BIANCANEVE E IL CACCIATORE di Rupert Sanders (2012)

Biancaneve-e-il-cacciatore-cover-locandina-7-691x1024Ma come? Un altro Biancaneve nello stesso anno? Domanda lecita, che si sono posti moltissimi spettatori, incuriositi sempre di più da questa moda fiabesca che sta impazzando negli ultimi anni e che ha già toccando gli inferi con Cappuccetto rosso sangue, di Catherine Hardwick, non per nulla regista di Twilight.

Ma, volendo puntualizzare, né Biancaneve e il Cacciatore, né Mirror Mirror (titolo originale del film di Tarsem Singh, che infatti si concentra sul punto di vista della strega) c’entrano con il cartone della Disney, ed è un bene. La storia è nota: la crudele strega Ravenna (Charlize Theron), dopo aver avvelenato il sovrano, si impadronisce del regno e rinchiude la piccola Biancaneve in una torre. Al compimento della maggiore età, Biancaneve (Kristen Stewart) e la sua bellezza diventano l’unico vero pericolo per la regina, in quanto sono in grado di spezzare l’incantesimo che le dona eterna giovinezza. Ravenna assolda un cacciatore (Chris Hemsworth) per uccidere la ragazza, ma come andrà a finire ormai è noto ai più.

 

 

 

Nonostante le aspettative non fossero delle più alte, Biancaneve e il cacciatore si può a gran voce definire un buon film, ed anche qualcosa in più se ci si concentra sul punto di vista visivo. Il regista, Rupert Sanders, ha un passato da pubblicitario, e si vede: la sua capacità di creare atmosfere gotiche, cupe, con un contrasto chiaroscurale tra la neve e l’oscurità che ricopre il regno, è indubbiamente affascinante.

Il regista ha nei costumi – curati da Colleen Atwood – e nel clima macabro-fiabesco il suo punto di forza, coadiuvato dalla presenza di un cast notevole in cui la Stewart riesce a togliersi la Bella’s face e addirittura a sorridere. Verrebbe da pensare che lo specchio ha dei problemi di percezione visiva, in quanto Charlize Theron è strepitosa e in splendida forma, una regina crudele dall’aspetto incantevole, diversa dal modello spocchioso e superbo cui siamo abituati: è cinica, cattiva, ma molto insicura e perennemente spaventata all’idea di invecchiare. Non manca nulla in questo film, che senza dubbio è un blockbuster, ma che non lesina sulla qualità. Anche Chris Hemsworth, un cacciatore a cui manca giusto il martello per essere Thor, è perfetto nella sua parte, con una recitazione che lascia trasparire l’essenzialità contadina dell’uomo che interpreta, rozzo, ma dal buon cuore.

Niente canzoncine, niente uccellini parlanti, ma un’ambientazione fantasy che non può non ricordare Il Signore degli Anelli , anche per il viaggio in compagnia, ed un finale epico con tanto di cavalcata sulla spiaggia in stile Robin Hood di Ridley Scott. Sanders non punta all’oscar, e senza dubbio si cerca il grande pubblico: gli si augura che il pubblico, a sua volta, lo cerchi, perché è la fiaba meglio riuscita degli ultimi anni. Se Alice in Wonderland fosse solo somigliato a questo film…