CI VUOLE UN GRAN FISICO di Sophie Chiarello (2013)

locandina-ci-vuole-un-gran-fisicoIstruzioni per distruggere una commedia al femminile che nelle intenzioni poteva anche risultare simpatica e piacevole, per una serata tra donne – esce il 7 marzo – in cui poter ridere e fare dell’autoironia sulle disgrazie quotidiane del gentil sesso. Tutte premesse completamente annientate dalla mediocrità del prodotto finale, in cui viene da chiedersi come mai Angela Finocchiaro abbia deciso di prendervi parte.

 

Ci vuole un gran fisico racconta infatti le vicende di Eva (Angela Finocchiaro), una donna qualunque che vive in un appartamento con la figlia (Antonella Lo Coco, quella di X-Factor), la mamma iperattiva (Rosalina Neri) e anche l’ex marito (Elio), con un caporeparto assillante e cinico (Raul Cremona) a completare il cerchio. Inoltre per Eva si stanno avvicinando i 50 anni, con tutto quel che riguarda la crisi di mezza età, ma ecco che un misterioso spirito (Giovanni Storti) arriva a darle un aiuto…

 

Già dalla trama il rischio “cestinare” era alto, ma con il beneficio del dubbio potesse trattarsi comunque di una commediola spensierata in cui ridere tra donne. E invece no, neanche quello, perché, a parte la protagonista, il resto funziona poco. Una trama scialba, piatta, colma di luoghi comuni e di situazioni grottesche e fastidiose, che spesso scade nel volgare o nella gag gratuita e inconcludente, cercando a tutti i costui di strappare una risata e ottenendo il risultato opposto: basti pensare all’incipit onirico con i Maya, che da subito fa desiderare d’abbandonare la sala. Elio sembra un pesce fuor d’acqua, come del resto la Lo Coco (che saprà cantare, ma recitare è un’altra cosa) e anche Raul Cremona, che da Zelig al grande schermo perde moltissimo, anche se qualcosa, forse, nella sua interpretazione si può salvare.

 

Mentre invece è da dire che Giovanni Storti, senza Aldo e Giacomo riesce a dare vita a qualche brevissimo siparietto comico, oasi isolata in un deserto di noia. A dir la verità Aldo e Giacomo ci sono, appaiono per 20 secondi a testa circa, e senza dubbio sono i 40 secondi migliori di una delle peggiori commedie italiane degli ultimi anni. Peccato, perché di solito Angela Finocchiaro è brava e risulta simpatica, ma in questo caso non è sufficiente a salvare un naufragio simile, imperniato su situazioni già viste e riviste – rapporto madre/figlia senza padre, donna impacciata che vuol dimostrare a tutti i costi qualcosa a tutti, la crisi di mezza età – e che avrebbero bisogno di rinnovamento nella forma, invece di ristagnare in questo vuoto.

Più che un gran fisico, ci vuole un gran coraggio.

 

Voto: 1/4