BOXTROLLS – LE SCATOLE MAGICHE di Anthony Stacchi e Graham Annable (2014)

boxtrollsDopo essere stato presentato fuori concorso all’ultima edizione del festival del cinema di Venezia, esce in sala Boxtrolls, attesissimo ritorno sul grande schermo di una delle più fresche e attive case di produzione di cinema d’animazione a passo uno (ovvero in stop motion). I creatori, per intenderci, sono gli stessi che ci avevano deliziato con pellicole come Coraline e la porta magica e Paranorman. Il loro ultimo lavoro segue la tendenza stilistica degli autori mettendo in scena una favola nera ambientata in un paesino molto grottesco abitato da mostriciattoli e buffissimi personaggi ma sembra mancare di qualcosa soprattutto di una struttura narrativa originale e coinvolgente.

Boxtrolls si avvale di un’animazione fluida ed efficace, di un 3D sopportabile ma ingiustificato, di scenari curati in ogni dettaglio e di un’atmosfera cupa ben congeniale al racconto. Quel che però rende il film debole e poco riuscito è la storia piuttosto banale e semplice. La pellicola infatti si propone di raccontare una vicenda di amicizia e di denunciare come il pregiudizio sia sempre nocivo e forviante. Gli autori dunque ripropongono una sorta di Tarzan (un ragazzino cresciuto con i mostriciattoli molto temuti dagli esseri umani) che dovrà fungere da paciere e da collante tra le due popolazioni. Il tutto è trattato in maniera piuttosto elementare e con poca innovazione (quindi l’esatto contrario delle caratteristiche che erano presenti nei titoli precedenti). I bambini si divertiranno di sicuro e la morale è garantita, però da questo team già consolidato ed assodato ci si potrebbe e ci si dovrebbe aspettare di meglio.

Degni di nota rimangono sicuramente i coloratissimi e brillanti titoli di coda finale seguiti da una piccola appendice autoironica e metacinematografica che svela il segreto del lavoro degli animatori di stop motion.

Voto: 2/4