Il ragazzo e l’airone di Hayao Miyazaki, la recensione

di Fabrizio Guida

Vedendo Il ragazzo e l’airone si intuisce perché Miyazaki abbia aspettato 10 anni dal suo ultimo lavoro, Si alza il ventoIl ragazzo e l’airone infatti è un progetto mastodontico, complice una scrittura molto complessa e un’immersione nella cultura tradizionale giapponese, un viaggio tra il reale e il fantastico in un universo meravigliosamente ricco di contenuti che lo Studio Ghibli fa brillare di una particolare ed emozionante luce.

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THE FATHER di Florian Zeller – La recensione

The Father' Review: A Capricious Mind - The New York Times

Monumentale! Anthony Hopkins in The Father – nulla è come sembra, primo e unico film del regista, drammaturgo e scrittore francese Florian Zeller, offre una prova attoriale fuori da qualsiasi aspettativa. Certo nessuno si sarebbe potuto mai immaginare una interpretazione discreta da parte di Sir Hopkins, ma quello che ci regala questa volta è letteralmente da brividi.

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ATLANTIQUE di Mati Diop – La recensione

Atlantique, di Mati Diop. La recensione - Sentieri Selvaggi

L’esordio alla regia di un lungometraggio per Mati Diop è stato davvero ben visto dalla critica e dalla giuria del Festival di Cannes 2019. Atlantique ha vinto infatti il Gran premio speciale della giuria e inoltre Mati Diop è stata la prima donna di colore a dirigere un film del concorso principale. I numerosi plausi ottenuti hanno portato il colosso statunitense dello streaming Netflix ad acquistarne i diritti di distribuzione.

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DIEGO MARADONA di Asif Kapadia – La recensione

Diego Maradona | Netflix

Tra gli innumerevoli prodotti cinematografici su Diego Armando Maradona, spicca senza ombra di dubbio il documentario di Kusturica del 2008, ma quest’anno, quasi a sorpresa, il premio Oscar Asif Kapadia ha presentato a Cannes un lavoro altrettanto ben fatto quanto diverso, sul calciatore campione del mondo più forte e trasgressivo di tutti i tempi. Sul “Dio del calcio” si è già detto tutto, infatti il regista cerca con fatica un nuovo punto di vista per raccontare la storia di Maradona, quello che più lo agevola sono le 500 ore di filmati, per lo più inediti, tagliati e montati per rendere il documentario classico e cronologico.

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VOX LUX di Brady Corbet – La recensione

Vox Lux | Film | CiakClub.it

Una strepitosa e sempre più bella Natalie Portman è protagonista di Vox Lux, ultimo e poco convincente film di Brady Corbet passato nel 2018 al concorso ufficiale della Mostra del cinema di Venezia. Corbet mette in scena l’ascesa al successo di una popstar dei giorni nostri, che da bambina sopravvisse a una strage avvenuta in una scuola per mano di un ragazzo instabile mentalmente e armato, riportando una lesione alla spina dorsale. Gli eventi iniziali, quindi l’esatto momento in cui il ragazzo entra nella classe di Celeste (Natalie Portman da bambina interpretata da Raffey Cassidy, che impersonerà anche Albertine, la figlia di Celeste ormai adulta e famosa), sparando prima all’insegnante di musica e poi agli studenti, sono il momento di maggior picco per pathos e tensione del film; il resto va man mano scemando.

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LA CASA DI JACK di Lars Von Trier – La recensione

La casa di Jack - Sentieri Del Cinema

Lars è tornato! Come noto Von Trier era stato bandito dal festival di Cannes nel 2011 a seguito di alcune dichiarazioni giudicate filonaziste. Dopo una trattativa, però, gli è stato concesso di presentare un film fuori concorso al medesimo festival nell’edizione del 2018. Ora anche in Italia arriva la sua opera d’arte, un suo autoritratto fatto di sangue. La casa di Jack è infatti un capolavoro, un film che riesce ad essere intimo e sarcastico allo stesso tempo, sadico e meravigliosamente violento. Nelle nostre sale viene distribuito in due diverse versioni: in italiano, con il taglio dei dettagli più violenti, e in lingua originale, senza censure. Da notare che entrambe le edizioni sono vietate ai minori di 18 anni.

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CAPRI-REVOLUTION di Mario Martone – La recensione

Capri-Revolution - RaiPlay

Mario Martone conclude la sua trilogia sulla storia dell’Italia, dopo Noi credevamo e Il giovane favoloso, con Capri-Revolution, presentato in concorso ufficiale alla 75^ Mostra del Cinema del Venezia. Il film, ambientato nel 1914 a Capri, narra la storia di Lucia, interpretata da Marianna Fontana, ormai “divisa da Indivisibili”: è una ragazza pastore che incontra un gruppo di giovani del nord Europa, i quali, trovando terreno ideale nell’isola incontaminata, formano una comunità naturista per sperimentare una ricerca sulla vita e sull’espressione artistica e filosofica.

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DIVA! di Francesco Patierno (2017)

Diva!, di Francesco Patierno

DIVA! è il documentario tutto al femminile di Francesco Patierno, passato fuori concorso alla 74ma edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nel 2017. L’opera, tratta da Quanti sono i domani passati a cura di Enrico Rotelli libro autobiografico, racconta la vita privata, pubblica e professionale di un’artista, una grande attrice del teatro e del cinema a livello mondiale, Valentina Cortese, divenuta un mito. A raccontarci la sua storia, interpretando le sue stesse parole e rivolgendosi direttamente al pubblico, si alternano alcune tra le più belle e brave attrici italiane: Barbora Bobulova, Anita Caprioli, Carolina Crescentini, Silvia D’Amico, Isabella Ferrari, Anna Foglietta, Carlotta Natoli e Greta Scarano.

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ANNIENTAMENTO di Alex Garland (2018)

Annientamento - Recensione - Moviesource

Una ricetta perfetta è tale quando tutti gli ingredienti sono in grado di mescolarsi in maniera omogenea dando vita ad un risultato finale capace di soddisfare chi ne usufruirà. Questo è il risultato del lavoro fantascientifico di Alex Garland, che in Annientamento ha fatto convergere cinema, scienza e filosofia, impacchettando il tutto e realizzando così uno dei migliori film sci-fi dell’anno. Garland, con Annientamento ha fatto qualcosa di diverso, è riuscito ad andare oltre la fantascienza, non abbandonando, dopo Ex-Machina, quella strada tortuosa nella quale lo spettatore verrà costretto a porsi delle domande esistenziali, alle quali però alla fine non riuscirà a rispondersi: cosa è reale e cosa non lo è? Esiste un altro tipo di vita, diversa da quella che noi umani concepiamo? Ma chi è in grado di rispondere veramente a queste domande?

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MADRE! di Darren Aronofsky (2017)

Madre! di Darren Aronofsky: recensione e analisi | JAMovie

“Comincerò dall’apocalisse”, è una delle tante frasi con chiari riferimenti biblici pronunciate in madre!, così come “voglio creare il mio paradiso”. Il film si presenta come un dramma con tanto di sottotracce thriller e horror, una sorta di Armageddon ciclico dove fine e inizio convergono nello stesso punto. Scritto in 5 giorni, a differenza di Dio che ce ne mise 7 per creare l’universo, secondo la Bibbia, Darren Aronofsky porta a termine il suo settimo lungometraggio mantenendo una sottile linea conduttrice che ricollega concetti espressi precedentemente in Pi-Greco il teorema del delirio e The Fountain – L’albero della vita. Tematiche e allegorie puramente esoteriche e religiose.

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VENEZIA 2017: UNDER THE TREE di Hafsteinn Gunnar Sigurðsson

Under-The-Tree

Venti minuti di “follia” e quei richiami corali ai Coen che trasformano un film, per lo più piatto e che a tratti si trascina in vicende prevedibili, in un’apocalisse finale. È il caso di Under The Tree, l’opera seconda di Hafsteinn Gunnar Sigurðsson, islandese, presentato nella sezione Orizzonti della 74^ Mostra del Cinema di Venezia. Agnes e Atli sono una giovane coppia con una bambina, la relazione da già segni di cedimento da tempo ormai, per rompersi poi tragicamente quando lei scopre il marito guardare un porno in cui fa sesso con la sua ex. Sbattuto fuori di casa, non gli rimane che tornare a casa dei suoi genitori, nella loro villetta in giardino. Qui vi è un’enorme e bellissimo albero che sconfina nella proprietà dei vicini, facendo molta ombra alla giovane donna che vi abita col marito e che non può prendere il sole. I genitori di Atli vengono ripetutamente avvisati di potare i rami, ma questo non avviene, in più la madre del giovane infedele ha dei forti problemi comportamentali e di depressione dovuti al suicidio dell’altro suo figlio. Questi atteggiamenti non fanno altro che inasprire il rapporto con la coppia che abita nella villa adiacente, fino a sfociare nella follia più totale.

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TARANTA ON THE ROAD di Salvatore Allocca (2017)

 

Taranta on The Road è il primo film diretto da Salvatore Allocca, che con questo lavoro mostra una verve registica semplice, ma essenziale e di immediata comprensione per lo spettatore. Accompagnato da un’ottima sceneggiatura, il regista ha saputo raccontare una storia in apparenza monotematica navigando su più fronti. Presentato in anteprima mondiale a Bari al Bif&st 2017 e riproposto come evento d’apertura all’Etranger Film Festival di Gioia Del Colle (Bari), ha riscosso il consenso del pubblico e della critica e ora finalmente uscirà nelle sale italiane. Si presenta come un road movie ambientato in Puglia che passa dal racconto sociale alla commedia romantica, narrando una storia d’amore, di fuga e di riflessione personale.

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LA GUERRA DEI CAFONI di Davide Barletti e Lorenzo Conte (2017)

 

Estate 1975. In un villaggio della costa salentina si rinnova la guerra che oppone i ragazzini benestanti, i signori, ai figli dei pescatori, dei pastori, dei contadini: i cosiddetti cafoni. A dichiarare e alimentare questo conflitto è il quattordicenne capo dei signori, Angelo, che nel soprannome porta il segno del campione e della perfidia: Francisco Marinho (calciatore brasiliano dell’epoca), altrimenti detto il Maligno. Ossessionato dall’odio per i cafoni, Francisco Marinho combatte in nome dell’ordine sociale, della divisione di classe, della continuità storica. Ma quando, per un tragicomico equivoco, nella sua visione del mondo subentra una punta di compassione, o forse di affetto, o forse di amore verso una giovane cafona, la separazione tra il bene e il male comincia a offuscarsi. Intorno a lui, i sintomi di una stagione nuova: dove il prestigio o la disgrazia dell’essere cede il passo all’arroganza dell’avere. La guerra dei cafoni non sarà più scontro tra i ranghi che ribadiscono la propria natura, ma lotta di conquista, arrampicamento, disordine collettivo e interiore. Metafora, attraverso un microcosmo di ragazzini indemoniati, del cambiamento collettivo che in quegli anni trasfigurò il nostro paese. La guerra dei cafoni è un poema cavalleresco improntato su una forte satira sociale.

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MANCHESTER BY THE SEA di Kenneth Lonergan (2016)

 

La musica gregoriana, un mare splendido battuto dai venti gelidi dell’inverno nordamericano, Manchester By The Sea, non in Inghilterra, ma in Massachusets, così si apre l’ultimo viaggio in cui ci condurrà Kenneth Lonergan. Il regista concentra la sua opera su un’intensa e straziante struttura narrativa basata su un lutto familiare. Un dramma contemporaneo, ma che esiste da sempre, questo è Manchester By The Sea. Lee Chandler è un uomo sulla quarantina, fa il tuttofare in alcune palazzine di Boston, risulta una persona efficiente, ma estremamente sgarbato e indelicato, distaccato emotivamente e pronto alla rissa. L’improvvisa morte del fratello maggiore Joe lo riporta nel suo paese di origine per occuparsi del funerale. Qui scoprirà, dalla lettura del testamento, di essere il tutore del nipote Patrick.

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IL GGG – IL GRANDE GIGANTE GENTILE di Steven Spielberg (2016)

 

L’ennesimo acronimo di Steven Spielberg.

Ebbene sì, anche nel suo ultimo film il nostro caro vecchio “amico” ha usato un acronimo: GGG infatti sta per Grande Gigante Gentileo nella versione originale BFG Big Friendly Giant. Come non ricordare i precedenti E.T. e A.I. Intelligenza Artificiale? Il film, tratto dal romanzo di Roald Dahl, racconta la storia piccola orfana Sophie (Ruby Barnhill) che una notte, affacciata dal suo orfanotrofio di Londra, scorge Il Grande Gigante Gentile, l’essere più gentile tra i suoi simili (molto più temibili e soprattutto mangiauomini, lui è l’unico vegetariano). Per evitare che la piccola riveli la sua esistenza, il Gigante la porte con sé, avvolta in una coperta, nel suo regno. Comincia così una grande avventura che vedrà addirittura coinvolgere Sua Maestà la Regina d’Inghilterra.

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SNOWDEN di Oliver Stone (2016)

Comment le biopic sur Edward Snowden a failli ne pas voir le jour

Oliver Stone è tornato! Non in formissima da come si potrà vedere, risente ancora di qualche acciacco provocato dalle ultime due sue fatiche, Le belve e Wall Street – Il denaro non dorme mai, che non riscossero particolare successo, ne tra il pubblico ne tra i critici.

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ANIMALI NOTTURNI di Tom Ford (2016)

 

Il raffinato e poliedrico Tom Ford arriva in sala con il suo secondo lungometraggio Animali notturni, presentato in concorso alla 73^ Mostra del Cinema di Venezia. Ford, stilista e regista, noto per aver rilanciato la maison di Gucci negli anni 90, aveva esordito nel 2009 con A Single Man: già da allora era evidente una raffinatezza ed eleganza stilistica, dedita al glamour hollywoodiano, che l’hanno indubbiamente contraddistinto, sia come uomo di moda che come uomo di cinema. Nella sua ultima fatica sono infatti evidenti tutte le sue peculiarità e caratteristiche, sin dall’inizio.

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ELVIS & NIXON di Liza Johnson (2016)

 

Il Re è tornato nel film più Rock della stagione. Elvis & Nixon, l’ultima fatica di LizaJohnson, narra l’incontro tra il Re del Rock ‘n’ Roll Elvis Presley (Michael Shannon) e il 37° Presidente degli Stati Uniti d’America Richard Nixon (Kevin Spacey). Un meraviglioso testa a testa comico e, se vogliamo anche decadente, tra un presidente e la maggiore icona rock mai esistita.

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Venezia 2016: NOCTURNAL ANIMALS di Tom Ford

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Il raffinato e poliedrico Tom Ford sbarca al concorso della 73^ Mostra del Cinema di Venezia con il suo secondo lungometraggio: Nocturnal Animals. Ford, stilista e regista, noto per aver rilanciato la maison di Gucci negli anni 90, era già stato al festival nel 2009, riscuotendo anche un notevole successo, con il film A Single Man. Già dall’ora era evidente una raffinatezza ed eleganza stilistica, dedita al glamour hollywoodiano, che l’hanno indubbiamente contraddistinto, sia come uomo di moda che come uomo di cinema. Nella sua ultima fatica sono infatti evidenti tutte le sue peculiarità e caratteristiche, sin dall’inizio.

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VENEZIA 2016: LES BEAUX JOURS D’ARANJUEZ di Wim Wenders

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Il maestro del nuovo cinema tedesco Wim Wenders si presenta al concorso della 73^ Mostra del Cinema di Venezia con un’opera ermetica dal titolo Les Beaux Jours d’Aranjuez. Il film è un adattamento cinematografico di un’opera letteraria e teatrale scritta dall’austriaco Peter Handke. Un uomo, uno scrittore, nella sua villa di periferia di una silenziosa Parigi ascolta della musica, Perfect Day di Lou Reed, al suo jukebox cercando un’ispirazione per cominciare a scrivere, quando ad un tratto si siede, prende un foglio e….

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THE NICE GUYS di Shane Black (2016)

 

Esilarante!

Sì, l’ultimo film dello sceneggiatore e regista americano Shane Black, presentato fuori concorso al 69 Festival di Cannes, è davvero uno “spasso”. Con giugno alle porte ormai, la stagione estiva è arrivata e come ben sappiamo non saremo allietati da molte pellicole degne di nota. Questo non vale però per il divertente movie mix di generi che vede protagonisti “quei bei ragazzi” di Ryan Gosling e Russell Crowe. Il film, infatti, è una commedia poliziesca dove convergono azione e la suspance del più classico dei thriller.

Holland (Crowe) e Jackson (Gosling) sono due maldestri investigatori privati che indagano su uno strano caso: la scomparsa di una giovane porno star di nome Amelia e la morte di un’altra attrice del mondo porno, Misty Mountains, nella perversa Los Angeles degli anni ’70. 

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LA FORESTA DEI SOGNI di Gus Van Sant (2015)

 

L’edizione del 2015 del Festival di Cannes ha segnato il ritorno sulla Croisette di uno dei migliori cineasti americani contemporanei: Gus Van Sant, accompagnato da un cast d’eccezione composto da Matthew McConaughey, Naomi Watts e Ken Watanabe. Il film era attesissimo dalla critica e dal pubblico e tutti i giornalisti, dai più blasonati ai meno, non si sono lasciati scappare l’occasione di dire la loro, anche perchè il film esce nelle sale italiane a quasi un anno di distanza dalla presentazione al Festival. Nel frattempo, è stato distribuito negli States e in altre nazioni, da noi l’uscita era prevista per ottobre dello scorso anno, ma per alcuni controversie la Lucky Red ha dovuto posticipare fino ad ora.

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FCAAAL 2016: RYUZO AND THE SEVEN HENCHMEN di Takeshi Kitano

 

Ryuzo and the Seven Henchmen (Ryuzo e i sette scagnozzi) segna il ritorno agli Yakuza movie del poliedrico maestro Takeshi Kitano, assoluto pilastro del cinema orientale da oltre 20 anni. Dopo i precedenti Outrage e Outrage Beyond, film dai toni più cupi rispetto a questo, ma di notevole successo ai box office e apprezzati dalla critica, Kitano gira un film che, se pur d’azione, ha spesso dei toni da commedia. 

Ryuzo and His Sevene Henchmen, infatti, è la storia di Ryuzo, un vecchio uomo con un passato turbolento e violento, essendo un membro di una “famiglia” Yakuza, famosa organizzazione criminale giapponese. Vive con suo figlio, la moglie e suo nipote:e diciamo anche da nonno non è il massimo, dal momento che si diverte a spaventare spesso il bambino. Si ritrova a dover rimanere solo per qualche giorno e dopo aver ricevuto un tentativo di truffa dalla nuova malavita locale, riunisce la sua vecchia banda per formare una nuova “famiglia” e sgominare i neo-delinquenti che agiscono senza cervello e senza un codice etico e morale. La banda è composta da sette vecchi uomini, chi scappato dall’ospedale chi dall’ospizio, tutti con un’abilità speciale, ora evidentemente e comicamente arrugginita.

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L’ULTIMA PAROLA – LA VERA STORIA DI DALTON TRUMBO di Jay Roach (2015)

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Diciamolo pure, ma quanto ci era mancato Bryan Cranston? Sì, possiamo dire di averlo rivisto in Godzilla, ma molti di noi sono ancora fermi lì, al ricordo dell’epica morte di Walter White in Breaking Bad… Il resto è nulla! Con questo film però, Cranston (candidato come Migliore attore protagonista agli Oscar), riesce a far dimenticare per due ore la trasformazione Walter White/Heisenberg.

Ma procediamo con ordine. Credo sia doveroso, prima di parlare del film, introdurre e spiegare chi fosse Dalton Trumbo, per chi non lo sapesse. Trumbo era innanzitutto un uomo dai forti ideali politici e umani. Negli anni 40, ad Hollywood, divenne uno degli sceneggiatori e romanzieri più ricercati degli Stati Uniti. Lavorò con i più grandi: RKO, Columbia, MGM. Era un comunista convinto e schierato con i sindacati, forte sostenitore dei diritti civili e molto presente nella sfera sociale hollywoodiana.

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REMEMBER di Atom Egoyan (2015)

  

Ottimi attori, caccia all’uomo, suspance, vendetta, nazismo e un finale che rimescola le carte… gli ingredienti ci sono! Cosa manca allora a Remember? Atom Egoyan si cimenta in un film che pare funzionare, se non fosse per l’impronta data dal regista. La pellicola, infatti, dimostra di possedere una forma più prettamente televisiva che cinematografica.

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MACBETH di Justin Kurzel (2015)

 

 

“Il bello è brutto, il brutto è bello”.


Con l’apparizione delle tre streghe profetiche inizia il Macbeth del regista australiano Justin Kurzel, ennesima trasposizione e rivisitazione cinematografica della tragedia shakespeariana. Ricordiamo infatti tra le varie quelle di Orson Welles del 1948, Akira Kurosawa del 1957 (Il trono di sangue) e Roman Polanski del ’71: le più famose, ma anche le più discusse e acclamate.

Così come l’inizio, anche il resto del film rimane fedele e rigoroso alla storia e ai dialoghi dello scrittore inglese, salvo qualche libertà del regista nella sceneggiatura, come il funerale del figlio della coppia protagonista, personaggio che non appare nell’opera teatrale.

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REGRESSION di Alejandro Amenàbar (2015)

 

Mistero? Sì, ma quanto?

Da anni ormai siamo costantemente invasi da storie sull’occulto, riti satanici, eterno contrasto tra fede e scienza. Dunque dal nuovo film di Alejandro Amenabàr ci si aspettava di più. Invece Regression, l’ultimo thriller del regista spagnolo, non è all’altezza dei precedenti The Others o Mare Dentro.

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