What’s Love? di Shekhar Kapur, la recensione

What's Love? - Film (2022) - MYmovies.it

Dai produttori di Love Actually e Il diario di Bridget Jones, arriva un’altra divertente commedia romantica dal sapore interculturale, scritta da Jemina Khan e diretta da Shekhar Kapur (Elizabeth; Elizabeth: The Golden Age). Delicata commedia ambientata nel cuore della Gran Bretagna multiculturale, Londra, punto d’incontro in cui convivono la cultura più british con quella scoppiettante, festosa e ospitale della tradizione musulmana pakistana. Zoe (Lily James), una videomaker e amica d’infanzia del vicino di casa (Shazad Latif), si presta a filmare la di lui ricerca di una moglie su commissione, scelta dalla famiglia secondo la migliore tradizione pakistana del matrimonio combinato, anzi “assistito”.

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Triangle of Sadness di Ruben Östlund, la recensione del film Palma d’Oro a Cannes

Triangle of Sadness - Film (2022) - MYmovies.it

Lo svedese Ruben Östlund con Triangle of Sadness, Palma d’oro al Festival di Cannes 2022, come già con The Square nel 2017, conferma il suo talento. Il regista, così come aveva fatto nei due riuscitissimi film precedenti (Forza maggiore del 2014, The Square, 2017) qui torna a indagare sulle inaspettate reazioni umane, sui rapporti causa-effetto, di fronte all’inaspettato, alla catastrofe naturale, che mette in moto una serie di reazioni imprevedibili, e grazie alla firma del regista su tutto il film, ferocemente esilaranti.

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C’mon C’mon di Mike Mills, la recensione

C'mon C'mon - Film (2021) - MYmovies.it

Affascinante e delicato road-movie in bianco e nero, diretto e sceneggiato da Mike Mills, narra la storia di Johnny (Joaquin Phoenix), regista radiofonico, chiamato dalla sorella Viv (Gaby Hoffman) per badare a Jesse (Woody Norman), il nipote di nove anni, intanto che lei corre ad aiutare il marito, afflitto da problemi psichiatrici. L’intero film segue lo svilupparsi e la costruzione del rapporto zio/nipote, in viaggio da Los Angeles a New York, a New Orleans, intanto che Johnny porta avanti un suo progetto radiofonico, intervistando dei ragazzi, su cosa pensano del mondo, del futuro, della felicità ecc.

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Il potere del cane di Jane Campion, la recensione

Il potere del cane - Film (2021) - MYmovies.it

L’ultimo lungometraggio della neozelandese Jane Campion, tratto dal romanzo omonimo di Thomas Savage, s’immerge nelle atmosfere di un drammatico western, con sottili risvolti psicologici thriller. Presentato in concorso a Venezia 2021, dove ha vinto il Leone d’Argento per la miglior regia, da lì vincitore incontrastato ai Golden Globe 2022 e ai Bafta Awards 2022, in nomination agli Oscar per Miglior film, regia, attore protagonista, attrice e attore non protagonisti, sceneggiatura non originale (sempre J. Campion), fotografia (Ari Wegner) e colonna sonora (Johnny Greenwood, non a caso già dietro le musiche de Il petroliere). Distribuito da Netflix.

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FREAKS OUT di Gabriele Mainetti, la recensione

Freaks Out - Film (2021) - MYmovies.it

Dopo lo sfolgorante debutto con Lo chiamavano Jeeg Robot (miglior regista esordiente al David di Donatello, 2016), Gabriele Mainetti mette in scena Freaks Out, in concorso all’ultima rassegna della Mostra di Venezia. Soggetto di Nicola Guaglione, e sceneggiatura a quattro mani con il regista, come nel film precedente. Con il suo secondo film, Mainetti ribadisce il suo amore per il cinema, per i supereroi Marvel e per le storie impossibili, partendo da personaggi reali, meglio ancora se un po’ coatti.

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MEMORIE DI UN ASSASSINO di Bong Joon-ho – La recensione

Memorie di un assassino, già nel 2003 il premio Oscar Bong Joon-ho era un  piccolo fenomeno della regia - Il Fatto Quotidiano

Memorie di un assassino è un thriller poliziesco del 2003 del regista sudcoreano Bong Joon-ho, in uscita in Italia dopo il clamoroso successo di Parasite (Palma d’oro a Cannes 2019 e vincitore indiscusso agli Oscar 2020 con i premi come miglior film, regia, sceneggiatura originale, film internazionale). Ottenne un ottimo consenso di critica e pubblico, pluri-premiato anche al Torino Film Festival.

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Sguardi Altrove 2019: LAS NIÑAS BIEN di Alejandra Márquez Abella – La recensione

RESEÑA 'Las niñas bien': película de Alejandra Márquez Abella basada en el  libro de Guadalupe Loaeza | Actitudfem

Las Niñas Bien è il secondo lungometraggio fiction della regista messicana Alejandra Márquez Abella, presentato al Film Festival di Toronto e alla Festa del Cinema di Roma nel 2018 prima di sbarcare a Sguardi Altrove 2019. Sceneggiatura tratta dall’adattamento del libro omonimo di Guadalupe Loaeza, il film narra la storia di un gruppo di donne della ricca borghesia messicana prima e durante la crisi economica del 1982, dove le apparenze contano più della vita reale.

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Sguardi Altrove 2019: THOU SHALT NOT KILL di Catalin Rotaru e Gabi Virginia Sarga – La recensione

THOU SHALT NOT KILL - Indie Sales

Tra le anteprime italiane a Sguardi Altrove Film Festival c’è Thou Shalt Not Kill: opera prima delle registe rumene Catalin Rotaru e Gabi Virginia Sarga e sceneggiato dalle stesse, si ispira a uno scandalo mediatico sulla corruzione e la malasanità in un ospedale pubblico, realmente accaduto in Romania. Presentato all’Indie Lisboa International Indipendent Film Festival del 2019, ha vinto lo Special Jury Award.

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Sguardi Altrove 2019: JAWLINE di Lisa Mandelup – La recensione

The Doc Life: 'Jawline' Director Liza Mandelup on Working with Your Main  Character - Film Independent

Tra i lungometraggi più attesi a Sguardi Altrove 2019, c’è l’anteprima europea di Jawline, opera prima della regista americana Lisa Mandelup che per questo film è stata premiata al Sundance Film Festival 2019 con lo US Documentary Special Jury Award for Emerging FilmMaker: il documentario segue il sedicenne Austyn Tester, stella nascente dei social media tra le ragazzine, in fuga da un’esistenza senza via d’uscita nel rurale Tennessee.

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Sguardi Altrove 2019: BECOMING ASTRID di Pernille Fischer Christensen – La recensione

NFF8: Becoming Astrid, recensione del film sulla vita dell'autrice svedese  Astrid Lindgren | Spettacolo.eu

Biopic drammatico sugli anni giovanili della scrittrice Astrid Lindgren, diretto dalla regista danese Pernille Fischer Christensen e co-sceneggiato dalla stessa insieme a Kim Fupz Aakeson, Becoming Astrid sbarca in anteprima italiana come film d’apertura di Sguardi Altrove Film Festival, dopo essere stato presentato alla Berlinale Special 2018.

Il film è ambientato in Svezia negli anni ’20 e racconta la storia di emancipazione, tutta al femminile, della giovane autrice di Pippi Calzelunghe, importante protagonista nel panorama della letteratura per bambini del Novecento. La giovane Astrid (Alba August), anticonformista e insofferente alle convenzioni della piccola comunità religiosa in cui è cresciuta, crea il suo sofferto e originale percorso di crescita, come scrittrice e madre single.

Film coinvolgente e ben confezionato e, supportato da una sceneggiatura solida e convincente, mantiene un buon ritmo per l’intera durata. Notevole l’interpretazione della giovane Alba August/Astrid, che convince in tutte le tappe del suo doloroso percorso di crescita, per arrivare a essere quella scrittrice poi così amata dai bambini, in virtù del fatto che lei stessa da giovane, lasciata sola, aveva dovuto imparare ad affrontare con originalità e coraggio le proprie paure. Il film affronta tematiche ancora oggi attualissime per una giovane donna: come imparare a coniugare la propria affettività viscerale e la propria creatività, utilizzandole come spinte propulsive verso l’indipendenza e l’autonomia.

La regista, sullo spunto della storia della celebre scrittrice, offre un’occasione di riflessione anche sul diverso trattamento nell’educazione dell’identità di genere: significativa la scelta del taglio di capelli a caschetto (bubikopf), il look della “nuova donna” emancipata degli anni ‘20, che delinea la rottura di Astrid con il conformismo e le regole bigotte e discriminanti della famiglia e della piccola comunità d’origine.

Voto: 2,5/4

LA CONSEGUENZA di James Kent – La recensione

La Conseguenza - Film (2019) - MYmovies.it

La conseguenza è un romantico dramma di guerra, diretto da James Kent, che già aveva sperimentato la stessa identica formula nel 2014 con Generazione perduta. La sceneggiatura è tratta dal romanzo The Aftermath di Rhidian Brook, anche co-sceneggiatore. Il film è ambientato nella Germania del 1946. Ad Amburgo, tra le macerie del dopoguerra, si riuniscono un colonnello inglese (Jason Clarke) e la moglie (Keira Knightley). All’ufficiale vincitore, incaricato di sistemare i tumulti e risollevare le sorti della città, viene assegnata la lussuosa villa del vinto, un architetto vedovo (Alexander Skarsgård), che con la figlia adolescente si trasferisce umilmente in soffitta.

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COLD WAR di Pawel Pawlikowski – La recensione

La recensione di Cold War, di Pawel Pawlikowski

Pawel Pawlikowski, dopo Ida (premio Oscar 2015), torna a girare in un magnifico bianco e nero la storia di un amore tormentato e impossibile. Film profondamente intimo e autobiografico (s’ispira liberamente alla complicata storia d’amore dei genitori del regista), sceneggiato dunque da Pawlikowski stesso in collaborazione con Janusz Glowacki e Piotr Borkowski, è stato premiato al Festival di Cannes 2018 per la Miglior Regia, è il candidato della Polonia agli Oscar e ha conquistato 5 European Film Awards (tra cui quello come miglior film).

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WIDOWS – EREDITÀ CRIMINALE di Steve McQueen – La recensione

Widows - Eredità Criminale - Film (2018) - MYmovies.it

Widows è un thriller mozzafiato diretto dal premio Oscar Steve McQueen, anche coautore della sceneggiatura insieme a Gillian Flynn (L’amore bugiardo-Gone Girl, 2014), tratto dall’omonima miniserie televisiva inglese del 2002. Film ambientato nella Chicago contemporanea tra bande di criminali e politici corrotti, narra la storia di 4 donne (Viola Davis, Michelle Rodriguez, Elizabeth Debicki, Chyntia Erivo), rimaste per l’appunto vedove dopo l’ultimo colpo finito male dei mariti. Frastornate e sole, per rimediare alle malefatte lasciate loro in eredità, riuniranno le forze in una gang al femminile, sfoderando un’inaspettata volontà combattiva e vendicatrice, per riprendersi il potere sul proprio destino.

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DISOBEDIENCE di Sebastián Lelio – La recensione

Disobedience, di Sebastian Lelio - SentieriSelvaggi

Disobedience è un film drammatico e una straordinaria storia d’amore, diretto dal regista cileno Sebastian Lelio, già affermatosi sulla scena internazionale con Gloria del 2013 e con Una donna fantastica, premio Oscar 2018 al miglior film straniero. La sceneggiatura è stata scritta dal regista stesso insieme a Rebecca Lenkiewicz, ed è tratta dall’omonimo romanzo di Naomi Alderman del 2006. La storia è ambientata nella Londra contemporanea e ci racconta il ritorno di Ronit (Rachel Weisz), in occasione del funerale del padre (il rabbino), nella comunità ebraica ortodossa di cui un tempo faceva parte. Per l’occasione, rivede Esti (Rachel McAdams), suo antico amore e ora sposata con Dovid (Alessandro Nivola). Il re-incontro porterà a galla un amore non sopito e una serie di problematiche, per il trio, tutte da affrontare ed elaborare.

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LA RAGAZZA DEI TULIPANI di Justin Chadwick (2017)

La Ragazza Dei Tulipani: un film in costume dalle sfumature rosa con Alicia  Vikander [recensione] | Anonima Cinefili

La ragazza dei tulipani è un ambizioso drammone su passioni e tradimenti, diretto da Justin Chadwick e sceneggiato da Deborah Maggach, anche autrice del romanzo di partenza Tulip Fever. La tentazione dei tulipani. Intreccio complicatissimo ambientato nell’Amsterdam del 1636, in pieno fermento artistico-culturale e commerciale (la “febbre” dei tulipani), la storia narra le vicende di una giovane orfana (Alicia Vikander), che da un convento capitanato dalla badessa (Judi Dench), si ritrova sposata con il maturo e ricco commerciante Cornelius (un Christoph Waltz in ottima forma), desideroso di crearsi una famiglia e avere un erede. Ma il destino baro mischia le carte del pomposo mercante, quando quest’ultimo decide di chiamare un giovane e aitante ritrattista (Dane De Haan), per essere immortalato con l’incantevole moglie…

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END OF JUSTICE – NESSUNO È INNOCENTE di Dan Gilroy (2017)

End of Justice - Nessuno è innocente - Sentieri Del Cinema

End of Justice è un legal-thriller, scritto e diretto da Dan Gilroy, sulle vicende di un avvocato a Los Angeles, Roman J. Israel (Denzel Washington), militante e impegnato attivista nelle cause civili in difesa delle classi sociali bisognose. Con la malattia e il seguente decesso del socio principale del suo studio, Israel si ritrova a mettere in discussione e a rinnegare tutti i principi che fino ad allora aveva sostenuto, e da lì inizia una lentissima discesa verso il baratro… Interessante l’incipit, in cui Israel/Washington, tramite la trascrizione di un atto legale contro se stesso, ci dice che ha tradito i suoi ideali e compiuto un illecito: da subito, dunque, la regia procede per flashback.

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IL FILO NASCOSTO di Paul Thomas Anderson (2018)

Il filo nascosto”, o dell'amore ai tempi dell'autolesionismo consapevole |  Rapporto Confidenziale

Paul Thomas Anderson, che aveva già collaborato con Daniel Day-Lewis ne Il petroliere del 2007, con Il filo nascosto scrive e dirige un dramma ambiguo e romantico, ambientato nella Londra glamour e patinata degli anni ’50. Reynolds Woodcock (Daniel Day-Lewis) e la sorella Cyrill (Lesley Manville) dirigono un prestigioso atelier sartoriale, a cui le dame del jet set, dalle dive del cinema alle nobili eredi, si rivolgono, per attendere in gran stile a tutti gli eventi mondani dell’alta società. Daniel Day-Lewis (che ha dichiarato di essere alla sua ultima performance), crea il ritratto di un irritante, raffinato, nevrotico artista della moda, ossessionato dalla perfezione e dal proprio lavoro.

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LA LEGGE DELLA NOTTE di Ben Affleck (2016)

 

Ben Affleck è alla regia di questo noir, tratto da un romanzo di Dennis Lehane, già autore per il grande schermo con Mystic River, Gone Baby Gone e Shutter Island. Siamo nell’America proibizionista dei Ruggenti Anni ’20: l’azione si sposta dalle sparatorie a Boston, alle paludi e ai magnifici locali Charleston di Tampa, fino a Cuba. Il regista interpreta Joe Coughlin, il figlio di un Capitano di polizia che però sceglie La legge della notte e diventa un fuorilegge (ma attenzione, non un gangster!), con un’etica un po’ contradditoria e tutta sua. Tallone di Achille di questo eroe/anti-eroe saranno le donne (la traditrice Sienna Miller, la militante cubana Zoe Saldana, la mistica Elle Fanning).

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IL CLIENTE di Asghar Farhadi (2016)

 

Il Cliente è un thriller psicologico di Asghar Farhadi, regista iraniano classe 1972 che si è imposto all’attenzione mondiale con l’acclamato Una separazione del 2010 e con Il passato del 2013.Il film comincia con la fuga precipitosa di Emad (Shahab Hosseini) e Rana (Taraneh Alidoosti), una giovane coppia di attori, dalla propria casa a Teheran. Nonostante l’emergenza del momento, a causa del pericoloso grado di sfacelo in cui si trova l’edificio, vediamo che rimane intatta una rete di solidarietà umana e sociale, per cui ci si ferma a prestare soccorso ai più deboli.

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BRIDGET JONES’S BABY di Sharon Maguire (2016)

 

Con Bridget Jones’s Baby siamo al terzo capitolo della saga della single più pasticciona, buffa e logorroica di tutta l’Inghilterra. La nostra Bridget (Renée Zellweger) ha superato la fatidica soglia dei 40 anni, e con forte disappunto della mamma, è ancora “zitella” e senza prole, ma dotata di un immancabile senso dell’umorismo sulle sue presunte mancanze. La situazione si sblocca quando una giovane collega di lavoro la trascina al concerto pop di Ed Sheeran: lì conosce un aitante scrittore di manuali sull’amore matematicamente perfetto (Patrick Dempsey), con cui passa l’avventura di una notte. Poco dopo, reincontra il suo ex-fidanzato Mr. Darcy (Colin Firth).

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IL PIANO DI MAGGIE di Rebecca Miller (2015)

 

Il piano di Maggie, divertente commedia di Rebecca Miller, parla dell’incontro romantico a New York tra Maggie Hardin (Greta Gerwig) e l’antropologo/scrittore sposato John Harding (Ethan Hawke), in crisi con la magnifica professoressa danese Georgette (la “mostruosa” Julianne Moore).

A momento del loro incontro, Maggie, che è realizzata e felice della propria vita, si è però convinta di non riuscire a stare dentro una relazione a lungo termine, e ha quindi elaborato un piano: vuole diventare mamma-single grazie alla generosa donazione di Guy (Travis Fimmel), buffo personaggio amante della matematica pura a tal punto da abbandonarla per un pragmatico lavoro nella produzione di cetrioli sottaceto.

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MOTHER’S DAY di Garry Marshall (2016)

  

Mother’s Day è un OVVIO inno alla maternità, che intreccia le storie di tre generazioni di donne riunite ad Atlanta, per l’appunto, per la festa della mamma. Julia Roberts, in versione maculata/animalier, interpreta una conduttrice di televendite che, rimasta incinta da adolescente, ha dato in adozione la figlia. OVVIAMENTE, le due donne si ricongiungeranno il giorno esatto della santificazione della mamma.

Jennifer Aniston è la mamma divorziata di due bambini, che deve superare il fatto che l’ex marito si sia risposato con una procace ventenne. OVVIAMENTE digerirà l’amaro boccone e troverà pace con un vedovo, padre di due bambine. Kate Hudson ha messo su famiglia con un medico indiano, ma non ha il coraggio di dirlo ai super razzisti genitori texani. I neo-nonni, OVVIAMENTE, perdoneranno il colore di pelle sbagliato del nipotino in nome dell’Amore… etc. etc. etc.

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IL TRADITORE TIPO di Susanna White (2016)

Il traditore tipo è tratto dal romanzo Our Kind of Traitor di John Le Carrè, regia di Susanna White (Nanny Mc Phee), sceneggiatura di Hossein Amini (“Drive”). Durante una vacanza a Marrakech, una coppia inglese Perry (Ewan Mc Gregor) e Gail (Naomie Harris), fa casualmente amicizia con Dima (Stellan Skarsgard), che  si rivelerà un boss del riciclaggio del denaro “sporco” della mafia russa. Il simpatico e carismatico Dima riuscirà a convincerli ad aiutarlo a rifugiarsi con la famiglia in Gran Bretagna. In cambio collaborerà offrendo informazioni confidenziali ai servizi segreti dell’MI6, guidati dall’implacabile agente Hector (Damian Lewis).

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MISTRESS AMERICA di Noah Baumbach (2015)

 

Mistress America, diretto da Noah Baumbach, si può considerare come il terzo capitolo del regista sul tema della crescita giovanile, insieme ai precedenti Frances Ha e While We Were Young. Il film è incentrato sull’incontro a N.Y. tra Tracy (Lola Kirke) e Brooke (Greta Gerwig, anche coautrice della sceneggiatura insieme al compagno di vita Baumbach), future sorellastre. L’incipit ce lo dà la giovane Tracy, appena arrivata in città per frequentare il college, quando dice: ”Non è ogni storia una storia di tradimento?”.

Una storia, dunque, che ci narra di come stare attenti a non tradire innanzitutto se stessi e le persone vicine, ma anche una storia di tradimenti necessari, forse, per crescere. La giovane Tracy fatica ad ambientarsi in università e a farsi accettare dalla prestigiosa società letteraria Moebius; Brooke, trentenne perfettamente integrata nella “movida” newyorkese, la aiuterà ad uscire dall’isolamento portandosela dietro nella ricerca di potenziali investitori per il suo futuro ristorante. Da questa alleanza, Tracy trarrà lo spunto per scrivere, sfruttando cinicamente la vita della neo-sorellastra, una breve storia (Mistress America per l’appunto).

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FOREVER YOUNG di Fausto Brizzi (2016)

 

Dentro ogni persona anziana c’è una persona piu’ giovane che si chiede cosa diavolo sia successo

Terry Pratchett-

 

Siamo a Roma, dove si susseguono episodi di vita quotidiana di una manciata di cinquantenni e oltre, che ovviamente non vogliono arrendersi all’ineluttabile passare del tempo. Troviamo il sessantacinquenne Teo Teocoli, un avvocato dipendente dallo sport e pure vegano che si prepara per la maratona cittadina in tutine fluo. Il dj Diego, interpretato da Lillo (senza Greg), è scalzato in radio da un youtuber ventenne con migliaia di followers. Fabrizio Bentivoglio è il gigionissimo direttore della suddetta Radio ed è fidanzato con la ventiduenne Marika. Le sempre splendide Sabrina Ferilli e Luisa Ranieri sono due amiche in rotta di collisione quando una si fidanza col figlio ventenne dell’altra e via dicendo.

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THE END OF THE TOUR di James Ponsoldt (2015)

 

Il film The End of the Tour – Un viaggio con David Foster Wallace è di James Ponsoldt e si basa sul romanzo di David Lipsky del 2010 Come diventare se stessi (meglio il titolo in inglese: Although of Course You May End Up Becoming Yourself). La storia ha inizio quando, nel 2008, viene data la notizia ufficiale della morte dello scrittore David Foster Wallace, probabilmente per suicidio. David Lipsky (interpretato dall’ottimo Jesse Eisenberg, visto anche in The Social Network), torna indietro con la memoria a 12 anni prima, quando la rivista Rolling Stone l’aveva mandato ad intervistare il celebre scrittore.

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