Cannes 2023: le recensioni di Asteroid City e Rapito

di Simone Soranna

ASTEROID CITY (Concorso):

Sono passati due anni da The French Dispatch e Wes Anderson prosegue su una linea teorica sempre più distante dalle logiche commerciali, in cui – in maniera tanto coraggiosa quanto, forse, autolesionista – opta per fare il cinema che più gli interessa, senza più pensare troppo al suo (ex?) pubblico di riferimento. Anni Cinquanta, nell’immaginaria e remota cittadina desertica di Asteroid City si svolge un convegno di astronomia, noto come Junior Stargazer.

Leggi tutto
Cannes 2023: le recensioni di Foglie al vento e Club Zero

di Simone Soranna

FOGLIE AL VENTO (Concorso):

Sei anni dopo il bellissimo L’altro volto della speranza (2017), Aki Kaurismäki torna dietro la macchina da presa per raccontare una storia intrisa di tutti quegli ingredienti che hanno reso così unico il suo cinema: dal raccontare tutta la poesia che può stare anche nei luoghi considerati più degradati dalla società, passando per la sua ironia velata di malinconia.

Leggi tutto
Cannes 2023: le recensioni di Indiana Jones e il quadrante del destino e Black Flies

di Simone Soranna

INDIANA JONES E IL QUADRANTE DEL DESTINO (Fuori Concorso):

Giunta al quinto capitolo, la saga di Indiana Jones, per la prima volta orfana di Steven Spielberg alla regia, si trova al momento cruciale di dover dare nuova linfa a un personaggio leggendario, nel tentativo di mantenere in qualche modo alto l’appeal spettacolare alla base delle sue mirabolanti avventure. Il tentativo, però, dopo un incipit action coreografato in maniera mirabile, appare quanto mai modesto e privo di verve.

Leggi tutto
Cannes 2023, le recensioni di Monster, Il disprezzo e Le retour

di Simone Soranna

MONSTER (Concorso):

Dopo due trasferte consecutive, in Francia per Le verità e in Corea del Sud per Le buone stelle – Broker, Hirokazu Kore-Eda torna in Giappone per un film pienamente nelle sue corde, tanto nelle tematiche generali (il rapporto tra genitori e figli, in primis) quanto nel simbolismo messo in campo (il passaggio di un treno come metafora del percorso di formazione raccontato).

Leggi tutto
Cannes 2023: le recensioni di Jeanne Du Barry e Underground

JEANNE DU BARRY (Fuori Concorso)

La storia di Madame du Barry è stata già portata al cinema diverse volte, a partire dai tempi del muto in cui anche un grande regista come Ernst Lubitsch aveva scelto di raccontarla, nel 1919 con protagonista Pola Negri, per arrivare alla contemporaneità con la sua presenza in Marie Antoinette di Sofia Coppola, in cui a vestirne i panni è stata chiamata Asia Argento.

Leggi tutto
Le vele scarlatte di Pietro Marcello, la recensione

Le vele scarlatte, un racconto poetico e sognante con Louis Garrel da non  perdere | Vanity Fair Italia

Dopo due documentari quali Per Lucio e Futura, Pietro Marcello torna a fare i conti con un film di finzione, ovviamente insistendo e lavorando su ciò che lui stesso intende come messa in scena cinematografica. Le vele scarlatte è dalle parti di Bella e perduta e Martin Eden, ce ne accorgiamo subito dai primi minuti. Quello che il regista casertano propone è un viaggio indietro nel tempo, in un abbraccio in grado di raccogliere al suo interno il realismo magico tanto caro al cinema francese degli anni Trenta (non un caso che il film sia parlato proprio con l’idioma francofono, per la prima volta nella sua carriera) e le immagini di repertorio con cui da sempre l’autore lavora. Le vele scarlatte è sì l’adattamento di un omonimo romanzo russo scritto dopo la rivoluzione del secolo scorso, ma è soprattutto l’ennesimo tassello di una filmografia basata (per non dire ossessionata) sulla forma più materica e palpabile del cinema.

Leggi tutto

TFF 2020: la recensione di I TUFFATORI

 

A Mostar, una città della Bosnia-Erzegovina, un gruppo di tuffatori si procura di che vivere dando spettacolo grazie a un’impresa unica: buttarsi da un ponte sospeso su un fiume a 25 metri di altezza. I turisti, strabiliati per la bellezza della location, donano generose mance agli uomini coraggiosi in cambio di un’emozione da vivere col fiato sospeso.

Leggi tutto

THE DARK AND THE WICKED, la recensione dal TFF2020

 

Il talentuoso regista e sceneggiatore Bryan Bertino si cimenta con un horror anticonvenzionale per il cinema più recente. The Dark and the Wicked, presetato in anteprima al Torino Film Festival 2020 nella sezione Le Stanze di Rol, si spoglia infatti di tutta una serie di preconcetti, di parentesi tematiche e intellettuali che da anni, secondo i più, hanno contribuito ad annacquare un po’ il genere.

Leggi tutto

TFF 2020: la recensione di WILDFIRE

 

In Irlanda la Brexit sta acuendo tensioni sociali covate già da tempo. La disunione che accomuna i suoi abitanti sembra essere radicata nella Storia di quel paese e gli ultimi moti popolari non fanno altro che far venire a galla pensieri ampiamente consolidati ma a lungo rimasti sottaciuti. Lo stesso accade alle sorelle Lauren (Nora-Jane Noone) e Kelly (Nika McGuigan, morta a soli 33 anni nel 2019)  quando, a un anno dalla sua scomparsa, la seconda torna a casa in maniera inaspettata.

Leggi tutto

UNDINE: UN AMORE PER SEMPRE di Christian Petzold – La recensione

Undine - Un amore per sempre - Wikipedia

Dopo il bellissimo La donna dello scrittore, il ritorno del regista tedesco Christian Petzold è Undine, presentato alla Berlinale 2020. Siamo nella Berlino contemporanea e una ragazza appena lasciata dal fidanzato deve superare un periodo emotivamente complesso. Undine, questo il nome della donna, sembra però avere dei fortissimi legami con la mitologica (letteralmente parlando) ninfa Ondina, una creatura celebre per attirare gli uomini con il suo fascino per poi ucciderli annegandoli. Chiaramente, la situazione poco alla volta si farà sempre più pressante e allucinata così da scuotere la ragione di tutti coloro che vi sono coinvolti (pubblico incluso).

Leggi tutto

ONWARD–OLTRE LA MAGIA di Dan Scanlon – La recensione

Box Office Italia: “Onward - Oltre la magia” subito primo | TV Sorrisi e  Canzoni

Se ancora avessimo avuto qualche dubbio sul fatto che i vari progetti Pixar non rispecchino in toto un’autorialità omogenea e coerente, Onward – Oltre la magia (di qui in avanti solamente Onward) ha il compito di darci l’ennesima conferma. Risulta infatti abbastanza evidente che il percorso intrapreso dalla casa di Emeryville a cominciare dal 1995 (anno d’uscita del loro primo lungometraggio, Toy Story – Il mondo dei giocattoli) sia sempre stato teso a raggiungere l’in(de)finito per poi superarlo, andare oltre. All’inizio del viaggio, gli animatori Pixar hanno condotto il pubblico verso i mondi più immaginifici e lontani dal nostro vissuto (universi popolati da mostri, le profondità dell’oceano, le fogne di Parigi, metropoli salvaguardate da supereroi, villaggi popolati da automobili ecc). Nell’ultima decade, invece, l’infinito tanto bramato ha iniziato a rendersi sempre più concreto e vicino, ma non per questo facilmente raggiungibile. Up, Inside Out, Coco e, appunto, Onward, sono film che lavorano e riflettono sul tema del lutto e dell’aldilà, ovvero della vita oltre la morte. La linea sembra tracciata con solchi evidenti.

Leggi tutto

Social media & sharing icons powered by UltimatelySocial