BLOOD di Nick Murphy (2013)

 Blood prende spunto da una storia semplice, se vogliamo anche piuttosto banale, ma che permette al regista di scavare bene negli animi dei suoi personaggi per indagarne la coscienza, la paura, il senso di giustizia e di verità. C’è molta carne al fuoco in questa pellicola, e considerando che Nick Murphy è solo alla sua opera seconda non possiamo che rimanerne sorpresi. Infatti Blood è un film solido e ben diretto, che si avvale di un cast perfettamente in parte (Paul Bettany torna finalmente a toni più seri rispetto alle scelte di carriera molto discutibile fatte precedentemente) e di una sceneggiatura che si concede qualche buco ma che nel complesso risulta efficace e con un ritmo sempre serrato.

 

 

Gli spunti sono molteplici, ma l’attenzione del regista sembra concentrarsi soprattutto sull’essere umano in relazione con gli altri. Murphy avvicina molto la camera da presa ai volti dei suoi attori, per scorgere ogni singola emozione e smorfia, ma non c’è mai un senso di claustrofobia. La pellicola lascia respirare lo spettatore, o meglio, lo circonda di altri dettagli. Proprio come i personaggi sono costretti a guardarsi attorno per mentire al meglio e per captare ogni singolo aspetto che potrebbe incastrarli/salvarli, così anche allo spettatore è lasciato questo spazio di veduta. La verità potrebbe sempre essere dietro l’angolo, celata o sveltata da un momento all’altro. Un po’ come la marea potrebbe celare o svelare qualcosa sulla spiaggia. E allora ecco che l’ambientazione della pellicola risulta una delle componenti più iportanti del film. Un luogo molto freddo sia climaticamente che cromaticamente, fotografato perfettamente da George Richmond che con i suoi colori plumbei costruisce un palcoscenico perfetto per una storia simile.

 

In tutto ciò però possiamo accusare il film di essere freddo come i suoi colori, troppo preciso e calcolato, in cui l’insieme è tenuto sotto controllo. Blood è un compito svolto egregiamente ma che non osa più di tanto. Forse perchè è vero che l’assonanza con un’opera ben più importante e riuscita come Mystic River è forte e dunque il regista ha deciso di non sporgersi più in là del dovuto. 

 

Voto: 2,5/4