Cut – Zombi contro zombi di Michel Hazanavicius, la recensione

Cut! Zombi contro Zombi (Trailer ufficiale HD) - YouTube

Che a Michel Hazanavicius interessa raccontare il mondo del cinema con ironia e sperimentalismo è cosa nota: dopo The Artist, pluripremiato omaggio all’epoca del muto, e Il mio Godard, scorcio di vita che racconta il regista con forme e stilemi dei suoi film Nouvelle Vague, in Cut – Zombi contro zombi si approccia al genere horror con una commedia metacinematografica che dopo aver aperto il Festival di Cannes e le anteprime italiane alla Festa di Roma e al Lucca Comics & Games, sbarca nelle nostre sale italiane come evento di Halloween.

C’è un film nel film, a sua volta contenuto nel film. E non solo: il tutto è un remake della pellicola giapponese Zombie contro zombie, del 2017. Insomma, il cinema si fa copia carbone di se stesso, e la contaminazione tra horror e comedy è ormai un genere a sé. Eppure, nel suo essere derivativo, quello di Hazanavicius, che gioca letteralmente in casa facendo recitare la moglie/eterna musa Berenice Bejo e pure la figlia Simone (mentre il suo alter ego è Romain Duris), è un film divertentissimo, che non teme di sconfinare nel trash più demenziale e perfino scatologico.

Non spoileriamo troppo sulla trama, divisa in tre segmenti: il (finto) film in piano sequenza, l’antefatto, i retroscena. Si ride tanto, sangue (finto) e liquidi corporei scorrono in abbondanza. Ci piace segnalare la presenza dell’italiana Matilda Lutz, che da Revenge e The Ring 3 si è imposta come la scream queen per eccellenza del cinema contemporaneo (e qui gioca molto su questa sua caratteristica). Curiosità: il film – in francese Coupez! – doveva originariamente intitolarsi Z (comme Z). La guerra in Ucraina ha però portato a un cambiamento alla vigilia di Cannes, su richiesta dell’Istituto Culturale Ucraino che ha chiesto di rinominare la pellicola per evitare fraintendimenti sulla lettera Z, simbolo dell’invasione russa.

Voto: 2,5/4