Past Lives di Celine Song, la recensione

di Mirta Tealdi

Past Lives, film d’esordio della regista sudcoreana Celine Song, è un film semiautobiografico. Apprezzato dalla critica, ha ricevuto cinque candidature ai Golden Globe e due ai Premi Oscar. I protagonisti sono Na Young e Hae Sung, due giovani compagni di scuola di dodici anni (numero simbolicamente importante perché ogni dodici anni ci sarà un riavvicinamento). I due ragazzini sono inseparabili, teneramente legati ( i caratteri vengono subito tratteggiati: Na Young è competitiva e indipendente, mentre Hae Sung è dolce e paziente) e passano la maggior parte del tempo insieme mentre tornano a casa da scuola o giocano nei parchi della città di Seoul di cui la Song fa belle vedute con inquadrature angolate e ripide.

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Perfect Days di Wim Wenders, la recensione

di Mirta Tealdi

Vincitore della Palma d’oro per il migliore attore (Kôji Yakusho) all’ultimo Festival di Cannes, Perfect Days è il nuovo film di Wim Wenders. Hirayama (Kôji Yakusho) è un uomo di mezza età, dallo sguardo intenso e dolce e dai sorrisi che fioriscono improvvisamente, sembra felice della sua vita ripetitiva e semplice. I ritmi scanditi dalla sua attività: si sveglia, si lava, si mette la tuta da lavoro con su scritto The Tokyo Toilet (sì, perché Hirayama come lavoro pulisce i bagni pubblici), poi annaffia delicatamente, irrorandole con un nebulizzatore, le diverse piantine che conserva in piccoli vasetti nella stanzetta adiacente alla sua modesta camera. Un luogo frugale negli arredi ma dove non mancano i libri (Faulkner, Highsmith…): perfettamente ordinati in una bassa libreria, e il lettore di musicassette per la sua vasta collezione di pop, rock, e soul degli anni ’60 -’70.

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Foglie al vento di Aki Kaurismäki, la recensione

di Mirta Tealdi

Dopo tanti film violenti e irrilevanti, […] sono l’unico responsabile di questo catastrofico fallimento!

Ecco cosa lo stesso Aki Kaurismäki dichiara (nel suo tipico modo autoironico) del suo ultimo lungometraggio: Foglie al vento (in arrivo nelle sale italiane il 21 dicembre 2023); una commedia sentimentale e tenera in cui prevale lo stile inconfondibile e irriverente del direttore finlandese. Già presentato in concorso al Festival di Cannes, dove ha vinto il Premio della Giuria, ha avuto anche cinque candidature agli Efa.

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The Old Oak di Ken Loach, la recensione

Mirta Tealdi

T.J Ballantyne (Dave Turner) è il proprietario del The Old Oak, l’unico pub e unico punto di ritrovo degli abitanti di un piccolo paese del nord dell’Inghilterra (un tempo località mineraria). In paese serpeggia il malcontento da quando le autorità vi hanno spostato dei profughi siriani. Durante uno di questi arrivi, si è già riunita una piccola folla di persone che dimostrano con urla animate, anche T.J è presente e assiste alle incalzanti recriminazioni. Prima di scendere dal pulmino, una ragazza siriana fa delle foto e la persona fotografata, un tipo particolarmente aggressivo, le strappa di mano la macchina (per cancellare le immagini), che nel trambusto cade a terra e si rompe.

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