ELLES di Malgoska Szumowska (2012)

In Francia secondo una statistica, ogni anno 40.000 studenti si prostituiscono per pagarsi gli studi. Una tendenza che coinvolge molti paesi europei, dalla vicina Italia fino alle più prestigiose università inglesi. Nasce proprio da questo spunto di cronaca Elles, film della regista polacca Malgoska Szumowska con Juliette Binoche, Anais Demoustier e Joanna Kulig. La pellicola è stata presentata nella sezione Panorama dell’ultimo Festival Internazionale del cinema di Berlino.

Anne (Binoche) è una giornalista di mezz’età che sta completando un’inchiesta sulla prostituzione universitaria a Parigi. Per rendere ancor più dettagliata e precisa la ricerca, la protagonista si affida alle testimonianze di due giovani meretrici consenzienti. Con il passare del tempo tra la donna e le ragazze s’instaura un rapporto d’affetto che stravolgerà la vita di colei che ascolta.

Il progetto tutto al femminile affronta un difficile tema che scatena disapprovazione morale pubblica a curiosità voyeuristica privata. Dovrebbe essere un film di denuncia, provocatorio e crudo quanto basta per far riflettere, ma in realtà si tratta di un banale, asettico e ingenuo saggio sul piacere di sollazzare i mariti altrui e sulla preoccupazione delle signore bene che il consorte divertito sia il proprio. In un’epoca in cui tutto è a portata di un click, le scene di sesso “estremo” non scandalizzano e appaiono quanto mai forzate.

Non bisogna andare lontano per capire come la macchina da presa possa immortalare al meglio i problemi della società, ad esempio Shame di Steve McQueen si occupa magistralmente della sessualità repressa. Invece Elles sfrutta una fotografia patinata per buttarsi sul cinematograficamente logoro dialogo tra generazioni. Nemmeno una Juliette Binoche mai così stropicciata e sconvolta, riesce a sollevare le sorti di un film contenutisticamente vacuo e artatamente indecente. Perché come disse Pasolini: “chi si scandalizza è sempre banale: e, aggiungo, è anche sempre male informato”.