SPLIT di M. Night Shyamalan (2016)

  

Parte subito in quarta Split, il nuovo thriller dalle note horror del regista indiano M. Night Shyamalan. Un giorno qualsiasi tre ragazze vengono rapite nel parcheggio di un supermercato e segregate in un angusto sotterraneo da Kevin (James McAvoy) che non si preoccupa di celare il suo disturbo d’identità multipla. Prima, infatti, si presenta come Dennis, ossessionato dalle “giovani donne che ballano nude”,  poi come la premurosa Patricia oppure l’eccentrico ed effemminato stilista Barry. Le numerose soggettive ed inquadrature da angoli diversi (per esempio asfissianti dall’ alto)  disorientano lo spettatore che si trova spesso a dover osservare la scena dietro a gabbie o nascondigli usati dalle giovani nei loro inutili tentativi di fuga. La tensione aumenta in un climax angosciante complice il fatto che l’uomo continua ad accennare all’esistenza di una ventiquattresima identità che convive dentro di lui: “la bestia”. Alla sua descrizione, neanche la psichiatra Karen Fletcher (Betty Buckley) crede nella sua esistenza; una belva feroce, muscolosa, dalle dita lunghissime e capace di arrampicarsi sulle superfici più lisce. Eppure è lei stessa a sostenere che è possibile che negli individui affetti da questo tipo di disturbi, possano “venire alla luce” (come dicono loro, le 24 identità) persone con malattie, vizi ed emozioni propri.

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