di Valeria Morini
Da Il cacciatore ad Apocalypse Now, da Full Metal Jacket a Platoon, per anni il cinema ci ha raccontato quella tragica e violenta pagina storica che è stata la guerra del Vietnam. In molti casi, come quelli citati, lo ha fatto con film di altissima qualità che rientrano tra i massimi capolavori del genere bellico, e non solo. Quasi sempre ha ritratto il conflitto con tutta la sua atrocità e i suoi orrori oltre la retorica patriottica (“Ogni grande film di guerra è un film contro la guerra”, diceva del resto Michael Cimino), spesso attaccando apertamente e aspramente la politica americana o comunque raccontando il conflitto in modo disincantato e critico anche quando trattato in modo più leggero (Good Morning Vietnam, Forrest Gump) o defilato (Rambo). In ognuno di questi film, tuttavia, il punto di vista è sempre stato quello dei soldati americani, con i guerriglieri Viet Cong lasciati sullo sfondo, mere comparse e nemici senza nome in una guerriglia tra foreste e paludi. Tunnels: Sun In The Dark, presentato al Far East Film Festival, ci mostra invece, finalmente, la guerra dal punto di vista del Fronte di Liberazione Nazionale, concentrandosi in particolare su un gruppo di combattenti stanziati in uno dei tunnel sotterranei che sono stati elemento chiave dell’azione bellica contro Usa e Vietnam del Sud.
Leggi tutto