Aimless Bullett di Yu Hyun-mok, la recensione

Nel 1999, Aimless Bullett (1961) venne votato come il più grande film della storia sudcoreana. Da lì a poco, la cultura della nazione asiatica sarebbe stata scossa da una rivoluzionaria new wave trainata da registi come Kim Ki-duk, Park Chan-wook e Bong Joon-ho, che ha reso la cinematografia made in Seoul tra le più significative, belle e importanti al mondo. Ma il film di Yu Hyun-mok (in originale Obaltan) resta un grande classico, nonché l’ulteriore dimostrazione di quanto il neorealismo italiano abbia fatto scuola in ogni parte del mondo.

Vedendo Aimless Bullett pare infatti di trovarsi di fronte a un Rossellini o a un De Sica. Siamo nel dopoguerra, in una Seoul traumatizzata e ferita dove Cheolho, mite impiegato, porta sulle spalle il peso dell’intera famiglia: una moglie incinta e denutrita, una figlioletta cui non può neppure acquistare un paio di scarpe, una madre malata e folle, una sorella rifiutata dal fidanzato invalido di guerra e costretta a vendersi ai militari americani, un fratellino che anziché andare a scuola fa lo strillone e un altro fratello disoccupato che per la frustrazione arriverà a compiere un atto estremo.

In una sorta di Germania anno zero trasposto in Estremo Oriente (viene in mente anche I migliori anni della nostra vita, ma con un’ottica decisamente più nichilista), assistiamo al tracollo di una famiglia distrutta dalla guerra e dalla povertà, lesa nella propria dignità e privata di ogni speranza. Il film di Yu Hyun-mok regala scena davvero intense, in un verismo straziante, disperato e terribilmente umanista. Le lunghe camminate di Cheolho, in fuga dalla sua miseria e dal senso di colpa, sono immagini fortissime ma Aimless Bullet conosce il suo apice nella dolcissima storia d’amore tra il fratello minore e la sua ex infermiera e soprattutto nella folgorante sequenza della rapina.

Il film venne bloccato dal governo militare coreano e successivamente distribuito solo grazie all’intervento di un consulente statunitense che premette per farlo partecipare al San Francisco International Film Festival. Oggi resta un’assoluta pietra miliare del cinema asiatico. Presentato al Florence Korea Film Fest 2024.

Voto: 3/4