Far East Film Festival 2025, la recensione di A Bad Summer: un thriller sulla previdenza sociale giapponese firmato Hideo Jojo
Sotto il sole cocente di una caldissima estate giapponese, Sasaki svolge la sua funzione di dipendente della previdenza sociale giapponese andando a intervistare i percipienti dell’assegno di sussidio per capire se sussistono le condizioni e i requisiti per continuare a riceverlo. Accompagnato da una irreprensibile collega, si troverà a indagare su di un altro impiegato sospettato di ricevere favori sessuali da una ragazza madre in cambio dell’assegno di sussidio. Da qui all’interessamento della malavita sull’affare il passo è breve.
Ed è proprio dalla bocca di un criminale che arriva impietosa la radiografia su di una società giapponese ormai incapace di ribaltare un’ingombrante crisi economica al punto che perfino gli assegni di sussidio sono più alti degli stipendi percepiti da chi ha un impiego regolare.
In questo contesto l’integrità, di cui una delle protagoniste si fa insistente baluardo, è esattamente ciò che i personaggi faticano a mantenere mentre un’insostenibile ingiustizia sociale rosicchia la loro moralità.
Matrice drammatica a parte, A Bad Summer – in concorso al Far East Film Festival 27 – si identifica presto come un thriller la cui struttura narrativa procede per accumulo fino ad un climax dove la violenza che era rimasta soffocata emerge improvvisamente e con forza.
Viene a mancare forse solo un po’ di coraggio nel finale, dove si perde il focus sulla critica sociale, vero colonna portante del film, e ci si lascia su note più positive e di speranza.
Voto: ★★½/☆☆☆☆
