Cannes 2015: THE SEA OF TREES di Gus Van Sant

 

Sinora, la notizia più scandalosa del Festival di Cannes sono stati i fischi più che sonori rivolti alla proiezione stampa di The Sea of Trees, ultimo film di Gus Van Sant con Matthew McConaughey, Naomi Watts e Ken Watanabe.

La pellicola segue le avventure in solitario di un uomo depresso e disorientato, e del suo peregrinare nei meandri di una foresta giapponese famosa per essere luogo di numerosissimi suicidi. La strada lo condurrà all’incontro con quella di un altro individuo smarrito a sua volta, non solo all’interno del bosco, ma all’interno della sua vita. Inevitabilmente il contatto avrà delle conseguenze sulla loro visione esistenziale.

Ora, sin da queste brevissime righe di soggetto si può intuire quanto il film sfiori abbondantemente il campo della retorica e quanto possa essere vicino a un tracollo totale palpabile e ingombrante. Gus Van Sant sembra tuttavia incurante di tali rischi e decide di girare ogni sequenza con il massimo impatto emotivo provando a condurre lo spettatore sempre ad un gradino oltre il dovuto della pacatezza e della sensibilità. La musica, il buonismo, la recitazione sopra le righe degli attori (che comunque danno prova di comporre un cast notevole) alcune inquadrature ricattatorie sono tutte spie di una mancanza di idee stilistiche che avvolgono il regista. Van Sant sa bene dove vuole andare, ma non ha la minima idea di come raggiungere il suo scopo. Per questo motivo si adagia sugli allora di una messa in scena decisamente riuscita dal punto di vista formale ma carente e a tratti imbarazzante dal punto di vista contenutistico.

Senza troppi giri di parole, gli ultimi 20 minuti circa della pellicola sono da dimenticare, soprattutto pensando che la mente creativa alle loro spalle sia un regista affascinante e ipnotico come ha dimostrato di essere il cineasta americano. Scelte narrative ridicole e fuori luogo, sentimentalismo stellare e uno spiegone assolutamente inappropriato hanno evidentemente portato il pubblico alla ferocia. E così torniamo al punto di partenza di questo articolo.The Sea of Trees è un film sbagliato e irritante, degno di un novellino e sicuramente inaccettabile all’interno di un concorso di prestigio come quello francese. Ma forse un po’ si è esagerato. Forse.

Voto: 1,5/4