Far East Film Festival 2024, la recensione di The Roundup: Punishment

di Valeria Morini

Se Bud Spencer fosse nato in Corea del Sud, probabilmente si chiamerebbe Don Lee. Viene spontaneo accostare il nostro attore al gigantesco protagonista di questo film presentato al Far East Film Festival 2024. The Roundup: Punishment di Heo Myeong-haeng è il quarto capitolo di un franchise incentrato sulle avventure del massiccio detective Ma Seok-do, poliziotto schietto dalla mano formidabile che molla pugni e schiaffoni con la facilità con cui respira.

In questo film, vagamento ispirato a fatti reali e che mixa alla perfezione action poliziesco e comedy, la squadra di agenti protagonista indaga su un giro di casinò online con base nelle Filippine. A capo dell’attività, che sfrutta disgraziati programmatori tenuti sostanzialmente in schiavitù, c’è un gangster/imprenditore digitale che vuole lanciare una criptovaluta truccata. Il riccone, per quanto cattivo, è un chierichetto se paragonato al più feroce dei suoi sgherri, il sinistro Baek, dal fisico scolpito e tatuato e abilissimo col coltello con cui si fa strada facendo strage a destra e manca.

The Roundup: Punishment è uno di quei film che procedono col pilota automatico e fanno puro entertainment coniugando tutti gli stilemi del genere in modo pressoché esemplare. Divertentissimo, semplicemente godurioso per chi ama il cinema a base di scazzottate, le sue scene d’azione centrano il segno tanto quanto i potenti sganassoni del detective Ma (l’uso del sonoro è eccezionale), così come le battute (“Sono un poliziotto e non colpisco mai con tutta la mia forza. Per te farò un’eccezione”). Lee (ex pugile, visto anche in Eternals) non sarà un attore da metodo Strasberg ma è perfetto e col physique du role ideale: si prende gran parte della scena, ma è circondato da deliziosi personaggi macchiettistici, senza dimenticare un iconico Kim Moo-yul nei panni del villain Baek.

Voto: 2,5/4