PASSION di Brian De Palma (2012)
Presentato nell’ultimo giorno del concorso, Passion rappresenta per Brian De Palma un ritorno alle origini, dopo la bella prova di regia espressa con Redacted, opera dal taglio documentaristico vincitrice del Leone d’Argento per la miglior regia a Venezia nel 2007.
La volontà di riproporre le atmosfere torbide che hanno caratterizzato i suoi primi (e forse migliori) lavori non sembra però concretizzarsi felicemente sullo schermo. L’accostamento ai suoi celebri thriller, (Complesso di colpa, Vestito per uccidere e Omicidio a luci rosse su tutti), è più che altro frutto di uno slancio nostalgico. Tematiche da sempre care a De Palma come “tema del doppio”, “senso di colpa” e “false apparenze” sono inserite in modo posticcio, senza riuscire a fondersi per creare la giusta atmosfera del film.


Presentato alla 69° Mostra del cinema di Venezia nella sezione “Giornate degli autori”, Blondie è un tipico dramma familiare nordico declinato al femminile, dove gli uomini sono figure incapaci di inserirsi nel mondo che li circonda, mentre le donne, elevate ad elementi simbolici universali, sono i componenti attivi che tirano le fila dell’intera vicenda.
Chiamarlo Lo Squalo sarebbe stato un atto per cui chiedere perdono a Spielberg…

