Far East Film Festival 2023, la recensione di The Sales Girl

The Sales Girl - Film (2021) - MYmovies.it

Per la seconda volta nella sua storia, il Far East Film Festival ha schierato nella sua selezione un film proveniente dalla Mongolia (il primo fu Operation Tatar). Del Paese più isolato al mondo, The Sales Girl ci presenta un’immagine totalmente lontana da quella che visualizziamo abitualmente. Anziché portarci nei suoi orizzonti rurali, semideserti e pastorali, il film di Janchivdorj Sengedorj ci cala in un mondo ormai urbanizzato, una Ulan Bator che somiglia – forse sin troppo – a una città di qualsiasi altra nazione del resto del mondo. 

In questa metropoli un po’ grigia e sonnolenta, si muove la giovane protagonista Saruul, una ragazza timida, semplice e non particolarmente estroversa che finisce a sostituire un’amica impiegata in un sexy shop. Improvvisamente a contatto con un mondo nuovo fatto di giocattoli erotici, bambole gonfiabili e clienti di varia natura – impacciati, sfrontati, molesti – la ragazza instaura un curioso rapporto con la proprietaria del negozio, signora disinibita e viveur. Grazie a questa amicizia in cui ognuna trova una sorta di rifugio nell’altra, Saruul diventa sempre più consapevole dellla propria personalità e inizia a fare i conti con la sua sessualità.

The Sales Girl è un racconto di formazione in cui la tematica pruriginosa, filtrata dall’ironia e da un umorismo dolceamaro, è solo un pretesto per mostrare il percorso della protagonista che impara a conoscere se stessa e della sua controparte adulta che pian piano, grazie al legame con la ragazza, mostra le sue fragilità. Delicato e poetico senza mai essere volgare, è un film di sorprendente leggerezza eppure al contempo profondo, che esplora con tenerezza il passaggio dall’adolescenza all’età adulta della sua eroina (il rapporto con i genitori e con il suo unico amico, il bisogno di assecondare il proprio estro artistico contro la volontà della famiglia che la vorrebbe ingegnere nucleare). Una bella sorpresa che ci porta a conoscere una cinematografia solo apparentemente anni luce da noi e una giovane attrice al suo primo ruolo importante, la brava Bayartsetseg Bayangerel. Curiosità: nel film giocano un ruolo particolare le canzoni di Magnolian, cantante mongolo indie-folk, al secolo Dulguun Bayasgalan.

Il film ha vinto il Gelso Rosso “Mymovies” al Feff.

Voto: 3/4