dove l’umanità ha perso il dono della parola.

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Far East Film Festival 2024, la recensione di The Movie Emperor

di Valeria Morini

Il cinema racconta se stesso da sempre, in una tradizione che perdura da Cantando sotto la pioggia a Effetto notte, da C’era una volta a… Hollywood a Babylon. E non è raro che lo faccia in modo autoironico, con star del cinema che regalano una sorta di caricatura di se stessi. È quanto capita in The Movie Emperor, commedia con Andy Lau chiamato alla parodia del suo stesso status di superstar. Il film è stato inserito sia nel programma del Far East Film Festival di Udine che in quello del Fescaaal 2024 di Milano.

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Far East Film Festival 2024, la recensione di The Midsummer’s Voice

di Valeria Morini

La tradizione musicale e culturale asiatica è stata un leitmotiv ricorrente della 26esima edizione del Far East Film Festival. Dal teatro popolare giapponese e dal j-pop delle idol di Confetti al mondo dei parolieri di musica Cantopop in The Lyricist Wannabe, non poteva mancare la storica e celeberrima Opera di Pechino, al centro di The Midsummer’s Voice. Si parla di “voce del solstizio” per i giovani cantanti che temono di perdere la propria qualità vocale con l’arrivo della pubertà che rende difficoltoso mantenere il difficilissimo falsetto richiesto in questo genere.

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Far East Film Festival 2024, la recensione del film vincitore Takano Tofu

di Matteo Soi

Padre e figlia gestiscono un piccolo laboratorio di produzione e vendita di tofu artigianale in una cittadina marittima di provincia. Lui è convinto che il suo prodotto debba essere preservato e confinato alla piccola realtà in cui vivono. Lei pensa invece che il loro tofu meriti di trovare spazio in un mercato più ampio e di arrivare ad essere commercializzato perfino in una grande metropoli come Tokyo.

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David di Donatello, i vincitori: Io Capitano di Matteo Garrone miglior film, batte C’è ancora domani

C’è ancora domani di Paola Cortellesi e Io capitano di Matteo Garrone sono stati i grandi protagonisti alla 69esima edizione dei David di Donatello. Il vero trionfatore è il film di Garrone che vince nelle sezioni principali (film, regia, produzione) e conquista anche molte categorie tecniche. Il debutto della Cortellesi porta comunque a casa diverse soddisfazioni, tra cui i premi alla regia d’esordio, alla sceneggiatura e alle attrici (la stessa Cortellesi ed Emanuela Fanelli). Il resto se lo dividono Rapito di Marco Bellocchio e Palazzina LAF di Michele Riondino. La cerimonia di premiazione, in onda dallo storico Studio 5 di Cinecittà, è stata condotta da Carlo Conti e Alessia Marcuzzi, con Fabrizio Biggio inviato sul red carpet e chiamato a consegnare i premi tecnici. Di seguito, l’elenco completo dei vincitori.

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Far East Film Festival 2024, la recensione di A Normal Family

di Valeria Morini

I remake internazionali sono ormai una consuetudine, basti pensare alla replicazione infinita del nostro Perfetti sconosciuti che è oggetto di rifacimento in decine di nazioni di tutto il mondo. Sta succedendo qualcosa di simile con La cena, romanzo dell’olandese Herman Koch adattato prima in patria e quindi negli Stati Uniti con The Dinner (tra i protagonisti Richard Gere) ma anche in Italia con I nostri ragazzi di Ivano De Matteo (con Gassmann, Lo Cascio, Mezzogiorno e Bobulova). A Normal Family, presentato al Far East Film Festival, ne è la trasposizione sudcoreana, diretta da Hur Jin-ho.

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Far East Film Festival 2024, la recensione di Confetti

di Valeria Morini

In Giappone è chiamato seishun eiga il cinema che affronta temi adolescenziali. Ne è un esempio Confetti, opera prima del regista Fujita Naoya, che l’ha presentato commosso al Far East Film Festival numero 26. Opera di rara delicatezza, ruota intorno a Yuki, ragazzino appena trasferitosi in una scuola di Tokyo. Non è la prima volta che cambia casa: il piccolo si sposta in continuazione con il padre e la sua compagnia di taishu engeki, forma di teatro popolare nipponico.

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