ARANCIA MECCANICA di Stanley Kubrick (1971)

arancia meccanicaSabato 12/10/13, ore 21.10, ITALIA 2

 

«Le avventure di un giovane i cui principali interessi sono lo stupro, l’ultra-violenza e Beethoven». La tag-line con cui è ricordato il film sintetizza perfettamente le coordinate fondamentali su cui è incentrato uno dei più controversi capolavori della storia del cinema, tratto dal romanzo A Clockwork Orange (1962) di Anthony Burgess.

Allucinato apologo iperrealistico sulla violenza primitiva insita nell’uomo e sulla negazione del libero arbitrio, calato in una società fantascientifica distopica, oggi, esattamente come quarant’anni fa quando venne presentato alla Mostra del Cinema di Venezia, Arancia meccanica spiazza, disturba, sconvolge. E’ impossibile non essere sedotti dalla complessità dell’opera, oggetto di studio ed approfondimento ancora oggi, in cui una feroce requisitoria contro la società contemporanea è il fine ultimo di un film annichilente per genialità delle trovate, virtuosismi registici, uso delle musiche, coraggiosa ambizione nel veicolare un messaggio di dirompente forza espressiva. Straordinario Malcolm McDowell, nel ruolo che lo segnerà per sempre. L’estrema violenza delle azioni, sempre assolutamente funzionali, e la descrizione del personaggio come “eroe” negativo, attirarono sul film becere accuse di fascismo latente. Troppo respingente e stratificato per essere compreso da tutti. Incredibilmente nominato agli Oscar (film, regia, sceneggiatura non originale, montaggio). David di Donatello a Stanley Kubrick per la miglior regia. Signori, giù il cappello, siamo di fronte ad un capolavoro.

Immenso.

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