L’ARTE DELLA FELICITA’ di Alessandro Rak (2013)

Locandina ArtePer chi si interessa un minimo di animazione, non sarebbe una sorpresa sapere che in Italia anche questo settore rientra in uno dei tanti da riformulare, su cui insistere maggiormente e rischiare di più. Oltre a D’Alò e a poche altre serie televisive, i così chiamati “cartoni animati” non trovano spazio.

Dunque è curioso sin dalle premesse questo lavoro di Rak, presentato all’interno della settimana della critica dell’ultimo festival del cinema di Venezia, un film d’animazione pensato per un pubblico adulto, con uno stile davvero notevole, tratti rudi, secchi, nervosi, movimenti di macchina in alcuni casi sorprendenti così come l’impiego della luce e il montaggio. Ma l’opera soffre purtroppo di un problema non indifferente che risiede tutto nel soggetto ancor prima che nella poco riuscita sceneggiatura. L’Arte della Felicità ha un copione che non sa dove vuole andare e non sa nemmeno da dove partire. In compagnia di un taxista sull’orlo della crisi esistenziale, facciamo la conoscenza di bizzarri personaggi che in qualche modo dovrebbero illuminarlo, in una Napoli buia e tempestosa che rivedrà la luce solo nel finale con una retorica che definire imbarazzante è dire poco. Si parla di tutto in questo film, ma non si riflette su nulla. La solitudine, la speranza, i sogni, la famiglia e la tanto agognata felicità sono solo alcune tematiche abbozzate e chiuse in poche sequenze, come i personaggi e come la musica che dovrebbe farla da protagonista (il taxista è un ex-musicista) e che invece risulta uno degli elementi che più infastidiscono la visione.

 

La cadenza frammentaria e varia sarà stata sicuramente pensata per farci immedesimare ancor più nel personaggio, un uomo che ha perso qualsiasi punto cardinale e che cerca di sfruttare al meglio ogni singolo incontro per provare a tornare a orientarsi. Però il giochino alla lunga stufa, anche perché di lavori più riusciti che vertono sullo stesso spunto e che trattano tali tematiche all’incirca allo stesso modo ne abbiamo visti.

Insomma, c’è da sperare che qualcosa si sia mosso nel settore animato, ma c’è anche da sperare che prima di lavorare su un progetto d’animazione, ci sia alle spalle un’idea cinematografica molto più studiata di questa.

 

Voto: 1,5/4