DIETRO I CANDELABRI di Steven Soderbergh (2013)

dietro-i-candelabri-la-locandina-italiana-del-filmDopo la presentazione in concorso al Festival di Cannes 2013, arriva nelle sale Dietro i candelabri, film pensato per la tv e prodotto dalla HBO.«Il film era inizialmente previsto per un’uscita cinematografica, ma la storia era troppo gay per gli studios di Hollywood». Parola di Steven Soderbergh che ha dichiarato di voler abbandonare il cinema dopo questo lungometraggio per dedicarsi al teatro e alle serie TV.

 

 

La pellicola è incentrata sulla tormentata relazione sentimentale tra Liberace (Michael Douglas), celebre pianista statunitense nato a Milwaukee nel 1919 e morto a Palm Springs nel 1987, e il suo giovane amante Scott Thornson (Matt Damon). Ambientato nella seconda metà degli anni ’70, il film, ispirato alle memorie dell’artista, va al di là del semplice biopic, restituendo in modo efficace l’atmosfera goliardica e stravagante al limite del kitsch dell’epoca, concentrandosi in particolare sullo stile di vita e sulla parabola artistica di Liberace, vittima di un inesorabile declino, simboleggiato dalla minaccia dell’Aids, dopo aver assaporato i fasti della popolarità.

Previsto per il 2008 ma rinviato per consentire a Michael Douglas di curarsi dal tumore alla gola che lo aveva colpito, il film, nonostante si avvalga di due protagonisti in gara di bravura, capaci di calarsi alla perfezione in una realtà psichedelica ricostruita con un notevole gusto per il dettaglio, non riesce a coinvolgere e appassionare come dovrebbe: Soderbergh, virtuoso della macchina da presa, dopo le efficaci suggestioni stilistiche proposte in Magic Mike e Effetti collaterali, si accomoda su una messinscena piatta e convenzionale che non valorizza fino in fondo un materiale narrativo a disposizione. Tutto funziona, ma era lecito aspettarsi qualcosa di più. Peccato.

 

Voto: 2,5/4