TFF 2014: N-CAPACE di Eleonora Danco e A SECOND CHANCE di Susanne Bier

N-Capace di Eleonora Danco (2014)

Presentato in concorso, il film d’esordio di Eleonora Danco è un oggetto insolito e altalenante. La regista, che in passato ha avuto modo di interpretare piccoli ruoli in film come La stanza del figlio o Romanzo criminale, è da sempre attiva in ambiente teatrale e artistico e sembra voler usare la pellicola per sfruttare tutte le sue competenze, cinematografiche e non. Infatto N-Capace si presenta come un documentario, ma tra un intervento e l’altro degli intervistati, la protagonista è proprio la Danco, intenta in alcune performance più teoriche ed astratte che richiamano il teatro di Pina Bausch. E’ proprio questo l’elemento debole del lavoro, infatti le interviste e le riflessioni che scaturiscono dalle affermazioni degli ospiti sono molto interessanti, divertenti, curiose e riuscite.

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TFF 2014: GENTLEMEN di Mikael Marcimain e ANUNCIAN SISMOS di Rocio Caliri, Melina Marcow

GENTLEMEN di Mikael Marcimain (2014)

Dopo aver presentato nel 2012 il suo lungometraggio d’esordio Call Girl, il regista svedese Mikael Marcimain torna in concorso al Torino Film Festival con una nuova pellicola che presenta più di un elemento in comune con la sua opera prima. Nella Stoccolma della fine degli anni ’70 uno scrittore, chiuso nel proprio decadente appartamento, rievoca la sua storia passata: dai primi lavori all’ingresso nel mondo borderline degli intrighi spionistici, in cui si intrecciano amori, avventure e la sincera amicizia sui generis con un musicista che l’ha introdotto in un universo tanto scintillante quanto pericoloso.

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TFF 2014: LA CHAMBRE BLEUE di Matthieu Amalric, STORM CHILDREN, BOOK 1 di Lav Diaz e THE THEORY OF EVERYTHING di James Marsh

chambre-bleue-posterLa Chambre Bleue di Mathieu Amalric (2014)

Scritto da Erica Francesca Bruni

“Dis-moi Julien, si je devenais libre, tu te rendrais libre aussi ?
– Tu dis ?…”

Dopo essere stato presentato in Un Certain Regard al Festival di Cannes, arriva anche al TFF la quarta prova da regista di Mathieu Amalric, che porta sul grande schermo il romanzo celebre di Georges Simenon, La Chambre Bleue.

Il film racconta la torbida passione di due amanti, Julien Gahyde (Amalric) e Esther Despierre (Stéphanie Cléau, compagna dell’attore-regista). I due sono entrambi sposati, ma, dominati da un’incontrollabile attrazione reciproca, si abbandonano a una travolgente e passionale storia d’amore. Per otto volte la chambre bleue di un hotel diventa testimone e luogo d’incontro di questa relazione clandestina, fino a quando Julien, spaventato dall’idea di perdere la propria famiglia, preferisce chiudere la relazione. Ma il meccanismo che porta alla tragedia è ormai innescato.

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TFF 2014: THE BABADOOK di Jennifer Kent, THE KINGS SURRENDER di Philipp Leinemann e THE BETTER ANGELS di A. J. Edwards

babadook-the-locandinaTHE BABADOOK di Jennifer Kent (2014)

Scritto da Michele Chighizola

Vedova del marito morto in un incidente stradale, Amelia (Essie Davis) si deve occupare da sola di Samuel (Noah Wiseman), figlio problematico con pulsioni violente e il terrore del buio. Una sera, invece del consueto libro di favole, Amelia legge al figlioletto un misterioso libro trovato sullo scaffale: si tratta di Babadook, storia di un uomo nero che penetra lentamente nella casa (e poi nella mente) delle persone, fino a condizionarle e portandole a compiere gesti terribili. Chiaramente, è quanto accadrà ad Amelia e Samuel.

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TFF 2014: BIG SIGNIFICANT THINGS di Bryan Reisberg, THE IMMORTAL SERGEANT di Ziad Kalthoum e LA SAPIENZA di Eugène Green

BIG SIGNIFICANT THINGS di Bryan Reisberg (2014)

Le grandi cose che contano: l’amore, la famiglia, la creazione del nido domestico. Craig (Harry Lloyd) sembra aver raggiunto la piena realizzazione, dal momento che si appresta a comprare casa a San Francisco con la fidanzata. Ma, evidentemente, qualcosa si è inceppato nel meccanismo della sua vita perfetta, poiché decide di lasciare sola la ragazza nella ricerca dell’abitazione, inventare inesistenti impegni di lavoro e imbarcarsi in un bizzarro viaggio in solitaria tra Mississippi e Virginia per andare alla scoperta di ben altre “grandi cose” (la più grande sedia a dondolo del mondo, la più grande stella al neon, ecc.).

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TFF 2014: JAUJA di Lisandro Alonso (2014), IT FOLLOWS di David Robert Mitchell (2014), WHIPLASH di Damien Chazelle (2014)

JAUJA di Lisandro Alonso (2014)

Dopo essere stato presentato in Un Certain Regard all’ultima edizione del Festival di Cannes, anche il Torino Film Festival decide di mostrare il più recente lavoro del regista argentino Lisandro Alonso, Jauja. La pellicola è una tra le più complesse e intellettuali mostrate sinora nel capoluogo piemontese. Raccontando la storia di un uomo che, disperato per la scomparsa della figlia, si mette sulle sue tracce, il regista ha modo di analizzare per filo e per segno l’esistenza umana, partendo dai rapporti familiari sino ad arrivare ad indagare il post mortem. Stilisticamente formale e minuzioso, Jauja può essere paragonato ad una galleria d’arte in movimento data la sua struttura molto statica composta da quelli che potremmo definire dei tableaux vivants. Alonso insiste nell’imprimere un ritmo dilatato e lento, rendendo protagonista la natura che fa da palcoscenico per l’attore protagonista magistralmente interpretato da Viggo Mortensen al centro di un vero e proprio tour de force. Sempre alla ricerca di un’estetica rara e sorprendente, Alonso firma un film affascinante e ipnotico che lascia più di un segno nel cuore dello spettatore.

Voto: 3/4

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TFF 2014: TOKYO TRIBE di Sion Sono e DIPLOMACY di Volker Schlöndorff

TOKYO TRIBE di Sion Sono (2014)

Dopo aver presentato Why Don’t You Play in Hell, divertente opera metacinematografica, alla penultima mostra del cinema di Venezia, Sion Sono torna a lavorare su una pellicola dai toni più leggeri e goliardici ambientando le buffe vicende di Tokyo Tribe in un futuro molto prossimo, attraverso il quale però, il regista cerca di sviscerare il nostro presente. Il film infatti sembra essere una caricatura grottesca dei giovani d’oggi, intenti solo ad aggregarsi in bande, a sfidarsi a colpi di pugni, rime rap, balli hip hop e a fare a gara tra chi è più dotato. Sion Sono intesse un film corale difficile da seguire, ricco di personaggi e svolte narrative che disorientano lo spettatore ma allo stesso tempo lo divertono (sono diverse le scene davvero spassose). Ciò che però non funziona è il riciclo delle situazioni che allungano la pellicola in maniera notevole senza aggiungere mai nulla di nuovo a quanto detto nei primi venti minuti. Infatti la primissima parte di Tokyo Tribe è la più riuscita per la sua carica visiva originale e stupefacente (inquadrature molto lunghe e difficili da gestire, orchestrate in maniera sublime dal regista con un prologo interamente cantato e una fotografia coloratissima e piena di luce). Poi il lavoro non fa altro che ripetersi per il resto dei minuti in cui continua a denunciare l’assurdità di una guerra tra bande e la mancanza di morale presente nei giovani. Tra leggeri richiami ad Arancia meccanica, Kill Bill e Scarface, il film eccede nello stile barocco fine a se stesso di cui si fa portavoce.

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TORINO FILM FESTIVAL 2014: uno sguardo d’insieme

Giunto al suo trentaduesimo anno di vita, il Torino Film Festival ha reso noto oggi il menù della prossima rassegna. 197 titoli, 65 lunghi, 45 anteprime mondiali, 23 anteprime internazionali, 3 anteprime europee, 70 anteprime italiane. Questi sono i numeri dell’edizione che prenderà il via il 21 Novembre nella capitale piemontese. Ma, come da sempre questo Festival ci ha abituato, non è la quantità il suo punto forte, bensì la qualità.

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