Dogman di Luc Besson, la recensione

Il ritorno di Luc Besson dopo anni di cinema blockbuster e di controverse vicende personali con accuse di abusi (e relativo proscioglimento) è un film che strizza l’occhio all’età d’oro del regista francese, al noir mélo dei suoi film anni 90 più contenuti nei budget ma divenuti cult, come Léon e Nikita. Dogman, presentato in concorso alla 80esima Mostra di Venezia, è ancora la storia di un antieroe solitario e outsider, ancora un lampo di tenerezza in un universo marcio e violento.

A Doug, interpretato da un prodigioso Caleb Landry Jones che s’impone come uno dei talenti del momento, la vita e gli esseri umani hanno riservato solo violenza e dolore, a partire da un’infanzia segnata da maltrattamenti e soprusi in famiglia. Così, rifiutato dai suoi simili, costretto ai margini della società con tutti i crismi del reietto (disabile, drag queen, senza affetti), trova conforto nell’amicizia con i cani, che per lui sono letteralmente “i suoi bambini”. 

Besson confeziona un’opera affascinante, disperata, romantica, filmata impeccabilmente e fortemente debitrice del Joker di Todd Phillips ma che al contempo cerca di lasciare fuoricampo la violenza più cruda e disturbante, tanto che per certi versi – pur non mancando di ferocia – Dogman potrebbe essere addirittura un film da consigliare ai ragazzi. Intendiamoci, non c’è nulla di nuovo in questo film che concentra diversi elementi già visti e rivisti – il lungo flashback con l’espediente narrativo della confessione a una psicologa della polizia, il racconto di formazione, il richiamo alla religione, i brutali gangster ispanici – eppure Besson ci dimostra che si può fare ancora mescolare ingredienti noti e tirarne fuori un film notevole ed emozionante, se girato con intelligenza, perizia tecnica e tanto cuore.

Le sequenze iconiche sono parecchie, compreso un finale di forte impatto emotivo, il già citato attore protagonista è straordinariamente in parte e la colonna sonora che va dagli Eurythmics a Edith Piaf e Marlene Dietrich è splendida. Menzione speciale per le sequenze canine, girate senza Cgi e con veri animali perfettamente addestrati.

Voto: 3/4