
A distanza di quattro anni dalla scomparsa avvenuta il 23 luglio 2011, arriva nei cinema italiani per soli tre giorni (15, 16 e 17 settembre) Amy, documentario dedicato alla vita della cantante inglese Amy Winehouse, già presentato in anteprima mondiale al Festival di Cannes 2015 con un inevitabile strascico di polemiche sulla rappresentazione che il film farebbe dell’artista morta a soli 27 anni.
Diretto da Asif Kapadia, già regista dell’apprezzato e pluripremiato Senna, documentario sulla vita del celebre pilota brasiliano, Amy si premura, attraverso interviste e filmati, di restituire la figura della Winehouse per come viene ricordata dall’immaginario comune. Una ragazza dallo smisurato talento vocale, considerata pioniera del nuovo “soul bianco” ma soprattutto un animo fragile e sensibile sempre avvolto da una malinconia che nemmeno la fama ha potuto scalfire. Girato sotto forma di un diario privato e intimo e con un ampio uso di immagini d’archivio, Amy tenta di approfondire i lati meno conosciuti della cantante: ci vengono così mostrati i primi anni di gavetta nei locali londinesi, il desiderio di realizzare musica espressiva e personale contro un’industria musicale che tende a piallare la creatività, fino al rapporto conflittuale con il successo arrivato nel 2007 con l’album Back to Black e il singolo Rehab.
Leggi tutto