VENEZIA 2018: CAPRI-REVOLUTION – La recensione

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Il nostro Mario Martone, in concorso ufficiale alla 75^ Mostra del Cinema del Venezia, col suo Capri-Revolution conclude la sua trilogia sulla storia dell’Italia dopo Noi credevamo e Il giovane favoloso. Il film, ambientato nel 1914 a Capri narra la storia di Lucia, interpretata da Marianna Fontana, ormai “divisa da Indivisibili”: è una ragazza pastore che incontra un gruppo di giovani del nord Europa, i quali, trovando terreno ideale nell’isola incontaminata, formano una comunità naturista per sperimentare una ricerca sulla vita e sull’espressione artistica e filosofica.

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VENEZIA 2018: KILLING – La recensione

Giappone, metà XIX secolo: dopo circa 250 anni di pace, i guerrieri samurai, impoveriti, hanno abbandonato i loro padroni per diventare ronin erranti. Tra questi Mokunoshin Tsuzuki, che per conservare la sua abilità nel maneggiare la katana si allena quotidianamente con Ichisuke, il figlio di un contadino. L’incontro con Jirozaemon Sawamura (Shin’ya Tsukamoto), abile ronin in cerca di nuovi guerrieri, cambierà drasticamente la sua esistenza.

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VENEZIA 2018: THE NIGHTINGALE – La recensione

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Dopo il profondamente disturbante e spaventoso Babadook, Jennifer  Kent presenta in concorso alla 75^ Mostra del Cinema di Venezia The Nightgale, un film che parla di donne e vendetta e che riporta alla mente Uma Thurman in Kill Bill o Lady Vendetta di Park Chan-wook. La rabbiosa regista australiana realizza un’opera sanguinaria e sadica, ambientata agli inizi dell’Ottocento. Il film narra la storia di una caccia all’uomo per mano di Clare, giovane detenuta che in seguito alle violenze sessuali subite, all’uccisione di suo marito e della sua bambina per mano di un ufficiale britannico e dei suoi uomini, decide di dargli la caccia attraversando la Tasmania servendosi di Billy, una guida aborigena. I due entreranno in empatia e si legheranno nel profondo salvando la vita l’uno dell’altra.

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VENEZIA 2018: VOX LUX – La recensione

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Una strepitosa e sempre più bella Natalie Portman è protagonista di Vox Lux, ultimo e poco convincente film di Brady Corbet. Il lungometraggio partecipa al concorso ufficiale della 75^ edizione del Mostra del cinema di Venezia. Corbet mette in scena l’ascesa al successo di una popstar dei giorni nostri, che da bambina sopravvisse a una strage avvenuta in una scuola per mano di un ragazzo instabile mentalmente e armato, riportando una lesione alla spina dorsale. Gli eventi iniziali, quindi l’esatto momento in cui il ragazzo entra nella classe di Celeste (Natalie Portman da bambina interpretata da Raffey Cassidy, che impersonerà anche Albertine, la figlia di Celeste ormai adulta e famosa), sparando prima all’insegnante di musica e poi agli studenti, sono il momento di maggior picco per pathos e tensione del film; il resto va man mano scemando.

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VENEZIA 2018: 22 JULY – La recensione

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22 luglio 2011: la Norvegia viene colpita da un duplice attacco terroristico, compiuto dal militante di estrema destra Anders Breivik (Anders Danielsen Lie). Dopo un’autobomba esplosa presso il palazzo ospitante l’ufficio del Primo Ministro, Breivik si reca in vesti di poliziotto sull’isola di Utøya, sede di un campus estivo: qui spara come un cecchino sulla folla, causando la morte di 69 ragazzi. Tra i pochi sopravvissuti Viljar (Jonas Strand Gavli), costretto ad affrontare una lunga e faticosa convalescenza e ad essere perseguitato dal fantasma del tragico accaduto.

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VENEZIA 2018: ACUSADA – La recensione

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Nel concorso ufficiale della 75^ Mostra del Cinema di Venezia è stato presentato l’ultimo film dell’argentino Gonzalo Tobal, Acusada, opera dall’impatto minore rispetto al precedente Il segreto dei suoi occhi. Tobal realizza un classico giallo giudiziario che narra la storia di Dolores, la quale trascorre la sua vita come quella di tante altre ragazze poco più che ventenni, dividendosi tra amiche, svago, famiglia e università. Un giorno però, dopo una festa, la sua ex migliore amica, che aveva reso virale un video porno amatoriale di Dolores, viene trovata brutalmente assassinata. Le accuse ricadono sulla protagonista, che per i successivi due anni vive chiusa in casa con la sua famiglia. Quest’ultima finisce quasi sul lastrico per far fronte alle spese giudiziare, in più l’attenzione mediatica nazionale è completamente catalizzata su Dolores, un po’ come per il caso di Amanda Knox qui in Italia.

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VENEZIA 2018: WHAT YOU GONNA DO WHEN THE WORLD’S ON FIRE? – La recensione

WhatYouGonnaDoWhenTheWorlds OnFire

Roberto Minervini con il suo ultimo lavoro What You Gonna Do When the World’s on Fire?, ha ricevuto ben 10 minuti di applausi dopo la proiezione alla 75^ Mostra del Cinema di Venezia. Il documentario indaga sulle ingiustizie razziali subite dai neri, cercando di portarle in primo piano all’attenzione del pubblico. Minervini, che si conferma tra i migliori documentaristi contemporanei in circolazione, dopo Stop the Pounding Heart e Louisiana (The Other Side), continua ad andare alla scoperta dell’America marginale e ghettizzata.

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VENEZIA 2018: SUNSET – La recensione

 

Budapest, 1913: Írisz Leiter (Juli Jakab) torna sul suolo natio per lavorare come modista presso l’elegante cappelleria un tempo di proprietà dei suoi genitori, tragicamente morti in un incendio. Qui, facente da sfondo una città vessata dai focolai immediatamente precedenti la prima guerra mondiale e il conseguente crollo dell’Impero Austro-Ungarico, la giovane cerca di entrare in contatto con il misterioso Kálmán Leiter, suo presunto fratello e guida carismatica delle rivolte.

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VENEZIA 2018: THE SISTERS BROTHERS – La recensione

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A tre anni dalla Palma d’Oro ottenuta con DheepanJacques Audiard sceglie la Mostra del cinema di Venezia per presentare, in concorso, il suo primo film in lingua inglese con cui approda al genere classico per eccellenza del cinema americano. The Sisters Brothers è un western dal cast stellare, che si confronta con le radici violente e brutali della Storia statunitense ma che curiosamente non è stato girato negli Usa: il regista francese ha infatti deciso di filmare, come ai tempi degli spaghetti western, tra Almeria e Aragona, oltre che in Romania. Tratto dal romanzo Arrivano i Sister del canadese Patrick deWitt e ambientato tra l’Oregon e la California del 1851, il film racconta la storia di una coppia di banditi, i fratelli Charlie (Joaquin Phoenix) ed Eli Sisters (John C. Reilly, anche produttore), spietati sicari al soldo del Commodoro (Rutger Hauer, impegnato in un cameo). I due vengono incaricati di assassinare un cercatore d’oro (Riz Ahmed) sulle cui tracce è stato inviato un detective (Jake Gyllenhaal), ma la missione subirà conseguenze impreviste.

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VENEZIA 2018: THE MOUNTAIN – La recensione

Sulla carta prometteva di essere una delle sorprese più interessanti tra i film in concorso alla 75esima Mostra del Cinema: si rivela invece una grossa delusione The Mountain, lungometraggio del cineasta indipendente americano Rick Alverson particolarmente amato dal Sundance Film Festival. Questo nonostante il cast decisamente intrigante, che vede schierati Jeff Goldblum, il lanciatissimo Tye Sheridan (già capace di passare dal cinema d’autore impegnato di Mud e The Tree of Life al blockbuster di Ready Player One e X-Men), due icone del cinema europeo come Denis Lavant e Udo Kier e la giovane Hannah Gross (vista nella serie Mindhunter).

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