CAPTAIN FANTASTIC di Matt Ross (2016)

 

C’è chi festeggia il Natale e chi, come Ben e i suoi figli, il Noam Chomsky Day. È un supereroe ben lontano dai canoni cui siamo abituati il Captain Fantastic di Matt Ross, interpretato da un Viggo Mortensen in ottima forma: padre anticonformista per eccellenza, Ben Cash si configura più che altro come una sorta di odierno re filosofo platonico votato all’educazione della mente e del corpo e stoicamente incorruttibile nei confronti delle tentazioni e comodità del mondo civilizzato, consumista e capitalista.

Capobranco di una cucciolata di contemporanei “buoni selvaggi illuminati”, egli ha scelto di crescere i propri figli nelle foreste del Nord America, educandoli alla caccia, all’esercizio fisico e alla lettura impegnata di volumi culturalmente trasversali. Ciò che Ben è venuto a costruire sembra rappresentare la più piena concretizzazione di quello Stato Ideale concepito proprio da Platone (nel film stesso vi si fa riferimento), nel quale l’individuo educato secondo giustizia e rettitudine può vivere e agire nella piena consapevolezza del proprio essere uomo dotato di intelletto e, richiamando invece Rousseau, animale in costante rapporto e competizione con la natura.

Tuttavia, quando a causa di un terribile lutto l’insolita comitiva si vede costretta a fare irruzione nel “mondo reale”, le problematiche legate allo scontro fra due universi contrapposti si fanno evidenti e più o meno compromettenti. La domanda non può dunque che sorgere spontanea: l’utopia messa in pratica da Ben è effettivamente concretizzabile nella sua totalità? Oppure, in quanto tale, è destinata a crollare inesorabilmente? Dopo tutto basta un primo contatto con la società contemporanea per far sì che i figli di Ben si trasformino da ragazzi straordinari a semplici freaks fuori posto; così come le ferree convinzioni e posizioni del capofamiglia, per quanto nobili e affascinanti, non possono che iniziare a destare dubbi e biasimi nel momento in cui vengono a scontrarsi con quelle del suocero, di indirizzo opposto ma indubbiamente altrettanto valide.

Sviluppando con originalità la tematica dell’educazione genitore – figli e riattualizzando con efficacia due diverse concezioni di cultura e civiltà, Captain Fantastic è nel complesso un film sicuramente molto curioso e interessante, che si distingue per il ritmo narrativo solido e vivace  e la notevole potenza espressiva, fattori grazie ai quali, pur scivolando qua e là in sfumature forse fin troppo forzatamente indie e bizzarre, riesce a conservare una propria personalità.

Presentato in anteprima mondiale al Sundance Film Festival 2016, il film si è aggiudicato il premio per la miglior regia nella sezione Un Certain Regard al Festival di Cannes e il premio del pubblico alla Festa del Cinema di Roma, nella sezione Alice nella città.

Voto: 2,5/4

Viola Franchini