Far East Film Festival 2023, la recensione di Deleter

Nadine Lustre in 'Deleter': Watch First Teaser for Mikhail Red's  Techno-Horror Film (EXCLUSIVE)

Si potrebbe commettere un grave errore a sottovalutare Deleter di Mikhail Red riducendolo ad un horror di fascia medio bassa che attinge senza sforzi al sottogenere dei fantasmi vendicativi tipico del cinema asiatico. Forse è troppo scomodare esempi illustri, ma già nei primi anni 2000 Kiyoshi Kurosawa con il suo Kairo predisse dove ci avrebbe condotti internet con la promessa di annullare le distanze tra le persone andando invece ad isolarci ulteriormente creando nuovi fantasmi dietro e davanti allo schermo. Probabilmente non poteva immaginare dove ci avrebbe poi condotti il progresso proseguendo su quella strada, la diffusione di strumenti con i quali accedere a Internet in ogni momento e in ogni luogo, registrare, registrarsi, catturare il momento e condividerlo in differita o i live.

E’ da qui che parte Deleter con la sua protagonista, Lyra, impiegata in una società che si occupa di vagliare e moderare contenuti caricati online ritenuti sessualmente espliciti e violenti, che si trova ad affrontare un momento particolarmente difficile della sua vita. Il rendimento sul lavoro cala drasticamente e nemmeno le medicine sembrano aiutarla ad uscire dagli stati di alienazione nei quali precipita quando si trova davanti allo schermo del pc. Il tragico destino di una collega farà precipitare le cose ulteriormente.

Mikhail Red, forse in maniera semplicistica e scivolando nella banalità tipica di certo cinema di genere, ci racconta quel profondo distacco creatosi tra la finzione ed il reale: lo schermo, di un computer o di un telefonino, è un filtro che interrompe in entrambe le direzioni qualsiasi tipo di coinvolgimento empatico, spingendoci verso una sempre più profonda e irrimediabile desensibilizzazione che travalica i confini di ciò che è “content” su Internet, invadendo anche la vita di tutti i giorni.

Voto: 2/4

Matteo Soi