LA CASA DALLE FINESTRE CHE RIDONO di Pupi Avati (1976)

casa-dalle-finestre-che-ridonoGiovedì 30/01/14, ore 3.55, Italia 1

 

Quarto lungometraggio del bolognese Pupi Avati, che l’ha realizzato l’anno dopo aver collaborato (non accreditato) alla sceneggiatura di Salò o le 120 giornate di Sodoma, capolavoro definitivo di Pier Paolo Pasolini, La casa dalle finestre che ridono, con il passare degli anni, ha assunto (meritatamente) lo status di film cult.

Sceneggiata da Maurizio Costanzo, Gianni Cavina, Pupi e Antonio Avati, la pellicola è uno dei più significativi esempi di horror italiano, in cui il budget limitato non impedisce di far esplodere il talento visionario del proprio autore. Ferrara, anni ’60. Il giovane restauratore Stefano (Lino Capolicchio) è chiamato a riportare alla luce un inquietante affresco sul martirio di San Sebastiano, dipinto da un misterioso pittore morto suicida trent’anni prima e conservato in una chiesa della bassa padana. Dopo efferate morti violente e inaspettati colpi di scena, scoprirà un’orribile verità che lo segnerà per sempre. Mystery story sanguinosa ed affascinante, La casa dalle finestre che ridono rimane uno dei titoli più significativi di tutta la filmografia di Pupi Avati, eclettico autore capace di passare con disinvoltura dalla commedia al thriller, conservando sempre un’invidiabile capacità nella direzione degli attori. In un’atmosfera torbida e soffocante, in cui il gusto per il dettaglio e la suspense esaltano un soggetto di indubbio fascino, Avati fotografa con originalità i segreti e le pulsioni più malate della provincia italiana, ritrovata in una suggestiva e silente Pianura Padana. Finale agghiacciante che non si dimentica. Premio della critica al Festival du Film Fantastique di Parigi.

Cult.